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genesi
della "città che sale"

Zaha Hadid, Progetto vincitore per la stazione
ferroviaria di Afragola, Napoli.
E' dal
grande centro direzionale progettato da Kenzo Tange,
la cui sistemazione orizzontale a 'vassoio' venne
progettata dall'architetto italiano Pierluigi
Spadolini, che a Napoli non s'interveniva con segni
così decisi e soprattutto 'contemporanei'. Ancora
una volta l'architetto iracheno riesce a divulgare
con maestria la nuova famiglia d'immagini già
sperimentate che fanno parte del suo bagaglio
progettuale, dopo le 'acuminate' e taglienti
architetture che pure hanno contribuito alla sua
iniziale ricerca.
L’architettura è, (lo è sempre stato) un materiale
da laboratorio sperimentale. Essa, sembra sia in
preda a movimenti tellurici, definiti da superfici
corrugate e piani sollecitati che disegnano delle
pieghe, derivate da magmatiche insofferenze formali.
Le superfici si adagiano, rimanendo instabilmente in
evoluzione come le utopie che le hanno generate.
Architetture affascinanti che aprono spiragli nuovi
per una libera e quanto mai affascinante
sperimentazione. Si scopre un discorso diverso
d’ambientazione, e l’intorno vibra proprio come la
conoscenza che, ricordiamo in un'altra opera di un
altro architetto come 'la Città della cultura' a
Santiago de Compostela di Eisenman, deve
trasmettere.

Plastico con l’inserimento urbano del cantiere a
Santiago de Compostela del prgetto della Citta della
Cultura
Tali
soluzioni mostrano l’evoluzione sempre d’alto
livello della ricerca degli archtetti in questione.
I flussi, sia delle informazioni, delle merci quindi
dei messaggi che esse trasportano, dei viaggi
d'individui, sono comunque testimonianza di
spostamenti, di variazioni di coordinate nello
spazio e nel tempo; una stazione ferroviaria è il
tema giusto per confermare questa realtà. Sono
segni, quelli adottati, che hanno inciso nello
spazio nuovi solchi e la scultura della realtà che
viviamo, ha proiettato intorno a sè, nuove visioni
urbane e nuove pratiche d’intervento per le ricerche
architettoniche. Flussi quindi, come incontenibili e
straripanti torrenti, scivolano senza seguire
direzioni, non esistendo argini che possano
trattenere la loro potenza divulgatrice hanno
disintegrato la loro antica localizzazione e hanno
cavalcato i vettori umani nelle loro più diverse
possibilità trovando strade impensabili e mai
tradotte secondo questi scopi. I flussi hanno
cosumato il concetto di localizzazione, disgregando
la materialità di un mondo in movimento.
Zaha
Ahdid elabora strategie d'intervento con le sue
sinuose fasce, nel progetto del Centro di Arte
Contemporanea, che ho sempre avvicinato alla
pratica, ancora non computerizzata, di Alvar Aalto.
L’architetto finlandese elogia la cultura
artigianale della materia legno, ha tratto con
'sensibilità ', ciò che ora diventa, con Hadid
materia prima figuratamante 'assonante', rivista
secondo le tecniche contemporanee. Generati da
complesse e capienti memorie informatiche i segni
scorrono in flessuosi nastri creando ambiti di una
nuova e vibrante realtà urbana, un nuovo linguaggio
visivo e comunque interpretativo d'energie e nuove
dinamiche spaziali. Ancora una volta la descrizione
e la possibilità di individuare delle direttrici
grafiche-spaziali, aumenta percettivamente, la
lettura di uno spazio. Che siano superfici o piani,
con tagli, prospettive aberratissime, nastri
fluttuanti, essi, rispondono tutti ad un’unica
regola; quella della visualizzazione dello spazio e
dei suoi codici. L’esperienza di Zaha Hadid ha
generato un codice interpretativo nuovo adeguandolo
allo spirito di questo tempo.
La
Nuova Stazione Alta Velocità Napoli Afragola
concepita da Zaha Hadid sarà un ponte sopra ai
binari. Rispondendo alla funzione di nuova porta per
la città, il progetto propone uno schema
architettonico che realizza un nodo trasportistico
ben organizzato e si impone con un segno forte sul
territorio per annunciare l’ingresso a Napoli.

Vista
dell'interno della stazione
All'orizzonte, quindi, compaiono nuove visioni di
'urbanità' connesse direttamente al territorio.
Strutture aperte come le idee e l'architettura che
scaturisce da questi segni. Forse è il momento che
questi segni abbiano una loro veridicità
d'attuazione, infatti, la confluenza della cultura e
della tecnologia adesso lo permette. Disegni
ingialliti e utopie un tempo irrealizzabili, lavori
d'alto livello concettuale che genialità come quelle
Boccioni e soprattutto Sant'Elia, prefiguravano in
tempi non sospetti, ma che nella loro audace visione
e passionale ricerca, avevano già intuito. Questi
lavori contemporanei d'altrettante grandi
personalità nel campo architettonico, preparano un
nuovo linguaggio per la decodificazione e quindi
l'interpretazione architettonica che fra un po’,
sono certo, parteciperà ad una grandiosa 'città
che sale' o meglio delinerà lo sky line di una
meravigliosa città a livelli.

Sant'Elia, La città
futurista.
Napoli, la prima città europea prima che si parlasse
di 'Unione Europea', se verrà portato a termine il
progetto della stazione, avrà già un suo aspetto
architettonicamente futuribile. Guardando i disegni
di Sant'Elia, allora gioiremo di questo sogno, ora,
concettualmente e praticamente realizzato in Italia.
Nota
dell'autore:
http://www.costruzioni.net/
Link
di approfondimento:
http://www.regione.campania.it/governo%20regionale/comunicati_stampa/focus/tav_11_03scheda.htm
http://www.ferroviedellostato.it/fs/view/main/0,3211,2698_0_2841_4666222,00.html
http://archrecord.construction.com/people/interviews/archives/0310Eisenman-1.asp
http://www.floornature.com/worldaround/articolo.php/art364/1/en/arch |