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Dietro la parola
‘patrimonio culturale dell’umanità’, esiste un’
importante attenzione sia sociale sia nel nostro caso,
architettonica che è stata ampiamente rivalutata,
rivolta ad un laboratorio all’aperto qual è Tel Aviv.
Un esempio pari ad un’ esposizione universale
d’architettura, una galleria di forme e idee
sperimentate e realizzate, tanto da tenere testa agli
innumerevoli tomi d’architettura sfornati dai nostri
contemporanei famosi architetti. Dopo un processo di ‘restauro’,
questi edifici, possono adesso attrarre l’attenzione
di osservatori attenti o studiosi dell’argomento. Le
architetture danno un’idea, dell’originario aspetto di
queste creazioni tridimensionali e soprattutto della
colta strategia adottata nel progettarle. Un esempio
che sarebbe interessante da seguire ‘da vicino’ nella
sua evoluzione per apprezzarne le possibilità e
l’evidente attenzione dell’impresa globale
d’intervento. Già, proprio così, “restaurare il
Moderno”. Pensiamoci, per i nostri esempi italiani di
percorsi possibili del ‘razionalismo’ che sembra così
difficile e così impossibile da realizzare (nessuno ha
mai creduto nella possibilità di questo probabile
percorso, anche se le opere sono numerose!).
L’evidente gusto
sperimentale quindi la pratica da laboratorio e forse
lo sforzo di realizzare un’utopia, si rivolge al
rigore formale architettonico del tempo, ma con
soluzioni sicuramente da apprezzare in quanto, il
risultato trasmette ancora oggi il desiderio di un
mondo nuovo e di una città ideale. Il Bauhaus, in
effetti, è stato più di quello che è possibile
riassumere con l’elenco delle iniziative artistiche e
sperimentali dell’intera scuola durante la sua, non
certo serena, esistenza. E’ la ricerca continua e
passionale dell’unione di discorsi percettivi diversi
della realtà che determinò tanti nuovi ‘inizi’ e
sicuramente nuove visioni altenative per affrontare
poi anche, il problema abitativo. A Tel Aviv, per
questo poi denominata la città ‘BIANCA’, alcune
famiglie nei dintorni del borgo di Jaffa fondano, nel
1909, la città. Devono arrivare però gli anni ’30 fino
ai ’50 per avere i 4000 edifici che si richiamano ad
uno stile che sappiamo tutti quali elemeti e
caratteristiche privilegiava. Qui non si parla di
bellezza ma di funzionalità unita ad elemeti nuovi
dedotti dalle trasformazioni ‘urbane’; dai vantaggi di
vivere in una città ed il superamento delle difficoltà
e delle tensioni che questo processo d’evoluzione dei
gruppi sociali, portava alla luce.
Agli artisti ed
architetti della scuola berlinese del Bauhaus, venne
dato il complesso compito di scegliere i volumi, le
superfici, i piani che dovevano, con ricercata ed
accurata scrupolosità compositiva, apportare a quella
città desiderata, una speranza di miglioramento nel
vivere il quotidiano. Ora, infatti
l'UNESCO ha proclamato la città israeliana di Tel Aviv
patrimonio culturale dell'umanità. E’ importante che
questo riconoscimento sia stato dato in maggior parte
per ‘eventi’ di natura architettonica, con evidenti e
sorpremdenti richiami ad una particolare architettura
qual è quella moderna.
Siti di
riferimento per le foto e per le immagini:
http://www.mfa.gov.il/MFA/Israel+beyond+the+conflict/Tel+Aviv+-+Bauhaus+Capital+of+the+World.htm
http://www.gemsinisrael.com/index000004872.htm
http://www.interart.co.il/bauhaus/
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