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Questo
caso è diverso, racconta non di un'architettura
generata per richiamare l'attenzione, ma di
un'architettura che completa un quadro generale
d'esigenze umane. Qui non si 'decentra', non si
'decongestiona' non si 'restaura mummificando' non si
'decora scimmiottando', qui si creerà l'architettura
per il suo primo scopo. Realizzare un desiderio che da
tempo esiste ed ha bisogno di concretizzarsi in un
'ambito variabile' un architettura prodotta, questa è
la cosa fondamentale, da una volontà collettiva. Il
produrre architettura come continuazione materica di
funzioni umane derivate direttamente da pratiche
artistiche. Quale migliore luogo d'intervento dove
l'architettura stessa chiama per un architetto?
E allora
quale migliore possibilità se non quella di realizzare
il progetto che Oscar Niemeyer ha preparato per
Ravello?

Progetto
del Museo di Arte Contemporanea a Niteroi, Brasile,
viste dal museo della baia Guanabara le montagne di
Rio e il Pao de Acucar, foto Kadu Niemeyer
Se la
preparazione del Parsifal, predispose Richard Wagner,
nel suo viaggio in Italia, a riconoscere tra le
bellezze paesaggistiche, ed in particolare quelle di
villa Rufolo, il giardino magico di Klingsor, allora
possiamo avere una leggera percezione di un luogo dove
diventa logico far nascere interessi culturali.
Infatti, da cinquant'anni a Ravello si celebra un
Festival dedicato a Wagner. La presenza per buona
parte dell'anno, di musicisti artisti intellettuali,
ha generato pratiche 'indotte' di rispetto e
osservazione attenta dell'ambiente circostante che ha
acquisito un valore aggiunto di notevole spessore
sociale. E' in atto a Ravello una verifica pratica di
come un ambiente storico può coinvolgere 'le arti'
fino a trasformare elementi naturali in energie
'sensazionali' e 'relazionali' che esaltano l'ambiente
paesaggistico senza il quale, è chiaro, non sarebbe
sucesso un bel niente.
La
natura ha preparato uno scenario che l'uomo può e deve
comprendere, rispettare ma a maggior ragione, da
questo è possibile far nascere altre forme di
attenzione per elementi che con la natura si
compenetrano o ne sono la diretta continuazione, vedi
la musica, l'arte, la ricerca di nuove forme
d'espressione artistica e non ultima l'architettura. A
chi ha qualche dubbio sull'inserimento dell'auditorium
vada a indagare nella storia dell'architetto Oscar
Niemeyer. Una vita colma di tante e tali realizzazioni
di ricercata qualità e di lotta contro la megalomania
dittatoriale sui popoli, da uscire indenne da
qualunque ipotesi di accusa di 'rovinare' un paesaggio
con le sue idee.
Rampe di
collegamento con la galleria Parlamento dell'America
Latina particolare panoramica durante i lavori, foto
Kadu Niemeyer di una tettotia, foto José Moscardi e
Cristiano Moscaro
Quando
parliamo di un grande architetto qual' è Oscar
Niemeyer, dobbiamo fare riferimento alla nostra onestà
intellettuale e stabilire cosa intendiamo in quel
momento quando usiamo il temine 'opera d'arte'. Una
volta stabilita una definizione, la useremo per capire
la vita intensa e sempre d'alto livello del maestro.
Una delle caratteristiche essenziali della sua vita,
ci accorgeremo, riguarda proprio la ricerca dell'opera
d'arte (mai architetto fu più indicato, quindi, per
Ravello). Certo, quando si tratta di progetti di opere
pubbliche è molto difficile creare un'opera d'arte, ma
il maestro ha guardato soprattutto alle nuove esigenze
che il corpo costruito, genera nella confluenza delle
funzioni, delle forme e della materia del suo stesso
ambito (il luogo), rispettando così la continuazione
dello spazio creato, con l'ambiente. L'architettura
infatti deve sempre azzardare creando spazialmente
eventi nuovi rispetto ad una trama 'funzionale' data,
deve cercare secondo Niemeyier :" la bellezza, che
è la preoccupazione di un artista e lo scopo di
qualsiasi opera d'arte. […] Una volta Le Corbusier mi
disse che io avevo negli occhi le montagne di Rio. E'
vero. Ma non solamente le montagne di Rio".
Notiamo
come la sua architettura plasticamente si evolve in
forme antigravitazionali moltiplicando sbalzi e
sperimentando nuove gestualità materiche che, definire
moderne, determinerebbe una regressione al senso
qualitativo dell'opera di un'intera vita. Il suo
approccio progettuale, è di fronte al foglio.
Testimonia il lavoro dell'architetto fatto di ricerca
estenuante e continua capace di assorbire, maturare e
mettere in pratica quei segni che derivano da una
colta gestione emozionale delle forme e dello spazio
'attivo' che possono generare. Ecco perché il mestro
'evoca' più che schizzi (numerosi), dei 'grafici'
d'architettura, in cui le linee denotano poetiche
assimilate, testimoniano la serietà della pratica
costruttrice conseguente e la responsabilità di 'corpi
architettonici' che occuperanno un spazio 'ritrovato'
per la vita dell'uomo. Non è un'architettura
simbolica, ma è una pratica che affranca lo spirito,
sollecita la percezione stimola la mente che si lascia
andare, seguendo profili alla scoperta linee sinuose
organico-materiche. Il passo seguente è già spazio.

La
passeggiata sul mare di Niteroi, rampe del Parlamento
dell'America foto di Marcelo Aniello Latina, foto
JoséMoscardi
Dalle
interviste al maestro è chiara la sua dinamica
d'intervento che lo vede ritornare più volte agli
schizzi soprattutto quando la descrizione del progetto
non lo convince; un ritorno per 'equilibrare',
rimuovendo o aggiungendo 'materia' al geniale
esercizio scultoreo. Quando un po' di tempo fa, il suo
intervento alla Casa della Cultura a Le Havre,
collaborando con Le Lionnais, turbò per la diversità
d'inserimento, ecco che Bruno Zevi parlò di "forma
assai plastica dalle robuste palpebre cementizie a
commento di asprigni tronchi di cono distorti e rigati".

progetto per La Casa
della Cultura a Le Havre in collaborazione con Le
Lyonnais
Ancora
una volta alle funzioni, il maestro fonde
un'ineguagliabile poetica spaziale i cui termini
procedono comunque ad esaltare lo spazio di un ambito
architettonico realizzato e convincente.
Dopo "le testuggini"
dell'Auditorium di Roma, di Renzo Piano che
contribuisce ad arricchire il patrimonio della città
eterna, ora osserviamo la gestualità di un'opera che
si espande e nella sua definizione plastica;
caratterizza il luogo con i termini di un'architettura
che oltre ad inserirsi benissimo nel clima
mediterraneo (colori, masse e realtivo studio di
ombre) contribuisce a stimolare una pratica
costruttiva più propriamente artistica che è lo scopo
di quello che l'auditorium vuole indicare come
elemento iniziatore. Alcune zone d'Italia, ancora non
conosciute da molti, hanno delle caratteristiche che
oserei definire 'elettive' per il concretizzarsi di
quelle che sarebbero delle rinnovate percezioni,
capaci di dare all'ambiente e soprattutto alla
collettività nuova linfa. Sollecitando così, interesse
paesaggistico e culturale, insufflando, ne sono certo
un nuovo tipo di energia vitale all'intera zona. Tocca
alle amministrazioni locali riuscire ad evidenziarne
le caratteristiche perché poi, a livello centrale,
possano essere amplificate e dotate della giusta
'aura' d'interesse sociale. Quindi, mostrate come
esempio di 'rivalutazione', (in quanto storicamente
riconosciamo la grande importanza del luogo in
questione) di patrimoni fin troppo sottointesi o
azzittiti da brutture costruttive. Naturalmente
interventi di questa scala e di questo genere devono
assolutamente essere interessati da un giusto
controllo perché non vengano generati mostri.
Ebbene
tra tutti i casi proprio questo non ha niente a che
vedere con questo discorso, Oscar Niemeyer non è
l'architetto 'personaggio', è l' architetto e basta.
La qualità non gli è stata indotta per nomina, ma l'ha
ricercata, sprimentata, esercitata e confermata ed ora
contempliamo il 'prodotto' architettonico d'alto
livello. Se d'architettura si deve parlare, bene, il
maestro Niemeyer è uno degli esponenti la cui vita è
esempio tutt'ora per almeno una o due generazioni di
architetti. Osserveremo la costruzione passo per passo
e ne discuteremo le visioni e le riflessioni che
sicuramente verranno stimolate. Osserveremo gli
avvenimenti da vicino, indagheremo dove la burocrazia
farà capolino per rallentare o disperdere energie, e
tutto ciò funzionerà da 'precedente' per le prossime
idee ed interventi sul nostro territorio. Ai giornali
locali, più vicini proporrei di documentare con foto e
articoli le vicende che si susseguiranno perché tutta
l'Italia possa partecipare a questa costruzione, un
concetto medievale di 'costruzione totale' del duomo
cittadino, a cui tutta la città contribuiva.
Ora, dai
nostri schermi dei computer e grazie alla rete
possiamo partecipare interattivamente alla generale
costruzione di un'ARCHITETTURA.
Siti di riferimento:
http://www.niemeyer.org.br/
http://www.sintesieuropa.com/schede/oscar_niemeyer.htm
http://www.nextonline.it/archivio/11/07.htm
http://www.archphoto.it/IMAGES/Manzione/manzione1.htm
http://musibrasil.net/stt/vsl_stt.asp?ids=30
http://www.architettiroma.it/archweb/dettagli.asp?id=4947
Foto
tratte dai numeri:
n.4 del
settembre '94, e n.1 del gennaio/febbraio 96 della
rivista Ufficiostile
La
foto del progetto
progetto per La Casa della Cultura a Le
Havre è tratta da Linguaggi dell'architettura
contemporanea di Bruno Zevi,ETAS libri settembre 1993 |