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LA CASA E LO SPAZIO URBANO

 

Data di pubblicazione: 04/06/2007

 

LA CASA E LO SPAZIO URBANO
a cura di: margherita vanore e filippo forzato con collaborazione di: annalisa abriani, alessandra azzolin, marianna de muri, paola ferraresso, valentina grotto, jacopo mazzonetto, michela ronzani, giulia zanella
presso nuovo centro “mariano franceschini” via chiesa, 9 - 30031 arino di dolo (venezia)
04 giugno - 15 giugno 2007
orario di apertura 10.00/12.30 – 15.30/18.30
inaugurazione e conferenza lunedì 04 giugno 2007 h 18.00
saluto di antonio gaspari, sindaco del comune di dolo
interventi di:
adriano spolaore, vicesindaco ed assessore all’urbanistica ed edilizia privata del comune di dolo
margherita vanore, docente di progettazione architettonica presso l’università iuav di venezia
luigi cerocchi, sovrintendenza per i beni ambientali ed architettonici del veneto orientale
claudio aldegheri, coordinatore della casa dell’architettura dell’ordine degli architetti di venezia
con il patrocinio di:
regione veneto
provincia di venezia
soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio per le province di venezia, belluno, padova e treviso
casa dell’architettura dell’ordine degli architetti pianificatori, paesaggisti e conservatori della provincia di venezia
organizzazione:
format-c gruppo di ricerca
con la collaborazione di tomas stragliotto
con il sostegno di:
brusegan legnami – locapal – mappamondo s.r.l. – maretto – mas que nada – ottimo serramenti – volcer; stampe
di 3dgraphic; allestimento in cartone pesante di maxi box

 

MOSTRA DIDATTICA:
“LA CASA E LO SPAZIO URBANO”
La mostra presenta 22 progetti redatti dagli studenti nell’ambito del Laboratorio di Progettazione 2H della Prof. M. Vanore coadiuvata dagli Archh. F. Forzato, F. Orsini, T. Pelzel nel Corso di Laurea in Scienze dell’Architettura (CLASA) dell’Università IUAV di Venezia.
Il laboratorio si è concentrato in particolare sul tema della complessità architettonica e urbana dello spazio dell’abitare indagando sulla possibilità di reinterpretare e ripresentare i “vuoti” come nuovi luoghi della città contemporanea.
Le varie fasi di lavoro hanno richiesto infatti di confrontarsi con la città e con i luoghi dell’abitare, a partire dalla conoscenza di quei vuoti, scelti come area di intervento e intesi come spazi nevralgici della struttura urbana.
Interruzioni del tessuto, aree inspiegabilmente libere da manufatti, il più delle volte abbandonate, degradate, incompiute, dove si rivela in modo evidente un’assenza di città e di architettura dello spazio pubblico.
Le aree di interesse sono state individuate dagli stessi studenti tra: interruzioni del tessuto costruito; lotti inspiegabilmente liberi da costruzioni; aree senza una qualità dominante; vasti spazi tra cose riconoscibili ma senza una precisa destinazione e un carattere proprio, aree definite solo in rapporto a ciò che separano; spazi generici che interrompono la continuità di un tessuto; aree marginali o terreni di confine; aree che stabiliscono relazioni significative tra la città e il paesaggio.
Per ogni lavoro è stato fondamentale riconoscere e utilizzare le relazioni strutturanti tra luogo e architettura, nonché tra gli aspetti funzionali, formali e costruttivi dell’edificio, come principali materiali del progetto, che inevitabilmente richiamano e rimandano allo studio dei più significativi riferimenti tratti dalla storia e dalla contemporaneità.
Le diverse proposte hanno messo così in atto una riflessione sull’abitare la città pubblica, nella sua complessa dimensione sociale contemporanea, indagando le possibilità di configurazione che siano in grado di rispondere alla necessità di alloggi flessibili, sia nelle logiche distributive, che nell’articolazione funzionale e dimensionale.
I progetti in mostra che conformano spazi pubblici, edifici per attività sportive e culturali, nonchè residenze sociali, riguardano parti dei territori urbani di centri variamente estesi e caratterizzati, quali: Abano, Conegliano, Dolo, Marghera, Mestre, Montebelluna, Pordenone, Vicenza, Treviso, Padova, Thiene.

 

PROGETTI PER ARINO DI DOLO (VENEZIA)
Una sezione della mostra è dedicata ai progetti per Arino di Dolo. L'area, delimitata da Via Chiesa e Via Arino, nel settembre 2006 è stata proposta dall'Amministrazione Comunale all'esame del Laboratorio di Progettazione Architettonica 2 dello IUAV tenuto dalla Prof. Margherita Vanore.
Grazie all'interesse mostrato dal Comune di Dolo, rappresentato dal Sindaco Antonio Gaspari, nei confronti della lettura del proprio territorio e delle ipotesi di trasformazione prodotte in ambito universitario, la sperimentazione progettuale, che ha indagato il rapporto tra la residenza e lo spazio urbano, si è potuta avvalere di un dialogo con l'amministrazione stabilito attraverso il Vicesindaco Adriano Spolaore e l'Architetto Fiorenza Dal Zotto, responsabile dell'Ufficio tecnico per l'Urbanistica e l'Edilizia Privata.
I progetti presenti in mostra propongono un ordine degli spazi aperti, costruiti e articolati dagli edifici residenziali.
Questi diventano parte integrante della struttura urbana che si articola in luoghi con una propria configurazione e identità, data dalla ricomposizione del nuovo con l'esistente.
Dall'attenzione alla forma della città, le residenze traggono il loro carattere, assumendo anche nella corretta e funzionale distribuzione degli interni una relazione qualificante con il contesto.
Si sono così precisate alcune modalità di interpretazione dello spazio pubblico intorno alla Chiesa di Arino, che attraverso un'adeguata progettazione si fa artefice della riqualificazione di un ampio settore urbano.


 

 


 


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