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Movimento degli studenti della laurea tradizionale (V.O.)
delle facoltà di ingegneria italiane
Comunicato
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Esame di Stato, 50.000 attendono,
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a
cura del Movimento Nazionale DPR328 www.dpr328.too.it
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Data
di pubblicazione: 30/12/2006 |
Da mesi il Movimento
Nazionale DPR328 mantiene un prudenziale riserbo sulle proprie
azioni, chiedendo agli oltre 50000 iscritti ai corsi del VO
di avere fiducia nel proprio operato e di attendere il momento opportuno
per la pubblicazione delle notizie. Da sempre, infatti, il Movimento
opera seguendo una logica secondo cui contano i risultati, non la popolarità.
Il Movimento ha promesso a se stesso e a tutti gli Studenti e Laureati
del V.O., ingiustamente penalizzati dalla riforma dell’Esame di Stato,
di anteporre l’obiettivo di restituire i diritti negati ad ogni
logica di propaganda, anche a costo di dare luogo a degli inevitabili
contraddittori.
Dopo una lunga e probabilmente snervante attesa, è arrivato
il momento di rendere noti gli ultimi importanti sviluppi che hanno
visto protagonista il Movimento, non senza difficoltà,
ma ci si augura nella giusta direzione ed in modo efficace.
Cercheremo di riprendere il filo degli incontri e di riportare gli avvenimenti
con una chiarezza sufficiente da mostrare, anche ai non addetti ai lavori,
il complesso intreccio delle vicende.
Grazie ad un’azione concertata tra i referenti per Padova (Davide De
Bacco), Firenze e Roma, il giorno 25 ottobre
2006 alle ore 17:00 l’allora Coordinatore Nazionale (e Referente
per Roma) Achille Di Matteo, è stato ricevuto a Montecitorio
dal Presidente della VII Commissione "Cultura, Scienza, Istruzione"
On. Pietro Folena.
Durante l'incontro privato, avvenuto nello studio dell’On. Folena presso
la Camera dei Deputati, l’onorevole ha espressamente garantito tutto
il suo supporto per la risoluzione del problema ed ha effettuato, dinanzi
al nostro coordinatore, alcune significative telefonate che riportiamo
in dettaglio:
1) Segreteria particolare del Sottosegretario al MIUR On. Luciano Modica: è stato appurato che l’On. Modica, pur essendo ampiamente informato circa la nostra questione, come già confermato a seguito dell’incontro avvenuto con il Comitato di Pisa, Referenti Antonio Ricci e Giuseppe Gratis, non aveva ancora ricevuto la delega per potersi occupare della riforma delle professioni; pur concordando con le nostre posizioni, ha quindi reso noto che la soluzione era nelle mani del Ministro On. Fabio Mussi.
2) Segreteria particolare del Ministro al MIUR On. Fabio Mussi: il Segretario particolare del Ministro ha confermato di conoscere il problema e ha manifestato la volontà di risolverlo, ma ha precisato che in quel momento la situazione era confusa a causa degli impegni scaturiti dalla finanziaria. Ha perciò invitato il collaboratore dell’ On. Folena ad informarsi presso il Ministro stesso, essendo i due esponenti politici in ottimi rapporti personali. La sera stessa infatti, l'On. Folena ha telefonato direttamente all’ On. Mussi e gli ha parallelamente inviato una lettera ufficiale con la quale chiedeva di velocizzare la soluzione del nostro problema.
3) Ufficio legislativo del MIUR: il personale dell’ufficio non ha ravvisato alcuna difficoltà in merito rimanendo solo in attesa che il Ministro formalizzasse sui loro tavoli la potenziale soluzione.
Il contenuto delle telefonate, effettuate a tre dei quattro
interlocutori da sempre sollecitati da questo Movimento a seguito delle
quattro petizioni nazionali, ha confermato come essi continuino a configurarsi
come gli attori principali del problema che ci riguarda.
Dal 25 ottobre 2006 sino ad oggi i nostri coordinatori
hanno mantenuto rapporti telefonici quotidiani sia con il collaboratore
dell’On. Folena, sia con altre persone vicine all’On. Mussi che di volta
in volta sono state presentate loro. Nel mezzo c'è stato anche
un incontro personale con il Ministro, a seguito del quale si sono avute
le CONFERME che la strada imboccata fosse quella corretta.
Il 6 novembre 2006 infatti uno dei nostri Coordinatori
Nazionali, nonché Referente per Firenze Pasquale Allegro ha avuto
la possibilità di incontrare a Lamezia Terme l’On. Fabio
Mussi, Ministro per l’Università.
In quell’occasione è stata consegnata nelle mani di uno dei Segretari
particolari la richiesta da sempre fermamente avanzata da questo
Movimento, e cioè la restituzione del diritto
a sostenere l’esame di stato secondo le vecchie modalità a tutti
gli studenti che completeranno il loro corso di studi secondo l’ordinamento
previgente il D.M. 509/99.
Il Segretario non ha fatto mistero di essere già a conoscenza
della questione e si è impegnato a portare ulteriormente all’attenzione
del Ministro la documentazione che gli era stata consegnata.
L' On. Fabio Mussi, rispondendo alle richieste del
nostro Coordinatore, non ha precluso la volontà di lavorare per
una risoluzione rapida e soddisfacente del problema, ma non
si è espresso in quella occasione circa la durata di un eventuale
transitorio.
Agli inizi di novembre 2006, pertanto, c’era da parte
degli esponenti del Movimento, una visione sufficientemente ampia del
problema, grazie anche alle interazioni con il MIUR,
tale da permettere di ipotizzare che il nostro problema sarebbe stato
sanato in occasione del tradizionale decreto "Mille Proroghe"
di fine anno.
Tuttavia non ricevendo conferme circa l’inclusione di un articolo a
nostro favore nella norma citata, si è reso necessario fare ulteriormente
pressione sul MIUR in tal senso, attraverso ben due interrogazioni
parlamentari, ad opera di maggioranza ed opposizione, attualmente
ancora in corso e consultabili sul sito della Camera (precisamente sono
la 3/00257
del 5 dicembre 2006 e la 5/00542
del 20 dicembre 2006). La prima ad
opera dell’On. Americo Porfidia a seguito dell’incontro
avvenuto a Napoli il 12 novembre 2006 con due dei nostri Referenti,
Luigi Rubino del Comitato di Caserta e Vincenzo Buongiovanni del Comitato
di Napoli.
La seconda interrogazione è ad opera dell’On.
Paolo Russo che ha recentemente ricevuto a colloquio (18 dicembre
2006) la nostra Referente del Comitato di Napoli Gabriella Caputo provvedendo
poi in breve a muoversi nelle sedi opportune.
Come si evince dai testi di tali interrogazioni, le parole pronunciate
dagli Onorevoli coincidono con le posizioni assunte da questo Movimento
fin dalla sua fondazione proprio perché discendono dalla documentazione
consegnata dai nostri Referenti e pronta da sempre per queste e altre
finalità.
Ma è importante fare cenno anche alla querèlle che era
sorta tra il Ministero dell’Università e della Ricerca e il Ministero
della Giustizia, circa le rispettive competenze in materia di accesso
alle professioni:
il 21 novembre 2006 era stata pubblicata su Italia
Oggi la notizia dell'inserimento, nel Disegno
Di Legge sulle professioni (DDL Mastella), di un articolo che demandava
al Miur il compito di emanare i decreti legislativi concernenti il coordinamento
tra la normativa degli studi universitari e la disciplina delle professioni
intellettuali.
Dopo la nota inviata il 9 novembre 2006 dal Capo dell'Ufficio
Legislativo del MIUR, Avv. Paolo Narciso, al Ministero della Giustizia,
in cui il MIUR si lamentava di non essere stato coinvolto nella redazione
del DDL, il Ministero di Mastella, che non era stato certo escluso dalla
costante opera di informazione da parte di questo Movimento, aveva risposto
mediante l’inserimento dell'art. 5: Coordinamento con la normativa
universitaria.
Le argomentazioni del MIUR traevano origine dalla legge 4/99
che di fatto stabiliva che fosse compito del Ministero dell'Istruzione
e del Ministero della Giustizia sentiti gli
Ordini professionali, istituire con uno o più
regolamenti adottati (appunto il D.P.R. 328/01), apposite sezioni degli
albi, degli ordini o dei collegi previsti dalla normativa vigente in
materia di accesso alle professioni. La bocciatura del decreto
di disciplina delle professioni intellettuali (D.P.R. Siliquini) da
parte della Corte dei Conti durante la scorsa legislatura, aveva di
fatto restituito nelle mani del MIUR la revisione del D.P.R. 328, perchè
la riformulasse, dando così di fatto ad esso una sorta di prelazione
sulla materia.
Non era pertanto piaciuta la presa di posizione del Ministero
della Giustizia che di fatto aveva posto in un ruolo di secondo piano
la concertazione con il Ministero dell'Istruzione, che conseguentemente
lo aveva diffidato dal proseguire nel disegno di legge.
Ma leggiamo cosa conteneva
l'art.5 del Disegno Di Legge di Riforma delle Professioni,
pubblicato su Italia Oggi:
"Nell'esercizio della delega di cui all'art. 1 i decreti legislativi
concernenti il coordinamento tra la normativa degli studi universitari
e la disciplina delle professioni intellettuali sono emanati su proposta
del ministro dell'università e della ricerca, di concerto con
il ministro della giustizia e del ministro competente per il singolo
settore, secondo le disposizioni dell'art. 1 commi 1, 3 e 4, nel rispetto
dei seguenti principi e criteri direttivi.
(...)
e in particolare al comma 1 a), si diceva che era necessario:
stabilire le norme transitorie relative all'accesso alle rispettive
professioni di coloro che siano in possesso di lauree o diplomi universitari
conseguiti sulla base degli ordinamenti previgenti al decreto del ministro
dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica n.
509 del 3 novembre 1999;
Il 1 dicembre
2006 il Consiglio dei Ministri approva il testo definitivo del Disegno
di Legge di Riforma delle Professioni (DDL Mastella). Ma questo
risulta leggermente modificato, delegando a successivi D.P.R. la messa
a punto di alcuni aspetti e lo stesso articolo 5, non risulta conforme
a quanto preannunciato a mezzo stampa.
Tuttavia, si sblocca un altro nodo cruciale della vicenda: MIUR e Ministero
della Giustizia sembrano finalmente avere raggiunto un accordo, ma già
da allora questo non era stato considerato risolutivo, giacché
la risposta alle nostre istanze non poteva che provenire da
quello stesso MIUR, da sempre sollecitato dal Movimento,
a cui veniva rinnovata la competenza in materia di Esami di Stato e
di accesso all'Albo professionale, prima con la prelazione di fatto
data dalla Corte dei Conti poi con lo stesso art.5 che, sebbene modificato,
tuttavia alludeva ad una risoluzione del contraddittorio tra i Ministeri.
Sempre durante gli stessi giorni di Dicembre sono avvenuti ulteriori
incontri a Montecitorio fra i due coordinatori Pasquale
Allegro ed Achille Di Matteo con alcuni esponenti dell’attuale Maggioranza
di Governo, vedi nuovamente il collaboratore dell’On. Folena, l’On.
Daniele Capezzone (Presidente della Xª Commissione Attività
Produttive), nonché con l’addetto stampa dei Verdi i quali si
sono dimostrati disponibili a venirci incontro con proprie iniziative
di pressione politica sul Ministro in persona e su tutto il MIUR in
generale.
E anche dal Consiglio
Nazionale degli Ingegneri erano giunte indicazioni significative:
non dimentichiamo infatti che il nostro lavoro non aveva certo trascurato
i rapporti con gli Ordini Professionali!
Lo attestano le mozioni di appoggio che continuano a giungere a favore
delle nostre posizioni:
dopo Teramo, Pisa, Vicenza
(Referente Nicola Dainoli) e Firenze si sono recentemente
aggiunte quelle di Napoli (Referenti Gabriella Caputo
e Vincenzo Buongiovanni) e di Bologna (Referente Carlo
Ammatuna).
A queste fa da contorno un comunicato del CNI, con cui in realtà
si vuole dare risposta ad alcuni quesiti, ma che si offre ad alcune
interpretazioni:
"Esami di Stato Seconda sessione esami di abilitazione 2006:
per i laureati con il vecchio ordinamento sussiste il diritto all'iscrizione
all'albo nei tre settori.
Molti abilitandi temono che il protrarsi dell'Esame di Stato (in particolare
la prova orale) all'anno solare 2007 possa pregiudicare il loro diritto
all'iscrizione nei tre settori dell'albo. Timore infondato perché
ciò che conta è la sessione d'esame non il momento finale
delle prove.
Pertanto, i laureati con il vecchio ordinamento iscritti alla seconda
sessione d'esame di Stato 2006 che ottengono l'abilitazione professionale,
potranno senza problemi iscriversi ai tre settori dell'Albo.
Si noti che la sessione 2006 è l'ultima del regime transitorio
(art. 3 comma 2 L.11.07.2003, n. 170) in cui si potranno sostenere gli
esami di Stato con il vecchio ordinamento. Pertanto, salvo imprevedibili
proroghe, da emanarsi con decreto, la sessione 2007 dovrebbe comportare
solo esami di stato da svolgersi con le nuove norme di cui al D.P.R.
5 giugno 2001, n. 328.
Obbligo di tirocinio: non è previsto per gli ingegneri un tirocinio
propedeutico all'esame di Stato.
La questione del ventilato periodo di tirocinio obbligatorio prescritto
obbligatoriamente per tutte le professioni, ivi comprese quelle per
le quali non è prescritto dalla normativa vigente, è sospesa
né si possono fare previsioni in merito a quando e se ne riparlerà
ancora. Tale misura era infatti prevista in un decreto del precedente
governo (il cosiddetto Decreto Siliquini) il cui iter è stato
bloccato dall'attuale Ministro dell'Università che non ha dato
segnali di volerlo resuscitare. Alla data pertanto l'unico requisito
per l'accesso all'esame di stato per la professione di ingegnere o di
ingegnere junior resta quello del diploma formativo adeguato (laurea
e laurea magistrale rispettivamente)".
Una nota interessante, ma pur sempre di commento se vista alla luce dei rivolgimenti che stavano e stanno tuttora interessando il vertice del Consiglio stesso.
Ma ecco arrivare il
primo segnale chiaro da parte del Governo di risposta alle
domande poste da noi e da altre 50000 persone in tutta Italia, che hanno
modo di far sentire la propria voce tramite il Movimento Nazionale
328 che li rappresenta fin dal 2002 a prescindere da organi
rappresentativi nazionali il cui apporto, travalica a volte il reale
obiettivo per tradursi in scopi meramente propagandistici.
Prima di rendere nota la notizia, era però opportuno attendere
la pubblicazione della norma sulla Gazzetta Ufficiale, in modo da fornire
a tutti informazioni certe ed incontestabili.
Il Consiglio dei Ministri, nella seduta n.
31 del 22 dicembre 2006, ha infatti approvato un importantissimo
provvedimento, pubblicato il 28 dicembre 2006 in G. U.
e di cui riportiamo l’estratto significativo:
Decreto-Legge 28 dicembre 2006, n. 300
“Proroga di termini previsti da disposizioni legislative”
Art. 1.
Proroga di termini in materia di personale, professioni e lavoro
(…)
6. All'articolo 3, comma 1-bis, del decreto-legge 9 maggio 2003, n.
105, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 luglio 2003, n.
170, le parole: «anno 2006» sono sostituite dalle seguenti:
«anno 2007».
Il testo
consultabile al seguente link:
http://www.gazzettaufficiale.it/guri/atto_fs.jsp?sommario=true&service=0&expensive=0&dataGazzetta=2006-12-28&redazione=006G0322&numgu=300&progpag=2&sw1=0&numprov=300
va a modificare direttamente
il Decreto Legge 105/03 convertito con modifiche nella
legge 170 del 2003, quella che fissava il termine ultimo con l’anno
2006, per intenderci. Come si evince dal testo, il provvedimento modifica
semplicemente quel decreto legge, sostituendo le parole “anno
2006” con “anno 2007”.
Questo significa che a seguito della conversione in legge del
decreto 300/06, le due sessioni di Esame di Stato indette per
i laureati ante D.M. 509/99 durante l’anno 2007, saranno espletate secondo
le modalità previgenti il D.P.R. 328/01. Il superamento dell’Esame
di Stato consentirà agli abilitati di iscriversi a tutti i tre
settori dell’Albo professionale degli Ingegneri, come la legge sottintende
riprendendo il D.L. 107/02 convertito con modifiche nella legge 173/02.
La notizia è stata resa nota solo oggi perché il testo
è stato pubblicato, appunto sulla gazzetta, il 28 dicembre
2006. Inoltre, come saprete tutti, una qualsiasi norma è valida
solo dopo la pubblicazione in G.U.
Come avrete sicuramente notato, i termini del periodo di proroga
non sono quelli attesi e richiesti dal Movimento. Ma non tutto
è perduto! Abbiamo ancora la possibilità di far cambiare
le cose, ma ciò implica che ci sarà da fare ancora molto
in questi mesi, e noi in coscienza lo faremo.
Il provvedimento adottato infatti, è un DECRETO LEGGE,
provvedimento di natura straordinaria nel nostro ordinamento giuridico,
previsto dall’art. 77 della Costituzione. Il decreto legge infatti è
approvato direttamente dal Governo, cioè dal Consiglio dei Ministri,
ed entra in vigore immediatamente senza la necessità di un’approvazione
da parte del Parlamento.
Esso ha tuttavia due importanti limitazioni: è ammesso solo in
caso di provvedimenti urgenti ed ha una durata di SOLI 60 GIORNI.
Durante il periodo di 60 giorni esso viene discusso dal Parlamento,
che decide se approvarlo trasformandolo quindi definitivamente in una
legge dello Stato. Nel caso in cui esso non venga convertito in legge
entro 60 giorni, DECADE DEFINITIVAMENTE, ed è
come se non fosse mai esistito.
Questa breve spiegazione serve per far capire a tutti voi due cose fondamentali:
1- questo provvedimento
DA SOLO NON SERVE A NIENTE! Se non verrà convertito in
legge infatti, non coprirà nemmeno la sessione d’esame di giugno
2007 (basta fare un semplice calcolo per capire che da qui
a giugno ci sono ben più di 60 giorni…). Questo concetto
deve frenare immediatamente l’entusiasmo di quelli che pensano di potersi
disinteressare della cosa ritenendosi ormai al sicuro. Potrà
rendersi necessario il contributo di tutti per far sì che il
decreto sia convertito entro 60 giorni e per questo non saranno
graditi atteggiamenti fuori luogo del tipo “ma io mi laureo a maggio
quindi sono a posto…”.
Non siete affatto a posto, fatevene una ragione …
2- Il provvedimento SARA’ NUOVAMENTE DISCUSSO IN PARLAMENTO. Ciò significa che sono ancora possibili ed auspicabili modifiche circa il termine della proroga. Quanto appena detto deve far riflettere e frenare il disfattismo e lo sconforto di chi pensa di essere tagliato fuori. Tutto è ancora possibile ed il Movimento DPR328 farà tutto ciò che sarà necessario fare nel rispetto delle leggi e dei regolamenti vigenti!
Concludiamo questo lungo
ma doveroso comunicato dicendo che abbiamo riportato le notizie in modo
oggettivo e senza commenti di carattere personale, ritenendo in tal
modo di fare corretta informazione.
Ci aspettiamo uguale correttezza da parte di tutti gli iscritti, in
particolar modo in questo momento dobbiamo evitare facili entusiasmi
o altrettanti inutili attacchi di panico, in quanto sono entrambi dannosi
oltre ad essere immotivati.
A scanso di equivoci ed a beneficio di tutti, diciamo che:
il Movimento Nazionale DPR328, da sempre fiducioso
nell’efficacia della protesta civile e democratica, si rifiuta di accettare
soluzioni che, per l’ennesima volta, non siano a garanzia di TUTTI gli
studenti che conseguiranno la laurea secondo il vecchio ordinamento.
Ciò implica che il nostro impegno non è mutato né
muterà nel tempo.
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Ultimo aggiornamento: 30-12-06
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