Movimento degli studenti della laurea tradizionale (V.O.) delle facoltà di ingegneria italiane
Il Movimento sorge con l'intento di protestare contro la riforma del DPR328 che introduce una separazione
nell'albo degli ingegneri e riduce le competenze dei laureati in ingegneria del vecchio ordinamento
che non hanno ancora sostenuto l'esame di stato.
Il "Movimento Nazionale DPR328" è apartitico ed autofinanziato.

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IL PROBLEMA             

 

La riforma degli ordini professionali, specificamente quello degli Ingegneri penalizza in modo inaccettabile tutti gli studenti del vecchio ordinamento che loro malgrado, ancora non hanno sostenuto l’esame di abilitazione professionale.
Con il D.P.R.328/2001 viene modificato l’esame di abilitazione che diventerà molto più COMPLESSO (due prove scritte, un orale e una pratica) e permetterà l’iscrizione a un solo settore dell’albo professionale (Civile - Ambientale, Industriale e Informazione). 
Chi invece ha sostenuto il VECCHIO ESAME DI STATO, prima dell’entrata in vigore del DPR328, potrà iscriversi a TUTTI E TRE I SETTORI SENZA ULTERIORI ESAMI.
Questa è una DISCRIMINAZIONE dal momento che il nostro precorso formativo e il livello di competenze è IDENTICO al loro! 
Una DISCRIMINAZIONE che svaluta le nostre capacità e gli sbocchi professionali! Non vogliamo che anni e anni di durissimo studio vengano buttati nella spazzatura! Con questo Dpr la laurea diventa un dettaglio ininfluente!  Ciò che conta per il decreto è ESCLUSIVAMENTE L’ESAME DI ABILITAZIONE PROFESSIONALE! E’ INACCETTABILE!

Con l'approvazione nel Consiglio dei Ministri del 22 dicembre 2010 del Decreto Milleproroghe, la successiva conversione in legge e l'emanazione del D.P.C.M. del 25 marzo 2011, il transitorio viene esteso fino alla fine del 2011.
Il Movimento continua le manifestazioni di protesta civile e democratica.

Con la conversione con modifiche del decreto legge 29 dicembre 2010 n. 225 nella legge 26 febbraio 2011 n° 10 (supplemento ordinario della Gazzetta Ufficiale n. 47 del 26 febbraio 2011), che restituisce il diritto solo fino al 31 marzo 2011 e il D.P.C.M del 25 marzo 2011 che estende il transitorio fino alla fine del 2011, del decreto legge 1 luglio 2009 n. 78 nella legge 3 agosto 2009 n° 102 (supplemento ordinario della Gazzetta Ufficiale n. 179 del 4 agostoo 2009) del decreto legge 26 dicembre 2006 n. 300 nella legge 17 febbraio 2007 n° 17 (supplemento ordinario della Gazzetta Ufficiale n. 47 del 26 febbraio 2007), del decreto legge 10 giugno 2002 n. 107 nella legge 1° agosto 2002 n° 173 (Gazzetta Ufficiale n°184 del 7 agosto 2002) e del decreto legge 9 maggio 2003 n° 105 (Gazzetta Ufficiale n°160 del 12 luglio 2003) nella legge 11 luglio 2003, n° 170, viene accentuata l'ingiustizia del D.P.R. 328/01 trattando in modo diverso gli aspiranti Ingegneri con lo stesso percorso formativo di coloro che si abiliteranno entro il 2009.

Non comprendiamo il criterio seguito per definire quale termine ultimo per il transitorio il 2011 (se mai ce ne fosse uno!!!)!!! ...ancora in molte facoltà è attivo il primo anno dei corsi di laurea v.o. e inoltre non si è assolutamente tenuto conto della durata media del tempo di laurea (per altro, è questo uno dei motivi della riforma corrente) ! ! !

Chiediamo l'introduzione di un' opportuna norma transitoria, non vincolata da un periodo di validità temporale, ma legata alla condizione personale di studente/neo-laureato col vecchio ordinamento, che riconosca a tutti gli effetti un'assoluta parità di trattamento tra noi e i nostri colleghi che con maggior fortuna hanno potuto concludere gli studi prima dell'entrata in vigore del D.P.R. n°328: per essere più chiari chiediamo di poter accedere a tutti e tre i settori della sezione A dell' albo sostenendo, come hanno fatto i nostri pari-titolo, un solo esame di stato.

Le nostre rivendicazioni hanno motivato cinque decreti e quattro leggi che non condividiamo solo nei tempi.

Abbiamo sollevato un polverone che sta dando i suoi frutti su questioni che tutti ora riconoscono ma che senza le nostre rivendicazioni nessuno vedeva ........ nessuna "guerra" è stata vinta tutta e subito, bisogna insistere, insistere , insistere.

Coloro che si sono iscritti ad un corso di laurea in ingegneria all'epoca in cui era ancora in vigore il vecchio ordinamento (gli iscritti all'anno accademico 2000-2001) non potranno, loro malgrado, sostenere l'esame di Stato secondo le vecchie regole, entro il 2010. E' evidente e palese la contraddizione, é talmente palese l'erroneità del dettato normativo che lo stesso Governo uscente aveva assunto l'impegno, peraltro formale, a monitorare tale situazione, prima della scadenza del termine fissato, ed a valutare, eventualmente, la necessità di adottare le opportune iniziative, anche normative, al fine di dare una risposta alle esigenze sopra rappresentate.

I giovani iscritti al corso di laurea in ingegneria nell'anno accademico 2000-2001 (ciò evidentemente vale anche per gli anni precedenti) non sono in grado di conoscere i livelli e le modalità di selezione che dovranno affrontare per entrare nel mercato del lavoro.
Devono, cioè, affrontare un'incertezza assoluta sull'aspetto più importante del loro futuro e della loro vita.
Tutto ciò risponda a criteri di ragionevolezza? In assoluto, questa é cosa buona e giusta?
Il Governo può consumare un'operazione del genere contro centinaia di migliaia di giovani italiani che hanno scelto questo corso di laurea e che vogliono contribuire al futuro del loro paese facendo gli ingegneri?


 

AFFARI COSTITUZIONALI (1ª)
Sottocommissione per i pareri

MERCOLEDI' 19 GIUGNO 2002
68ª seduta

Presidenza del Vice Presidente
MAGNALBO'

Intervengono il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Gagliardi e per l'istruzione, l'università e la ricerca Maria Grazia Siliquini.


La seduta inizia alle ore 9,25.


(1490) Conversione in legge del decreto-legge 10 giugno 2002, n. 107, recante disposizioni urgenti in materia di accesso alle professioni
(Parere alle Commissioni 2ª e 7ª riunite. Esame. Parere favorevole)

Il relatore MALAN, dopo aver ricordato che nella seduta dello scorso 12 giugno la 1ª Commissione si è espressa favorevolmente sulla sussistenza dei presupposti costituzionali, ai sensi dell'articolo 78, comma 3, del Regolamento, illustra il provvedimento in titolo, volto ad assicurare ai possessori dei titoli universitari conseguiti in base alla normativa previgente alla riforma universitaria la possibilità di sostenere gli esami di Stato in coerenza con il percorso formativo svolto. Il provvedimento assicura inoltre il regolare svolgimento delle prove selettive per l'accesso alle scuole di specializzazione per le professioni legali e proroga gli organi di taluni ordini professionali. Non ravvisando profili di contrasto con disposizioni costituzionali propone infine di ribadire anche in questa sede un parere favorevole.

Il sottosegretario Maria Grazia SILIQUINI sottolinea come le disposizioni introdotte dal provvedimento in titolo, garantendo il diritto di coloro che hanno conseguito diplomi di laurea in base alle regole dell'ordinamento previgente di sostenere esami di Stato coerenti col percorso formativo svolto, costituisce un atto dovuto ai sensi degli articoli 3 e 33 della Costituzione. Per quanto attiene ad altri profili costituzionali si rimette inoltre alle considerazioni espresse in sede di dibattito sui requisiti di necessità ed urgenza ed all'esposizione del relatore.

La Sottocommissione conferisce quindi mandato al relatore a redigere un parere favorevole nei termini proposti.


COMMENTO:

Addirittura viene citata la Costituzione!

Ma in ITALIA la Costituzione è uguale per tutti?

............e allora il transitorio fino al 2003 vi sembrava costituzionale?

......................la Costituzione era uguale per tutti fino al 2003; oltre no!!!!!!!!
(nel nostro caso)

.......e chi si laurea con il vecchio ordinamento dopo il 2011 non è un cittadino italiano?

 

Ultimo aggiornamento: 25-12-10