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CERTIFICAZIONE BIOECOLOGICA IN EDILIZIA E ANALISI DEL VALORE

 Prof. Ing. Pier Luigi MAFFEI

Data di pubblicazione: 07/2005

Università di Pisa, Facoltà di Ingegneria
via Diotisalvi 2 - Pisa
e-mail:
plmaffei@ing.unipi.it

 

Parlando di costruire sostenibile, oggi, non si rischia più di trovare una platea impreparata: il termine "sostenibilità", negli ultimi cinque anni, è stato infatti usato e talvolta abusato, sia a livello di politica e pianificazione territoriale, sia a scala edilizia, al punto che quasi tutti gli strumenti urbanistici portano indicazioni esplicite sulle strategie per programmare, progettare e costruire nel rispetto delle condizioni per la ecosostenibilità dello sviluppo.
In questi ultimi cinque anni sono cambiate molte cose anche tra le procedure di realizzazione degli interventi edilizi, con l’introduzione dell'attestazione di conformità delle costruzioni (DIA), comportando una maggiore responsabilità del progettista nella autoverifica dei requisiti urbanistici, architettonici e tecnici del proprio operare. Servono dunque più che mai norme che consentano di promuovere la costruzione bioecologica, ma di tipo non prescrittivo, bensì prestazionale per lasciare spazio alla creatività nel proporre soluzioni che rispettino obiettivi e prestazioni ben chiaramente delineati, senza dar adito ad interpretazioni. Quella della norma prestazionale è infatti la via che non toglie spazio all’innovazione, non suggerendo modelli e soluzioni che potrebbero rivelarsi sempre più rapidamente superati dalla tecnologia avanzata, e al contempo favorisce una progressiva presa di coscienza di tutti gli operatori.
Il presente lavoro si propone di suggerire un percorso che consenta di “dare valore alla qualità”, introducendo l’indice di valore come parametro finalizzato anche al rispetto delle condizioni per la ecosostenibilità, un parametro che possa aiutare le pubbliche amministrazioni, gli enti di programmazione e più in generale tutti gli attori del processo territoriale ed edilizio, nel promuovere attività nella piena consapevolezza di tutti gli elementi che entrano in gioco per raggiungere l’obiettivo della tutela globale dell’ambiente, dando la possibilità a gruppi di lavori interdisciplinari coordinati, di confrontare, su basi certe, più soluzioni poste in alternativa a quella originariamente presa in esame.

Esperienze in atto
Seguendo l’esempio di Barcellona e della sua “ordinanza solar” del 2000, sono molti i Comuni che si sono dotati di regolamenti edilizi che incentivano l’uso di soluzioni sostenibili per edifici che rispettano specifici criteri di conformità alle indicazioni della bioedilizia, ovvero vengono introdotte nei regolamenti deroghe agli standard urbanistici e edilizi per la realizzazione di elementi tecnici quali serre solari, logge ed altri elementi utili alla bioclimatica dell'edificio.
Secondo una recente indagine Federabitazione, ad oggi sono 135 gli enti locali che hanno messo in atto agevolazioni o sconti per una casa “bio” (si veda tabella in pagina con il dettaglio delle agevolazioni, per ciascun Comune).
Il ventaglio delle principali opportunità di risparmio che gli enti locali offrono a promotori immobiliari ed acquirenti - proprietari per rendere più attrattiva l’alternativa ecologica è rappresentato da sconto sugli oneri di urbanizzazione e le imposte, possibilità di realizzare una volumetria maggiore rispetto ai limiti dei regolamenti edilizi e “riserva” esclusiva sulle aree.
A questo occorre aggiungere la recente pubblicazione (luglio 2004) da parte della Regione Toscana delle “linee guida per la valutazione della qualita’ energetica ed ambientale degli edifici in Toscana”. Le linee guida sono il frutto di una lavoro iniziato nel 2002 nell’ambito del progetto ITACA (Istituto per la trasparenza, l’aggiornamento e la certificazione degli appalti) dove un gruppo di lavoro interregionale, coordinato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, ha affrontato le tematiche della “edilizia sostenibile” confrontando le varie esperienze delle Regioni. Il gruppo ha predisposto un sistema per la valutazione della ecosostenibilità degli edifici, basato sui principi del metodo internazionale Green Building Challenge (GBC).
La Regione Toscana, nelle sue linee guida, utilizza le principali schede di analisi dell’edilizia messe a punto dal gruppo di lavoro suddetto, attribuendo ad esse il metodo di valutazione GBC. Tale protocollo di valutazione, attraverso la attribuzione di pesi ai requisiti, può essere modulato in relazione alle caratteristiche climatiche, attribuendo pesi maggiori alle problematiche rilevanti in funzione del contesto. Il metodo si basa quindi su criteri prestazionali, ogni requisito di carattere energetico-ambientale si valuta attraverso sistemi prevalentemente quantitativi il grado di rispondenza delle prestazioni del fabbricato o del progetto al requisito. Successivamente si dà un peso a ciascun requisito al fine di giungere ad una valutazione finale ponderata.
Il sistema di certificazione energetica e ambientale prevede l’esame delle prestazioni edificio in relazione a specifiche “aree di valutazione”, che comprendono, nelle linee guida predisposte, sette temi-obiettivo:

  1. la qualità ambientale degli spazi esterni,
  2. il risparmio di risorse,
  3. il carico ambientale,
  4. la qualità dell’ambiente interno,
  5. la qualità del servizio,
  6. la qualità della gestione
  7. i trasporti.

A tali temi corrispondono esigenze da tradurre in requisiti relativamente a singoli progetti. L’elenco delle esigenze da soddisfare sono:

  1. intorno ambientale:
  2. qualità dell’aria esterna
  3. campi elettromagnetici
  4. esposizione acustica
  5. qualità del suolo
  6. qualità delle acque
  7. consumi energetici
  8. energia elettrica
  9. consumo acqua potabile
  10. uso di materiali di recupero
  11. uso di materiali riciclabili
  12. utilizzo di strutture esistenti
  13. contenimento dei reflui
  14. comfort visivo
  15. comfort acustico
  16. comfort termico
  17. qualità dell’aria
  18. campi elettromagnetici. interni
  19. qualità del servizio
  20. qualità della gestione
  21. trasporti

Si tratta di elementi significativi in quanto hanno una valenza economica, sociale, ambientale di un certo rilievo. Essi sono in parte quantificabili e diventano requisiti secondo la rigorosa definizione in UNI e parte di essi sono definibili qualitativamente ma in modo preciso, perseguendo un obiettivo di valenza scientifica.
Le suddette linee guida sono finalizzate a dare una misura della ecoefficienza di una costruzione in Toscana, e potranno inoltre essere utilizzate per l’assegnazione di incentivi già previsti in alcuni atti regionali relativi all’edilizia residenziale pubblica, e per quelli che verranno definiti successivamente con atti regionali o di altri Enti Locali. Le linee guida possono essere reperite sul sito Internet della Regione Toscana (
www.regione.toscana.it)

A livello di incentivi la forma preferita dai Comuni consiste nello sconto sugli oneri di urbanizzazione (attuata dal 28% degli enti locali). Un Comune su cinque (il 21%) incentiva invece la bioedilizia concedendo la possibilità di aumentare le cubature degli edifici. Il 16% degli enti locali vincola l’edificabilità di alcune aree all’edilizia sostenibile. Infine il 12% concede uno sconto sull’Ici e un altro 12% mette a disposizione finanziamenti attraverso bandi.
Emerge dunque un quadro di grande maturazione collettiva dei temi della sostenibilità ambientale ed edilizia, dal quale è necessario partire per una riflessione critica che porti ad un ulteriore fase di maturazione e ad iniziative concrete.

Quali obiettivi
Volendo offrire un contributo al dibattito sul tema della valutazione della sostenibilità edilizia, è necessario richiamare in primo luogo gli obiettivi che si intendono perseguire, partendo da una analisi di quanto già prodotto e pubblicato in materia.
Esaminando il Regolamento Edilizio del Comune di Faenza si nota, per esempio, come l’insieme dei requisiti ai quali un intervento edilizio sostenibile deve corrispondere risulti di natura prescrittiva, presentando soluzioni tecniche conformi e relativi metodi di verifica e l’analisi del contesto si limita agli aspetti ambientali legati al clima, alla morfologia e agli agenti inquinanti presenti sul sito. Le stesse linee guida della Regione Toscana, alle quali si faceva in precedenza riferimento, si limitano ad aspetti classici e consolidati per quanto attiene l’analisi edificio-ambiente, prendendo spunto da ricerche condotte diversi anni fa.
Un approccio più generale al problema della sostenibilità non può prescindere a nostro avviso da considerazioni di carattere culturale, sociale ed economico-gestionale per costituire, in sinergia con gli aspetti ambientali “classici”, un quadro globale finalizzato alla tutela di condizioni imprescindibili e da ricercare ormai urgentemente per uno sviluppo sostenibile. Si suggerisce a tale scopo un sistema di valutazione che, pur facendo riferimento a norme prescrittive per quanto concerne la casistica degli interventi conformi (vedi nota 1), risulti di fatto aperto a tutte le innovazioni e ai progressi che, rapidamente ed in modo poco controllabile, si succedono in questo settore. Per quanto attiene all’aspetto economico-gestionale si suggerisce di rapportare sempre e comunque la risposta funzionale al costo globale, con una scelta di campo che rappresenti il punto innovativo e di forza di un sistema di valutazione finalizzato a promuovere una cultura della programmazione e della progettazione che non può prescindere dal buon comportamento dell’opera nel tempo, ribadendo la necessità diaccompagnare ogni progetto con un piano di manutenzione e una relazione sul consumo energetico, dimostrando l’attenzione ad un uso consapevole delle risorse economiche, risorse finite dal considerare le quali non si può prescindere.

Indice di valore per l’ecosostenibilità
La definizione di uno strumento operativo necessita ovviamente di alcune basi teoriche di riferimento, ben precise. Nel presente intervento, il presupposto teorico sta nel concetto di sostenibilità locale: questa può essere definita, anche sulla base delle esperienze in corso presso il centro di ricerca "Torretta" dell'Università di Pisa (vedi nota 2), come la capacità di un intervento sul sistema edilizio-ambientale di incrementare nel contesto locale il rapporto tra valore ambientale, inteso come somma degli impatti positivi dell'opera in termini di compatibilità ambientale, miglioramento della cultura e dell'ambiente, indotti sociali ed economici, e il costo globale, inteso come somma del costo di produzione, gestione, costo sociale nel tempo, dismissione o riuso dell'entità presa in considerazione.
L'introduzione di una specifica "locale" della sostenibilità è inevitabile per una definizione che non sia solo teoricamente corretta, ma che possa essere praticamente attuabile mediante scelte ed azioni adeguate agli scopi prefissati. Con il termine locale si suppone l'esistenza di un contesto territoriale nel quale l'intervento si colloca, caratterizzato da una struttura integrata di elementi sociali, culturali, ambientali e paesaggistici. I limiti di tale contesto non possono, né devono essere definiti in modo netto, in quanto essi variano continuamente nel tempo, al variare degli elementi che li determinano.
Il concetto di Riserva della Biosfera, promosso dall'Unesco con il programma M.A.B. (Man and the Biosphere), può essere di valido riferimento per la definizione del termine "locale".
L'ambito locale di applicazione dei criteri della sostenibilità è legato ad un concetto che appartiene a tutte le persone che vivono e percepiscono il territorio e che, naturalmente e da sempre, sanno riconoscere come elementi del loro vivere quotidiano le caratteristiche paesaggistiche del luogo: la valle, la pianura, le colline, la città, il suo hinterland. Dalla definizione di sosteniblità locale emerge la possibilità di ricorrere all’indice di valore (P.L. Maffei, 2001) finalizzandolo alla ecososteniblità. Senza approfondire in questa sede i concetti dell’Analisi del Valore, per i quali si rimanda all’ampia bibliografia in materia e al sito Internet dell’AIAV – Associazione Italiana per la Gestione e l’Analisi del Valore, in questa sede si vuole sottolineare come tale indice possa nella fattispecie essere stimato come rapporto dell’utilità derivante dal rispetto delle condizioni per la sosteniblità ambientale ed i costi globali che tale rispetto comporta

[1] Iv = Us/Cg

dove
Us è l’utilità delle funzioni conseguenti al rispetto dele condizioni per la sostenibilità ambientale
e
Cg è il costo globale (vedi nota 3) derivante dal poter esplicare le funzioni considerate, somma del costo di costruzione, del costo di gestione nella vita utile ipotizzata e del costo di dismissione, allorché prevalga sul valore residuo. Con queste premesse è possibile misurare il valore delle costruzioni in funzione del rispetto della sostenibilità dello sviluppo.

Condizioni ambientali per l’ecosostenibilità
Prendendo a riferimento quanto emerso da esperienze in atto, vengono di seguito elencate in forma sintetica condizioni ambientali volte a programmare, progettare e realizzare interventi ecosostenibili:

- integrazione ambiente/costruzione
L'uso vantaggioso delle condizioni climatiche locali, quali la ventosità, l'orografia, la piovosità, le escursioni termiche annue e mensili, ecc. deve essere promosso assieme all'uso delle risorse naturali disponibili, comprendendo prodotti e materiali e fonti energetiche;

- ricorso a componenti costruttivi compatibili
Le scelte tecnologiche e tecniche non devono essere causa di negativi impatti ambientali diretti (esempio, rilascio nell'ambiente di sostanze nocive) ed indiretti, relativi cioè alla produzione di sostanze nocive e al consumo di risorse non rinnovabili nel restante ciclo di vita del prodotto. Il ricorso a materiali di tipo bioecologico costituisce un elemento di garanzia per la sostenibilità ambientale dell'intervento;

- contenimento del consumo energetico
La limitazione dei consumi energetici in edilizia implica non solamente l'uso di risorse rinnovabili, ma anche una più generale attenzione al comportamento passivo dell'edificio come criterio per una sicura sostenibilità energetica;

- compatibilità con il paesaggio locale
Le forme ed i colori del paesaggio locale percepito costituiscono una grande risorsa della collettività che deve essere preservata mediante il ricorso a scelte tipologiche adeguate, ad un corretto rapporto pieni-vuoti, a colori e tessiture dei materiali in assonanza con l'esistente o comunque studiati in modo da valorizzare il rapporto con il contesto;

- rispetto dei caratteri sociologici
Fattore che merita una trattazione specifica in quanto gli interventi sul territorio "fanno parlare la gente" e rappresentano un mezzo di comunicazione di idee, principi, emozioni che possono influenzare il contesto sociale e culturale. Questi fatti, noti fin dall'antichità oggi sono spesso trascurati dai progettisti che ricorrono a linguaggi autoreferenziati, senza sforzarsi di attingere ad un patrimonio semantico e simbolico dell'architettura. Occorre pertanto richiamare l’attenzione sulla necessità di interpretare la domanda e le prospettive della comunità interessata dall’intervento e realizzare opere che possano essere riconosciute dalla cittadinanza come adeguata risposta alle esigenze espresse ed implicite. Strade per simili traguardi sono il ricorso a tecniche costruttive che mostrino i materiali, un armonico rapporto tra le varie parti dell’opera, un simbolismo che comunichi al fruitore un messaggio utile ad un innalzamento della coscienza dell'individuo rispetto al ruolo coperto nella società. Opere come quelle di Gropius, Wright, Aalto, Khann, Gardella e molti altri autori anche contemporanei, debbono essere assunti come esempi importanti da ricordare;

- gestione e buon comportamento delle opere nel tempo
Pensare ad una costruzione in funzione della gestione nella vita utile per essa ipotizzata tempo, mentre consente di contenere al massimo possibile il costo globale, va nella direzione giusta per tener conto della sostenibilità di un'opera. E' noto che le strategie di gestione del patrimonio edilizio esistente sono fondamentalmente due: il recupero e riuso e la demolizione e ricostruzione/trasformazione. La cultura italiana ed europea in genere predilige il recupero del patrimonio edilizio esistente alla sua ricostruzione integrale per vari motivi, che vanno dal rispetto dei sistemi costruttivi tradizionalmente adottati - la muratura - di notevole durata nel tempo, ad una generale attenzione al costruito come messaggio di un passato che costituisce un bagaglio di esperienza comunque da salvaguardare. La strada per il progetto di un'opera durevole può essere dunque basato sulla scelta di un sistema costruttivo atto a garantire una lunga durata del manufatto, favorita dall’efficace messa in atto di un piano di manutenzione programmata che ne preveda la fattibilità, e dall’aver previsto un’opera con i caratteri della flessibilità d'uso, atta cioè a consentire facili modifiche per consentire altri usi rispetto a quello originario. In alternativa è corretto progettare edifici di durata commisurata alla loro destinazione d'uso (vedi nota 4), purché facilmente demolibili e costituiti da materiali e componenti riciclabili.

Segue una lista di sei criteri ispirati all’esperienza Green Building Challenge (GBC), integrati con considerazioni economiche e sociali, in base ai quali procedere ad una valutazione degli aspetti ambientali mediante l’indice di valore finalizzato alla ecosostenibilità atta a consentire di stabilire una scala di priorità di programmi, progetti ed opere. L’esempio proposto traduce gli indici di valore in punteggi.

I sei criteri ispirati all’esperienza Green Building  Challenge

Ovviamente i parametri e i punteggi nelle tabelle sono proposti in via esemplificativa e nei casi specifici dovranno scaturire da analisi e valutazioni condotte da gruppi di lavoro interdisciplinare coordinato. Per una applicazione pratica di tale metodo di valutazione comparativa di più progetti si veda [Boccaccini 04].

Conclusioni
Il metodo suggerito può essere utilizzato come strumento di supposto alle decisioni e alle scelte in ogni fase del processo e può essere assunto, per esempio, per la classificazione di progetti ai quali attribuire contributi e sgravi, per la stima del valore della soluzione prospettata in sede di valutazione in commissioni edilizie, come parametro per una autoverifica della sostenibilità ambientale nei casi di costruzione mediante DIA, così come appare evidente l'importanza del ricorso all’Analisi del Valore anche per le attività degli organismi di certificazione, di normazione tecnica, per attività di laboratorio di sperimentazione e prova eccetera (vedi nota 5).
Anche in tema di sgravi fiscali e di rilascio di contributi in caso di edilizia sostenibile, lo strumento proposto, una volta assunto come criterio reso noto, può portare la committenza ad una maggiore sensibilità ambientale. Ovviamente i vantaggi contributivi o fiscali dovranno essere rivolti unicamente a casi in cui vi sia una comprovata ecosostenibilità dimostrata per esempio con il metodo proposto, in modo da non gravare sulla collettività, senza l’ottenimento di adeguati risultati. Un livello intermedio di valore dovrebbe infatti essere raggiunto per ogni progetto, comprovando lo standard di ecosostenibilità raggiunto, con un documento che accompagni il progetto stesso.

 

Note
1. Molti regolamenti edilizi portano note relative a soluzioni conformi, metodi di calcolo eccetera, e vista l’ampia bibliografia in materia si può forse anche iniziare a tralasciare questo approccio che porta poi necessariamente a regolamenti complessi e di difficile applicazione. Occorre insomma evitare che la sostenibilità diventi il patrimonio professionale solo di alcuni, che grazie a norme interpretabili e complicate finiscono per governare il mondo degli interessi che circolano attorno agli incentivi comunali, per diventare progressivamente una forma mentis di tutte le componenti in gioco.
2. Il progetto di ricerca “sostenibilità degli interventi sui sistemi edilizio–ambientali” nell’ambito del Centro Interdipartimentale “E. Avanzi” dell’Università di Pisa è coordinato dal Prof. Pier Luigi Maffei, con la supervisione del Prof. Luciano Iacoponi, Direttore del Centro.
3. Per una definizione di costo globale si veda la nota a fondo pagina.
4. Ne sono un esempio i supermercati realizzati per cicli di vita di circa 30 anni.
5. Ulteriori contributi sul tema possono essere reperiti sul sito Internet del laboratorio “Torretta” dell’Università di Pisa, all’indirizzo:
www.avanzi.unipi.it/torretta.htm

 
Bibliografia di riferimento
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Bertagnin, M., Bioedilizia. Progettare e costruire in modo ecologicamente
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Corrado, M., Martelli, M. (a cura di), Il progetto naturale. La casa ecologica, Edicom Edizioni, Monfalcone (GO), 2001
Corrado, M., Architettura bio-ecologica. Nuove tendenze per la casa del benessere, De Vecchi, Milano, 1999.
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Masi, M., Capitolato Speciale d’Appalto per Opere di Bioedilizia, Dei, Roma, 1999.
Maffei P.L., Il Concetto di Valore in Architettura Tecnica, Ed. IlSole24Ore, Milano 2001
Maffei P.L., Boccaccini R., Technological complexity and durability of ventilated lateritious façades, 9thDBCM International Conference, Proc., Brisbane (Australia) 2002.
Maffei P.L., Analisi del Valore, un metodo interdisciplinare per gestire le entità complesse nell’ottica di uno sviluppo sostenibile, Il Giornale dell’Edilizia, Milano 2005
Maffei P.L., Sotto la lente le classi di esigenze. Riferimento agli standard necessari per rapportare l'utilità dei progetti ai costi da sostenere, Edilizia & Territorio, n. 49,2004
Maffei P.L., Analisi del valore, ecco gli standard. Indicazioni utili per responsabili del procedimento, assicuratori e promotori di project financing, Edilizia & Territorio, n.3, 2005
Schmitz-Guenther, T., Living Spaces. Sustainable Building and Design, Koenemann, Cologne, 1999.
Wienke, U., Dizionario dell’edilizia bioecologica, Dei, Roma, 1999.
Wienke, U., Manuale di bioedilizia, Dei, Roma, 2000.


a cura di P. L. Maffei (*), R. Boccaccini (*)
(*) Università di Pisa, Facoltà di Ingegneria
via Diotisalvi 2 - Pisa
e-mail:
plmaffei@ing.unipi.it

 

 

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