15/04/2009
Comunicato Stampa
TERREMOTO in ABRUZZO
La ricostruzione sia fatta con prefabbricati
dall’elevato standard antisismico
(Milano) – La recente tragedia nazionale verificatasi in Abruzzo ha
posto all'ordine del giorno in modo drammatico il tema della
sicurezza delle costruzioni ad uso abitativo e strategico in area
sismica.
Senza
voler in alcun modo dimenticare la drammaticità di quanto è
avvenuto, ma anzi con l'intento di fare chiarezza e offrire un
contributo alla ricostruzione delle aree colpite, ASSOBETON
l’Associazione Nazionale Industrie Manufatti Cementizi di
CONFINDUSTRIA, prende una decisa e convinta posizione contro
chi, in questi giorni, sta provando a sostenere tesi secondo le
quali alcune strutture avrebbero ceduto poiché costruite in
calcestruzzo armato.
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Si è
infatti assistito ad una vera e propria opera di “sciacallaggio
mediatico” in alcune trasmissioni televisive in cui si è
proposto il legno come unica e vera soluzione per la produzione di
strutture abitative in aree a rischio sismico. Falso!
Il
confronto tra legno e calcestruzzo armato è d'altro canto
assolutamente improponibile per un impiego in edifici pluriplano e
per una vita di progetto di 50 o 100 anni.
Nel nostro Paese, infatti, la conoscenza della tecnologia del
calcestruzzo è tale che la vita di opere realizzate con questo
materiale è straordinariamente lunga in qualsiasi ambiente esse si
trovino, compreso quello sismico.
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Una visione più attenta delle tristi
immagini giunte dai luoghi del terremoto,
inoltre, conferma che le strutture
prefabbricate hanno offerto un margine di
resistenza, sopportazione dello sciame
sismico e tenuta complessiva molto superiore
alla maggior parte della altre abitazioni
presenti nella zona.
La
prefabbricazione,
in quanto processo industriale di produzione di edifici con
destinazione manifatturiera, commerciale, terziaria, logistica e,
non ultimo, residenziale è in grado di fornire le migliori
garanzie per realizzare strutture progettate, costruite e
controllate da imprese con processi produttivi certificati per
legge.
Con
sempre maggior frequenza, inoltre, la prefabbricazione viene scelta
da progettisti di tutta Italia e del mondo intero proprio perché
considerata la tecnologia migliore per garantire tempi certi di
realizzazione degli edifici, costi contenuti ed elevatissimi
tassi di sicurezza nei cantieri.
Non
si può, infine, non ricordare che ASSOBETON, e con essa i
prefabbricatori italiani, sono impegnati sul tema della sismica
sin dai primi anni ‘90 attraverso studi e ricerche, effettuati senza
sosta, di cui tutto il settore ha beneficiato.
Un
fattore che, insieme alle prime testimonianze che giungono dai
luoghi colpiti dal terremoto, conferma ulteriormente la qualità
delle strutture prefabbricate.
In
un'ottica di ricostruzione responsabile, quindi, la
prefabbricazione, anche ad uso residenziale, rimane una delle
opzioni più valide per garantire la sicurezza futura di quei luoghi
senza tralasciare alcun elemento chiave alla base di ogni buon
progetto.
Se
fino a poco tempo fa il “prefabbricato” veniva infatti identificato
con il classico “capannone” o con il “centro commerciale”, oggi le
soluzioni di residenze prefabbricate in calcestruzzo armato sono
ormai una realtà in Italia ed in Europa e stanno guadagnando
quote di mercato grazie, non solo alla qualità del manufatto,
ma anche alle caratteristiche architettoniche e antisismiche.
Esistono condizioni minime, per le quali ci siamo sempre battuti e
che desideriamo ribadire con forza, per far sì che il mondo del
costruito in Italia produca risultati di qualità:
1) Le stazioni appaltanti e le Istituzioni si decidano a lanciare
progetti che sin dall’inizio descrivano in maniera compiuta e
non approssimativa le caratteristiche e le prestazioni desiderate
senza ammettere deviazioni in corso d’opera;
2) Le
direzioni lavori, che devono essere solo e soltanto
espressione delle stazioni appaltanti, siano affidate a
professionisti o ad imprese specializzate in questo tipo di
servizio e, quindi, capaci di esercitare in modo compiuto il
delicato e complesso incarico a loro affidato;
3)
Gli organi di certificazione, che consentono agli operatori
di lavorare sul mercato nazionale, operino con estremo rigore e
siano anch’essi obbligati a rispondere del loro operato a chi è
preposto a rilasciare le loro abilitazioni. In assenza di un
mercato responsabile e trasparente delle certificazioni, non può
esistere qualità nelle costruzioni.
Anche
da una tragedia umana nazionale come quella abruzzese si possono e
si devono trarre insegnamenti per evitare che certi errori possano
essere ripetuti in futuro. Si devono accantonare proclami
strumentali e si deve lavorare seriamente per produrre idee,
progetti e tanta qualità che possa dare sicurezza e garanzie a tutti
i cittadini.
Ufficio Stampa ASSOBETON
Associazione Nazionale Industrie Manufatti Cementizi
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