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Università di Pisa, Facoltà di
Ingegneria
via Diotisalvi 2 - Pisa
e-mail:
plmaffei@ing.unipi.it
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Parlando di costruire sostenibile, oggi,
non si rischia più di trovare una platea
impreparata: il termine "sostenibilità",
negli ultimi cinque anni, è stato
infatti usato e talvolta abusato, sia a
livello di politica e pianificazione
territoriale, sia a scala edilizia, al
punto che quasi tutti gli strumenti
urbanistici portano indicazioni
esplicite sulle strategie per
programmare, progettare e costruire nel
rispetto delle condizioni per la
ecosostenibilità dello sviluppo.
In questi ultimi cinque anni sono
cambiate molte cose anche tra le
procedure di realizzazione degli
interventi edilizi, con l’introduzione
dell'attestazione di conformità delle
costruzioni (DIA), comportando una
maggiore responsabilità del progettista
nella autoverifica dei requisiti
urbanistici, architettonici e tecnici
del proprio operare. Servono dunque più
che mai norme che consentano di
promuovere la costruzione bioecologica,
ma di tipo non prescrittivo, bensì
prestazionale per lasciare spazio alla
creatività nel proporre soluzioni che
rispettino obiettivi e prestazioni ben
chiaramente delineati, senza dar adito
ad interpretazioni. Quella della norma
prestazionale è infatti la via che non
toglie spazio all’innovazione, non
suggerendo modelli e soluzioni che
potrebbero rivelarsi sempre più
rapidamente superati dalla tecnologia
avanzata, e al contempo favorisce una
progressiva presa di coscienza di tutti
gli operatori.
Il presente lavoro si propone di
suggerire un percorso che consenta di “dare
valore alla qualità”,
introducendo l’indice di valore
come parametro
finalizzato anche al rispetto delle
condizioni per la ecosostenibilità,
un parametro che possa aiutare le
pubbliche amministrazioni, gli enti di
programmazione e più in generale tutti
gli attori del processo territoriale ed
edilizio, nel promuovere attività nella
piena consapevolezza di tutti gli
elementi che entrano in gioco per
raggiungere l’obiettivo della
tutela globale dell’ambiente,
dando la possibilità a gruppi di lavori
interdisciplinari coordinati, di
confrontare, su basi certe, più
soluzioni poste in alternativa a quella
originariamente presa in esame.
Esperienze in atto
Seguendo l’esempio di
Barcellona e della sua
“ordinanza solar” del 2000,
sono molti i Comuni che si sono dotati
di regolamenti edilizi che incentivano
l’uso di soluzioni sostenibili per
edifici che rispettano specifici criteri
di conformità alle indicazioni della
bioedilizia, ovvero vengono introdotte
nei regolamenti deroghe agli standard
urbanistici e edilizi per la
realizzazione di elementi tecnici quali
serre solari, logge ed altri elementi
utili alla bioclimatica dell'edificio.
Secondo una recente indagine
Federabitazione, ad oggi sono
135 gli enti locali che hanno messo in
atto agevolazioni o sconti per una casa
“bio” (si veda tabella in pagina con il
dettaglio delle agevolazioni, per
ciascun Comune).
Il ventaglio delle principali
opportunità di risparmio che gli enti
locali offrono a promotori immobiliari
ed acquirenti - proprietari per rendere
più attrattiva l’alternativa ecologica è
rappresentato da sconto sugli oneri di
urbanizzazione e le imposte, possibilità
di realizzare una volumetria maggiore
rispetto ai limiti dei regolamenti
edilizi e “riserva” esclusiva sulle
aree.
A questo occorre aggiungere la recente
pubblicazione (luglio 2004) da parte
della Regione Toscana delle “linee
guida per la valutazione della qualita’
energetica ed ambientale degli edifici
in Toscana”. Le linee guida sono il
frutto di una lavoro iniziato nel 2002
nell’ambito del progetto ITACA (Istituto
per la trasparenza, l’aggiornamento e la
certificazione degli appalti) dove un
gruppo di lavoro interregionale,
coordinato dalla Regione Friuli Venezia
Giulia, ha affrontato le tematiche della
“edilizia sostenibile” confrontando le
varie esperienze delle Regioni. Il
gruppo ha predisposto un sistema per la
valutazione della ecosostenibilità degli
edifici, basato sui principi del metodo
internazionale Green
Building Challenge (GBC).
La Regione Toscana, nelle sue linee
guida, utilizza le principali schede di
analisi dell’edilizia messe a punto dal
gruppo di lavoro suddetto, attribuendo
ad esse il metodo di valutazione GBC.
Tale protocollo di valutazione,
attraverso la attribuzione di pesi ai
requisiti, può essere modulato in
relazione alle caratteristiche
climatiche, attribuendo pesi maggiori
alle problematiche rilevanti in funzione
del contesto. Il metodo si basa quindi
su criteri prestazionali, ogni requisito
di carattere energetico-ambientale si
valuta attraverso sistemi
prevalentemente quantitativi il grado di
rispondenza delle prestazioni del
fabbricato o del progetto al requisito.
Successivamente si dà un peso a ciascun
requisito al fine di giungere ad una
valutazione finale ponderata.
Il sistema di certificazione energetica
e ambientale prevede l’esame delle
prestazioni edificio in relazione a
specifiche “aree di valutazione”, che
comprendono, nelle linee guida
predisposte, sette temi-obiettivo:
|
1. la qualità ambientale degli
spazi esterni,
2. il risparmio di risorse,
3. il carico ambientale,
4. la qualità dell’ambiente interno,
5. la qualità del servizio,
6. la qualità della gestione
7. i trasporti. |
A tali temi corrispondono esigenze da
tradurre in requisiti relativamente a
singoli progetti. L’elenco delle
esigenze da soddisfare sono:
|
1. intorno ambientale:
2. qualità dell’aria esterna
3. campi elettromagnetici
4. esposizione acustica
5. qualità del suolo
6. qualità delle acque
7. consumi energetici
8. energia elettrica
9. consumo acqua potabile
10. uso di materiali di recupero
11. uso di materiali riciclabili
12. utilizzo di strutture esistenti
13. contenimento dei reflui
14. comfort visivo
15. comfort acustico
16. comfort termico
17. qualità dell’aria
18. campi elettromagnetici. interni
19. qualità del servizio
20. qualità della gestione
21. trasporti |
Si tratta di elementi significativi in
quanto hanno una valenza economica,
sociale, ambientale di un certo rilievo.
Essi sono in parte quantificabili e
diventano requisiti secondo la rigorosa
definizione in UNI e parte di essi sono
definibili qualitativamente ma in modo
preciso, perseguendo un obiettivo di
valenza scientifica.
Le suddette linee guida sono finalizzate
a dare una misura della ecoefficienza di
una costruzione in Toscana, e potranno
inoltre essere utilizzate per
l’assegnazione di incentivi già previsti
in alcuni atti regionali relativi
all’edilizia residenziale pubblica, e
per quelli che verranno definiti
successivamente con atti regionali o di
altri Enti Locali. Le linee guida
possono essere reperite sul sito
Internet della Regione Toscana (www.regione.toscana.it)
A livello di incentivi
la forma preferita dai Comuni consiste
nello sconto sugli oneri di
urbanizzazione (attuata dal 28% degli
enti locali). Un Comune su cinque (il
21%) incentiva invece la bioedilizia
concedendo la possibilità di aumentare
le cubature degli edifici. Il 16% degli
enti locali vincola l’edificabilità di
alcune aree all’edilizia sostenibile.
Infine il 12% concede uno sconto sull’Ici
e un altro 12% mette a disposizione
finanziamenti attraverso bandi.
Emerge dunque un quadro di grande
maturazione collettiva dei temi della
sostenibilità ambientale ed edilizia,
dal quale è necessario partire per una
riflessione critica che porti ad un
ulteriore fase di maturazione e ad
iniziative concrete.
Quali obiettivi
Volendo offrire un contributo
al dibattito sul tema della valutazione
della sostenibilità edilizia, è
necessario richiamare in primo luogo gli
obiettivi che si intendono perseguire,
partendo da una analisi di quanto già
prodotto e pubblicato in materia.
Esaminando il Regolamento Edilizio del
Comune di Faenza si nota, per esempio,
come l’insieme dei requisiti ai quali un
intervento edilizio sostenibile deve
corrispondere risulti di natura
prescrittiva, presentando soluzioni
tecniche conformi e relativi metodi di
verifica e l’analisi del contesto si
limita agli aspetti ambientali legati al
clima, alla morfologia e agli agenti
inquinanti presenti sul sito. Le stesse
linee guida della Regione Toscana, alle
quali si faceva in precedenza
riferimento, si limitano ad aspetti
classici e consolidati per quanto
attiene l’analisi edificio-ambiente,
prendendo spunto da ricerche condotte
diversi anni fa.
Un approccio più generale al problema
della sostenibilità non può prescindere
a nostro avviso da considerazioni di
carattere culturale, sociale ed
economico-gestionale per costituire, in
sinergia con gli aspetti ambientali
“classici”, un quadro globale
finalizzato alla tutela di condizioni
imprescindibili e da ricercare ormai
urgentemente per uno sviluppo
sostenibile. Si suggerisce a tale scopo
un sistema di valutazione che, pur
facendo riferimento a norme prescrittive
per quanto concerne la casistica degli
interventi conformi
(vedi
nota 1), risulti di fatto
aperto a tutte le innovazioni e ai
progressi che, rapidamente ed in modo
poco controllabile, si succedono in
questo settore. Per quanto attiene
all’aspetto economico-gestionale si
suggerisce di rapportare sempre e
comunque la risposta funzionale al costo
globale, con una scelta di campo che
rappresenti il punto innovativo e di
forza di un sistema di valutazione
finalizzato a promuovere una cultura
della programmazione e della
progettazione che non può prescindere
dal buon comportamento dell’opera nel
tempo, ribadendo la necessità diaccompagnare ogni progetto con un
piano di manutenzione e una relazione
sul consumo energetico, dimostrando
l’attenzione ad un uso consapevole delle
risorse economiche, risorse finite dal
considerare le quali non si può
prescindere.
Indice di valore per l’ecosostenibilità
La definizione di uno strumento
operativo necessita ovviamente di alcune
basi teoriche di riferimento, ben
precise. Nel presente intervento, il
presupposto teorico sta nel concetto di
sostenibilità locale:
questa può essere definita, anche sulla
base delle esperienze in corso presso il
centro di ricerca "Torretta"
dell'Università di Pisa
(vedi
nota 2), come la capacità
di un intervento sul sistema edilizio-ambientale di incrementare nel
contesto locale il rapporto tra valore
ambientale, inteso come somma degli
impatti positivi dell'opera in termini
di compatibilità ambientale,
miglioramento della cultura e
dell'ambiente, indotti sociali ed
economici, e il costo globale, inteso
come somma del costo di produzione,
gestione, costo sociale nel tempo,
dismissione o riuso dell'entità presa in
considerazione.
L'introduzione di una specifica "locale"
della sostenibilità è inevitabile per
una definizione che non sia solo
teoricamente corretta, ma che possa
essere praticamente attuabile mediante
scelte ed azioni adeguate agli scopi
prefissati. Con il termine locale si
suppone l'esistenza di un contesto
territoriale nel quale l'intervento si
colloca, caratterizzato da una struttura
integrata di elementi sociali,
culturali, ambientali e paesaggistici. I
limiti di tale contesto non possono, né
devono essere definiti in modo netto, in
quanto essi variano continuamente nel
tempo, al variare degli elementi che li
determinano.
Il concetto di Riserva della Biosfera,
promosso dall'Unesco con il programma
M.A.B. (Man and the Biosphere), può
essere di valido riferimento per la
definizione del termine "locale".
L'ambito locale di applicazione dei
criteri della sostenibilità è legato ad
un concetto che appartiene a tutte le
persone che vivono e percepiscono il
territorio e che, naturalmente e da
sempre, sanno riconoscere come elementi
del loro vivere quotidiano le
caratteristiche paesaggistiche del
luogo: la valle, la pianura, le colline,
la città, il suo hinterland. Dalla
definizione di sosteniblità locale
emerge la possibilità di ricorrere
all’indice di valore (P.L. Maffei, 2001)
finalizzandolo alla ecososteniblità.
Senza approfondire in questa sede i
concetti dell’Analisi del Valore, per i
quali si rimanda all’ampia bibliografia
in materia e al sito Internet dell’AIAV
– Associazione Italiana per la Gestione
e l’Analisi del Valore, in questa sede
si vuole sottolineare come tale indice
possa nella fattispecie essere stimato
come rapporto dell’utilità derivante dal
rispetto delle condizioni per la
sosteniblità ambientale ed i costi
globali che tale rispetto comporta
dove
Us è l’utilità delle
funzioni conseguenti al rispetto dele
condizioni per la sostenibilità
ambientale
e
Cg è il costo globale
(vedi
nota 3) derivante dal
poter esplicare le funzioni considerate,
somma del costo di costruzione, del
costo di gestione nella vita utile
ipotizzata e del costo di dismissione,
allorché prevalga sul valore residuo.
Con queste premesse è possibile misurare
il valore delle costruzioni in funzione
del rispetto della sostenibilità dello
sviluppo.
Condizioni ambientali per l’ecosostenibilità
Prendendo a riferimento quanto
emerso da esperienze in atto, vengono di
seguito elencate in forma sintetica
condizioni ambientali volte a
programmare, progettare e realizzare
interventi ecosostenibili:
- integrazione
ambiente/costruzione
L'uso vantaggioso delle condizioni
climatiche locali, quali la ventosità,
l'orografia, la piovosità, le escursioni
termiche annue e mensili, ecc. deve
essere promosso assieme all'uso delle
risorse naturali disponibili,
comprendendo prodotti e materiali e
fonti energetiche;
- ricorso a componenti
costruttivi compatibili
Le scelte tecnologiche e tecniche non
devono essere causa di negativi impatti
ambientali diretti (esempio, rilascio
nell'ambiente di sostanze nocive) ed
indiretti, relativi cioè alla produzione
di sostanze nocive e al consumo di
risorse non rinnovabili nel restante
ciclo di vita del prodotto. Il ricorso a
materiali di tipo bioecologico
costituisce un elemento di garanzia per
la sostenibilità ambientale
dell'intervento;
- contenimento del consumo
energetico
La limitazione dei consumi energetici in
edilizia implica non solamente l'uso di
risorse rinnovabili, ma anche una più
generale attenzione al comportamento
passivo dell'edificio come criterio per
una sicura sostenibilità energetica;
- compatibilità con il paesaggio
locale
Le forme ed i colori del paesaggio
locale percepito costituiscono una
grande risorsa della collettività che
deve essere preservata mediante il
ricorso a scelte tipologiche adeguate,
ad un corretto rapporto pieni-vuoti, a
colori e tessiture dei materiali in
assonanza con l'esistente o comunque
studiati in modo da valorizzare il
rapporto con il contesto;
- rispetto dei caratteri
sociologici
Fattore che merita una trattazione
specifica in quanto gli interventi sul
territorio "fanno parlare la gente" e
rappresentano un mezzo di comunicazione
di idee, principi, emozioni che possono
influenzare il contesto sociale e
culturale. Questi fatti, noti fin
dall'antichità oggi sono spesso
trascurati dai progettisti che ricorrono
a linguaggi autoreferenziati, senza
sforzarsi di attingere ad un patrimonio
semantico e simbolico dell'architettura.
Occorre pertanto richiamare l’attenzione
sulla necessità di interpretare la
domanda e le prospettive della comunità
interessata dall’intervento e realizzare
opere che possano essere riconosciute
dalla cittadinanza come adeguata
risposta alle esigenze espresse ed
implicite. Strade per simili traguardi
sono il ricorso a tecniche costruttive
che mostrino i materiali, un armonico
rapporto tra le varie parti dell’opera,
un simbolismo che comunichi al fruitore
un messaggio utile ad un innalzamento
della coscienza dell'individuo rispetto
al ruolo coperto nella società. Opere
come quelle di Gropius, Wright, Aalto,
Khann, Gardella e molti altri autori
anche contemporanei, debbono essere
assunti come esempi importanti da
ricordare;
- gestione e buon comportamento
delle opere nel tempo
Pensare ad una costruzione in funzione
della gestione nella vita utile per essa
ipotizzata tempo, mentre consente di
contenere al massimo possibile il costo
globale, va nella direzione giusta per
tener conto della sostenibilità di
un'opera. E' noto che le strategie di
gestione del patrimonio edilizio
esistente sono fondamentalmente due: il
recupero e riuso e la demolizione e
ricostruzione/trasformazione. La cultura
italiana ed europea in genere predilige
il recupero del patrimonio edilizio
esistente alla sua ricostruzione
integrale per vari motivi, che vanno dal
rispetto dei sistemi costruttivi
tradizionalmente adottati - la muratura
- di notevole durata nel tempo, ad una
generale attenzione al costruito come
messaggio di un passato che costituisce
un bagaglio di esperienza comunque da
salvaguardare. La strada per il progetto
di un'opera durevole può essere dunque
basato sulla scelta di un sistema
costruttivo atto a garantire una lunga
durata del manufatto, favorita
dall’efficace messa in atto di un piano
di manutenzione programmata che ne
preveda la fattibilità, e dall’aver
previsto un’opera con i caratteri della
flessibilità d'uso, atta cioè a
consentire facili modifiche per
consentire altri usi rispetto a quello
originario. In alternativa è corretto
progettare edifici di durata commisurata
alla loro destinazione d'uso
(vedi
nota 4), purché facilmente
demolibili e costituiti da materiali e
componenti riciclabili.
Segue una lista di sei criteri
ispirati all’esperienza Green
Building Challenge (GBC), integrati
con considerazioni economiche e sociali,
in base ai quali procedere ad una
valutazione degli aspetti ambientali
mediante l’indice di valore finalizzato
alla ecosostenibilità atta a consentire
di stabilire una scala di priorità di
programmi, progetti ed opere. L’esempio
proposto traduce gli indici di valore in
punteggi.
Ovviamente i parametri e i punteggi
nelle tabelle sono proposti in via
esemplificativa e nei casi specifici
dovranno scaturire da analisi e
valutazioni condotte da gruppi di lavoro
interdisciplinare coordinato. Per una
applicazione pratica di tale metodo di
valutazione comparativa di più progetti
si veda [Boccaccini 04].
Conclusioni
Il metodo suggerito può essere
utilizzato come strumento di supposto
alle decisioni e alle scelte in ogni
fase del processo e può essere assunto,
per esempio, per la classificazione di
progetti ai quali attribuire contributi
e sgravi, per la stima del valore della
soluzione prospettata in sede di
valutazione in commissioni edilizie,
come parametro per una autoverifica
della sostenibilità ambientale nei casi
di costruzione mediante DIA, così come
appare evidente l'importanza del ricorso
all’Analisi del Valore anche per le
attività degli organismi di
certificazione, di normazione tecnica,
per attività di laboratorio di
sperimentazione e prova eccetera
(vedi nota 5).
Anche in tema di sgravi fiscali e di
rilascio di contributi in caso di
edilizia sostenibile, lo strumento
proposto, una volta assunto come
criterio reso noto, può portare la
committenza ad una maggiore sensibilità
ambientale. Ovviamente i vantaggi
contributivi o fiscali dovranno essere
rivolti unicamente a casi in cui vi sia
una comprovata ecosostenibilità
dimostrata per esempio con il metodo
proposto, in modo da non gravare sulla
collettività, senza l’ottenimento di
adeguati risultati. Un livello
intermedio di valore dovrebbe infatti
essere raggiunto per ogni progetto,
comprovando lo standard di
ecosostenibilità raggiunto, con un
documento che accompagni il progetto
stesso.
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Note |
1.
Molti regolamenti edilizi
portano note relative a
soluzioni conformi, metodi di
calcolo eccetera, e vista
l’ampia bibliografia in materia
si può forse anche iniziare a
tralasciare questo approccio che
porta poi necessariamente a
regolamenti complessi e di
difficile applicazione. Occorre
insomma evitare che la
sostenibilità diventi il
patrimonio professionale solo di
alcuni, che grazie a norme
interpretabili e complicate
finiscono per governare il mondo
degli interessi che circolano
attorno agli incentivi comunali,
per diventare progressivamente
una forma mentis di tutte le
componenti in gioco.
2. Il progetto
di ricerca “sostenibilità degli
interventi sui sistemi
edilizio–ambientali” nell’ambito
del Centro Interdipartimentale
“E. Avanzi” dell’Università di
Pisa è coordinato dal Prof. Pier
Luigi Maffei, con la
supervisione del Prof. Luciano
Iacoponi, Direttore del Centro.
3. Per una
definizione di costo globale si
veda la nota a fondo pagina.
4. Ne sono un
esempio i supermercati
realizzati per cicli di vita di
circa 30 anni.
5. Ulteriori
contributi sul tema possono
essere reperiti sul sito
Internet del laboratorio
“Torretta” dell’Università di
Pisa, all’indirizzo:
www.avanzi.unipi.it/torretta.htm |
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Bibliografia di
riferimento |
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Progettare e costruire in modo
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Corrado, M., Martelli, M. (a
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Maffei P.L., Analisi del Valore,
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Maffei P.L., Sotto la lente le
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Edilizia & Territorio, n.
49,2004
Maffei P.L., Analisi del valore,
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Wienke, U., Dizionario
dell’edilizia bioecologica, Dei,
Roma, 1999.
Wienke, U., Manuale di
bioedilizia, Dei, Roma, 2000. |
a cura di
P. L. Maffei (*), R. Boccaccini (*)
(*) Università di Pisa, Facoltà di
Ingegneria
via Diotisalvi 2 - Pisa
e-mail:
plmaffei@ing.unipi.it
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