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                                                               le costruzioni in rete

IL LATERIZIO

MATERIALE ECOSOSTENIBILE PER ECCELLENZA

 

Data di pubblicazione: 26/06/2007

 

 

Per il Presidente dell’ANDIL Catervo Cangiotti diventa urgente un cambiamento di mentalità che privilegi un modo di costruire pienamente sostenibile.

 

 

In uno scenario di luci e di ombre svetta per importanza l’urgenza di scelte politiche e normative in grado di accelerare il processo di uno sviluppo sostenibile anche nel nostro Paese.

Lo ha detto il Presidente dell’ANDIL, Catervo Cangiotti, aprendo il convegno promosso dall’associazione confindustriale che unisce i produttori di laterizio dedicato alla sostenibilità del costruire.

Davanti al Ministro dell’Ambiente  Alfonso Pecoraro Scanio, al Senatore Filippo Bubbico, Sottosegretario di Stato del Ministero Sviluppo Economico e al vicepresidente di Confindustria Giuseppe Morandini, Cangiotti ha sottolineato che il buon andamento dell’economia deve aiutare a mettere mano ad alcune questioni chiave tra le quali una minor presenza della politica in campo economico, un’accelerazione dei processi di liberalizzazione, scelte coraggiose in campo ambientale.

Partendo dalla constatazione che il lungo ciclo positivo delle costruzioni si avvia alla conclusione, il Presidente dell’ANDIL  ha sottolineato come nel prossimo triennio assisteremo ad una diminuzione dei livelli produttivi di edilizia residenziale compensata in parte dall’aumento di lavori di ristrutturazione ordinaria e straordinaria.

“La diminuzione non sarà violenta ma pur sempre significativa e potrà accentuarsi o rallentare in funzione di vari fattori quali l’andamento dei flussi e dei saldi migratori, l’andamento dei tassi di interesse stabiliti dalla BCE, gli effetti delle politiche antievasione, delle politiche fiscali ed anche delle incertezze fiscali dell’attuale Governo. Ma - ha aggiunto Cangiotti - il mercato subirà anche una variazione qualitativa oltre che quantitativa, incombendo sulla produzione edilizia la sfida per la “sostenibilità”, che si traduce in accorgimenti per il risparmio energetico e la tutela dell’ambiente e per la messa in sicurezza dei fabbricati. Questo comporterà una selezione di tecnologie e materiali in funzione delle loro capacità di supportare le nuove esigenze di soluzioni costruttive più performanti e, nello stesso tempo, durature, affidabili e con ridotti costi di manutenzione.”

Il settore delle costruzioni è, infatti, responsabile del 40% del totale delle emissioni in atmosfera di anidride carbonica. Riscaldamento invernale e climatizzazione estiva richiedono una enorme quantità di energia con i conseguenti problemi ambientali.

A questo proposito è stato ricordato come la Commissione Europea si sia posta obiettivi molto ambiziosi in materia di sostenibilità ambientale che per il mondo delle costruzioni vogliono dire dimezzare, nei fabbricati nuovi, entro il 2015, i consumi per riscaldamento invernale e raffrescamento estivo ed abbattere entro il 2030 del 50% i consumi in tutti i fabbricati.

Obiettivi che ha sottolineato Cangiotti potranno essere  raggiunti solamente “se si riuscirà ad agire su più fronti: dal ricorso a tecnologie innovative per l’utilizzo di fonti rinnovabili di energia al miglioramento della efficienza energetica delle soluzioni involucro–impianti prospettate, al risparmio di energia connessa con i comportamenti dei singoli individui.

“Ci si sta lentamente rendendo conto che il sistema più semplice, più economico, meno inquinante, più sicuro, che più fa risparmiare ambiente ed energia è il costruire con muri di grande spessore e con tetti a falda ventilati. Anche perché una casa così fatta dura centinaia di anni, senza bisogno di ricorrere a macchinari e dispositivi ausiliari di ventilazione e condizionamento, questi sì energivori ed inquinanti.”

E’ in questo scenario che il laterizio può giocare un ruolo di assoluto rilievo, con le sue prerogative esclusive di massa, durata, semplicità e con la sua capacità di innovarsi continuamente, nelle forme, nelle prestazioni, nell’ibridazione – integrazione con altri prodotti.

Il Presidente dell’ANDIL ha voluto sottolineare come diventi essenziale valutare e porre a confronto le diverse soluzioni costruttive alla luce dei parametri della sostenibilità. A questo proposito ha ricordato come la costruzione di un edificio in muratura portante sia ambientalmente preferibile in quanto con la stessa quantità di materia utilizzata, si abbia minor consumo di energia primaria (-15%, rispetto all’edificio a telaio in calcestruzzo e tamponamento leggero), minore effetto serra (-10%) e minor acidificazione (-8%). Senza dimenticare, tra l’altro, le condizioni di comfort termo-igrometrico ed acustico che è in grado di assicurare.

“Negli ultimi 60 anni – ha denunciato Cangiotti - la disponibilità – che si credeva illimitata – dei combustibili fossili a basso costo (petrolio, carbone ecc.) ha fatto abbandonare alcuni accorgimenti costruttivi, a cominciare dai muri a forte spessore ed a scegliere stili di vita “scellerati” per lo spreco di energia e di acqua, nonché per l’“incredibile” emissione in atmosfera di milioni di tonnellate di anidride carbonica che l’atmosfera non può più sopportare. E’ ora di voltare pagina.”

Per il Presidente dell’Andil ciò vuol dire  tornare a progettare case con murature di grande spessore, contrastando i fautori di una irresponsabile architettura usa e getta, che alimentano un’immagine vecchia e obsoleta del laterizio. “Al contrario mai come oggi di fronte alle nuove e imprescindibili esigenze di risparmio ambientale ed energetico è possibile individuare proprio nel costruire in laterizio la migliore e più semplice soluzione”.

 

 

 

SCHEDA 1

La produzione di laterizio

Il buon andamento del mercato delle costruzioni in generale e dell’edilizia residenziale in particolare ha influito beneficamente anche sull’industria dei prodotti in laterizio.

I dati elaborati dal CRESME ci dicono che la fase espansiva iniziata nel 1998 e terminata lo scorso anno a valori reali,  ha determinato un 58 per cento in più delle risorse investite.

Se compariamo i singoli trienni (all’inizio e alla fine della fase espansiva) possiamo osservare che fra il triennio 1999-2001 e il triennio 2004-2006:

§          gli investimenti (a valori reali) nella nuova produzione residenziale sono aumentati del +38%

§          gli investimenti nella nuova produzione non residenziale sono aumentati del +3%

§          quelli nell’attività di rinnovo sono diminuiti del –1%.

Nel contempo, la produzione di laterizi per:

§          pareti (muro normale, blocchi alleggeriti, forati, ecc) è cresciuta del +22%;

§          solai: +1,2%

§          coperture (tegole e coppi):  +7%;

§          faccia a vista: +16%.

Per quanto riguarda l’industria del laterizio, i primi effetti dell’inversione del ciclo nel comparto dell’edilizia residenziale iniziano a farsi sentire. Il risultato è che dopo otto anni di crescita, caratterizzanti un ciclo straordinario per ampiezza (dal 1997 al 2005), anche l’andamento del mercato del laterizio evidenzia alla fine del 2006  i primi segnali di rallentamento: la produzione si attesta a 20,6 milioni di tonnellate, con un leggero decremento (-0,7%) rispetto al 2005.

 

SCHEDA 2

Il consumo di energia dell’industria italiana del laterizio

La produzione di laterizi utilizza, ormai in misura pressoché totale (95%), il gas naturale come fonte di energia per l’essiccazione e la cottura del materiale: oltre 1 miliardo di m3 di gas, circa 40.000 tonnellate di olio combustibile e 10.000 di carbone.

Circa 1,33 TWh è il consumo di energia elettrica, di cui solo il 3% (40 milioni di kWh) è autoprodotto: sono 20 le fornaci per laterizio in cui è presente l’impianto di cogenerazione.




Il mercato dei prodotti in laterizio  scarica il pdf

 
 

 


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