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                                                    le costruzioni in rete

 Il vetro come materiale costruttivo

  Ing. Leonardo Lani

Data di pubblicazione: 05/2003

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L'applicazione della forza F viene correlata alla pressione p fino alla rottura dell'elemento dalle relazioni seguenti in cui si fa riferimento a valori adimensionali:




Figura 1.6: Relazione tra F*,p* e σ*rad.

 

Prova di flessione su piccole superfici tramite carico circolare
Questa prova viene eseguita su piccole superfici caricate da un carico uniformemente distribuito su una superficie circolare vincolata da un anello fisso, tutte le indicazioni sono riportate nella norma EN1288-5.
La prova consiste nel caricare un pannello, avente forma circolare di raggio r3 o quadrata di lato L e vincolato da un supporto circolare di raggio r2, con un anello di raggio r1 su cui si sviluppa una forza F (Fig.1.7). All'interno dell'anello di carico si hanno i valori massimi delle componenti radiali e tangenziali della tensione le quali decrescono fino ad annullarsi ai bordi.
Rispetto alla prova su pannelli di grande dimensioni si ha una diminuzione notevole della zona caricata, risultando soppressa la pressione p.


Figura 1.7:Macchina per prove su piccole superfici

 

Tab. 1.2: Caratteristiche delle macchine di prova
Tipo di macchina . Raggio dell'anello di carico, r1 mm Raggio del anello di supporto, r2 mm. Raggio r3 o L/2 del campione mm.
R45 9 45 50
R30 6 30 33

La resistenza a flessione sdB è calcolata in relazione al massimo valore Fmax in cui avviene la rottura del provino, tale valore dipende dalla forma, spessore e rapporto di Poisson del campione.
La normativa indica, inoltre, il valore delle tensioni massime che assume un provino circolare sottoposto a carico F:

essendo:
r1,r2,r3: i valori dei raggi sopra citati;
m: coefficiente di Poisson;
Assumendo costanti i valori dei raggi (standardizzati a secondo della macchina usata), la formula si riduce:

con K1=1,09 per forme circolari e K1=1,04 per forme quadrate.
Al variare del coefficiente di Posisson si ha una variazione delle costante K nel seguente modo riportato in tabella 1.3:

Tab. 1.3: Variazione della costante K al variare del coeff. di Poisson

 

Prova con campione supportato da due elementi
Il campione viene posto nella macchina da test (EN1288-3 ) come in fig. 1.8 e provato ad una temperatura di 23±5 C0 ed una umidità che varia tra il 40% e 70%. Il vetro è in contatto con i supporti attraverso della gomma che deve rispettare una rigidezza imposta dalla ISO48 per evitare formazione di cricche.


Figura 1.8: Macchina per prove su elementi rettangolari

La resistenza è calcolata per forme rettangolari BxL dalla seguente formula:

La componente scG data dal peso proprio viene calcolata nel seguente modo:

In queste espressioni si assume un comportamento lineare tra forza e spostamenti, ipotesi come precedentemente visto non sempre valida. Si nota inoltre dalle espressioni come lo spessore sia inversamente proporzionale alla tensione in modo quadratico.

Il valore di k dipende è correlato alle rotture dei bordi: se si mettono in conto tutte le rotture incluse quelle dei bordi si considera k=ks=1. È possibile prendere in considerazione la resistenza a flessione quando la rottura del campione avviene soltanto ai bordi, in questo caso il valore k=ke dipende dal inflessione ed in particolare dal rapporto y/h. tale rapporto può essere calcolato o direttamente oppure con sufficiente accuratezza dall'espressione:

determinato tale rapporto si desume dal grafico il valore di k1

 

1.1.3 Valori ammissibili delle tensioni
Da quanto esposto nei paragrafi precedenti, è evidente come la determinazione dei valori ammissibili delle tensioni di trazione, dipenda da innumerevoli fattori, primo tra tutti la durata dei carichi.
Si è visto come i carichi di lunga durata siano maggiormente dannosi rispetto a quelli di breve termine, il vetro è infatti soggetto al fenomeno di "fatica statica" che riduce le caratteristiche meccaniche del materiale sottoposto ad un carico costante. Sarà quindi necessario considerare dei valori di tensione ammissibile differenti a secondo della durata della sollecitazione.
I valori riportati sono indicati dalla Normativa BS 5516 (Inglese) e su indicazione della Pilkington Glass Consultant. Normative italiane a riguardo non



Tensioni ammissibili per carichi di medio e lungo termine:
Tab. 1.5


Per la tensione di compressione il valore ammissibile è sensibilmente maggiore, il vetro infatti, come tutti i materiali fragili, ha un comportamento a compressione nettamente migliore, essendo inibiti tutti quei fattori che determinano una rottura prematura.
Ciò nonostante strutture interamente compresse costruite con il vetro, come i pilastri, rappresentano esempi isolati proprio per la difficoltà di avere compressioni semplici.
Sedlacek (1995) consiglia di usare come valore ammissibile per la tensione di compressione σadm=400 N/mm2

 

1.2 Osservazioni critiche: vincoli di normativa
Da quanto emerso dalla ricerca e dallo studio delle normative oggi esistenti a livello mondiale, risulta come queste siano rivolte essenzialmente a problemi di carattere tecnologico. I temi affrontati seguono due filoni, da un lato quello dei requisiti chimico - fisici e le tolleranze che i vari tipi di vetro devono possedere, dall'altro quello riguardante le prove sperimentali atte a determinare le caratteristiche meccaniche del vetro.
Le norme EN572, EN ISO 12543, prEN12150, prEN12337, forniscono indicazioni sulla composizioni chimica dei vari tipi di vetro e sulle tolleranze dei vetri stratificati e temperati, tolleranze che riguardano le dimensioni dei pannelli e le imperfezioni ammissibili. Queste normative non forniscono alcuna indicazione sulle caratteristiche meccaniche del materiale e sono del tutto carenti di istruzioni sui metodi di dimensionamenti degli elementi strutturali. Risultano pertanto di poco aiuto per una progettazione rigorosa, affidando a studi specifici il compito di fornire un metodo di dimensionamento sufficientemente sicuro.
Le norme EN1288 riguardano le prove di flessione per determinare la resistenza a trazione dei vetri monolitici, indicando i metodi di prova e le caratteristiche meccaniche dei macchinari da adottare. Pur essendo ricche di informazioni utili ad una indagine sperimentale, risultano inefficienti per una applicazione pratica, non fornendo ne carichi ammissibili ne relazioni di calcolo applicabili a elementi strutturali.
Se pertanto risultano esaurienti le indicazioni da seguire in fase di fabbricazione e di sperimentazione, le regole da seguire per una progettazione sicura, come i particolari tecnologici e le limitazioni geometriche, vanno ricercate nelle indicazioni delle ditte produttrici o in esperienze specifiche di laboratorio.
I particolari costruttivi sono stati studiati tenendo conto delle precedenti esperienze, che in questo senso hanno fornito indicazioni sostituendo le mancanze delle normative.
Non è mancato infine un continuo scambio di idee con ditte specializzate del settore, fondamentale per conoscere la fattibilità dei vari elementi strutturali.

Ing.  Leonardo Lani 

e-mail: leolani@katamail.com

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Riferimenti bibliografici:


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[3]. EN572-2 (1995): Glass in building- Basic soda lime silicate glass products, Part2. Float glass (CEN).
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[5]. EN572-4 (1995): Glass in building- Basic soda lime silicate glass products, Part4. Drawn sheet glass (CEN).
[6]. EN572-5 (1995): Glass in building- Basic soda lime silicate glass products, Part5. Patterned glass (CEN).
[7]. EN572-6 (1995): Glass in building- Basic soda lime silicate glass products, Part6. Wired patterned glass (CEN).
[8]. EN572-7 (1995): Glass in building- Basic soda lime silicate glass products, Part7. Wired or unwired channel shaped glass (CEN).
[9]. Anderson (1980): Scienza dei materiali, Sansoni
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[11]. EN1288-2 (2000): Glass in building- Determination of the bending strength of glass, Part2. Coaxial double ring test on flat specimens with large test surface areas (CEN).
[12]. EN1288-3 (2000): Glass in building- Determination of the bending strength of glass, Part3. Test with specimen supported at two points (four point bending) (CEN).
[13]. EN1288-4 (2000): Glass in building- Determination of the bending strength of glass, Part4. Testing of channel shaped glass (CEN).
[14]. EN1288-5 (2000): Glass in building- Determination of the bending strength of glass, Part5. Coaxial doble ring test on flat specimen with small test surface areas (CEN).
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[20]. DIN52337: Test di impatto da corpo molle e corpo duro.
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[22]. EN ISO 12543-2 (1998): Glass in building - Laminated glass and laminated safety glass, Part2 Laminated safety glass (CEN).
[23]. EN ISO 12543-3 (1998): Glass in building - Laminated glass and laminated safety glass, Part3 Laminated glass (CEN).
[24]. EN ISO 12543-4 (1998): Glass in building - Laminated glass and laminated safety glass, Part4 Test methods for durability (CEN).
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Bibliografia di riferimento:

1. Autori vari (1999): Structural use of glass in buildings, The Institution of Structural Engineers.
2. An internetional conference, University of Bath UK (1999): Glass in Building proceedings, Ledbetter
3. Sedlacek, Blank (1995): Glass in structural engineering, The Structural Engineer.
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5. Creyke, Morrell (1982): Design with non-ductile materials, Applied Science Publishers.

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