Movimento degli studenti della laurea tradizionale (V.O.) delle facoltà di ingegneria italiane

Il Movimento sorge con l'intento di protestare contro la riforma del DPR328 che introduce una separazione
nell'albo degli ingegneri e riduce le competenze dei laureati in ingegneria del vecchio ordinamento
che non hanno ancora sostenuto l'esame di stato.

Il "Movimento Nazionale DPR328" è apartitico ed autofinanziato.

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Tratto da "La Nazione"


PISA — Sbarca anche qui la protesta nazionale degli studenti d'Ingegneria contro il dpr 328 (in vigore dal 2 settembre 2001), che ha introdotto molte novità sull'esame d'abilitazione per professioni come architetto, geometra e, appunto, ingegnere.
Pur ammettendo la necessità di una riforma del sistema universitario di facoltà come quella di via Diotisalvi, che prevedevano tempi troppo lunghi per il conseguimento della laurea, gli studenti che aderiscono al "movimento nazionale dpr 328" contestano principalmente la retroattività del provvedimento.
Ma che cosa stabilisce, in particolare, il decreto? Esso istituisce all'interno dell'Albo professionale degli Ingegneri due sezioni: A per la laurea specialistica, B per quella triennale. Ogni sezione è stata suddivisa in altri tre settori: "Civile e ambientale", "Industriale", "Dell'informazione". Gli attuali iscritti all'Ordine o chi ha conseguito l'abilitazione tramite l'esame di Stato indetto prima dell'entrata in vigore del regolamento, possono iscriversi nella sezione A e nel settore/i per i quali si richiede di optare. Chi invece si abiliterà d'ora in avanti, potrà iscriversi nella A o nella B, ma inizialmente solo nel settore corrispondente all'abilitazione conseguita. L'esame di Stato, inoltre, sarà articolato in quattro prove (due scritte, una orale e una pratica): chi vorrà richiedere l'iscrizione a un altro settore della stessa sezione, potrà farlo soltanto affrontando un ulteriore esame di due prove (una scritta e una orale).
"Il disagio più forte per noi — lamenta Carmine Zappacosta, portavoce degli studenti d'Ingegneria — è la retroattività del decreto. Proprio per tale motivo ci saranno molti ragazzi che, pur laureandosi col vecchio ordinamento, dovranno affrontare la nuova complessa abilitazione, senza poter usufruire dei vantaggi della riforma universitaria cosiddetta del 3+2. Inoltre ci chiediamo: perché creare uno sbarramento proprio alla fine degli studi con un articolato esame di Stato, quando la Riforma ha appena cercato di snellire tutto l'iter?".

di Antonia Casini

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Ultimo aggiornamento: 24-08-06