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Marcello MENEGHIN |
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1 INTRODUZIONE
L'esercizio dei
complessi acquedottistici, come molte altre attività industriali od
artigianali, è da tempo effettuata con l'ausilio di sofisticati impianti
automatici di telecontrollo e telecomando che, grazie all'impiego di potenti
computer, si sono efficacemente sostituiti in molte operazioni al personale
di servizio. Tra di esse riveste una particolare importanza, in quanto da
considerarsi condizione "sine qua non" per una vera conoscenza degli
impianti ed una loro gestione del tutto razionale, la verifica automatica in
tempo reale del funzionamento idraulico eseguita tramite calcolo della rete
magliata comprensiva di tutte le apparecchiature. La messa a regime delle
procedure atte allo scopo, annunciata più volte da importanti Società ed
Enti di Gestione non risulta ancora attuata con risultati soddisfacenti.
Evidentemente il problema è sentito ma molte sono le difficoltà ancora da
superare. Nel mentre possono ritenersi risolti con esito soddisfacente i
problemi relativi alla rappresentazione della rete e degli impianti e alle
procedure matematiche dei calcoli di verifica idraulica della rete magliata,
restano di difficile determinazione due elementi essenziali: la portata
istantanea da attribuire ai nodi nelle varie condizioni di funzionamento ed
il coefficiente di scabrezza reale delle condotte.
Chi scrive queste note ha avuto modo di effettuare numerose verifiche di
funzionamento di reti reali utilizzando appositi programmi applicativi per
computer: i buoni risultati raggiunti fanno ritenere possibile il passaggio
dall'esecuzione estemporanea dei calcoli di verifica come quella citata a
quella totalmente automatica eseguita dall'impianto di telecontrollo per il
confronto continuativo della simulazione al computer con la realtà.
Si descrivono le esperienze fatte e le possibilità intraviste per la loro
utilizzazione ai fini sopra indicati. Alcune delle soluzioni che vengono
proposte costituiscono pertanto solo delle logiche deduzioni o
estrapolazioni di sperimentazioni fatte tutte da verificare e migliorare in
sede applicativa.
2 LA VERIFICA DELLA RETE MEDIANTE CALCOLO DI
FUNZIONAMENTO IDRAULICO
Gli elementi
rappresentativi del funzionamento dell'acquedotto che nella normale gestione
si usa tenere sotto controllo sono i valori istantanei rilevati agli
strumenti di misura di cui sono dotati gli impianti e relativi, di solito,
alla portata immessa in rete, alla pressione di pompaggio e di rete ed
infine ai livelli dei serbatoi. In pratica il personale addetto verifica se
i valori letti corrispondono, a meno di tolleranze contenute, con quelli
usuali considerati a priori come congrui. Se ciò non ha luogo si eseguono
tutte le operazioni possibili per tornare nella norma e, in caso di
insuccesso, i valori correnti diventano la nuova base di confronto per il
futuro esercizio. Risulta evidente che un controllo di questo tipo non offre
alcuna garanzia di corretto funzionamento degli impianti ma che serve solo
ad identificare le anomalie macroscopiche. Le piccole irregolarità quali
possono essere ad esempio la presenza di sacche d'aria o di depositi in
condotta che provocano un progressivo aumento delle perdite di carico, la
presenza di nuove fughe d'acqua di modesta entità, la eventuale errata
parzializzazione di apparecchiature idrauliche di rete, il prelievo abusivo
d'acqua ecc., in poche parole, tutti quei difetti che se non eliminati al
loro nascere, provocano un costante aumento delle deficienze di
funzionamento del complesso acquedottistico passano del tutto inosservati:
la metodologia descritta ne sanziona soltanto la presenza e, col passare del
tempo, ne sancisce la accettazione mentre la gestione subisce tutte le
negative conseguenze.
A titolo di
esempio si cita un fatto realmente accaduto. Durante un calcolo di verifica
della rete di Venezia insulare a cui ha collaborato anche l'estensore delle
presenti note, si era constatato che un'ampia zona di utenza (tutta l'isola
della Giudecca) manteneva, inspiegabilmente, in rete una pressione molto
inferiore a quella risultante dai calcoli di verifica. Ebbene, da un
controllo dello stato delle saracinesche principali ci si è accorti che una
di esse, essendo con verso di chiusura contrario a quello di tutte le altre,
era rimasta per decenni chiusa senza che il personale di esercizio potesse
rendersene conto. Per lo stesso la pressione dell'isola in argomento era
quella normale che si era riscontrata da tempo immemore.
Nel presente
lavoro si vuole esaminare la possibilità di effettuare i calcoli di verifica
idraulica atti alla determinazione dei dati teorici di funzionamento degli
impianti che, paragonati con quelli reali, possano consentire un "vero"
controllo di esercizio.
L'organizzazione
necessaria allo scopo riguarda essenzialmente tre campi:
- il programma applicativo da utilizzare al computer che deve essere atto ad
una rigorosa simulazione dell'effettivo funzionamento idraulico della rete
completa di tutte le sue componenti, apparecchiature comprese. Devono essere
quindi tradotti in algoritmi matematici le leggi di idraulica che riguardano
il comportamento delle condotte, dei serbatoi, delle pompe di sollevamento
sia a velocità di rotazione fissa sia variabile, degli organi di
parzializzazione e di regolazione della portata e della pressione, le
valvole di ritegno, le falde sotterranee da cui vengono captate le acque
ecc. ecc.;
- i dati di input che devono consentire una perfetta rappresentazione del
funzionamento reale in tutte le condizioni di esercizio da esaminare;
- i risultati finali che devono consentire, anche a mezzo di grafici e
tabelle, una visione dettagliata ed anche riassuntiva del funzionamento
effettivo della rete.
2.1 I PROGRAMMI
APPLICATIVI PER IL CALCOLO DELLE RETI MAGLIATE
La risoluzione
del problema di verifica idraulica (moto permanente) di reti a maglie chiuse
anche complesse, un tempo assai laborioso, è attualmente risolto con
programmi per computer che, mediante particolari procedure matematiche,
forniscono con rapidità i risultati richiesti.
Ai fini che ci si prefigge nel presente lavoro deve essere utilizzato un
programma che consenta di immagazzinare tutti i dati di funzionamento
effettivo della rete trasmessi dalle apparecchiature di misura della rete,
di determinare le portate ai nodi e lo schema idraulico della rete (alcune
modalità, che esulano dal presente lavoro, sono descritte nella nota
"Fabbisogno, consumi, portate e perdite nella pratica di esercizio delle
reti di distribuzione d'acqua potabile a sollevamento meccanico" pubblicata
nella rivista L'Acqua n. 4/1999), di effettuare in automatico tutti i
calcoli del funzionamento idraulico della rete completa delle
apparecchiature ed infine di trasmettere i risultati e gli allarmi.
E' importante
che tutti i fenomeni idraulici propri di una rete d'acquedotto completa di
tutte le sue apparecchiature ed impianti siano fedelmente riprodotti nel
calcolo utilizzando procedure ed algoritmi adeguati allo scopo.
Chi scrive
queste note ha potuto sperimentare un programma di calcolo la cui
simulazione del funzionamento idraulico della rete acquedottistica è così
aderente alle sue regole idrauliche che una lettura approfondita delle
istruzioni d'uso è sufficiente per capire molti dei fenomeni connessi alla
rete stessa.
Alcuni esempi.
Nelle istruzioni
si legge che in un serbatoio di rete "dato il livello dell'acqua in esso
contenuta risulta inequivocabilmente fissata la portata che esso dà o riceve
dalla rete stessa". Tale affermazione chiarisce il motivo per cui un
serbatoio inserito in rete non può effettuare la compensazione delle portate
(un'ampia descrizione di tale fenomeno è riportata nella memoria "La
razionalizzazione delle reti di distribuzione d'acqua potabile a
sollevamento meccanico" pubblicata sulla rivista L'Acqua n. 3/1998)
La descrizione
della curva caratteristica delle pompe che è possibile inserire nel calcolo
pone come condizione "sine qua non" che ad un aumento di portata corrisponda
una diminuzione di prevalenza. Ciò fa capire come le pompe a velocità
variabile (nelle quali ad un aumento di pressione corrisponde invece un
aumento di portata) costituiscano un illecito idraulico (è indefinito il
punto di incontro fra la curva caratteristica della rete e quella della
pompa). Da quì la necessità del funzionamento a gradini di tali pompe.
Delle perdite di
carico singolari, come ad esempio quelle provocate da una saracinesca
parzialmente chiusa, da una curva a spigolo vivo ecc. ecc. il programma
tiene conto applicando il coefficiente, che a tale scopo bisogna assegnare
al relativo tronco di condotta, al quadrato della portata di calcolo che
percorre il tronco stesso. Si capisce come tutte le perdite del tipo
indicato siano proporzionali al quadrato della portata.
Il programma è
in grado di effettuare il calcolo di una o più reti considerandole sia
separatamente sia come collegate tra di loro tramite una o più condotte
munite o no di apparecchiature come pompe, valvole regolatrici di pressione,
valvole di ritegno, ecc.
Definiti gli
elementi costitutivi della rete (schema idraulico completo della banca dati
relativa alle caratteristiche costitutive e ai consumi ai nodi determinati
sulla base delle letture trimestrali dei contatori) come indicato nella nota
citata ("Fabbisogno, consumi, portate e perdite nella pratica di esercizio
delle reti di distribuzione d'acqua potabile a sollevamento meccanico"
pubblicata nella rivista L'Acqua n. 4/1999) si possono introdurre nei
calcoli:
- serbatoi collegati in rete ed alimentati sia dal basso sia dall'alto (surverse).
Nel calcolo vengono inserite anche le caratteristiche geometriche dei
serbatoi in modo da poter seguire l'evoluzione dei livelli e delle relative
portate entranti od uscenti dai serbatoi stessi al variare della portata
istantanea dell'utenza durante tutto il periodo considerato;
- pompe sia in serie che in parallelo;
- apparecchiature idrauliche di qualunque tipo inserite nelle condotte della
rete (valvole, riduttori di pressione, valvole di ritegno, pompe di
risollevamento ecc.).
Il programma,
oltre a creare automaticamente ed in modo razionale la costituzione della
rete (il magliaggio che del resto non viene nemmeno messo a conoscenza
dell'utilizzatore anche perché in corso di svolgimento esso viene, se
necessario, automaticamente modificato al fine di assicurare ed accelerare
al massimo la convergenza dei calcoli iterativi) tiene conto di tutte le
condizioni di funzionamento delle apparecchiature introducendo nei calcoli
iterativi le curve caratteristiche delle pompe, i livelli e le portate dei
serbatoi, le pressioni stabilizzate a valle delle valvole, il senso di
apertura dei clapet, le curve caratteristiche delle falde dalle quali è
captata l'acqua ecc..
Oltre alla verifica puntuale del funzionamento in moto permanente della rete
nell'istante considerato basata sulle portate e pressioni istantanee
effettivamente immesse in rete dagli impianti di produzione e sulle portate,
pure istantanee, richieste dagli utenti nei vari nodi (calcolo statico), il
programma consente di effettuare una serie di calcoli per verificare il
funzionamento (calcolo dinamico) per un lungo arco di tempo successivo
all'istante considerato. In tal modo, date le portate istantanee da
consegnare all'utenza ad intervalli di tempo prefissati, è possibile
verificare l'evoluzione che subiscono i serbatoi inseriti in rete (serbatoi
pensili o equivalenti). Il programma, nella esecuzione di ciascun calcolo
della serie predefinita, tiene conto delle portate che i serbatoi sono in
grado di dare alla rete cui fanno capo per far fronte ai consumi di punta o
di quella che prelevano dalla rete stessa per riempirsi nelle ore di minore
consumo, portate che, a loro volta, sono funzione diretta dei livelli che
man mano si stabilizzano nei serbatoi stessi e delle caratteristiche
geometriche dei manufatti di contenimento dei volumi d'acqua.
Per quanto
concerne le modalità da seguire nelle verifiche di reti magliate del tipo di
quelle in oggetto è d'obbligo una precisazione. Nella esecuzione dei calcoli
idraulici in moto permanente è consuetudine utilizzare schemi semplificati
costituiti dalle sole condotte principali della rete in quanto si pensa che
la funzione idraulica delle tubazioni di piccolo diametro abbia ed esaurirsi
in ambito locale e che possano essere totalmente trascurate senza che per
tale motivo i risultati finali abbiano a subire sostanziali cambiamenti. Si
fa invece notare come le condotte secondarie (cioè quelle di piccolo
diametro) costituiscano normalmente una grande estesa di tubazioni che
lavorano in parallelo con quelle principali e che, come tali, effettuano il
trasporto di importanti quantitativi d'acqua di cui, per un corretta
esecuzione dei calcoli, è necessario tener conto . L'impostazione di base
dello schema da considerare nel presente lavoro comprende quindi tutte le
condotte di rete nessuna esclusa con la sola eccezione degli allacciamenti
di utenza e delle tubazioni ramificate ad essi assimilabili. Si deve
aggiungere che tale modo di procedere consente, come meglio precisato
nell'articolo "Fabbisogno, consumi, portate e perdite nella pratica di
esercizio delle reti di distribuzione d'acqua potabile a sollevamento
meccanico" pubblicata nella rivista L'Acqua n. 4/1999, di ottenere buoni
risultati nella determinazione delle portate effettive che ciascun nodo
della rete consegna all'utenza, risultati non raggiungibili qualora, come
precedentemente supposto, venissero eliminate tutte le condotte secondarie
sulle quali, tra l'altro, sono allacciati molti utenti. Inutile sottolineare
come una corretta valutazione di dette portate sia anch'essa fondamentale
per i calcoli di verifica in argomento.
Ai descritti vantaggi fanno riscontro alcuni aspetti negativi quali il
grande appesantimento delle procedure, la maggior difficoltà nella
esecuzione dei calcoli e nel trattamento dei dati. Le grandi possibilità
offerte dalla moderna tecnologia soprattutto per quanto riguarda
strumentazioni, computer, procedure matematiche di calcolo e raccolta ed
archivio dati, consentono però di superare agevolmente difficoltà del
genere. Si deve inoltre tener presente come le reti complesse possano essere
suddivise, in sede di impostazione generale dello schema, in più sottoreti
tra di loro collegate da una o molteplici condotte ottenendo il duplice
vantaggio di avere delle reti più semplici e al tempo stesso di poter
considerare sia i dati di input che di outpout separatamente zona per zona a
seconda delle caratteristiche proprie delle zone medesime.
2.2 CREAZIONE E
TARATURA DEL MODELLO MATEMATICO DELLA RETE
Le particolari
procedure da adottare nella creazione di un modello matematico della rete
atto a simulare realisticamente il funzionamento dell'insieme
acquedottistico in moto permanente riguardano anzitutto la determinazione,
automatica e continua, degli elementi di base.
Si suppone gi`
organizzata la gestione in modo da avere in tempo reale lo schema idraulico
che ne riassume e rappresenta la costituzione ed i relativi elementi
dimensionali ed idraulici, e la determinazione dei consumi esterni da
attribuire ai nodi (vedi nota "Fabbisogno, consumi, portate e perdite nella
pratica di esercizio delle reti di distribuzione d'acqua potabile a
sollevamento meccanico" pubblicata nella rivista L'Acqua n. 4/1999) basata
principalmente sulla suddivisione, tra tutti i nodi e sulla base delle
letture trimestrali ai contatori, della portata istantanea effettivamente
immessa in rete.
Sono inoltre automaticamente rilevati e trasmessi in continuo al calcolatore
principale tramite l'apposita strumentazione di misura installata nelle
centrali, nei serbatoi ed in rete altri importanti dati di funzionamento di
telecontrollo e telecomando dell'acquedotto .
Essi sono:
la portata totale istantanea immessa in rete dai centri di produzione;
la pressione istantanea nei punti di immissione in rete;
i livelli dei serbatoi collegati direttamente alla rete (serbatoi pensili) e
di quelli a terra:
le portate istantanee entranti ed uscenti dai serbatoi;
le pressioni a monte e a valle degli organi di regolazione (valvole);
le portate istantanee dei tronchi di condotti di rete muniti di misuratore;
la pressione istantanea nelle condotte di rete rilevata dai manometri
disposti a maglia ed in grande numero in modo da conoscere in continuo la
superficie piezometrica in tutto il territorio servito.
A questo punto
possono essere eseguite, per il momento con impostazione manuale, le prime
serie di calcoli idraulici. Scelta una giornata particolarmente
rappresentativa (ad esempio quella con il volume massimo di acqua consumata
dall'utenza), si verifica il funzionamento istantaneo della rete nei momenti
più caratteristici della giornata (portata minima notturna, portata massima
diurna e quella media giornaliera).
I dati di input
per i calcoli sono:
-le pressioni di mandata degli impianti di sollevamento o, per i serbatoi
che immettono la portata a gravità, i livelli del pelo libero;
-i livelli dei serbatoi alimentati dalla rete;
-le perdite di carico operate dagli organi di regolazione della pressione in
condotta (valvole di regolazione, saracinesche strozzate ecc.);
-la prevalenza manometrica totale dei sollevamenti in rete (buster)
-le portate prelevate dagli utenti nei vari nodi (portate esterne dei nodi).
Si fa notare che la sommatoria di tutte le portate esterne ai nodi
corrisponde alla sommatoria delle portate immesse in rete dalle centrali,
quindi implicitamente viene inputata la portata totale delle centrali;
-gli elementi costitutivi geometrici della rete (schema idraulico,
lunghezza, diametro e materiale costituente le condotte);
-i coefficienti di scabrezza dei vari tipi di condotte;
I risultati che
si ottengono ad ogni calcolo sono:
-le portate di ogni singola centrale;
-le portate entranti ed uscenti dai serbatoi;
-le portate, le velocità, il senso della portata di ogni tronco di condotta;
-le pressioni in tutti i nodi.
I possibili
confronti fra dati teorici e reali riguardano:
le pressioni ai nodi;
le portate delle condotte munite di misuratori;
la distribuzione della portata totale tra le varie centrali (quando sono in
numero superiore a uno);
le portate ed i livelli dei serbatoi.
Ogni calcolo
viene ripetuto inserendo, per ciascuna categoria di condotte, diverse serie
di coefficienti di scabrezza di valore scalare. Dal raffronto dei risultati
con gli elementi noti, è possibile definire, tra tutti i calcoli eseguiti,
quello più aderente alla realtà e, di conseguenza, la serie di coefficienti
di scabrezza reali delle condotte.
I valori
determinati teoricamente tramite il modello matematico così creato, devono
coincidere o avvicinarsi ai corrispondenti valori reali rilevati dalla
strumentazione.
Se tale
condizione non è soddisfatta per tutta o per una parte della rete,
evidentemente esistono anomalie di calcolo o di funzionamento
dell'acquedotto. Saranno per primi da ricercare, in quanto di più facile e
sicura determinazione, gli errori commessi nella definizione geometrica
della rete come ad esempio errori nelle misure fornite dai venturimetri
posti in uscita dalle centrali o dai manometri di controllo della rete o
dalle apparecchiatura di registrazione e trasmissione dei livelli dei
serbatoi, errata mappatura delle condotte, saracinesche importanti
erroneamente chiuse, presenza di occlusioni nelle condotte, sfiori del tutto
incogniti dei serbatoi ecc. ecc.
La seconda fase di ricerca degli errori riguarderà due elementi
determinanti: le portate esterne assegnate a ciascun nodo ed i coefficienti
di scabrezza delle condotte. E' in questo campo che permangono le maggiori
incertezze e nel quale bisogna concentrare gli sforzi. La suddivisione del
territorio in più zone omogenee come descritto al cap. 2.1 rende possibili
importanti controlli e rettifiche in quanto di tali zone sono noti sia i
dati di funzionamento reale sia quelli di calcolo teorico. Nella più volte
citata memoria "Fabbisogno, consumi, portate e perdite nella pratica di
esercizio delle reti di distribuzione d'acqua potabile a sollevamento
meccanico" si sono descritte alcune modalità da seguire per definire con la
maggior precisione possibile le portate che i vari nodi consegnano
all'utenza mentre per quanto riguarda la scabrezza reale delle tubazioni non
si può far affidamento che sul raffronto pressioni reali ai nodi/pressioni
risultanti dal calcolo ottenute adottando, come indicato, diverse serie di
coefficienti di scabrezza.
Poiché ambedue gli elementi in oggetto (portata ai nodi e scabrezza
tubazioni) condizionano pesantemente i risultati non sarà facile definire se
gli eventuali errori dipendono dall'uno o dall'altro e provvedere alla
relativa correzione. In tal senso è determinante la presenza delle
apparecchiature di controllo in rete (più volte raccomandate) in quanto sono
le sole risorse che consentono di capire se l'anomalia è da attribuirsi
all'uno o all'altro fattore. Ad esempio una buona corrispondenza tra portata
calcolata e reale di una importante condotta di rete cui fa riscontro una
rilevante diversità tra pressioni calcolate e reali della zona darebbe
conferma alle portate immesse mentre l'anomalia verrebbe attribuita ai
coefficienti di scabrezza usati. La conseguente modifica onde adeguarli a
quelli reali comporta, nel successivo calcolo, una modifica anche nella
portata del tronco in argomento cui fanno seguito ulteriori correzioni
dell'uno o dell'altro elemento fino a giungere, per approssimazioni
successive, a buoni risultati finali.
E' evidente l'importanza che riveste, ai fini della corretta ed economica
gestione dell'acquedotto, lo scoprire l'origine di ogni anomalia e la sua
eliminazione. A tale scopo saranno da effettuare accurati controlli se
necessario inserendo in rete ulteriori apparecchi di misura o effettuando
manovre particolari come sezionamento di alcune zone e verifica puntuale del
loro comportamento idraulico ecc. ecc. Già da questa prima fase di taratura
del modello matematico della rete, eseguito come già detto con impostazione
manuale dei calcoli, si otterranno utilissime indicazioni sullo stato degli
impianti, sulla reale distribuzione delle portate tra le sottozone e sui
primi rimedi da apportare per la loro razionalizzazione.
Se, alla fine di tutte queste operazioni, tutte le condizioni verificate dai
calcoli sono soddisfatte il modello è pronto per essere utilizzato nel
normale esercizio dell'acquedotto.
Si deve
aggiungere che la taratura del modello matematico della rete descritta sopra
deve essere ripetuta ad intervalli regolari (ad esempio ogni 5 anni) oppure
in occasione di importanti modifiche nell'assetto dell'acquedotto. Bisogna
infatti tener presente che i consumi degli utenti privati possono subire,
col passare degli anni, delle modificazioni cui corrispondono coefficienti
di proporzionalità per la distribuzione delle portate ai vari nodi diversi
da quelli determinati in precedenza. L'eventuale variazione delle perdite e
l'aumento della scabrezza delle tubazioni influenzano inoltre i risultati
comportando necessariamente periodici aggiornamenti delle procedure di
calcolo con determinazione di nuovi coefficienti di scabrezza da usare nelle
formule di calcolo delle perdite di carico. L'esame statistico
dell'evoluzione dei coefficienti effettivi di scabrezza fornirà una
ulteriore utile indicazione sullo stato della rete o di parte di essa.
2.3 VERIFICA
SISTEMATICA DEL FUNZIONAMENTO IDRAULICO DELLA RETE
Per la corretta
gestione degli impianti il sistema di telecontrollo deve effettuare in
continuità ed in automatico molteplici controlli di congruenza. Quelli
prettamente idraulici che interessano specificatamente il presente lavoro
sono due.
Il primo consiste nella verifica dettagliata con la quale vengono tenuti
sotto controllo tutti valori reali di portata, di pressione e di livello
della rete mediante paragone dei valori reali con quelli ottenuti dal
calcolo teorico del funzionamento istantaneo in moto permanente dell'insieme
acquedottistico e che il computer di governo deve eseguire del tutto
automaticamente a determinati intervalli di tempo.
Per raggiungere lo scopo è necessario siano state completate le operazioni
preliminari di determinazione dello schema idraulico aggiornato della rete,
di reperimento automatico di tutti i dati ed infine che sia stato creato e
collaudato l'intero modello matematico della rete come indicato ai
precedenti punti 2.1, 2.2.
A questo punto l'elaboratore, le cui memorie contengono già il programma di
calcolo, lo schema completo della rete, i dati caratteristici delle condotte
e delle apparecchiature ricavati dalla banca dati ed i coefficienti di
scabrezza dei tronchi di condotta, essendo in grado di ricevere tutti i dati
di funzionamento reali degli impianti e della rete (portate e pressioni
delle centrali, pressioni dei nodi principali della rete, livelli dei
serbatoi, portate delle condotte munite di misuratori ecc. ecc.) provvede a
definire, per l'istante considerato, le portate consumate (portate esterne
ai nodi). Ciò ha luogo distribuendo la portata istantanea immessa in rete
dalle centrali tra tutti i nodi secondo una particolare procedura che tiene
conto sia delle perdite di rete (definita dalla portata minima notturna
immessa in rete) sia dei consumi specifici dei nodi ricavati dalla ultime
letture dei contatori privati.
Effettua quindi il calcolo idraulico della rete in moto permanente ottenendo
come risultati (teorici) le portate delle centrali, le pressioni ai nodi, le
portate dei tronchi di condotta, i livelli dei serbatoi e le portate
entranti od uscenti da quest'ultimi. Provvede quindi al raffronto di tali
risultati con i dati effettivi rilevati, nel medesimo istante, dall'impianto
di telecontrollo e segnala le differenze riscontrate.
Nel caso gli
scostamenti tra i due valori eccedano dai normali limiti l'elaboratore
emette un segnale d'allarme per sollecitare un intervento di riparazione del
guasto o dell'anomalia che li ha provocati. Traccia inoltre a video, e
all'occorrenza stampa su carta, la planimetria della rete con sovrapposte le
linee di ugual depressione intendendo con tale termine la differenza di
livello (positiva o negativa) tra pressione ai nodi calcolata e quella
effettiva, depressione che, nel caso in esame, supera la tolleranza ammessa.
Vengono quindi evidenziati dei coni di depressione più o meno vistosi a
seconda della gravità della anomalia, ma che ne individuano la più probabile
ubicazione considerato che, in ciascun nodo, tanto più forte è la
depressione quanto più lo stesso è vicino alla perdita o all'anomalia.
La visualizzazione delle aree del territorio a funzionamento anomalo orienta
in continuazione il personale di servizio a ricercare i prelievi abusivi
d'acqua, le errate manovre delle apparecchiature di rete e soprattutto le
perdite nelle zone di maggior rischio.
Poiché le grandi rotture di condotte di rete sono spesso precedute da fughe
d'acqua di intensità via via crescente, la metodologia consente di
effettuare interventi preventivi di riparazione volti a scongiurare tali
evenienze dalle quali derivano sovente gravi danni non solo al servizio
idrico ma anche agli edifici ed alla viabilità. Il verificarsi di grandi
rotture è in ogni caso tempestivamente segnalato tramite emissione di
allarme ed ubicato in planimetria.
Anche l'eliminazione delle perdite medio-piccole promossa e guidata in
continuazione dal sistema descritto, costituisce un risultato importante
considerato che esse sono fonte di rilevanti ed inutili consumi energetici
oltre che dissipazione di quel patrimonio di sempre più difficile
approvvigionamento che è rappresentato dall'acqua potabile.
In alcuni casi l'anomalia rilevata è dovuta a normali manovre di rete come
chiusura di condotte per lavori, lavaggi di condotte o serbatoi ecc. ecc. la
procedura consente allora di seguire a tavolino il procedere dei lavori
fornendo al centro servizi la esatta segnalazione dell'entità del
disservizio (depressioni in rete) nonché l'ubicazione ed estensione della
zona interessata dal disservizio stesso.
Quando invece le differenze tra dati di calcolo e teorici sono minime e cioè
rientrano entro le normali tolleranze, trova conferma la regolarità di
funzionamento dell'insieme acquedottistico. Il calcolatore in tal caso non
emette alcun segnale d'allarme nè evidenzia in planimetria alcuna anomalia.
Tale stato di regolare funzionamento rimane confermato anche per tutto il
tempo successivo rendendo inutile l'esecuzione di calcoli di verifica purché
invariate siano anche le condizioni generali di esercizio. Il calcolo dovrà
essere ripetuto soltanto quando avranno luogo sensibili mutamenti facilmente
riscontrabili dall'esame del funzionamento delle centrali di pompaggio.
Si deve però
tener presente che nei periodi di marcata transizione (rapide variazioni di
portata richiesta dall'utenza cui corrispondono aumenti o diminuzioni nella
portata innalzata dalle centrali) i valori reali dei dati da porre sotto
controllo (portate e pressioni delle centrali, pressioni ai nodi ecc.) sono
anch'essi suscettibili di incontrollabili variazioni dovute a colpi
d'ariete, onde di pressione, sfasamento temporale delle varie rilevazioni
ecc. Si tratta evidentemente di regime irregolare in cui i calcoli di
verifica, da svolgere con le modalità indicate, darebbero risultati non
validi e pertanto devono essere evitati.
I tempi che devono intercorrere tra un calcolo e quello successivo sono
quindi definiti dal verificarsi di due condizioni contrapposte
automaticamente tenute sotto controllo dall'elaboratore e che sono:
- variazione di portata o pressione delle centrali di entità superiore ad
una soglia prefissata;
- stabilità delle nuove condizioni di funzionamento per un periodo pari
almeno ad un predefinito valore.
Il calcolatore, ad esempio, potrebbe predisporsi per un calcolo
ogniqualvolta la portata di almeno una delle centrali avesse a cambiare di
un valore pari almeno al 5% o la sua pressione di almeno 5 m. La conferma e
quindi il via al calcolo potrebbe consistere nel permanere delle nuove
condizioni per alcuni minuti entro valori pressoché stabili.
In regime normale il calcolatore durante la notte, quando le variazioni di
portata sono minime esegue pochissimi calcoli. Al mattino viene effettuato
un calcolo al primo aumento della portata (presumibilmente alle ore 6). Dal
le 6 alle 8 si riscontrano i maggiori incrementi di portata richiesta
dall'utenza. Trattandosi di regimi transitori viene per lo più a mancare il
soddisfacimento della seconda delle condizioni imposte e quindi anche
durante tale periodo vengono eseguiti pochi calcoli. Raggiunta la punta
massima prima che abbia luogo l'inversione di tendenza del consumo ha
sicuramente luogo la verifica di comportamento della rete al suo massimo
sfruttamento. Da tale momento in poi i calcoli si susseguono più o meno
regolarmente fino alle ore 22 circa quando inizia il periodo notturno. Tale
sequenza verrebbe ovviamente modificata qualora si verificassero anomalie
nel funzionamento come la rottura di qualche tubazione, la manovra di
saracinesche importanti, nel qual caso, rilevata la variazione di portata e
di pressione che ne consegue, il calcolatore darebbe il via ad un calcolo
suppletivo con eventuale emissione di segnale di anomalia.
L'esperienza diretta consiglierà come variare le soglie dei vari test, come
definire situazioni particolari o fissare a priori alcuni orari nei quali
deve essere in ogni caso effettuata la verifica in modo che i calcoli
abbiano ad essere in numero minimo ma sufficiente per una buona e
continuativa verifica della gestione.
Alcuni
accorgimenti consigliati per un regolare svolgimento delle varie funzioni
riguardano:
- la corretta elaborazione ed assegnazione ai nodi di appartenenza di tutta
la rete (ivi comprese anche le condotte minori) dei consumi letti
trimestralmente ai contatori privati soprattutto in ordine alle grosse
utenze;
- la suddivisione della rete in sottoreti a mezzo di inserimento, nelle
condotte principali di collegamento tra le varie sottozone, di misuratori
che consentano, in sede di taratura del modello matematico, di verificare
portata e pressione in tali condotte e di procedere, se del caso, alle
rettifiche locali dei coefficienti di consumo dell'utenza, e dei
coefficienti di scabrezza delle condotte.
Nel corso delle
verifiche effettuate da chi scrive si è potuto constatare che, effettuata
una buona taratura del modello matematico basata sul funzionamento reale di
più giornate tipo, i coefficienti di portata e di scabrezza definiti
sperimentalmente (si tratta in pratica di coefficienti medi convenzionali
che non riguardano solo la scabrezza delle pareti delle tubazioni ma tengono
conto di molti altri fattori propri della rete come la presenza di curve e
innesti a T, imprecisioni varie nella determinazione delle portate esterne e
nei tempi di attuazione delle punte di consumo, approssimazione delle misure
ecc. ecc.) rimangono validi per lunghi periodi giustificando pienamente il
lavoro occorso per la loro determinazione. Si deve infatti tener presente
che una rete di distribuzione magliata com'è quella che in genere
costituisce la maggior parte degli acquedotti, rappresenta un insieme di
condotte intimamente interconnesse in grado di effettuare il trasporto di
grandi portate con perdite di carico relativamente modeste e con pressioni
pressoché livellate. Il loro funzionamento idraulico non può, pertanto,
essere influenzato che da grandi variazioni o anomalie quali possono essere
quelle proprie dei dati utilizzati inizialmente ma che, una volta corretti i
coefficienti in modo che in una serie completa di calcoli siano fedelmente
rispettate tutte condizioni reali di funzionamento, possono effettuarsi
tranquillamente tutte le estrapolazioni del tipo di quelle necessarie per le
verifiche automatiche durante l'annata in corso o per quelle immediatamente
successive.
Il secondo
controllo e relativa emissione di allarme, cui si è fatto cenno nella parte
iniziale del capitolo, molto meno sofisticato di quello descritto ma che può
dare grande tranquillità all'esercizio, consiste nella verifica, eseguita in
automatico ed in continuità dall'impianto di telecontrollo, che tutti i
valori principali di gestione dell'acquedotto quali sono ad esempio le
portate minima e massima sollevate, la pressione minima e massima di
pompaggio delle centrali e quella dei nodi rappresentativi di rete, la
portata minima e massima prodotta dalle fonti, i livelli minimo e massimo
dei serbatoi ecc. ecc. siano contenuti entro intervalli di sicurezza
predefiniti. Ad esempio l'impianto di telecontrollo dovrà verificare in
continuazione che la rete non raggiunga in nessun punto valori di pressione
sul suolo inferiori ai 15 m. considerati come minimo e non superi mai il
valore di 60 m. da considerarsi in assoluto come massimi, che la portata in
uscita da una centrale sia compresa entro determinati limiti di sicurezza
preimpostati ora per ora. Questo controllo può confermare anomalie già
riscontrate dal calcolo di verifica normale oppure intervenire autonomamente
se tale calcolo non dovesse essere eseguito. In ogni caso fornisce la
garanzia assoluta che non vengono raggiunti per un qualsiasi motivo sia di
scorretta gestione, sia di guasto in condotta, sia di errata manovra in rete
ecc., valori di funzionamento della rete o degli impianti totalmente fuori
norma e di ottenere, in caso affermativo, l'emissione automatica
dell'allarme.
3 LA GESTIONE UNIFICATA DI PIU' RETI
La descrizione
del sistema di controllo automatico del funzionamento idraulico della rete
ha messo in evidenza la complessità del compito da svolgere e, in
particolare, la necessità di usufruire di tecnologie e di risorse che
comportano rilevanti oneri economici e che vanno ad aggiungersi a quelle per
la gestione amministrativa dell'esercizio di cui ogni Ente o Società di
gestione è già dotato. La messa a punto di un sistema completo e coordinato
come quello che ne deriva trova pertanto piena giustificazione soltanto
nella gestione di acquedotti di una certa mole o, meglio, nell'estenderne la
utilizzazione, a prezzo di interventi relativamente modesti e poco costosi
come sono il potenziamento del calcolatore centrale e la installazione di
periferiche esterne, a più enti gestori anche non viciniori. Si tratta della
gestione tecnica unificata di molteplici acquedotti che potrebbe rientrare,
a pieno titolo, tra gli obbiettivi della legge 36/94 (LEGGE Galli avente
come scopo la riorganizzazione, tramite creazione degli Ambiti Territoriali
Omogenei, dell'intero sistema idrico integrato italiano) e costituire un
elemento qualificante per l'aspirante gestore nelle gare di assegnazione del
servizio.
I provvedimenti da attuare allo scopo sarebbero i seguenti:
- presso le sedi dei vari acquedotti vengono installati dei computer
periferici muniti di programmi locali per il telecontrollo degli impianti,
per l'input di tutti i dati, per la ricezione dal centro di tabelle, disegni
e comandi ed infine per l'esecuzione in proprio delle operazioni
amministrative locali;
- il computer centrale, installato presso la sede della società o dell'Ente
preposto alla organizzazione generale, sovrintende a tutte le operazioni,
aggiorna i programmi ed esegue le operazioni più difficoltose trasmettendo
alle periferiche i risultati;
- l'unificazione delle procedure riguarda tutti i settori da quello tecnico
(banca dati degli utenti, calcoli di verifica idraulica, mappatura delle
condotte, telecontrollo impianti, verifica delle perdite ecc. ecc) a quello
amministrativo (archivio utenti, esecuzione lavori, gestione magazzino,
gestione personale ecc. ecc.).
Per farsi un'idea dei vantaggi ritraibili basti pensare alla fatturazione e
riscossione delle bollette di pagamento acqua consumata dagli utenti.
Ulteriori vantaggi riguardano la tenuta del magazzino e l'approvvigionamento
dei materiali che potrebbe essere organizzato per grosse partite.
Da rilevare che la gestione unificata di cui si discute, e che può
comprendere anche più Ambiti Territoriali Omogenei, non riguarda l'esercizio
vero e proprio delle varie reti il quale rimane ai singoli Enti preposti ma
soltanto la possibilità di servirsi, dietro versamento di adeguato compenso
e tramite i terminali installati nelle proprie sedi, di un servizio
eccezionale come quello descritto al quale delegare tutte e soltanto le
operazioni automatiche al computer. La società di servizio esegue ed
aggiorna in continuo l'organizzazione delle procedure dall'invio dei dati di
input (che rimangono di competenza dei gestori locali), provvede alla
fornitura di tutti i dati di gestione come ad esempio planimetrie esecutive
delle reti, tabelle di funzionamento degli impianti, ed effettua la
supervisione dei calcolatori locali e del telecontrollo degli impianti
tramite personale altamente specializzato.
Vantaggi secondari sono quelli ottenibili da eventuali interscambi di
portate fra acquedotti viciniori di cui la gestione unificata è in grado di
verificare convenienza tecnica ed economica e di determinarne le migliori
soluzioni tecniche. Anche la gestione del parco contatori d'utenza (di cui
non si dà alcuna importanza ma da cui funzionamento dipende in definitiva
l'economia dell'acquedotto) si svolgerebbe sotto la attenta sorveglianza
dell'organismo centrale il quale, oltre a definire i tipi da adottare per
ottenere i migliori risultati, utilizza particolari procedure automatiche di
interpretazione delle letture provvedendo a segnalare al gestore la
eventuale necessità di verifiche sopralluogo particolari e delle varie
sostituzioni non appena se ne ravvisa la necessità.
Si fa cenno infine alla possibilità, offerta dal sistema, di collegare tutta
la rete di telecontrollo e telecomando con la rete Internet dando modo al
personale di servizio di effettuare, previa digitazione di apposite password
di grado via via crescente, non solo interrogazioni su dati sia tecnici di
funzionamento che amministrativi di un qualsiasi acquedotto ma anche
operazioni di ogni tipo ivi compreso il controllo e la manovra delle
apparecchiature elettroidrauliche delle centrali e delle reti di
distribuzione anche se disseminate in un vasto territorio, stando a casa
propria oppure in un qualunque ufficio di una qualunque sede. Tali modalità
di gestione, ampiamente collaudate in Francia ancor prima della nascita di
Internet tramite il servizio Minitel allora molto diffuso in quel paese,
consentirebbero di ottenere, ovviamente, ulteriori economie di gestione.
4 CONSIDERAZIONI FINALI
Si è illustrata
nella memoria la formazione, taratura ed esercizio di un sistema informatico
di controllo automatizzato del funzionamento di una rete d'acquedotto in
tutte le sue componenti a partire dai punti di messa in carico (centrali di
sollevamento) fino ai punti di presa degli allacciamenti domestici.
Si è fatto rilevare come sussistano notevoli difficoltà riguardanti lo
schema di calcolo che, dovendo comprendere tutte le condotte di rete,
comporta un notevole appesantimento delle procedure e nella determinazione
dei coefficienti reali di scabrezza delle tubazioni e dei consumi effettivi
ai nodi da cui dipendono direttamente i risultati.
Si è infine proposta l'utilizzazione di sistemi informatici per una gestione
completa sia tecnica che amministrativa delle reti acquedottistiche nonché
l'unificazione delle procedure di più acquedotti precisando quali vantaggi
economici e di funzionalità si potrebbero ottenere non ultimi quelli
relativi alla integrazione nella rete Internet .
Di ogni
problema, nella presente e nelle memorie pubblicata sui n. 3/98 e n. 4/99
della rivista, si sono proposte adeguate soluzioni basate soprattutto su
elementi di carattere pratico anche se, in alcuni casi, si è trattato di
logiche estrapolazioni di procedure note quì riportate al duplice scopo di
sollecitarne la sperimentazione anche in vista della riorganizzazione del
servizio idrico integrato previsto per l'intero territorio nazionale dalla
legge 36/94 e di promuoverne la discussione nelle sedi adeguate.
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