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Trasparenza, una qualità ineccepibile,
strumento energetico e vitale nelle intuizioni
dell’artista Dan Graham, istituisce a Como un
‘notevole’ incontro.
Il flebile ‘respiro’ di una forma riflettente
al cospetto di un’ossea struttura.
Quale delle due è l’installazione?
Il riferimento rispetto al quale si
interpreterà l’altra?
Ma soprattutto, è la Casa che cerca
l’irraggiungibile trasparenza, o è
l’installazione che desidera contornarsi di
volumi puri e di invidiabile razionalità?
E’ l’ex casa del Fascio che comunica la sua
sublimata energia iniziatrice mutata, in
trasparenza strutturale, oppure è
l’installazione che solidifica, al di là di un
tempo, i propri riflessi azzardando la
cristallizzazione della moltitudine di eventi
compositivi dall’esterno fino all’interno
della casa?
Si verifica qui, nello spazio storicizzato
‘tra’ le due strutture, un depotenziamento
dinamico del valore ‘utile’ delle due opere
per un’amplificazione dei loro aspetti
ermetici. L’effetto è percepibile ma di breve
durata, quanto basta per esplorare
l’installazione e intravedere tra i riflessi
del vetro riflettente la sovrapposizione
cangiante dei riquadri ‘mitici’. L’ex casa del
fascio di Terragni è, nel riflesso momentaneo,
dell’esile barriera trasparente, una luminosa
architettura diffusa nell’intorno.
Condizione essenziale di un paesaggio
rinnovato che il maestro, a distanza di tanto
tempo, ci ha ancora una volta, regalato.
Che gli studenti di architettura percorrano in
largo e in lungo la piazza e che scrutino come
dall’interno dell’atrio della Casa, la piccola
forma lucente riverberi per proiezione sulle
pareti interne della struttura.
Bagliori, brevi luci diffuse, ripetono le “ L”
compositive all’interno, un gioco
caleidoscopico; per poco tempo, ma l’effetto
dello spazio architettonico attuato, farà
capolino prorio in questa distanza e nel tempo
dell’esplorare le iniziatiche relazioni.
Como, con questo binomio architettonico
strutturale-percettivo realizzato, testimonia
come gli eventi architettonici, possono
entrare a far parte di un percorso didattico
per una rinnovata (FINALMENTE) interpretazione
della storia moderna che andrebbe solo saputa
‘leggere’ e raccontata. Plauso all’iniziativa,
che secondo me diventerà uno degli eventi più
interessanti e stimolanti degli ultimi
decennni ‘archiettonici’ italiani.
P.S. I riflessi dell’architettura diffusa
di G. Terragni saranno osservati anche dopo
quest’anno importante e forse decisivo per la
storia dell’architettura non solo italiana. Un
riflesso di quello che accade a Como, però
ancora non è arrivato a Venezia. Alla
Biennale, altri suoni, altre visioni, altre
ibridazioni contemporanee, ancora rimangono
‘seconde’ all’ineguagliabile ‘mitica
relazione’ BIANCA (intransigente e mutante)
generatrice di rinnovati insegnamenti. Quanto
è lontana la Metamorfosi della Biennale di
Venezia dal colto contatto verificatosi
a Como, è proprio lontanissima!!!
Foto dell’installazione di D. Graham a Como
dal
15 Ottobre 2004 a sabato
20 Novembre 2004,
tratta dal sito
http://www.sfogliamilano.it/home/evento.php?calendarioID=430 |