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                                                    le costruzioni in rete

 Confluenze segniche, modalità progettuali:

 alcuni risultati

 Paolo MARZANO

Data di pubblicazione: 12/2003

 

genesi della  "città che sale"

Zaha Hadid, Progetto vincitore per la stazione ferroviaria di Afragola, Napoli.

E' dal grande centro direzionale progettato da Kenzo Tange, la cui sistemazione orizzontale a 'vassoio' venne progettata dall'architetto italiano Pierluigi Spadolini, che a Napoli non s'interveniva con segni così decisi e soprattutto 'contemporanei'. Ancora una volta l'architetto iracheno riesce a divulgare con maestria la nuova famiglia d'immagini già sperimentate che fanno parte del suo bagaglio progettuale, dopo le 'acuminate' e taglienti architetture che pure hanno contribuito alla sua iniziale ricerca.

L’architettura è, (lo è sempre stato) un materiale da laboratorio sperimentale. Essa, sembra sia in preda a movimenti tellurici, definiti da superfici corrugate e piani sollecitati che disegnano delle pieghe, derivate da magmatiche insofferenze formali. Le superfici si adagiano, rimanendo instabilmente in evoluzione come le utopie che le hanno generate. Architetture affascinanti che aprono spiragli nuovi per una libera e quanto mai affascinante sperimentazione. Si scopre un discorso diverso d’ambientazione, e l’intorno vibra proprio come la conoscenza che, ricordiamo in un'altra opera di un altro architetto come 'la Città della cultura' a Santiago de Compostela di Eisenman, deve trasmettere.

Plastico con l’inserimento urbano del cantiere a

Santiago de Compostela del prgetto della Citta della Cultura

Tali soluzioni mostrano l’evoluzione sempre d’alto livello della ricerca degli archtetti in questione. I flussi, sia delle informazioni, delle merci quindi dei messaggi che esse trasportano, dei viaggi d'individui, sono comunque testimonianza di spostamenti, di variazioni di coordinate nello spazio e nel tempo; una stazione ferroviaria è il tema giusto per confermare questa realtà. Sono segni, quelli adottati, che hanno inciso nello spazio nuovi solchi e la scultura della realtà che viviamo, ha proiettato intorno a sè, nuove visioni urbane e nuove pratiche d’intervento per le ricerche architettoniche. Flussi quindi, come incontenibili e straripanti torrenti, scivolano senza seguire direzioni, non esistendo argini che possano trattenere la loro potenza divulgatrice hanno disintegrato la loro antica localizzazione e hanno cavalcato i vettori umani nelle loro più diverse possibilità trovando strade impensabili e mai tradotte secondo questi scopi.  I flussi hanno cosumato il concetto di localizzazione, disgregando la materialità di un mondo in movimento.

Zaha Ahdid elabora strategie d'intervento con le sue sinuose fasce, nel progetto del Centro di Arte Contemporanea, che ho sempre avvicinato alla pratica, ancora non computerizzata, di Alvar Aalto. L’architetto finlandese elogia la cultura artigianale della materia legno, ha tratto con 'sensibilità ', ciò che ora diventa, con Hadid materia prima figuratamante 'assonante', rivista secondo le tecniche contemporanee. Generati da complesse e capienti memorie informatiche i segni scorrono in flessuosi nastri creando ambiti di una nuova e vibrante realtà urbana, un nuovo linguaggio visivo e comunque interpretativo d'energie e nuove dinamiche spaziali. Ancora una volta la descrizione e la possibilità di individuare delle direttrici grafiche-spaziali, aumenta percettivamente, la lettura di uno spazio. Che siano superfici o piani, con tagli, prospettive aberratissime, nastri fluttuanti, essi, rispondono tutti ad un’unica regola; quella della visualizzazione dello spazio e dei suoi codici. L’esperienza di Zaha Hadid ha generato un codice interpretativo nuovo adeguandolo allo spirito di questo tempo.

La Nuova Stazione Alta Velocità Napoli Afragola concepita da Zaha Hadid sarà un ponte sopra ai binari. Rispondendo alla funzione di nuova porta per la città, il progetto propone uno schema architettonico che realizza un nodo trasportistico ben organizzato e si impone con un segno forte sul territorio per annunciare l’ingresso a Napoli.

Vista dell'interno della stazione

 All'orizzonte, quindi, compaiono nuove visioni di 'urbanità' connesse direttamente al territorio. Strutture aperte come le idee e l'architettura che scaturisce da questi segni. Forse è il momento che questi segni abbiano una loro veridicità d'attuazione, infatti, la confluenza della cultura e della tecnologia adesso lo permette. Disegni ingialliti e utopie un tempo irrealizzabili, lavori d'alto livello concettuale che genialità come quelle Boccioni e soprattutto Sant'Elia, prefiguravano in tempi non sospetti, ma che nella loro audace visione e passionale ricerca, avevano già intuito. Questi lavori contemporanei d'altrettante grandi personalità nel campo architettonico, preparano un nuovo linguaggio per la decodificazione e quindi l'interpretazione architettonica che fra un po’, sono certo, parteciperà ad una grandiosa 'città che sale' o meglio delinerà lo sky line di una meravigliosa città a livelli.

Sant'Elia, La città futurista.

Napoli, la prima città europea prima che si parlasse di 'Unione Europea', se verrà portato a termine il progetto della stazione, avrà già un suo aspetto architettonicamente futuribile. Guardando i disegni di Sant'Elia, allora gioiremo di questo sogno, ora, concettualmente e praticamente realizzato in Italia.

Nota dell'autore: http://www.costruzioni.net/

Link di approfondimento:

http://www.regione.campania.it/governo%20regionale/comunicati_stampa/focus/tav_11_03scheda.htm

http://www.ferroviedellostato.it/fs/view/main/0,3211,2698_0_2841_4666222,00.html

http://archrecord.construction.com/people/interviews/archives/0310Eisenman-1.asp

http://www.floornature.com/worldaround/articolo.php/art364/1/en/arch

 

Nota biografica dell'autore

 



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