Per il Presidente dell’ANDIL Catervo Cangiotti diventa
urgente un cambiamento di mentalità che
privilegi un modo di costruire pienamente
sostenibile.
In uno scenario di luci e di ombre svetta per importanza
l’urgenza di scelte politiche e normative in
grado di accelerare il processo di uno
sviluppo sostenibile anche nel nostro Paese.
Lo ha detto il Presidente dell’ANDIL, Catervo Cangiotti,
aprendo il convegno promosso
dall’associazione confindustriale che unisce
i produttori di laterizio dedicato alla
sostenibilità del costruire.
Davanti al Ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio,
al Senatore Filippo Bubbico, Sottosegretario
di Stato del Ministero Sviluppo Economico e
al vicepresidente di Confindustria Giuseppe
Morandini, Cangiotti ha sottolineato che il
buon andamento dell’economia deve aiutare a
mettere mano ad alcune questioni chiave tra
le quali una minor presenza della politica
in campo economico, un’accelerazione dei
processi di liberalizzazione, scelte
coraggiose in campo ambientale.
Partendo dalla constatazione che il lungo ciclo positivo
delle costruzioni si avvia alla conclusione,
il Presidente dell’ANDIL ha sottolineato
come nel prossimo triennio assisteremo ad
una diminuzione dei livelli produttivi di
edilizia residenziale compensata in parte
dall’aumento di lavori di ristrutturazione
ordinaria e straordinaria.
“La diminuzione non sarà violenta ma pur sempre significativa
e potrà accentuarsi o rallentare in funzione
di vari fattori quali l’andamento dei flussi
e dei saldi migratori, l’andamento dei tassi
di interesse stabiliti dalla BCE, gli
effetti delle politiche antievasione, delle
politiche fiscali ed anche delle incertezze
fiscali dell’attuale Governo. Ma - ha
aggiunto Cangiotti - il mercato subirà anche
una variazione qualitativa oltre che
quantitativa, incombendo sulla produzione
edilizia la sfida per la “sostenibilità”,
che si traduce in accorgimenti per il
risparmio energetico e la tutela
dell’ambiente e per la messa in sicurezza
dei fabbricati. Questo comporterà una
selezione di tecnologie e materiali in
funzione delle loro capacità di supportare
le nuove esigenze di soluzioni costruttive
più performanti e, nello stesso tempo,
durature, affidabili e con ridotti costi di
manutenzione.”
Il settore delle costruzioni è, infatti, responsabile del 40%
del totale delle emissioni in atmosfera di
anidride carbonica. Riscaldamento invernale
e climatizzazione estiva richiedono una
enorme quantità di energia con i conseguenti
problemi ambientali.
A questo proposito è stato ricordato come la Commissione
Europea si sia posta obiettivi molto
ambiziosi in materia di sostenibilità
ambientale che per il mondo delle
costruzioni vogliono dire dimezzare, nei
fabbricati nuovi, entro il 2015, i consumi
per riscaldamento invernale e raffrescamento
estivo ed abbattere entro il 2030 del 50% i
consumi in tutti i fabbricati.
Obiettivi che ha sottolineato Cangiotti potranno essere
raggiunti solamente “se si riuscirà ad agire
su più fronti: dal ricorso a tecnologie
innovative per l’utilizzo di fonti
rinnovabili di energia al miglioramento
della efficienza energetica delle soluzioni
involucro–impianti prospettate, al risparmio
di energia connessa con i comportamenti dei
singoli individui.
“Ci si sta lentamente rendendo conto che il sistema più
semplice, più economico, meno inquinante,
più sicuro, che più fa risparmiare ambiente
ed energia è il costruire con muri di grande
spessore e con tetti a falda ventilati.
Anche perché una casa così fatta dura
centinaia di anni, senza bisogno di
ricorrere a macchinari e dispositivi
ausiliari di ventilazione e condizionamento,
questi sì energivori ed inquinanti.”
E’ in questo scenario che il laterizio può giocare un ruolo
di assoluto rilievo, con le sue prerogative
esclusive di massa, durata, semplicità e con
la sua capacità di innovarsi continuamente,
nelle forme, nelle prestazioni,
nell’ibridazione – integrazione con altri
prodotti.
Il Presidente dell’ANDIL ha voluto
sottolineare come diventi essenziale
valutare e porre a confronto le diverse
soluzioni costruttive alla luce dei
parametri della sostenibilità. A questo
proposito ha ricordato come la costruzione
di un edificio in muratura portante sia
ambientalmente preferibile in quanto con la
stessa quantità di materia utilizzata, si
abbia minor consumo di energia primaria
(-15%, rispetto all’edificio a telaio in
calcestruzzo e tamponamento leggero), minore
effetto serra (-10%) e minor acidificazione
(-8%). Senza dimenticare, tra l’altro, le
condizioni di comfort termo-igrometrico ed
acustico che è in grado di assicurare.
“Negli ultimi 60 anni – ha denunciato
Cangiotti - la disponibilità – che si
credeva illimitata – dei combustibili
fossili a basso costo (petrolio, carbone
ecc.) ha fatto abbandonare alcuni
accorgimenti costruttivi, a cominciare dai
muri a forte spessore ed a scegliere
stili di vita “scellerati” per lo spreco di
energia e di acqua, nonché per
l’“incredibile” emissione in atmosfera di
milioni di tonnellate di anidride carbonica
che l’atmosfera non può più sopportare. E’
ora di voltare pagina.”
Per il Presidente dell’Andil ciò vuol dire tornare a
progettare case con murature di grande
spessore, contrastando i fautori di una
irresponsabile architettura usa e getta, che
alimentano un’immagine vecchia e obsoleta
del laterizio. “Al contrario mai come oggi
di fronte alle nuove e imprescindibili
esigenze di risparmio ambientale ed
energetico è possibile individuare proprio
nel costruire in laterizio la migliore e più
semplice soluzione”.
SCHEDA 1
La
produzione di laterizio
Il buon andamento del mercato delle
costruzioni in generale e dell’edilizia
residenziale in particolare ha influito
beneficamente anche sull’industria dei
prodotti in laterizio.
I dati elaborati dal CRESME ci dicono che la
fase espansiva iniziata nel 1998 e terminata
lo scorso anno a valori reali, ha
determinato un 58 per cento in più delle
risorse investite.
Se compariamo i singoli trienni (all’inizio
e alla fine della fase espansiva) possiamo
osservare che fra il triennio 1999-2001 e il
triennio 2004-2006:
§
gli investimenti (a valori reali) nella nuova produzione
residenziale sono aumentati del +38%
§
gli investimenti nella nuova produzione non residenziale sono
aumentati del +3%
§
quelli nell’attività di rinnovo sono diminuiti del –1%.
Nel contempo, la produzione di laterizi per:
§
pareti (muro normale, blocchi alleggeriti, forati, ecc) è
cresciuta del +22%;
§
solai: +1,2%
§
coperture (tegole e coppi): +7%;
§
faccia a vista: +16%.
Per quanto riguarda l’industria del
laterizio, i primi effetti dell’inversione
del ciclo nel comparto dell’edilizia
residenziale iniziano a farsi sentire. Il
risultato è che dopo otto anni di crescita,
caratterizzanti un ciclo straordinario per
ampiezza (dal 1997 al 2005), anche
l’andamento del mercato del laterizio
evidenzia alla fine del 2006 i primi
segnali di rallentamento: la produzione si
attesta a 20,6 milioni di tonnellate, con un
leggero decremento (-0,7%) rispetto al 2005.
SCHEDA 2
Il consumo di energia dell’industria
italiana del laterizio
La produzione di laterizi utilizza, ormai in misura pressoché totale
(95%), il gas naturale come fonte di energia
per l’essiccazione e la cottura del
materiale: oltre 1 miliardo di m3
di gas, circa 40.000 tonnellate di olio
combustibile e 10.000 di carbone.
Circa 1,33 TWh è il consumo di energia elettrica, di cui solo il 3% (40
milioni di kWh) è autoprodotto: sono 20 le
fornaci per laterizio in cui è presente
l’impianto di cogenerazione.

