Oscar Niemeyer è
un indiscutibile maestro, un instancabile
creatore di architetture che sfiorano il ‘sublime’,
inteso nell’accezione che la storia
dell’architettura ha dato a questo termine.
Immane il suo lavoro, conseguente ad una
vigorosa ed evidente passione. L’architetto
Niemeyer, racconta il suo lavoro utilizzando i
segni e trasformandoli poi, in immagini; crea
ambiti variabili di ritrovata potenza
espressiva. Genera senza sosta indelebili
confluenze formali caratterizzate da una
calcolata e fin troppo colta, ‘differenza’. A
suo carico un percorso architettonico
straordinario; imbastisce oggetti rari,
formalmente appartenenti ad un mondo possibile
ora ‘plausibile’. Traduce dalla stessa materia,
un’energia scultorea sofisticata. C’è di più,
chiediamoci del rapporto delle sue opere con lo
spazio, chiediamoci perché le sue forme così
libere e suadenti riescono a confrontarsi con
esso senza contrapporvisi violentemente. Bene,
la risposta è nello studio e nella sua ricerca
continua con matita e foglio, nei paesaggi della
sua terra maturati ed ri-ri-elaborati, nella
semplicità progettuale e costruttiva, dote
comune ai grandi maestri dell’architettura. Uno
dei migliori architetti che sanno coniugare il
contenitore funzionale, con un’evidente
partecipazione dello spazio alla struttura
convincendola di una propria valenza scultorea.
Oscar Niemeyer si è così avvicinato alla storia
complessa dello spazio architettonico, alla sua
più recondita e difficilmente interpretabile
essenza. Basta guardare le immagini dei numerosi
progetti in cui ha proposto architetture ai
bordi di crude curve di livello, di muraglie
naturali a picco sul mare. Le sue opere nascono
dallo spazio ed in esso si proiettano
dilatandosi visivamente e diventandone parte
integrante. Ora, molto presumibilmente, una sua
opera farà parte del paesaggio italiano, in
particolare a Ravello dove, dopo una vivace
quanto fruttuosa e stimolante discussione, che
sottolinea l’avanzato grado di civiltà del
nostro paese, verrà costruito un auditorium. La
locazione è, guarda caso, in un posto
esattamente come lo sono quelli in cui
l’architetto, si è dimostrato essere
insuperabile. Plauso, quindi alle
amministrazioni del posto, anche alle testate
giornalisctiche che hanno contribuito di volta
in volta a farci conoscere le vicissitudini
degli accadimenti (come avevo sperato succedesse
nei miei scritti risalenti all’inizio della
discussione). La componente più importante
rimane il fatto che il suo progetto ha in sé
tutta la sua storia e grazie ad esso
comprenderemo maggiormente gli ambiti elettivi
di un territorio, tenendo presente che uno
spazio creato è sempre e comunque uno spazio
rivelato.
http://www.fondazioneravello.it/oscar/progetto.html
http://www.larticolo.it/modules.php?name=News&file=article&sid=1054&mode=&order=0&thold=0
http://www.architettiroma.it/dettagli.asp?id=5000
http://www.niemeyer.org.br/
http://www.sintesieuropa.com/schede/oscar_niemeyer.htm
http://www.nextonline.it/archivio/11/07.htm
http://www.archphoto.it/IMAGES/Manzione/manzione1.htm
http://musibrasil.net/stt/vsl_stt.asp?ids=30
http://www.architettiroma.it/archweb/dettagli.asp?id=4947
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