Provincia di Salerno
Assessorato ai Beni e alle
Attività Culturali
FAI Fondo per l’Ambiente Italiano,
Delegazione di Salerno
Inner Wheel
210° Distretto
Soroptimist International d’Italia,
Club di Salerno
 


Luccichii
Pittrici salernitane degli anni Trenta
(1927-1941)


Pinacoteca Provinciale Salerno, Palazzo Pinto, via Mercanti n.63
Venerdì 4 aprile 2008, ore 18,00


Orari: tutti i giorni, ore 9-19,30, martedì chiuso


Saluti istituzionali
Angelo Villani
Presidente della Provincia di Salerno
Gaetano Arenare
Assessore Provinciale ai Beni e alle Attività Culturali

Presentazione dell’iniziativa
Matilde Romito
Dirigente del Settore Beni Culturali della Provincia di Salerno

Interventi
Antonella Purpura
Direttore della Galleria d’Arte Moderna – Palermo
Rosa Mastrandrea
Curatrice di mostre – Palermo
Vittoria Surian
Responsabile Casa Editrice Eidos – Venezia

Partecipano i discendenti e gli amici, prestatori delle opere, delle pittrici
Maria Bertolani, Flaminia Bosco, Antonietta Casella, Anna Maria Caterina,
Giovanna e Rosa Giordano, Anna Maglietta, Elvira Martinez y Cabrera,
Maria Mutariello, Olga Napoli, Annunziata Panza, Milla Pasca,
Filomena Proto, Olga Schiavo, Adriana Tajani.

Saranno presenti
Susy Camera D’Afflitto
Capo Delegazione FAI di Salerno
Lucia Costabile
Presidente Inner Wheel di Salerno – 210° distretto
Lissie Tarantino
Presidente Soroptimist International Italia – Club di Salerno

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Una storia sommersa quella che racconta questa ricerca, nata grazie al ritrovamento della rassegna stampa della II Mostra Salernitana d’Arte del 1933: su 230 articoli solo uno era specificamente dedicato alle donne pittrici. Fu l’inizio di questo studio, che ha voluto fare un po’ di luce su un gruppo di artiste, desunte dalla lettura degli articoli d’epoca e appassionatamente ricercate con indagini da detective.

Sono – in ordine cronologico - Flaminia Bosco, Antonietta Casella, Maria Bertolani, Maria Mutariello, Elvira Martinez y Cabrera, Olga Napoli, Filomena Proto, Giovanna e Rosa Giordano, Olga Schiavo, Anna Maria Caterina, Annunziata Panza, Adriana Tajani, Anna Maglietta, Milla Pasca.
Di Matilde Pasanisi, Angela Scialdone, Clara Girotto, Maria Meo, ho raccolto – in misura maggiore o minore - solo informazioni.

Quindici pittrici, dunque, che ho potuto illustrare in vita e opere, dipinti, sculture e ceramiche, grazie al corale sostegno e alla grandissima disponibilità di discendenti, amici e conoscenti, che hanno salutato con profonda gioia l’idea di ricreare, nella Pinacoteca Provinciale di Salerno, una mostra tesa a far conoscere un notevole patrimonio pittorico veramente sconosciuto.

Le opere esposte sono oltre 250 e provengono da Genova, Milano, Roma, Bari, Napoli, Salerno, Mercato San Severino (SA), Nocera Inferiore (SA), Pellezzano (SA), Striano (NA).
L’indagine si è data dei limiti precisi: soltanto le pittrici coinvolte a Salerno nelle Mostre d’arte collettive degli anni Trenta, partendo dalla I Mostra fra Artisti del Salernitano del 1927 e chiudendo con la II Mostra del Sindacato Provinciale Fascista Belle Arti del 1941.

Ho creduto opportuno esaminare solo quelle che erano state selezionate per le Mostre, anche perché soltanto di queste ci sono stati tramandati i nomi attraverso sparute menzioni su trafiletti di giornali. Sono le pittrici che partecipano alle Mostre quelle che si mettono in gioco accanto ai pittori, e che vendono anche: loro dunque possono essere valutate alla pari sotto il profilo artistico. L’atteggiamento verso le donne artiste restò infatti chiaramente benevolo e indulgente alla galanteria finché tutto rimase nel chiuso delle loro case ed era “l’uscire fuori” l’elemento che avrebbe potuto porre il confronto. Ma le rinunzie furono spontanee e naturali: sposandosi queste pittrici posero fine alla loro attività, dedicandosi alla famiglia, al ruolo di moglie e madre. Atteggiamento di rinuncia che non fu solo delle donne del Sud, come dimostra il confronto fra i destini di queste pittrici nel panorama italiano.

Nell’arco degli anni presi in esame aprono e chiudono, emblematicamente, la loro parentesi pittorica numerose di queste figure. Diverso sarà infatti, dopo il secondo conflitto mondiale, l’atteggiamento con il quale saranno guardate quelle pittrici, fra le nostre, che continueranno a navigare nel mondo dell’arte. Ma la presente ricerca vuole indagare proprio quegli anni difficili e dare un piccolo, e certo molto insufficiente, spaccato dell’epoca -che, d’altronde, vide una straordinaria produzione artistica e non solo in Italia- esclusivamente attraverso l’universo femminile in una città del Sud.

Dunque Luccichii, dal titolo di un’opera di Olga Schiavo, a sottolineare l’aspirazione, spesso raggiunta e riconosciuta nei quadri delle nostre pittrici, alla luce, ma volontariamente oscurata da una storia del dipingere ancora troppo maschile per emergere completamente.

Matilde Romito