| Da
mesi il Movimento Nazionale DPR328
mantiene un prudenziale riserbo sulle proprie
azioni, chiedendo agli oltre 50000
iscritti ai corsi del VO di avere
fiducia nel proprio operato e di attendere
il momento opportuno per la pubblicazione
delle notizie. Da sempre, infatti, il Movimento
opera seguendo una logica secondo cui contano
i risultati, non la popolarità. Il
Movimento ha promesso a se stesso e a tutti
gli Studenti e Laureati del V.O., ingiustamente
penalizzati dalla riforma dell’Esame di
Stato, di anteporre l’obiettivo
di restituire i diritti negati ad ogni logica
di propaganda, anche a costo di dare luogo
a degli inevitabili contraddittori.
Dopo una lunga e probabilmente snervante
attesa, è arrivato il momento
di rendere noti gli ultimi importanti sviluppi
che hanno visto protagonista il Movimento,
non senza difficoltà, ma ci si augura
nella giusta direzione ed in modo efficace.
Cercheremo di riprendere il filo degli incontri
e di riportare gli avvenimenti con una chiarezza
sufficiente da mostrare, anche ai non addetti
ai lavori, il complesso intreccio delle
vicende.
Grazie ad un’azione concertata tra i referenti
per Padova (Davide De Bacco), Firenze e
Roma, il giorno 25 ottobre
2006 alle ore 17:00 l’allora Coordinatore
Nazionale (e Referente per Roma) Achille
Di Matteo, è stato ricevuto a Montecitorio
dal Presidente della VII Commissione "Cultura,
Scienza, Istruzione" On. Pietro
Folena.
Durante l'incontro privato, avvenuto nello
studio dell’On. Folena presso la Camera
dei Deputati, l’onorevole ha espressamente
garantito tutto il suo supporto per la risoluzione
del problema ed ha effettuato, dinanzi al
nostro coordinatore, alcune significative
telefonate che riportiamo in dettaglio:
1) Segreteria particolare
del Sottosegretario al MIUR On. Luciano
Modica: è stato appurato
che l’On. Modica,
pur essendo ampiamente informato circa la
nostra questione, come già confermato
a seguito dell’incontro avvenuto con il
Comitato di Pisa, Referenti Antonio Ricci
e Giuseppe Gratis, non aveva ancora ricevuto
la delega per potersi occupare della riforma
delle professioni; pur concordando con le
nostre posizioni, ha quindi reso noto che
la soluzione era nelle mani del Ministro
On. Fabio Mussi.
2) Segreteria particolare
del Ministro al MIUR On. Fabio Mussi:
il Segretario particolare del Ministro ha
confermato di conoscere il problema e ha
manifestato la volontà di risolverlo,
ma ha precisato che in quel momento la situazione
era confusa a causa degli impegni scaturiti
dalla finanziaria. Ha perciò invitato
il collaboratore dell’ On. Folena ad informarsi
presso il Ministro stesso, essendo i due
esponenti politici in ottimi rapporti personali.
La sera stessa infatti, l'On. Folena ha
telefonato direttamente all’ On. Mussi e
gli ha parallelamente inviato una lettera
ufficiale con la quale chiedeva di velocizzare
la soluzione del nostro problema.
3) Ufficio legislativo
del MIUR: il personale dell’ufficio
non ha ravvisato alcuna difficoltà
in merito rimanendo solo in attesa che il
Ministro formalizzasse sui loro tavoli la
potenziale soluzione.
Il contenuto delle telefonate, effettuate
a tre dei quattro interlocutori
da sempre sollecitati da questo Movimento
a seguito delle quattro petizioni nazionali,
ha confermato come essi continuino a configurarsi
come gli attori principali del problema
che ci riguarda.
Dal 25 ottobre 2006 sino ad oggi
i nostri coordinatori hanno mantenuto rapporti
telefonici quotidiani sia con il collaboratore
dell’On. Folena, sia con altre persone vicine
all’On. Mussi che di volta in volta sono
state presentate loro. Nel mezzo c'è
stato anche un incontro personale con il
Ministro, a seguito del quale si sono avute
le CONFERME che la strada imboccata fosse
quella corretta.
Il 6 novembre 2006 infatti
uno dei nostri Coordinatori Nazionali, nonché
Referente per Firenze Pasquale Allegro ha
avuto la possibilità di incontrare
a Lamezia Terme l’On. Fabio Mussi,
Ministro per l’Università.
In quell’occasione è stata consegnata
nelle mani di uno dei Segretari particolari
la richiesta da sempre fermamente
avanzata da questo Movimento, e
cioè la restituzione del
diritto a sostenere l’esame di
stato secondo le vecchie modalità
a tutti gli studenti che completeranno il
loro corso di studi secondo l’ordinamento
previgente il D.M. 509/99.
Il Segretario non ha fatto mistero
di essere già a conoscenza della
questione e si è impegnato a portare
ulteriormente all’attenzione del Ministro
la documentazione che gli era stata consegnata.
L' On. Fabio Mussi, rispondendo
alle richieste del nostro Coordinatore,
non ha precluso la volontà di lavorare
per una risoluzione rapida e soddisfacente
del problema, ma non si è
espresso in quella occasione circa la durata
di un eventuale transitorio.
Agli inizi di novembre 2006,
pertanto, c’era da parte degli esponenti
del Movimento, una visione sufficientemente
ampia del problema, grazie anche alle interazioni
con il MIUR, tale da permettere
di ipotizzare che il nostro problema sarebbe
stato sanato in occasione del tradizionale
decreto "Mille Proroghe" di fine
anno.
Tuttavia non ricevendo conferme circa l’inclusione
di un articolo a nostro favore nella norma
citata, si è reso necessario fare
ulteriormente pressione sul MIUR in tal
senso, attraverso ben due interrogazioni
parlamentari, ad opera di maggioranza
ed opposizione, attualmente ancora in corso
e consultabili sul sito della Camera (precisamente
sono la 3/00257
del 5 dicembre 2006 e la 5/00542
del 20 dicembre 2006). La
prima ad opera dell’On.
Americo Porfidia a seguito dell’incontro
avvenuto a Napoli il 12 novembre 2006 con
due dei nostri Referenti, Luigi Rubino del
Comitato di Caserta e Vincenzo Buongiovanni
del Comitato di Napoli.
La seconda interrogazione
è ad opera dell’On. Paolo
Russo che ha recentemente ricevuto
a colloquio (18 dicembre 2006) la nostra
Referente del Comitato di Napoli Gabriella
Caputo provvedendo poi in breve a muoversi
nelle sedi opportune.
Come si evince dai testi di tali interrogazioni,
le parole pronunciate dagli Onorevoli
coincidono con le posizioni assunte da questo
Movimento fin dalla sua fondazione proprio
perché discendono dalla documentazione
consegnata dai nostri Referenti e pronta
da sempre per queste e altre finalità.
Ma è importante fare cenno anche
alla querèlle che era sorta tra il
Ministero dell’Università e della
Ricerca e il Ministero della Giustizia,
circa le rispettive competenze in materia
di accesso alle professioni:
il 21 novembre 2006 era
stata pubblicata su Italia Oggi
la notizia dell'inserimento, nel
Disegno Di Legge sulle professioni (DDL
Mastella), di un articolo che demandava
al Miur il compito di emanare i decreti
legislativi concernenti il coordinamento
tra la normativa degli studi universitari
e la disciplina delle professioni intellettuali.
Dopo la nota inviata il 9 novembre
2006 dal Capo dell'Ufficio Legislativo
del MIUR, Avv. Paolo Narciso, al Ministero
della Giustizia, in cui il MIUR si lamentava
di non essere stato coinvolto nella redazione
del DDL, il Ministero di Mastella, che non
era stato certo escluso dalla costante opera
di informazione da parte di questo Movimento,
aveva risposto mediante l’inserimento dell'art.
5: Coordinamento con la normativa universitaria.
Le argomentazioni del MIUR traevano origine
dalla legge 4/99 che di
fatto stabiliva che fosse compito
del Ministero dell'Istruzione e
del Ministero della Giustizia
sentiti gli Ordini professionali,
istituire con uno o più regolamenti
adottati (appunto il D.P.R. 328/01), apposite
sezioni degli albi, degli ordini o dei collegi
previsti dalla normativa vigente in materia
di accesso alle professioni. La
bocciatura del decreto di disciplina delle
professioni intellettuali (D.P.R. Siliquini)
da parte della Corte dei Conti durante la
scorsa legislatura, aveva di fatto restituito
nelle mani del MIUR la revisione del D.P.R.
328, perchè la riformulasse, dando
così di fatto ad esso una sorta di
prelazione sulla materia.
Non era pertanto piaciuta la presa
di posizione del Ministero della Giustizia
che di fatto aveva posto in un ruolo di
secondo piano la concertazione con il Ministero
dell'Istruzione, che conseguentemente lo
aveva diffidato dal proseguire nel disegno
di legge.
Ma
leggiamo cosa conteneva l'art.5
del Disegno Di Legge di Riforma delle Professioni,
pubblicato su Italia Oggi:
"Nell'esercizio della delega di
cui all'art. 1 i decreti legislativi concernenti
il coordinamento tra la normativa degli
studi universitari e la disciplina delle
professioni intellettuali sono emanati su
proposta del ministro dell'università
e della ricerca, di concerto con il ministro
della giustizia e del ministro competente
per il singolo settore, secondo le disposizioni
dell'art. 1 commi 1, 3 e 4, nel rispetto
dei seguenti principi e criteri direttivi.
(...)
e in particolare al comma 1 a),
si diceva che era necessario:
stabilire le norme transitorie relative
all'accesso alle rispettive professioni
di coloro che siano in possesso di lauree
o diplomi universitari conseguiti sulla
base degli ordinamenti previgenti al decreto
del ministro dell'università e della
ricerca scientifica e tecnologica n. 509
del 3 novembre 1999;
Il
1 dicembre 2006 il Consiglio dei Ministri
approva il testo definitivo del Disegno
di Legge di Riforma delle Professioni (DDL
Mastella). Ma questo risulta leggermente
modificato, delegando a successivi D.P.R.
la messa a punto di alcuni aspetti e lo
stesso articolo 5, non risulta conforme
a quanto preannunciato a mezzo stampa.
Tuttavia, si sblocca un altro nodo cruciale
della vicenda: MIUR e Ministero della Giustizia
sembrano finalmente avere raggiunto un accordo,
ma già da allora questo non era stato
considerato risolutivo, giacché la
risposta alle nostre istanze non poteva
che provenire da quello stesso MIUR,
da sempre sollecitato dal Movimento,
a cui veniva rinnovata la competenza in
materia di Esami di Stato e di accesso all'Albo
professionale, prima con la prelazione di
fatto data dalla Corte dei Conti poi con
lo stesso art.5 che, sebbene modificato,
tuttavia alludeva ad una risoluzione del
contraddittorio tra i Ministeri.
Sempre durante gli stessi giorni di Dicembre
sono avvenuti ulteriori incontri a Montecitorio
fra i due coordinatori Pasquale Allegro
ed Achille Di Matteo con alcuni esponenti
dell’attuale Maggioranza di Governo, vedi
nuovamente il collaboratore dell’On. Folena,
l’On. Daniele Capezzone (Presidente della
Xª Commissione Attività Produttive),
nonché con l’addetto stampa dei Verdi
i quali si sono dimostrati disponibili a
venirci incontro con proprie iniziative
di pressione politica sul Ministro in persona
e su tutto il MIUR in generale.
E
anche dal Consiglio Nazionale degli
Ingegneri erano giunte indicazioni
significative: non dimentichiamo infatti
che il nostro lavoro non aveva certo trascurato
i rapporti con gli Ordini Professionali!
Lo attestano le mozioni di appoggio che
continuano a giungere a favore delle nostre
posizioni:
dopo Teramo, Pisa,
Vicenza (Referente Nicola
Dainoli) e Firenze si sono
recentemente aggiunte quelle di Napoli
(Referenti Gabriella Caputo e Vincenzo Buongiovanni)
e di Bologna (Referente
Carlo Ammatuna).
A queste fa da contorno un comunicato del
CNI, con cui in realtà si vuole dare
risposta ad alcuni quesiti, ma che si offre
ad alcune interpretazioni:
"Esami di Stato Seconda sessione esami
di abilitazione 2006:
per i laureati con il vecchio ordinamento
sussiste il diritto all'iscrizione all'albo
nei tre settori.
Molti abilitandi temono che il protrarsi
dell'Esame di Stato (in particolare la prova
orale) all'anno solare 2007 possa pregiudicare
il loro diritto all'iscrizione nei tre settori
dell'albo. Timore infondato perché
ciò che conta è la sessione
d'esame non il momento finale delle prove.
Pertanto, i laureati con il vecchio ordinamento
iscritti alla seconda sessione d'esame di
Stato 2006 che ottengono l'abilitazione
professionale,
potranno senza problemi iscriversi ai tre
settori dell'Albo.
Si noti che la sessione 2006 è l'ultima
del regime transitorio (art. 3 comma 2 L.11.07.2003,
n. 170) in cui si potranno sostenere gli
esami di Stato con il vecchio ordinamento.
Pertanto, salvo imprevedibili proroghe,
da emanarsi con decreto, la sessione 2007
dovrebbe comportare solo esami di stato
da svolgersi con le nuove norme di cui al
D.P.R. 5 giugno 2001, n. 328.
Obbligo di tirocinio: non è previsto
per gli ingegneri un tirocinio propedeutico
all'esame di Stato.
La questione del ventilato periodo di tirocinio
obbligatorio prescritto obbligatoriamente
per tutte le professioni, ivi comprese quelle
per le quali non è prescritto dalla
normativa vigente, è sospesa né
si possono fare previsioni in merito a quando
e se ne riparlerà ancora. Tale misura
era infatti prevista in un decreto del precedente
governo (il cosiddetto Decreto Siliquini)
il cui iter è stato bloccato dall'attuale
Ministro dell'Università che non
ha dato segnali di volerlo resuscitare.
Alla data pertanto l'unico requisito per
l'accesso all'esame di stato per la professione
di ingegnere o di ingegnere junior resta
quello del diploma formativo adeguato (laurea
e laurea magistrale rispettivamente)".
Una
nota interessante, ma pur sempre di commento
se vista alla luce dei rivolgimenti che
stavano e stanno tuttora interessando il
vertice del Consiglio stesso.
Ma
ecco arrivare il primo segnale chiaro
da parte del Governo di risposta
alle domande poste da noi e da altre 50000
persone in tutta Italia, che hanno modo
di far sentire la propria voce tramite il
Movimento Nazionale 328 che li rappresenta
fin dal 2002.
Prima di rendere nota la notizia, era però
opportuno attendere la pubblicazione della
norma sulla Gazzetta Ufficiale, in modo
da fornire a tutti informazioni certe ed
incontestabili.
Il Consiglio dei Ministri, nella seduta
n.
31 del 22 dicembre 2006, ha
infatti approvato un importantissimo provvedimento,
pubblicato il 28 dicembre 2006 in
G. U. e di cui riportiamo l’estratto
significativo:
Decreto-Legge 28 dicembre 2006, n. 300
“Proroga di termini previsti da disposizioni
legislative”
Art. 1.
Proroga di termini in materia di personale,
professioni e lavoro
(…)
6. All'articolo 3, comma 1-bis, del decreto-legge
9 maggio 2003, n.
105, convertito, con modificazioni, dalla
legge 11 luglio 2003, n.
170, le parole: «anno 2006»
sono sostituite dalle seguenti:
«anno 2007».
Il
testo consultabile al seguente link:
http://www.gazzettaufficiale.it/guri/atto_fs.jsp?sommario=true&service=0&expensive=0&dataGazzetta=2006-12-28&redazione=006G0322&numgu=300&progpag=2&sw1=0&numprov=300
va
a modificare direttamente il Decreto
Legge 105/03 convertito con modifiche
nella legge 170 del 2003, quella che fissava
il termine ultimo con l’anno 2006, per intenderci.
Come si evince dal testo, il provvedimento
modifica semplicemente quel decreto legge,
sostituendo le parole “anno 2006”
con “anno 2007”.
Questo significa che a seguito della
conversione in legge del decreto 300/06,
le due sessioni di Esame di Stato indette
per i laureati ante D.M. 509/99 durante
l’anno 2007, saranno espletate secondo le
modalità previgenti il D.P.R. 328/01.
Il superamento dell’Esame di Stato consentirà
agli abilitati di iscriversi a tutti i tre
settori dell’Albo professionale degli Ingegneri,
come la legge sottintende riprendendo il
D.L. 107/02 convertito con modifiche nella
legge 173/02.
La notizia è stata resa nota solo
oggi perché il testo è stato
pubblicato, appunto sulla gazzetta, il 28
dicembre 2006. Inoltre, come saprete tutti,
una qualsiasi norma è valida solo
dopo la pubblicazione in G.U.
Come avrete sicuramente notato,
i termini del periodo di proroga non sono
quelli attesi e richiesti dal Movimento.
Ma non tutto è perduto! Abbiamo ancora
la possibilità di far cambiare le
cose, ma ciò implica che ci sarà
da fare ancora molto in questi mesi, e noi
in coscienza lo faremo.
Il provvedimento adottato infatti, è
un DECRETO LEGGE, provvedimento
di natura straordinaria nel nostro ordinamento
giuridico, previsto dall’art. 77 della Costituzione.
Il decreto legge infatti è approvato
direttamente dal Governo, cioè dal
Consiglio dei Ministri, ed entra in vigore
immediatamente senza la necessità
di un’approvazione da parte del Parlamento.
Esso ha tuttavia due importanti limitazioni:
è ammesso solo in caso di provvedimenti
urgenti ed ha una durata di SOLI
60 GIORNI. Durante il periodo di
60 giorni esso viene discusso dal Parlamento,
che decide se approvarlo trasformandolo
quindi definitivamente in una legge dello
Stato. Nel caso in cui esso non venga convertito
in legge entro 60 giorni, DECADE
DEFINITIVAMENTE, ed è come
se non fosse mai esistito.
Questa
breve spiegazione serve per far capire a
tutti voi due cose fondamentali:
1-
questo provvedimento DA SOLO NON
SERVE A NIENTE! Se non verrà convertito
in legge infatti, non coprirà nemmeno
la sessione d’esame di giugno 2007
(basta fare un semplice calcolo per capire
che da qui a giugno ci sono ben più
di 60 giorni…). Questo concetto
deve frenare immediatamente l’entusiasmo
di quelli che pensano di potersi disinteressare
della cosa ritenendosi ormai al sicuro.
Potrà rendersi necessario il contributo
di tutti per far sì che il decreto
sia convertito entro 60 giorni e
per questo non saranno graditi atteggiamenti
fuori luogo del tipo “ma io mi laureo a
maggio quindi sono a posto…”.
Non siete affatto a posto, fatevene una
ragione …
2-
Il provvedimento SARA’ NUOVAMENTE
DISCUSSO IN PARLAMENTO. Ciò
significa che sono ancora possibili
ed auspicabili modifiche circa il termine
della proroga. Quanto appena detto deve
far riflettere e frenare il disfattismo
e lo sconforto di chi pensa di essere tagliato
fuori. Tutto è ancora possibile
ed il Movimento DPR328
farà tutto ciò che sarà
necessario fare nel rispetto delle leggi
e dei regolamenti vigenti!
Concludiamo
questo lungo ma doveroso comunicato dicendo
che abbiamo riportato le notizie in modo
oggettivo e senza commenti di carattere
personale, ritenendo in tal modo di fare
corretta informazione.
Ci aspettiamo uguale correttezza da parte
di tutti gli iscritti, in particolar modo
in questo momento dobbiamo evitare facili
entusiasmi o altrettanti inutili attacchi
di panico, in quanto sono entrambi dannosi
oltre ad essere immotivati.
A scanso di equivoci ed a beneficio di tutti,
diciamo che:
il Movimento Nazionale DPR328,
da sempre fiducioso nell’efficacia della
protesta civile e democratica, si rifiuta
di accettare soluzioni che, per l’ennesima
volta, non siano a garanzia di TUTTI gli
studenti che conseguiranno la laurea secondo
il vecchio ordinamento.
Ciò implica che il nostro impegno
non è mutato né muterà
nel tempo.
Per informazioni:
Movimento Nazionale
DPR328
http://www.dpr328.too.it
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andando su:
http://it.groups.yahoo.com/group/MovNazDpr328/
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