| Non
sono certo dei rompiscatole "quelli
del 328"! Ha tenuto a puntualizzare
il Sottosegretario al MIUR On. Luciano
Modica, durante l'incontro - tenutosi
a Pisa - con i Rappresentanti della sede
locale del Movimento, riferendosi alle 28131
FIRME inviate al Ministero nell'ambito
della QUARTA PETIZIONE NAZIONALE.
L'iniziativa, promossa fin dal 2002
dagli studenti e dai laureati in Ingegneria
del Vecchio Ordinamento, è nata per
portare all'attenzione delle principali
istituzioni il grave problema che coinvolgerà
oltre 33.377 iscritti in tutta Italia a
partire dal 2007.
Essi saranno infatti costretti a
superare un esame di abilitazione che non
compete loro, nonché a subire privazioni
in campo professionale non giustificate
vista la loro preparazione: il
nuovo esame prevede infatti ben quattro
prove invece che le attuali
due a fronte dell’iscrizione ad
un solo settore dell’Albo professionale
invece che agli attuali tre.
L’On. Modica ha poi aggiunto
che, a seguito del materiale inviato,
è ormai ampiamente informato riguardo
alla nostra questione e che cercherà
di tenerne conto e di risolvere il nostro
caso nella prossima azione legislativa del
Ministero riguardante le professioni. Di
fronte alla richiesta di chiarimenti a riguardo
ha risposto che non può promettere
un transitorio a tempo indefinito, ma che
cercherà di fare in modo che un transitorio
ci sia, suggerendo di fare leva,
nelle nostre richieste, soprattutto sul
fatto che noi ci siamo iscritti all’università
con un certo regolamento e con certe aspettative
professionali, e che tali debbano rimanere
fino alla conclusione del percorso che ci
porterà ad esercitare la professione.
Ha poi riferito che la questione non è
di facile soluzione poiché è
prevedibile un effetto domino che potrebbe
tirare in ballo molti altri aspetti riguardanti
il mondo professionale e che attualmente
c’è parecchio fermento intorno alla
materia.
Infatti, poiché gli Ordini professionali
fanno capo al Ministero della Giustizia,
sembra che l’azione legislativa a riguardo
debba essere fatta di concerto tra il Ministero
dell’Università e della Ricerca
- che ha tra le proprie competenze gli Esami
di Stato - e lo stesso Ministero della Giustizia.
E gli ordini professionali hanno ragioni
per opporsi all’accoglimento delle nostre
richieste?
Al momento non si intravedono segnali non
rassicuranti da parte degli Ordini soprattutto
a fronte dei pareri espressi dai Consigli
di Teramo, Pisa,
Firenze e Vicenza
a seguito di precise richieste da parte
dei Referenti del Movimento che li avevano
interpellati, tutti favorevoli alla nostra
questione:
"Il
Consiglio dell'Ordine degli Ingegneri della
Provincia di Teramo, nella riunione del
28 febbraio 2006, ha espresso
parere favorevole alla richiesta da Voi
avanzata nelle sedi competenti; ovvero che
venga riconosciuto a quanti conseguiranno
la laurea secondo il vecchio ordinamento
della Facoltà di Ingegneria il diritto
a sostenere gli esami di abilitazione alla
professione secondo le modalità attualmente
in essere, previgenti al DPR 328";
Ma
forse è il Consiglio di Vicenza ad
interpretare nello specifico il reale pensiero
dei ragazzi del Movimento, che si è
sempre saputo non osteggiano la riforma,
ma chiedono solo la restituzione dei diritto
acquisiti all’atto dell’iscrizione:
"Nella seduta del 6 luglio 2006
il Consiglio dell'Ordine degli Ingegneri
della Provincia di Vicenza nel prendere
visione della Vs lettera con oggetto: "Movimento
DPR328, Ingegneri Vecchio Ordinamento riforma
dell'accesso all'Albo" pur
condividendo il principio del mantenimento
dei diritti acquisiti, approva e condivide
anche la settorializzazione introdotta dal
DPR 328/01. Stiamo provvedendo
comunque ad interessare le Sedi opportune
(CNI, MIUR, ...) per sostenere la Vs posizione".
Ma
probabilmente trattandosi di una posizione
scontata altri Ordini non hanno sentito
la necessità di sottolinearla:
"Il Consiglio dell'Ordine degli
Ingegneri di Pisa nella Riunione del 6 marzo
2006 ha espresso parere favorevole
alla richiesta da voi avanzata nelle sedi
competenti, ovvero che venga riconosciuto
a quanti conseguiranno la laurea secondo
il vecchio ordinamento della Facoltà
di Ingegneria il diritto a sostenere gli
esami di abilitazione alla professione secondo
le modalità attualmente in essere,
previgenti il DPR 328/01".
E
anche il Consiglio di Firenze non manca
di ribadirlo:
"Il Presidente riferisce al Consiglio
nella comunicazione inviata all'Ordine dal
Movimento Nazionale DPR 328/01. In particolare
il Movimento chiedeva sostegno per la proroga
degli Esami di Stato per i laureati con
il vecchio ordinamento. Il Consiglio
approva le richieste del Movimento (...)
tale da consentire anche gli ultimi iscritti
che termineranno gli studi (...) di avere
pari trattamento dei precedenti Colleghi".
E
concordano anche gli Studenti del
Politecnico di Bari che – accogliendo
le richieste della Rappresentate per la
sede locale del Movimento - per la seconda
volta ribadiscono all’unanimità attraverso
il loro Consiglio “Che venga estesa,
nel tempo e a tutti gli studenti che conseguiranno
la laurea in Ingegneria secondo il previgente
ordinamento, la possibilità di sostenere
l’esame di Stato secondo l’ordinamento previgente
al DPR328/01, superato il quale sia garantito
l’accesso, simultaneo e non ulteriormente
condizionato, a tutti i settori in cui è
stato o sarà diviso l’Albo professionale”.
E
del resto anche lo stesso CNSU non ha mancato
di esprimere nuovamente il proprio parere
attraverso una mozione in cui si legge “Riteniamo
necessario garantire la possibilità
a tutti i laureati del vecchio ordinamento
di poter sostenere la prova dell’esame di
Stato secondo la vecchia modalità,
senza la necessità di dovere sostenere
un tirocinio abilitante. Riteniamo
inoltre che sia gravissimo trattare tali
studenti come i laureati del nuovo ordinamento
rispetto all’iscrizione all’albo professionale”.
Il precedente Governo di centro-destra aveva
del resto mostrato forti segnali di apertura
sebbene avesse restituito il diritto (a
sostenere l’esame di Stato e l’iscrizione
all’Albo secondo le modalità previgenti
il famigerato Dpr328) inspiegabilmente solo
fino alla fine del 2006 e aveva manifestato
disponibilità all'accoglimento di
ulteriori richieste circa la necessità
di un transitorio di più ampio respiro.
Tutti d'accordo quindi, ma allora? Cosa
fa sì che tanti ragazzi nell'arco
di cinque anni abbiano continuato a doversi
riunire in una organizzazione come quella
del Movimento per vedere restituiti i loro
diritti? Principalmente una disparità
di trattamento fra coloro che si sono iscritti
con delle regole - e con quelle si sono
laureati ed abilitati all’esercizio della
professione - e coloro che le hanno viste
cambiare improvvisamente durante il corso
di studi, ma soprattutto una situazione
che evidenzia come il disappunto continui
ad essere non solo costante ma venga addirittura
ad esacerbarsi a cinque anni dalla riforma.
Cosa
ha spinto quindi nuovamente i ragazzi
del 328 a protestare? Dopo il ritiro
della bozza di riforma del regolamento di
accesso alle professioni, che aveva fatto
ben sperare - non solo perchè supportato
dai pareri negativi del Consiglio
di Stato e della Corte dei Conti
- ecco giungere all'esame delle Commissioni
un disegno di legge, Riforma della disciplina
delle professioni intellettuali, contenente
una previsione di tirocinio generalizzata,
che andrà definita poi da un apposito
regolamento per le singole professioni.
All’art. 16 (Tirocinio ed esame di Stato)
questo viene definito in tutti i suoi aspetti,
che vanno dalle finalità, alla durata
alle modalità.
Lo stesso disegno di legge negli art. 41
e 42, demanderebbe al Ministero di Grazia
e Giustizia il compito di stilare uno o
più regolamenti attuativi che specifichino
cosa accadrà alle relative professioni.
All’interno di questo o questi regolamenti
dovrebbe trovare una collocazione la nostra
attività professionale.
Ma come la pensa il Ministero dell’Istruzione
a riguardo?
Come si legge da un recente articolo pubblicato
sul Il Sole 24 Ore del 11 novembre
2006 “In una lettera inviata giovedì
pomeriggio alla presidenza del Consiglio
e al Ministero della Giustizia, il MIUR
ha sottolineato di non essere stato mai
coinvolto per partecipare alla stesura dello
schema di disegno di legge di riforma degli
Ordini professionali e dell’accesso alle
professioni, né ha mai ricevuto alcuna
informazione in merito. Dunque, sino a quando
il capitolo del provvedimento relativo all’accesso
agli Albi non sarà rivisto e concordato
con il Ministro Fabio Mussi, il dicastero
dell’Università si oppone all’eventuale
iscrizione del disegno di legge all’ordine
del giorno del pre-consiglio”.
Da cosa nasce la presa di posizione del
Ministro Mussi nei confronti del Ministro
Mastella?
“L’articolo 1, comma 18 della legge n.4
del 4 gennaio 1999, attribuisce al Ministero
dell’Università e della ricerca scientifica
e tecnologica l’iniziativa per l’adozione,
di concerto con il Ministero della Giustizia,
di uno o più regolamenti ai sensi
dell’articolo 17, comma 2 della legge n.400
del 1998, concernenti la disciplina degli
ordinamenti delle professioni, per il cui
esercizio è previsto l’esame di Stato,
nonché dei requisiti per l’ammissione
agli esami di Stato e delle relative prove
– fa presente il MIUR – Si rammenta, altresì,
che nell’ultimo scorcio della passata legislatura
era stato anche predisposto da questo Ministero,
con il concerto del Ministero della Giustizia,
uno schema di regolamento di modifica del
D.P.R. 328/01 volto a disciplinare alcune
professioni non comprese nel precedente
provvedimento e modificare la normativa
sullo svolgimento delle prove. Tale provvedimento
approvato definitivamente dal Consiglio
dei Ministri e firmato dal Presidente della
Repubblica, ha ricevuto un rilievo dalla
Corte dei Conti in sede di registrazione
ed è stato pertanto ritirato per
un approfondimento. Alla luce della normativa
vigente, si ritiene, pertanto, che ogni
provvedimento riguardante la disciplina
dell’accesso alle professioni debba essere
proposto da questo Ministero e, di seguito,
valutato congiuntamente dalle due Amministrazioni,
cui è riservata la competenza istituzionale.”
Nonostante
i segnali di apertura dimostrati dall'attuale
Governo, ecco nuovamente che si
gioca con le speranze e il futuro di oltre
33000 studenti di ingegneria, senza contare
le migliaia di ragazzi iscritti ad altre
facoltà, che non chiedono
di meglio che potere completare i propri
studi in ottemperanza a quanto stabilito
all'atto dell'iscrizione.
E del resto il lavoro dell'organizzazione,
in questi anni, non ha mai dato
segnali di cedimento annoverando
tra i risultati più importanti i
contatti con le principali istituzioni che
hanno portato al cambio di una legge per
ben due volte nel 2002
e nel 2003. Ma principalmente
ha contribuito in maniera significativa
a fare uscire gli studenti dalla sudditanza
delle voci di corridoio e della disinformazione
che purtroppo si annida nelle stesse segreterie
di alcune istituzioni, subordinando tutto
ad una conoscenza molto attenta delle leggi
e delle loro modalità di approvazione.
Con questa stessa serietà ora i Ragazzi
del Movimento sono nuovamente scesi in campo
per portare all'attenzione dell'attuale
Ministro dell'Università
e della Ricerca On. Fabio Mussi
e del Sottosegretario On. Luciano
Modica il grave problema che li
riguarda. E proprio quest'ultimo ha voluto
rassicurare i colleghi del Comitato di Pisa
circa la volontà del Governo nel
volere venire incontro alle esigenze di
questi futuri professionisti. E del resto
la stessa volontà era già
stata manifestata dal precedente Governo
di centro-destra dall'allora Sottosegretario
Maria Grazia Siliquini che già si
era fatta promotrice di due precedenti decreti
di proroga (D.L. 107/02 - L. 173/02 e D.L.
105/03 - L. 170/03) convertiti in seguito
in legge con modifiche.
Alla luce di tutto ciò, il nostro
perseverante lavoro, orientato ad una risoluzione
ottimale della problematica, non può
certo essere orientato solo al tentativo
di vincere la attuale inerzia del MIUR,
ma si manifesta anche attraverso una costante
vigilanza tesa ad individuare altre possibili
strade alternative. Alcuni tra i nostri
referenti sono infatti impegnati in una
costante ed encomiabile attività
volta ad incalzare tutte le parti politiche
in gioco: Ministero dell’Università
e della Ricerca in primis e Ministero della
Giustizia e Ministero delle Attività
Produttive, ma anche molti membri delle
commissioni parlamentari “II GIUSTIZIA”
e “X ATTIVITA’ PRODUTTIVE”, attualmente
impegnati ad esaminare entrambi i DDL in
materia di riforma delle professioni, proposti
sia dalla maggioranza che dall’opposizione.
Ma andiamo nel dettaglio:
L'approvazione frettolosa del D.P.R.
328/01, avvenuta alla fine del
2001, aveva comportato un brusco cambiamento
nelle regole per l'abilitazione professionale
di tantissimi studenti V.O. dimenticando
che essi si erano iscritti con regole diverse
da quelle riservate agli appartenenti alla
riforma universitaria (ex D.M. 509/99).
Il malcontento che ne era seguito, aveva
generato una levata di scudi da parte di
una organizzazione di studenti che in modo
del tutto civile e democratico si era fatta
carico di portare all’attenzione del Governo
il problema. La protesta era stata accolta
dal Governo attraverso l’approvazione di
due decreti aventi carattere di
urgenza - successivamente convertiti
in legge con modifiche in sede parlamentare
– grazie ai quali il diritto era
stato restituito fino alla fine del 2006.
Il D.P.R. 328/01 - regolamento di attuazione
della legge 4/99 - era stato oggetto di
revisione da parte del MIUR durante la scorsa
legislatura e, in seguito, era stato frettolosamente
approvato in Consiglio dei Ministri un nuovo
testo contenente un tirocinio di un anno
per gli ingegneri (a fronte di uno inspiegabilmente
di soli sei mesi per gli architetti). Il
decreto è subito finito in mezzo
alla bufera; prima a causa delle osservazioni
negative da parte del Consiglio di Stato,
successivamente a causa del rinvio al MIUR
da parte della Corte dei Conti perchè
lo riformulasse. Alla fine è stato
definitivamente ritirato dal nuovo Governo
di Centro-sinistra prima che venisse pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale.
Ma non finisce qui: ecco sbucare all’orizzonte
addirittura un disegno di legge - ad opera
dell’attuale Governo di centro-sinistra
- contenente una previsione di tirocinio
non meglio specificato che si potrebbe estendere
in un arco temporale che va da uno a due
anni.
Siamo punto e a capo? Cosa c’entrano i ragazzi
del V.O. con le scelte ottemperate in merito
alla riforma? Quali le motivazioni per non
escluderli da qualcosa di cui nessuno li
aveva informati all’atto dell’iscrizione?
E nemmeno i nostri colleghi di Architettura
sono molto propensi ad accettare questo
stato di cose.
Lo hanno detto chiaramente scrivendo nell’
ormai storico gruppo di discussione su internet
:
http://it.groups.yahoo.com/group/MovNazDpr328
al quale partecipano sempre più numerosi.
Non ci stanno gli oltre 17000 amici di Architettura
ancora iscritti al V.O. e allora ecco che
si uniscono alla protesta.
Insomma abbiamo le nostre buone
ragioni e continueremo a fare di tutto per
la difesa di un giusto diritto ad avere
lo stesso trattamento riservato fino ad
oggi a tutti i possessori del nostro stesso
titolo di laurea: non sono rivendicazioni
di carattere economico le nostre, ma di
carattere professionale! Altrimenti che
ci convincano del contrario!
Per informazioni:
Movimento Nazionale
DPR328
http://www.dpr328.too.it
Iscriviti alla mailing-list
per essere sempre aggiornato in tempo reale,
andando su:
http://it.groups.yahoo.com/group/MovNazDpr328/
info: movimentodpr328@yahoo.it
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