
MEZZOGIORNO RISORSE
E PIANI PER LO
SVILUPPO
Castel
dell’Ovo, Napoli
28 e 29 giugno 2007
IL CONTRIBUTO
DELL’ANALISI DEL
VALORE NELLA
PROGRAMMAZIONE E
PROGETTAZIONE DEL
TERRITORIO PER LO
SVILUPPO SOSTENIBILE
Metodo e tecnica operativa interdisciplinare per misurare il valore delle entità complesse a supporto delle decisioni
Pier Luigi Maffei
Università di Pisa
Sommario
La velocità dei cambiamenti in atto, anche in rapporto all’evoluzione delle situazioni sociali ed economiche, e la complessità dei fenomeni da analizzare e valutare allorché si tratti di affrontare interventi ecosostenibili, richiedono di sviluppare la cultura dell’attività interdisciplinare di gruppo e di formare coloro che siano chiamati a coordinare i gruppi di lavoro.
Da qui la proposta di ricorrere in tutte le fasi del processo degli interventi sul territorio: programmazione, progettazione, realizzazione e gestione di un intervento, all’Analisi del Valore (AV) e di assumere nel raffronto di più soluzioni da dare all’entità presa in considerazione un parametro unico numerico omnicomprensivo: l’Indice di Valore, rapporto tra l’utilità dell’entità proposta e le risorse economiche di cui c’è necessità per produrla e per gestirla nella vita utile ipotizzata.
GESTIONE DEL
VALORE
Value Management
UNI EN 12973:2003
ANALISI DEL
VALORE
Value Analysis
UNI EN 1325-1:1998 -
UNI EN 1325-2:2005
Iniziativa
finalizzata a far
conoscere e
sviluppare la
cultura della
valutazione globale
dei programmi e dei
progetti di entità
complesse con un
unico parametro
numerico
omnicomprensivo
Indice di
Valore
(Iv)
PAROLE
CHIAVE
economia (oikos
= dimora)
fare sistema
formare squadra
mettere in rete
interdisciplina
competizione
innovazione
coinvolgimento parti
interessate –
stake-holders
servizi da rendere
alla comunita’
funzioni primarie
principali
(necessarie e
richieste)
funzioni primarie
complementari (non
necessarie, ma
motivatamente
richieste)
funzioni secondarie
(non necessarie e
non richieste ed in
quanto tali da
eliminare)
Ambiti Funzionali
Omogenei (AFO)
Ambiti Spaziali
Omogenei (ASO)
utilità delle
funzioni da
esplicare
costi globali da
sostenere
studi di
fattibilita’
documenti
preliminari
all’avvio della
progettazione
finanza di progetto
(project financing)
Proverbio del Kenya
“Noi non
ereditiamo la Terra
dai nostri genitori;
la prendiamo in
prestito dai nostri
figli”
1. La velocità dei cambiamenti in atto e l’evoluzione delle situazioni sociali ed economiche richiedono di sviluppare la cultura di un approccio interdisciplinare coordinato per operare a supporto delle decisioni di coloro ai quali competono le scelte.
2. Occorre distinguere con chiarezza il momento della programmazione pluriennale caratterizzata da Studi di Fattibilità (SdF) dalla redazione dei Documenti preliminari all’avvio della progettazione - Dpp - la cui redazione compete ai Responsabili Unici del Procedimento, adeguatamente assistiti da un gruppo di lavoro significativo per competenze e numerosità.
3. Il Dpp dovrà comprendere obiettivi, vincoli e prestazioni attese, esigenze, funzioni, risorse per produrre e risorse per gestire l’entità considerata nella vita utile ipotizzata.
4. Il metodo suggerito in questo lavoro è l’Analisi del Valore, ideata da Lawrence D. Miles nel 1943, proposto fin dalla fase di programmazione per gli Studi di Fattibilità, per redigere il Dpp ed in fase di progettazione per le verifiche e la validazione del progetto.
Il Valore
nell’accezione di
Miles
La cultura
contemporanea ha
assunto il concetto
di
“sostenibilità”
quale paradigma
guida per le
attività umane.
Appare evidente che
in molte circostanze
manca chiarezza e
c’è carenza di
metodo e di una
tecnica operativa
adeguata alla natura
e all’importanza
dell’entità da
affrontare
nell’ottica della
sostenibilità
ambientale.
Da qui una riflessione sul metodo da adottare per raggiungere l’obiettivo di uno sviluppo realmente sostenibile nell’interesse della nostra e delle future generazioni.
L’Analisi del Valore (UNI EN 1325-1:1998, UNI EN 1325-2:2005, UNI EN 12973:2003) consente di misurare la soddisfazione delle esigenze di tutti gli attori in gioco tenendo conto delle risorse economiche di cui c’è necessità per tutto il periodo di tempo preso in considerazione, dal momento che il valore è inteso come un imprescindibile connubio tra utilità e costo globale, somma del costo di produzione e di gestione nella vita utile ipotizzata.

Le applicazioni più recenti condotte nell’ambito del CeSAV, Centro Studi per l’Analisi del Valore del Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università di Pisa, sono state volte a mettere a punto un metodo per determinare i costi standardizzati delle opere pubbliche, per stimare le offerte economicamente più vantaggiose in caso di gare per lavori pubblici e per verificare l’esistenza delle condizioni per eventuali operazioni di Finanza di Progetto (Project Financing), evidenziando, in questo caso, i possibili ritorni economici nel tempo e giustificando così la spesa di investimento, in un equilibrio che vede assumere come incognita da determinare, il periodo di tempo di affidamento in gestione delle attività, delle funzioni e/o dei servizi da offrire.
L’Analisi
del Valore
è caratterizzata da
una rigorosa tecnica
operativa che
prevede cinque fasi
di attività:
informazione e
analisi funzionale,
creatività,
valutazione
analitico selettiva,
sviluppo delle
soluzioni da
presentare,
presentazione.
Dalla definizione di
valore ne deriva
l’Analisi del
Valore, metodo e al
contempo strumento
operativo, che
consente di
analizzare tutte le
proposte pervenute
al tavolo di lavoro,
di verificarle, di
esprimerne
alternative nella
fase creativa e di
valutarle con
l’indice di valore
per presentarle in
ordine di priorità a
coloro ai quali
competono le scelte.
AV ha avuto ampi sviluppi ed è stata diffusamente applicata in molti Paesi, alcuni dei quali l’hanno utilizzata e la utilizzano anche come efficace metodo di supporto alle decisioni, oltre che verifiche della validità delle proposte in fase di progettazione, interne al gruppo di progettazione “design review”, ed esterne, allorché si intenda procedere con una ordinata serie di controlli (check list) rispetto alle classi di esigenze che l’entità presa in considerazione presuppone di dover tradurre in requisiti e prestazioni.
Il metodo proposto, l’Analisi del Valore - AV - trae origine dall’attività del suo ideatore statunitense Lawrence D. Miles agli inizi degli anni ’40, allorché in guerra si trovò a dover ricercare materiali alternativi a quello esaurito, capaci di esplicare le stesse funzioni di quelli originariamente impiegati.
Il metodo si sviluppò successivamente per i vari settori con obiettivo il miglioramento funzionale e la riduzione dei costi, mettendo le attenzioni sulle funzioni esplicate dal prodotto ipotizzato, da quando cioè si prospetta un’idea come ipotesi per dare risposte in termini di servizi da rendere.
L’Analisi del Valore fornisce un grande contributo anche nella lettura e nell’interpretazione di fatti complessi come quello riguardante il clima e la necessità di riportare le scelte sul piano del rispetto delle condizioni per lo sviluppo sostenibile.
Con questo metodo si può analizzare il servizio reso dal prodotto preso in considerazione, con riferimento alle funzioni da esso esplicate in termini dinamici, in quanto non si limita a considerare l’efficienza e l’efficacia al momento in cui si comincia ad utilizzare, bensì in tutto l’arco di tempo in cui si utilizza, ponendo come presupposto che il progetto si interessi al comportamento nel tempo, analizzando tutti i componenti che assicurano il permanere delle prestazioni attese in tutto il ciclo di vita ipotizzato.
Qualità di
una entità (UNI EN
ISO 9000:2000)
attitudine a
soddisfare le
esigenze di tutte le
componenti in gioco,
di natura
socio-economica,
funzionale, tecnica
e tecnologica, con
prestazioni
rispondenti a
prefissati requisiti
che ne hanno guidato
la programmazione,
la progettazione e
la produzione e che
ne guideranno la
gestione nel ciclo
di vita ipotizzato.

valore di
una entità (UNI EN
1325-1:1998 - EN
12973:2000)
risposta misurata
alle esigenze in
termini di utilità
che deriva dal
potere esplicare le
funzioni esplicate
dall’entità
considerata, in
rapporto alle
risorse economiche
di cui c’è necessità
per produrla e per
gestirla nella vita
utile ipotizzata.
Il rapporto tra l’utilità delle funzioni ed i costi globali, ovverosia l’indice di valore nell’accezione di Miles, risulta cruciale nel momento in cui si fa pressante l’esigenza di misurare la “qualità”, parametrizzando le caratteristiche e fissando i requisiti che contribuiscono a soddisfare reali esigenze in termini prestazionali.
Il riferimento ai costi globali consente di programmare gli interventi all’interno delle risorse disponibili al momento in cui si vada ad intraprende una qualsiasi iniziativa, nel rispetto delle condizioni per uno sviluppo sostenibile.
Nella fase informativa e di analisi funzionale, si raccolgono le informazioni desumibili dal Dpp ed altre ritenute necessarie e si prende visione degli elaborati preliminari del progetto; si evidenziano le funzioni primarie e gli Ambiti Funzionali Omogenei (AFO) da assoggettare a giudizio di valore.
Nella fase creativa si evidenziano le funzioni così come emergono dagli elaborati del progetto, definendole con un verbo attivo ed un sostantivo misurabile, e si fanno emergere soluzioni alternative definendo le eventuali ulteriori funzioni.
Nella fase di valutazione analitico-selettiva, relativamente alla soluzione originaria e a quelle alternative prodotte dal gruppo AV, si selezionano le relative funzioni classificandole in primarie prioritarie, primarie complementari e secondarie.
Delle funzioni primarie si determinano i coefficienti o gli indici di valore.
Nella fase di sviluppo delle soluzioni ritenute meritevoli di essere presentate, si introducono tutti gli elementi necessari a dimostrarne la validità e l’operatività.
Nella fase di
presentazione dei
risultati raggiunti
si evidenziano al
Responsabile del
procedimento i
vantaggi che
deriverebbero dalla
loro adozione, in
risposta a tutti gli
elementi contenuti
nei documenti
programmatori.
L’INDICE DI VALORE NELLA VERIFICA DELLE CONDIZIONI DI ECOSOSTENIBILITÀ
Nella programmazione e nella progettazione degli interventi sul territorio è necessario un approccio interdisciplinare coordinato onde evitare che i molteplici aspetti vengano affrontati separatamente, incorrendo in situazioni difficilmente riconducibili ad unità.
Il gruppo di persone competenti, coordinato da un esperto AV, viene condotto a ragionare in termini funzionali, ad informarsi e ad effettuare l’analisi funzionale di una entità sottoposta all’attenzione del gruppo AV e ad esprimere, nella fase creativa, soluzioni alternative.
Successivamente si passa alla valutazione della soluzione originariamente analizzata e a quelle espresse dal gruppo mediante l’Indice di Valore, al quale vengono ricondotti tutti i parametri espressi in itinere dal gruppo di lavoro.
Prendendo a
riferimento quanto
emerso da esperienze
in atto, vengono di
seguito elencate in
forma sintetica
condizioni
ambientali volte a
programmare,
progettare e
realizzare
interventi
ecosostenibili:
Integrazione
ambiente/costruzione
L’uso vantaggioso
delle condizioni
climatiche locali,
quali la ventosità,
l’orografia, la
piovosità, le
escursioni termiche
annue e mensili,
ecc. deve essere
promosso assieme
all’uso delle
risorse naturali
disponibili,
comprendendo
prodotti e materiali
e fonti energetiche.
Ricorso a
componenti
costruttivi
compatibili
Le scelte
tecnologiche e
tecniche non devono
essere causa di
negativi impatti
ambientali diretti
(esempio,
rilascio
nell’ambiente di
sostanze nocive)
ed indiretti,
relativi cioè alla
produzione di
sostanze nocive e al
consumo di risorse
non rinnovabili nel
restante ciclo di
vita del prodotto.
Il ricorso a
materiali di tipo
bioecologico
costituisce un
elemento di garanzia
per la sostenibilità
ambientale
dell’intervento.
Adozione di fonti
energetiche
rinnovabili e
risparmio
energetico.
La limitazione dei
consumi energetici
in edilizia (un
settore che in
Italia assorbe circa
il 35% dell’attuale
domanda complessiva)
implica non
solamente l’uso di
risorse rinnovabili,
ma anche una più
generale attenzione
al comportamento
passivo
dell’edificio come
criterio per una
sicura sostenibilità
energetica.
Compatibilità con il
paesaggio
Le forme ed
i colori del
paesaggio locale
percepito
costituiscono una
grande risorsa che
deve essere tutelata
mediante il ricorso
a scelte tipologiche
adeguate, ad un
corretto rapporto
pieni-vuoti, a
colori e tessiture
dei materiali in
assonanza con
l’esistente o
comunque studiati in
modo da valorizzare
il rapporto con il
contesto.
Implicazioni
sociologiche
Fattore che merita
una trattazione
specifica in quanto
gli interventi sul
territorio
“fanno parlare la
gente” e
rappresentano un
mezzo di
comunicazione di
idee, principi,
emozioni che possono
influenzare il
contesto sociale e
culturale.
Questi fatti, noti
fin dall’antichità
oggi sono spesso
trascurati dai
progettisti che
ricorrono a
linguaggi
autoreferenziati,
senza sforzarsi di
attingere ad un
patrimonio semantico
e simbolico
dell’architettura.
Buon
comportamento delle
opere nel tempo
Pensare ad
una costruzione in
funzione della
gestione nella vita
utile ipotizzata va
nella direzione per
tener conto della
sostenibilità di
un’opera.
E’ corretto progettare edifici di durata commisurata alla loro destinazione d’uso, ottenuti con interventi reversibili e costituiti da materiali e componenti riciclabili.
Iv = Us/Cg
Us:
l’utilità delle
funzioni conseguenti
al rispetto delle
condizioni per la
sostenibilità
ambientale
Cg:il
costo globale
derivante dal poter
esplicare le
funzioni
considerate, somma
del costo di
costruzione, del
costo di gestione
nella vita utile
ipotizzata e del
costo di
dismissione,
allorché prevalga
sul valore residuo.
Condizione essenziale per il successo è che a giudicare sia un gruppo significativo nel numero e nelle competenze in rapporto alla natura e alla complessità dell’entità da stimare e che il gruppo di lavoro operi per fasi di attività realmente interdisciplinare (tutti al medesimo tavolo), sotto il coordinamento di un esperto AV.
L’AIAV, Associazione Italiana per la Gestione e l’Analisi del Valore, sta incoraggiando la formazione dei Responsabili di Procedimento esperti AV, tramite insegnamenti universitari e corsi di perfezionamento per laureati.

Già presente nell’ordinamento dei lavori pubblici che ebbe alla base la Legge 109 del 1994, e più precisamente nell’articolo 15 del regolamento generale e nell’articolo 11 del capitolato generale di appalto, l’Analisi del Valore è stata resa obbligatoria in base all’articolo 15 della Legge Regionale Veneto, 7 novembre 2003, n. 27 (in Bur 11 novembre 2003 n. 106: Disposizioni generali in materia di lavori pubblici di interesse regionale e per le costruzioni in zone classificate sismiche) nella verifica e nella validazione del progetto effettuate dal responsabile del procedimento, per i lavori di speciale complessità o di particolare rilevanza sotto il profilo tecnologico.
In essa si legge che «la validazione del progetto deve dare atto, certificandola, che la progettazione è stata effettuata mediante l’impiego della tecnica dell’analisi del valore».
Nella fase di programmazione degli interventi, in Studi di Fattibilità (SdF) ed in Documenti preliminari all’avvio della progettazione (Dpp) che abbiano tra gli obiettivi la previsione del massimo sfruttamento possibile delle condizioni ambientali, di sicurezza e qualitative, attraverso l’attribuzione di pesi ai requisiti di carattere ambientale, l’Indice di Valore viene determinato evidenziando il grado di rispondenza delle prestazioni dell’entità presa in esame alle funzioni da essa esplicate.
Le attività svolte
in successione sono
del tipo:
• acquisire
elementi utili ad
individuare gli
effetti ambientali;
• favorire la
crescita di servizi
finalizzati al
sostegno del sistema
di sviluppo
sostenibile;
• sollecitare e
sostenere
l’orientamento
organizzativo
all’integrazione
delle politiche
produttive;
• sollecitare le
aziende del
territorio a
caratterizzare la
tutela ambientale;
• difendere i siti e
le aree da
inquinamenti ed
interferenze
esterne;
• collegare la
sicurezza ad altri
requisiti che non
possono non
prescindere da una
sua analisi globale:
qualità ed ambiente;
• ……………………
La definizione di uno strumento operativo necessita ovviamente di alcune basi teoriche ben precise.
Nell’ambito di un sistema edilizio ambientale significativo, il concetto di sostenibilità viene assunto come capacità di un intervento di essere compatibile con la natura, con l’ambiente e con il paesaggio oltre che di rispettare gli indotti sociale ed economico in forma integrata.
Gli spazi della ricerca di queste condizioni, che variano nel tempo al variare degli elementi che li determinano, si alzano ovviamente allorché si tratti di intervenire in contesti come quello della Selva Pisana, Riserva della Biosfera nel programma M.A.B. (Man and the Biosphere) dell’UNESCO.
Per ogni intervento da programmare ai fini di poter dare servizi corrispondenti a reali esigenze occorre quindi un metodo che preveda il ricorso a tecniche operative basate su attività interdisciplinare coordinata, tali da consentire verifiche rigorose.
Le norme prestazionali, lasciando spazio alla creatività di chi è chiamato a proporre soluzioni, richiedono il rispetto di dati di ingresso completi, ai fini di poter soddisfare tutte le classi di esigenze.
classi di esigenze di cui alla norma UNI 8289:1981
Sicurezza
Insieme delle
condizioni relative
all’incolumità degli
utenti, nonché alla
difesa e alla
prevenzione dei
danni dipendenti da
fattori accidentali
nell’uso del
servizio
Benessere
Insieme delle
condizioni relative
a stati
dell’ambiente
interno adeguati
alla salute e allo
svolgimento delle
attività degli
utilizzatori
Fruibilità
Insieme delle
condizioni relative
all’attitudine del
sistema ad essere
adeguatamente
utilizzato nello
svolgimento delle
attività
Aspetto
Insieme delle
condizioni relative
alla fruizione
percettiva del
sistema
Gestione
Insieme delle
condizioni relative
all’economia di
esercizio del
sistema
Integrabilità
Insieme delle
condizioni relative
all’attitudine dei
componenti che
costituiscono il
sistema a
connettersi
funzionalmente tra
di loro
Salvaguardia
dell’ambiente
Insieme
degli aspetti
connessi al sistema
per assicurare il
mantenimento o il
miglioramento delle
condizioni
ambientali
Da quanto espresso
risulta la
possibilità di
introdurre l’Indice
di Valore come
Indice di
Sostenibilità.
La prima volta che venne prospettata l’Analisi del Valore negli studi relativi ai cambiamenti climatici fu in occasione del “Workshop Regionalism and Globalisation in Climate Policy” tenutosi a Montecatini Terme in data 25 Settembre 2003, organizzato dalla United Nation University in collaborazione con il Centro Italiano per le Associazioni Internazionali.
CITAZIONE
Centre for European
Policy Studies (CEPS)
di Brussels
Report relativo allo
“Workshop
Regionalism and
Globalisation in
Climate Policy”
tenutosi a
Montecatini Terme in
data 25 Settembre
2003, organizzato
dalla United Nation
University in
collaborazione con
il Centro Italiano
per le Associazioni
Internazionali.
In tale occasione,
per delega del
Magnifico Rettore
dell’Università di
Pisa, Chiar.mo Prof.
Marco Pasquali,
Maffei Pier Luigi
intervenne sul tema:
VALUE ANALYSIS
AN INTERDISCIPLINARY
METHOD TO MANAGE
THE COMPLEX ENTITIES
IN THE OPTICS OF THE
SUSTAINABLE
DEVELOPMENT
Estratto del Report:
“At
Universities climate
change related
issues are taught in
several disciplines.
Research is done on
renewable energy,
biofuels, and many
more issues. By
combining chemistry,
engineering and
other fields of
study innovative
solutions can be
created. The “value
analysis” approach,
which loocks at the
sustainability of
whole ecosystems, is
such an approach.
Now it is used by
the International
Organisation for
Standardisation
(ISO) resulting in
environment and
sustainable
developmennt
standards that take
into account the
whole value chain.”
Basandosi sulle considerazioni precedentemente espresse e ricorrendo all’Analisi del Valore, presso il Centro Interdipartimentale dell’Università di Pisa “Enrico Avanzi” sono state effettuate indagini ed eseguiti studi che hanno portato alla richiesta all’UNESCO di riconoscimento di “Riserva della Biosfera” per quanto attiene un vasto territorio della Toscana Litoranea, quello interessanto dal Centro stesso e dal Parco Regionale di Migliarino, S. Rossore e Massaciuccoli.
Tra gli obiettivi prefissati vi sono quelli di rilevare la situazione del tutto straordinaria di un comprensorio ricco di valori naturali e al contempo fortemente antropizzato, parte del quale destinato a colture sperimentali.
L’esperienza
condotta
costituendo un
gruppo di lavoro che
ha previsto anche
fasi di attività
interdisciplinare, è
stata recentemente
presentata da chi
scrive al Convegno
internazionale
organizzato dal
CITTAM a Napoli sul
tema della
“Riqualificazione
delle Coste del
Mediterraneo”.
Tra gli obiettivi prefissati c’è quello di rilevare le emissioni di CO2 per arrivare a stabilire i limiti in rapporto alle caratteristiche del territorio interessato, con riferimento alla superficie di terreno reso impermeabile, alla vegetazione, ma anche di prendere in considerazione e monitorare il fenomeno di subsidenza di un territorio che ha visto le bonifiche ed il conseguente avanzamento nell’entroterra delle acque salse, per verificare lo stato dell’equilibrio idrogeologico e trovare le condizioni atte ad assicurare uno sviluppo sostenibile.
Tali informazioni consentono di trovare quale sia l’oggettivo rapporto tra attività umane e il fenomeno dell’aumento di temperatura, consapevoli dell’importanza che questi fatti devono essere resi noti ai fini di creare le condizioni per corrispondere ai bisogni e alle esigenze reali, con la cultura della rinuncia al superfluo per evitare abusi di risorse irriproducibili, necessarie per l’umanità intera.
La partecipazione agli studi viene anche colta come occasione di informazione e di presa di coscienza diretta dei problemi, di educazione, oltre che quale stimolo alla collaborazione del singolo individuo che dovrebbe anche farsi carico di intervenire sui mass media, allorché non ravvisasse coerenza tra quanto occorre fare e cosa viene propagandato anche sotto forma di filmati di intrattenimento che ricalcano, talvolta, schemi e modelli assunti acriticamente da altri Paesi.
Si sente, in particolare, la necessità di avere delle informazioni complete e chiare, scisse dai commenti che devono essere ben evidenziati, a parte.
Nel Centro è stato previsto un Laboratorio di documentazione, sperimentazione ed eventuale certificazione di prodotti, materiali e componenti per l’edilizia ecosostenibile, con ricerche relative alla compatibilità degli accostamenti tra I vari elementi e di risposta ai requisiti microclimatici mediante ricorso a sistemi attivi e passivi e a forme alternative di produzione di energia.
Verranno stimate le risorse necessarie per realizzare gli interventi e per gestire le opere che ne deriveranno, ipotizzando e programmando il loro ciclo di vita ai fini di potere avere congrui utili in rapporto ai servizi da rendere ai fruitori, stando ovviamente all’interno delle risorse umane ed economiche oggettivamente disponibili o che si renderanno disponibili nel tempo.
E’ proprio il tavolo unico volute dall’Analisi del Valore la garanzia di un approccio globale sotto il coordinamento di un esparto AV capace di prendere in esame tutti gli aspetti e di portarli a sintesi in un unico documento.
Ne deriveranno anche possibili compartecipazioni alla copertura dei costi da affrontare per le positive conseguenze che l’intervento programmato potrà portare anche a livello superiore laddove per un territorio particolarmente dotato in termini naturalistici si dovesse decidere nell’interesse generale che esso debba costituire il polmone “verde” di un territorio più ampio.


La Selva Pisana: Riserva della Biosfera
Nello specifico caso di studio, le risposte non interessano e non riguardano solamente coloro che sul territorio preso in considerazione risiedono o sono temporaneamente presenti, o che comunque su esso più o meno direttamente gravitano per attività plurime, in quanto, per esempio, la presenza di alte percentuali di anidride carbonica con pericolo di effetto serra, in territori sempre più invasi da costruzioni e soggetti quindi ad una progressiva impermeabilizzazione, è problema che riguarda tutta l’umanità, che comporta a coloro che nel contesto preso in considerazione vivono, operano e lavorano, di dover compiere scelte responsabili in una visione generale.
A benefici per tutti debbono però corrispondere costi da ripartirsi ai vari livelli; ovverosia alle realtà che sostengono ed attuano iniziative utili, risultando quindi socialmente responsabili, devono essere corrisposti adeguati supporti, così come alle imprese e alle aziende socialmente responsabili vengono concessi vantaggi fiscali. Si richiede, in altre parole, di assumere le decisioni a più ampia scala territoriale per riequilibrare i “sacrifici” delle realtà che rinunciano ad interventi localmente giustificati sul piano dell’utilità locale, fino a costituire, per esempio, il sistema verde di tutto un più ampio contesto territoriale.
Come conciliare cultura, ambiente e industria, nella logica di uno sviluppo sostenibile in un contesto caratterizzato da una significativa attività turistica ?
Assumendo il valore ambientale come occasione per avere una importante ricaduta economica sul territorio preso a riferimento nel sopraccitato caso di studio e come obiettivo un equilibrato e organico sviluppo sostenibile, anche la cultura della trasformazione e del recupero dovrà essere accompagnata da interventi attenti alle specificità territoriali, confrontando gli interventi che prevedono un cambiamento della destinazione d’uso con l’indice di valore, prevedendo anche apporti collaborativi tra pubblico e privato nel dare soddisfacimento alle esigenze della collettività, con eventuali operazioni di project financing.
Ne beneficeranno anche settori complementari a quello turistico, quali quello del commercio, della produzione di attrezzature, ecc., la cui integrazione sarà resa possibile dalla professionalità di promotori, tour operators, agenzie di viaggi, guide, ai valori naturalistici e culturali, ciò che richiede la qualificazione professionale di managers e di operatori capaci di progettare e di gestire servizi tali da rappresentare un valore aggiunto.
E’ così che si potranno presentare ulteriori risorse, potenziando e valorizzando anche animatori, istruttori sportivi, ed altri.
Le linee guida per la redazione degli Studi di Fattibilità - SdF - predisposte dai Nuclei regionali di valutazione delle opere pubbliche (Nvuu) istituiti con la legge 144/1999 prevedono, peraltro, che nello Sdf ci sia uno spazio dedicato a considerazioni sulla compatibilità ambientale che obbligano ad assicurare che nei processi di formazione delle decisioni, non siano compromessi gli obiettivi generali di protezione della salute, di qualità della vita, di mantenimento della bio-diversità, di riproduzione degli ecosistemi e di utilizzo razionale e durevole delle risorse naturali.
E’ inoltre previsto in questa fase porre particolare attenzione alla macro localizzazione dell’opera, alla tipologia progettuale e le tecnologie adottate, all’organizzazione e alla gestione dell’intervento, alla verifica della compatibilità con il quadro normativo, all’analisi dello stato attuale dell’ambiente e alla descrizione degli impatti dovuti all’opera e delle misure compensative da prevedersi.
Anticipando le considerazioni ambientali a monte del progetto, con tutte le competenze necessarie che devono entrare in gioco in un momento precedente, coloro che sono chiamati a compiere le scelte non si troverebbero quindi a dover valutare gli effetti negativi (la parola impatto denuncia un effetto traumatico e negativo) che le loro scelte hanno prodotto, ma a quantificare il valore della soluzione proposta e delle alternative eventualmente prodotte nella fase creativa, garantendo la soddisfazione delle esigenze in rapporto ai costi globali, interni alle risorse disponibili per produrre e gestire, a vantaggio del rispetto delle condizioni per uno sviluppo sostenibile per l’attuale e per le future generazioni.
In un quadro di risorse disponibili che non possono essere superate, è possibile ipotizzare una distribuzione diversa rispetto alle consuetudini, potendosi prevedere, a parità di costo globale - quando non si possa addirittura giungere ad una diminuzione del costo globale stesso - una diversa ripartizione dei costi con aumento delle competenze in fase di programmazione e di progettazione, ma con risparmi, anche notevoli, nelle fasi di realizzazione e gestione dell’opera presa in considerazione.
Ciò può accadere anche per i tempi impiegati nel complesso del processo e nelle singole fasi dello stesso.
Perché è proprio il tavolo unico, l’approccio globale, l’approccio unitario e coordinato che prende in considerazione però indistintamente tutti gli aspetti di dimensione planetaria per portare anche a dire perché spendere, quanto spendere, per chi spendere, per essere utili a chi, per dare cioè risposte esigenziali a quale dimensione, perché, anche nel caso specifico di una realtà territorialmente assai contenuta come quella da noi studiata, è una risposta che in realtà non interessa solo coloro che in essa risiedono, sono presenti o che comunque su essa gravitano, perché il problema della biosfera, la presenza di alte percentuali di carbonio, l’effetto serra non riguardano soltanto le persone che abitano nel contesto in cui vivono, operano, lavorano, ma riguardano tutta la popolazione del mondo; si tratta per certi aspetti di non poter più escludere considerazioni a n dimensioni, di non poter più compiere scelte se non si ha una chiara visione delle conseguenze che esse portano nella realtà in cui si opera, ma più in generale nella realtà nella quale si va ad incidere, e non si può più in ogni caso non distinguere il momento della programmazione degli interventi da quello della progettazione e della realizzazione, avendo però compiuto una scelta di fondo: quella di programmare con capacità di previsione delle conseguenze che ne potranno derivare a dimensione locale, intermedia e più ampia.
Da qui il fatto che la spesa alla quale si va incontro non è una spesa da valutarsi unicamente nell’ambito del territorio direttamente interessato, e non è una spesa da programmare senza tener conto delle conseguenze che l’intervento programmato potrà avere sul territorio direttamente interessato, ma più che altro a livello ben superiore in quanto per prevenire certe limitazioni, per esempio ad un indiscriminato uso del territorio potranno e dovranno trovare risposta ad altra dimensione, dovranno essere considerate anche da altre realtà distinte quindi da quella direttamente presa in considerazione in una visione quindi che non può trascurare le scelte che vengono o verranno compiute, che stanno per essere compiute, da altri in altre realtà e non strettamente, necessariamente, fisicamente vicine a quella presa in esame.
Si richiede a ben altra dimensione di fare quel tipo di programmazione che per aspetti anche parziali altre volte è stata compiuta in certi ambiti comunali, per esempio, laddove un territorio particolarmente dotato in termini naturalistici si andava, per esempio, a “sacrificare” decidendo di rappresentare il momento “verde” di un territorio più ampio senza però che le altre realtà non avessero preso la decisione anche nel loro interessi di dare un apporto collaborativi alla realtà che si andava a sacrificare anche per loro.
Le attenzioni alle condizioni per assicurare uno sviluppo sostenibile e per tenere conto della forte componente antropica che lo caratterizza, hanno suggerito di mettere le attenzioni sulla necessità di guardare all’equilibrio ecologico riportando la persona umana al centro delle attenzioni, in quanto le analisi effettuate evidenziano un crescente aumento percentuale di anidride carbonica dovuta anche alla progressiva impermeabilizzazione del terreno, con forte depauperazione del patrimonio naturalistico.
Prese a riferimento le attività, le funzioni da esplicare, messi in evidenza i vincoli (leggi, norme e prestazioni attese) si sono andati precisando in itinere gli obiettivi inizialmente assunti anche grazie a delle intuizioni e su esperienze derivanti da tradizioni ed esperienze dirette.
Il territorio è stato riguardato come un insieme di Ambiti Funzionali Omogenei (AFO), macro e micro ambiti significativi identificati in base all’argomento affrontato, aree nel caso si tratti di edifici, su un territorio riguardato a macchie di leopardo in quanto ciascuna è caratterizzata, indipendentemente dall’ubicazione, dalle caratteristiche, dalle vocazioni d’uso, sempre più e meglio inquadrate in una visione generale, man mano che in una visione generale, globale, prendono consistenza gli aspetti caratterizzanti che verranno anche a sottolineare le esigenze di tutte le componenti in gioco, guardando alle necessità dell’attuale e delle future generazioni.
In questa visione complessiva trovano la loro corretta collocazione anche le esigenze di coloro che sul territorio gravitano per i più disparati motivi, oltre ovviamente quelle dei residenti o che su esso svolgono attività produttiva.
Tale equilibrio vada ricercato senza rinunciare ad utilizzare adeguatamente tutte le risorse che il territorio offre, prevedendo attività e funzioni utili in rapporto alle risorse che è possibile mettere in gioco o che comunque si intendano utilizzare, il parametro da assumere a riferimento per le analisi, gli studi e le verifiche dei progetti è l’indice di valore, rapporto tra l’utilità delle funzioni primarie ed i costi globali da sostenere per esplicarle nel ciclo di vita ipotizzato, ovverosia la somma del costo di produzione, di gestione nel ciclo di vita ipotizzato ed il costo o valore al termine del termine del ciclo di vita stesso.
Grande opportunità di crescita per gli operatori pubblici e privati, oltre che per le diverse professionalità legate al turismo tenendo conto delle esperienze di Agenda 21 (XXI secolo, documento programmatico scaturito nell’ambito del summit nel 1992 a Rio De Janeiro che richiede impegni espliciti anche da parte delle comunità locali ) che richiede di prendere in considerazione le risorse oggettivamente disponibili per realizzare l’intervento previsto per produrre l’opera che si intende prendere in considerazione di realizzare, ma anche tutte le risorse di cui ci sarà necessità nel tempo e più precisamente in un periodo di tempo che si andrà a precisare in termini di ciclo di vita dell’intervento programmato dell’opera programmata ai fini di poter avere i necessari sufficienti utili di gestione e di esercizio, perché, avendo assunto tra i vincoli il rispetto delle condizioni per assicurare uno sviluppo sostenibile nell’interesse dell’attuale e delle future generazioni, rispondendo quindi alle esigenze dell’attuale e delle future generazioni, ci sarà anche da considerare oggettivamente quali risorse umane verranno impegnate e quindi quali risorse verranno impegnate per un ciclo di vita che, si ripete, dovrà essere contraddistinto da tutte le esigenze che si sono messe in gioco, ma anche dalle necessità di avere oggettivi e congrui ritorni sul piano gestionale.
Per creare le condizioni per rendere più abitabile la “terra per tutti” riprendendo una esortazione di Papa Giovanni Paolo II occorre tornare a conferire all’economia il primitivo significato derivante da OIKOS = dimora, rifugio, ambiente di primaria necessità per la persona umana.
In un Congresso nazionale dell’ UCIT Tecnici, Unione Cattolica Italiana Tecnici, riferimento a quanto fu dichiarato a Roma nel giugno 2002 allorché in fu posto il problema dello sviluppo ecologico della creazione e dell’impegno concreativo espresso dalla populorum progressio di Papa Paolo VI e della tutela del creato espressa dalla centesimus annus di Papa Giovanni Paolo II.
Si ponevano così le premesse per scongiurare una overdose di progresso tecnologico ben lungi da portare ad un diffuso benessere e foriera anzi di emarginazione sociale e di inquinamento con un conseguente aumento di rischio per la salute e per la sicurezza dell’uomo.
Per ricercare un equilibrio tra natura ambiente e città in ambito UCIT tecnici ci si è porti cioè il problema in una visione pluridisciplinare per ricercare le condizioni atte ad armonizzare forme infrastrutture e strutture del territorio in un sistema pluralista e sussidiario dei poteri; ciò implica attenzioni all’organizzazione politico-amministrativo con la conseguente necessità di una programmazione basata su un metodo adeguato e del conseguente assetto del territorio.
Ne emersero elementi significativi per evitare sia atteggiamenti di rapina nei confronti della natura, sia atteggiamenti di totale subordinazione ad essa, recuperando uno spazio di azione e di attività che l’uomo ha sempre avuto e condotto in armonia con la natura e l’ambiente.
Gli studi per un corretto sviluppo scientifico-tecnologico debbono quindi oggettivamente prendere le mosse dallo studio globale di tutti gli aspetti che intervengono nello studio dell’entità complessa pianeta Terra, e del resto già ai tempi di Francesco Picone, considerato il padre dello sviluppo scientifico tecnologico, nella linea ora et labora di San Benedetto fu teorizzata la finalizzazione del ricorso alla scienza e ai portati tecnologici anche per affrontare temi di grande attualità come quelli dell’acqua e dell’energia.
Messa da parte ogni eccessiva emotività occorre infatti realisticamente fare un bilancio tra situazioni di necessità, risorse e corretto uso delle stesse, ciò che porta a proseguire nella ricerca in tutti i campi compreso quello dell’energia nucleare ma contestualmente anche a cercare le condizioni per evitare usi dannosi e sprechi delle risorse che l’uomo ha a disposizione e potrà ancora cercare di avere a disposizione.
Antonino Zichichi in “Scienza ed emergenze planetarie”, Superbu Saggi, fa riferimento a tematiche riguardanti acqua, suolo, cibo, energia, inquinamento (globale e locale), limiti dello sviluppo, cambiamenti climatici, monitoraggio globale del pianeta, minacce militari nel mondo multipolare, scienza e tecnologia per le nazioni in via di sviluppo, problema della sostituzione degli organi, AIDS e malattie infettive, inquinamento culturale, difesa comune contro oggetti cosmici, investimenti militari.
Quanto alle minacce per la salute del pianeta terra il libro del Prof. Zichichi dà un contributo significativo e demistificatorio dei discorsi catastrofistici di certi propagatori di falsa scienza e per quanto attiene argomenti più specificatamente rivolti alla salute del pianeta Terra tratta di inquinamenti di atmosfera, dell’acqua, del suolo, effetto serra e possibili conseguenze nella configurazione degli insediamenti umani, deterioramento della fascia di ozono e considerazione sugli effetti riguardanti la protezione della vita animale e vegetale del pianeta, fenomeni di siccità e desertificazione, manipolazioni genetiche, accrescimento della popolazione.
La definizione data dall’ UCIT Tecnici di città è la seguente: città è lo stare insieme molteplice degli uomini e delle donne in un luogo organizzato per finalità non momentanee.
La soglia quantitativa su basi statistiche delle Nazioni Unite è orientativamente sui 20.000 abitanti. La definizione mette insieme il quantum, gli elementi costitutivi, e il perché dello stare insieme.
Alla pagina 39-40 del primo fascicolo Progetto di Dio … l’elenco dell’iniziative dell’ONU in ambito di problematica urbana territoriale e ambientale.
Trarre da questi quaderni temi e argomenti da affrontare in scienze per la pace e sociologia urbana.
Con la parola energia si traduce il senso psicologico dello sforzo in termini di capacità di azione, o meglio, di interazione; l’energia è infatti la misura di ciò che passa da una tomo all’altro nel corso delle loro trasformazioni.
La vita dell’uomo dipende dall’energia primaria ricavabile dagli alimenti, energia che gli permette di produrre lavoro utilizzando le proprie forze, il potere dell’uomo deriva invece dall’energia secondaria che ha diversa provenienza, dal fuoco a legna la fuoco nucleare, dalla macchina a vapore, più generalmente termica, combinando riserve minerarie fossili delle miniere e risorse quella derivante dal nucleare e le cosiddette energie alternative.
Dopo la conferenza di Rio de Janeiro è emerso che c’è oggi un senso di responsabilità, ma anche una difesa dei singoli paesi nell’interesse economico particolare, che può ritardare l’avvento di soluzioni, attardare un effettivo sviluppo alla ricerca delle condizioni per la sostenibilità dello sviluppo.
Importante è quindi sensibilizzare la sensibilità dell’opinione pubblica, e per far questo occorre una diffusa informazione ed una formazione fin dalla scuola.
Ciò che è importante è infatti portare una visione e della visione globale per mettere continuamente a confronto gli aspetti ambientali economici e sociali evidenziando che anche le esperienze razionaliste e funzionaliste che si sono avute, per esempio, in ambito urbanità urbanistico hanno portato per carenza di apporti interdisciplinari a soluzioni che non hanno rispecchiato in maniera integrata tutti gli aspetti e quindi non hanno potuto dare risposta alle esigenze di tutte le componenti in gioco.
Il progetto globale si realizza se vi è ovviamente un completo accesso alle informazioni e se c’è la volontà di trovare un sistema informativo dinamico atto a fornire momento per momento tutti gli elementi.
La conoscenza ed il sapere integrato è base indispensabile per il progetto integrato.
Esercitando un’attività, il lavoro meccanico viene ottenuto mediante l’ossigeno che finisce nell’atmosfera a temperatura più bassa con aumento di entropia. AV consiglia l’eliminazione delle funzioni non necessarie e non richieste, in ambito energetico si può dire occorre un’educazione ad un uso corretto delle risorse e stabilire un livello di vita rapportato alle risorse stesse non potendo ovviamente ragionare in termini di numero chiuso per gli abitanti del pianeta Terra.
DAL RAPPORTO
“COSTI-BENEFICI”
ALL’ ANALISI DEL
VALORE
Introducendo
l’Indice di Valore
si superano i limiti
del “design to cost”,
mera ricerca di
riduzione dei costi
con il rischio di
portare a soluzioni
incapaci di
garantire il
servizio richiesto,
e quindi la
soddisfazione di
tutte le reali
esigenze degli
stakeholders, e si
inverte il più
conosciuto e
praticato metodo
“costi-benefici”,
anteponendo le
considerazioni
sull’utilità
(benefici) ai costi,
e ricercando le
condizioni per avere
il massimo
dell’utilità
possibile sulla base
delle risorse umane
ed economiche di cui
si può disporre, o
che rappresentano
comunque il capitale
che si intende
investire su quella
determinata
operazione, per
ottenere quel ben
determinato servizio
nel tempo.
Non si tratta quindi di una semplice inversione di un rapporto, bensì di introdurre AV come metodo e tecnica operativa caratterizzata da un rigoroso lavoro di gruppo interdisciplinare, tali da far corrispondere a soluzioni di maggior valore un parametro più grande e di consentire di porre le varie soluzioni sul tappeto in ordine di valore, contribuendo così al compimento di utili decisioni e scelte.
Le attenzioni
vengono messe sulle
funzioni per i
servizi che si
devono rendere per
soddisfare gli
obiettivi condivisi
e all’utilità che ne
deriva e alle
risorse necessarie
per conseguirla
(non quindi ai costi
e ai benefici).
Questa prassi
consente di tendere
all’ottimizzazione
della risposta
funzionale che non
esclude, ma porta
con sé anche la
risposta che si lega
alle esigenze del
mercato, che
considera ovviamente
anche gli aspetti
sociali,
psicologici,
estetici, ecc.
L’ Indice di Valore, stimato da un gruppo di lavoro interdisciplinare che, per sua natura, rende tale stima il più possibile svincolata da fattori soggettivi, esprime, infatti, in maniera sintetica quanto valga la soluzione analizzata e quanto valgano le soluzioni alternative sottoposte ad analisi già dall’inizio dell’attività o espresse dal gruppo AV stesso.
L’utilità
delle funzioni,
portando con sé la
risposta a tutte le
esigenze di tutte le
componenti in gioco
(stakeholders),
colloca quindi la
Qualità (definizione
UNI) della soluzione
analizzata
all’interno del
valore, offrendo per
di più, in modo
misurato, il
rapporto tra le
funzioni e le
risorse necessarie
per soddisfarle.
CONCLUSIONI
Il metodo suggerito
può essere
utilizzato come
strumento di
supposto alle
decisioni e alle
scelte in ogni fase
del processo e può
essere assunto, per
esempio, per la
classificazione di
programmi e progetti
ai quali attribuire
contributi e sgravi,
avendone stimato il
valore.
E’ importante considerare che il Valore può essere migliorato attraverso l’accrescimento dell’utilità e quindi in base alla soddisfazione dei bisogni anche se le risorse impiegate aumentano, nel caso in cui, la soddisfazione dei bisogni cresca più di quanto cresca l’impiego di risorse necessarie per poter esplicare le funzioni che offrono il servizio richiesto.
Per questo motivo, nell’Indice di Valore è necessario prendere come riferimento il costo globale, comprendendo cioè nelle valutazioni i costi relativi alla gestione nella vita utile ipotizzata, affinché il sistema si mantenga efficiente.
Non basta, infatti, considerare quanto costa produrre, ma sommare a questa componente quanto occorre per mantenere l’entità considerata in efficienza.
Da notare che l’Indice di Valore viene stimato con criteri prestabiliti, da parte di un gruppo di persone, che svolgono la loro attività interdisciplinarmente ed in modo coordinato (tutti allo stesso tavolo).
Garante del rigore
dell’applicazione
del metodo adottato
è il coordinatore
che deve essere un
esperto AV.
I criteri sono
quindi noti in
anticipo e si
sottolinea che:
• il
parametro è
univocamente
definito;
• nell’utilità
convergono tutti gli
aspetti che si
intende considerare;
• il costo globale
tiene conto anche
del comportamento
dell’opera nel
tempo;
• potrà risultare
più vantaggiosa
anche un’offerta
caratterizzata da un
costo maggiore
rispetto a quello di
un’altra, in quanto
il valore è
l’equilibrio tra
utilità e costo
globale e come ogni
rapporto valgono le
regole matematiche.
Si potrà giungere, per esempio, a giudicare di maggior valore un’offerta più elevata che comporti una economia sul piano gestionale.
Il “Codice dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture”, nella versione approvata dal Consiglio dei Ministri del Governo italiano il 13/01/2006, prevede esplicitamente di individuare un parametro unico numerico finale (art. 83 dal titolo “Criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa”).
UN PO’ DI STORIA DI
AV
L’Analisi del Valore
(AV) fu ideata da
Lawrence D. Miles,
Ingegnere della
General Electric
Company Miles, nei
primi anni ’40,
venutogli a mancare
in guerra un
materiale elettrico,
si chiese quale
altro materiale o
quale altra
soluzione avrebbe
potuto adottare, per
ottenere le stesse
funzioni o, se
vogliamo, per
rendere lo stesso
servizio.

Trovò una risposta e nacque AV.
Lawrence D. Miles, Ingegnere della General Electric Company, intuisce che ragionando in termini funzionali e possibile trovare soluzioni alternative rispetto a quelle adottate in precedenza, giunge a sostituire alcuni materiali esauriti con altri, ottiene la stessa risposta funzionale ed abbatte i costi. Inventa cosi l’Analisi del Valore.
Viene messo a punto un metodo ed iniziano le applicazioni negli Stati Uniti d’America. In particolare il Pentagono adotta questo metodo e lo applica nelle realizzazioni militari. Successivamente verrà una Risoluzione del Senato relativamente ai Lavori Pubblici.
Dal 1950 il SAVE, l’Associazione di Analisi del Valore statunitense porta avanti iniziative di grande rilevanza e organizza riunioni a livello mondiale.
Dal 1943-45 negli Stati Uniti d’America si hanno le applicazioni. In particolare il Pentagono adotta questo metodo e lo applica nelle realizzazioni militari. Successivamente verrà una Risoluzione del Senato relativamente ai Lavori Pubblici.
Dal 1950 il SAVE, l’Associazione di Analisi del Valore statunitense porta avanti iniziative di grande rilevanza e organizza riunioni a livello mondiale.
Negli anni ’60, ebbe inizio la sua diffusione in Giappone dove l’Impresa Fujita sperimenta AV per il progetto e in cantiere.
Negli anni ‘70 nasce in Francia l’AFAV, Associazione dell’Analisi del Valore comprendente rappresentanti di pubbliche amministrazioni e di aziende. Si deve a questa Associazione ed in particolare a Litodon l’aver fatto conoscere il metodo in Europa con applicazioni rivolte, per esempio, alla progettazione di opere marittime e di centri intermodali (Lione).
In Italia fu il Prof. Guido Dandri ad introdurre l’Analisi del Valore a partire dagli anni ’70 e nel 1985 venne fondata l’AIAV, Associazione Italiana per l’Analisi del Valore, dando inizio alle prime applicazioni. Nel 1986 l’AIAV organizzò a Milano la 1° Conferenza Europea.
Presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Pisa il Prof. D’Ascanio insegna l’Analisi del Valore, fa ricerche in tal senso nel settore automobilistico e la Piaggio di Pontedera adotta AV come metodo per il progetto degli scooters.
Considerata inizialmente uno strumento per la riduzione dei costi a parità di prestazioni, AV è stata sviluppata negli anni ’80 e ’90 dalla Scuola Pisana “Valore e Qualità” nel settore delle costruzioni civili e dell’edilizia e ipotizzand una guida applicativa per una qualsiasi entità, in fase di programmazione, progettazione, realizzazione e gestione.
1960-1970
Sono i Paesi
Scandinavi che
creano una
Associazione per il
Valore, ma non
vengono rese
pubbliche le
attività. Ha inizio
la diffusione in
Giappone dove
l’Impresa Fujita
sperimentò AV in
cantiere.
1972
In Francia il Sig.
Litodon affronta il
tema stabilendo
contatti con
costruttori; va in
America e arriva a
scrivere un Manuale
Francese
sull’Analisi del
Valore.
1974
Corsi e ricorsi
nella storia; già
nel 1974 chi scrive
ebbe a prospettare
la teoria dei giochi
(gaming simulation),
nata nel settore
filosofico ed
economico-matematico,
proponendola come
verifica delle
scelte territoriali
e urbanistiche
1977
Presso la Facoltà di
Ingegneria
dell’Università di
Pisa, il
Prof. Giacomo
D’Ascanio
insegna l’Analisi
del Valore, fa
ricerche in tal
senso nel settore
automobilistico e la
Piaggio di Pontedera
adotta AV come
metodo per il
progetto degli
scooters.
1978
Viene
effettuata una
indagine
internazionale per
conoscere chi sta
fruendo dell’AV nel
settore delle
costruzioni. Il
Prof. Guido Dandri
viene incaricato di
coordinare i lavori
di una Commissione.
Risposero ad un
questionario 25
Paesi.
1979
In Francia viene
fondata l’AFAV,
Associazione
Francese
dell’Analisi del
Valore comprendente
rappresentanti di
pubbliche
amministrazioni e di
aziende.
L’Associazione ha
dato un
significativo
contributo alla
conoscenza del
metodo AV in Europa,
con applicazioni
rivolte, per
esempio, alla
progettazione di
opere marittime e di
centri intermodali
(Lione).
1985
Viene fondata l’AIAV
-
Associazione
Italiana per la
Gestione e l’Analisi
del Valore
che contribuisce
insieme a Belgio,
Francia, Germania,
Portogallo, Regno
Unito e Spagna a
mettere a punto il
Documento
‘‘Value in Europe’’
e le norme europee
UNI EN 1325-1:1998 e
UNI EN 1325-2:2005
riguardanti le
definizioni relative
al Valore nell’accezionedi
Miles e UNI EN
12973:2003 in
materia di Gestione
del Valore.
1988
In USA le
applicazioni di AV
diventano
obbligatorie per
opere pubbliche il
cui costo di
realizzazione superi
un prefissato
importo e
all’Impresa che
abbia vinto una gara
viene consentito di
fare l’AV del
progetto andato in
gara e di proporre
una eventuale
diversa soluzione
purché a parità di
funzioni comporti
delle economie. Una
clausola incentiva
consente in caso
affermativo di poter
fruire l’Impresa del
55% dei vantaggi
economici ottenuti.
Il resto e a
vantaggio del
Committente.
1989
L’AIAV organizza a
Milano la 1°
Conferenza Europea
1997
L’AIAV organizza a
Pisa il Convegno
Nazionale
“Gestione del Valore
per aumentare il
Valore”
Maffei fece
rilevare come
nell’Analisi del
Valore possa trovare
nell’approccio
interdisciplinare e
nella fase creativa
(brain storming) una
utile applicazione
la teoria dei
giochi.
Successivamente il 27 luglio dello stesso anno, il Sole24Ore pubblicò l’articolo di Pier Luigi Sacco dal titolo: “Teoria dei giochi a razionalità limitata. Interazioni strategiche: la disciplina adottata in ogni campo dell’economia fornisce utili strumenti a studi sociali di ogni genere”. Due metodi applicabili a qualsiasi problema, quindi, per molti aspetti complementari, che richiedono l’apporto di esperti di varie discipline e del non esperto, il provocatore.
Individuati gli ambiti funzionali significativi e tra questi gli ambiti di maggiore incidenza funzionale dell’entità in esame, per ognuno di essi si individuano e definiscono le funzioni, si selezionano in primarie principali (funzioni necessarie e richieste per il raggiungimento degli obiettivi), le funzioni primarie complementari (quelle, per esempio, non necessarie ma motivatamente richieste per le economie che comportano a livello gestionale) e secondarie (non necessarie e non richieste e pertanto da eliminare.
Successivamente, nella fase della creatività, il gruppo AV esprime soluzioni alternative e le valuta.
L’attività di gruppo porta a soluzioni che non si sarebbero potute ipotizzare agendo singolarmente.
Guardando alla soluzione sottoposta ad analisi funzionale e alle soluzioni alternative prodotte, ad ogni funzione primaria si attribuisce un indice di valore che consente di formulare una graduatoria a supporto delle decisioni di coloro ai quali competono le scelte.
Si viene così a tenere conto contestualmente di tutti gli elementi connessi alla natura del problema affrontato.
2002
Il
Dipartimento di
Ingegneria Civile
dell’Università di
Pisa organizza la 1a
edizione del Corso
di Perfezionamento
Corso di
Perfezionamentodi
Gestione e Analisi
del Valore nel
processo delle
costruzioni civili
2003
Applicazioni gi
Gestione e Analisi
del Valore vengono
condotte nel Centro
Studi Polis-maker
Centro di Cultura
Scientifica
“Alessandro Volta”
Villa Olmo - Via
Cantoni, 1 22100
Como Tel. +39 031
579813 - Fax +39 031
573395 presso il
Politecnico di
Milano, Polo di
Como, Facoltà di
Ingegneria civile
Ambientale e
Territoriale, il
Centro studi
Polis-maker.
2007
Il
Dipartimento di
Ingegneria Civile
dell’Università di
Pisa organizza la Va
edizione del Corso
di Perfezionamento
Corso di
Perfezionamentodi
Gestione e Analisi
del Valore nel
processo delle
costruzioni civili.
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Prof. Ing.
Pier Luigi Maffei
Dipartimento di
Ingegneria Civile -
Università di Pisa
Architettura e
Urbanistica
56126 Pisa (Italy),
Via Diotisalvi,
2
plmaffei @
ing.unipi.it
Professore Ordinario
di Architettura
Tecnica – Facoltà di
Ingegneria -
Università di Pisa
Presidente dei Corsi
di Studio in
Ingegneria Edile
(Laurea e Laurea
Specialistica) -
Università di Pisa
Presidente dell’AIAV
- Associazione
Italiana per la
Gestione e l’Analisi
del Valore
Presidente del
Comitato Scientifico
del CeSAV, Centro
Studi per l’Analisi
del Valore –
Dipartimento di
Ingegneria Civile
dell’Università di
Pisa
Componente del
Consiglio Direttivo
del CeNSU - Centro
Nazionale di Studi
Urbanistici del
Consiglio Nazionale
degli Ingegneri
Docente di
Complementi di
Architettura Tecnica
del Corso
applicativo
Ufficiali Superiori
e Ufficiali del
Ruolo Normale a
nomina diretta -
Accademia Navale di
Livorno
Fondatore e
Presidente di
METODO, Associazione
Socio-Culturale –
Direttore Editoriale
della Rivista
Membro del Comitato
Scientifico del
Centro Studi
Polis-maker del
Politecnico di
Milano-Polo
Regionale di Como e
del Master “Il Polis
Maker per la
gestione della
trasformazione
urbana”
Membro del Collegio
Docenti del
Dottorato di Ricerca
in “Scienze e
Tecniche
dell’Ingegneria
Civile”
dell’Università di
Pisa
Membro della Giunta
del Centro
interdipartimentale
agro-ambientale
Enrico Avanzi -
Università di Pisa
Responsabile per la
Regione Toscana del
CNETO e Membro del
Comitato Scientifico
della Rivista
“Progettare per la
Sanità” – Centro
Nazionale Edilizia e
Tecnica Ospedaliera
Membro del Comitato
Scientifico della
Rivista “Qualità” –
AICQ
Coordinatore Gruppo
di Lavoro 279
«Analisi del Valore”
UNI - Ente Nazionale
Italiano di
Unificazione
Rappresentante UNI
nella Commissione
Europea CEN TC 279 -
Value management
Responsabile per la
Regione Toscana
dell’UCIT – Unione
Cattolica Italiana
Tecnici
Membro del SAVE
International – The
Value Society – USA
- Member 30369
Membro dell’ EGB-
European Governing
Board for Value
Management in Europe
Esperto di Analisi
del Valore
nell’ambito della
EUROPEAN COMMISSION
–
Directorate-General
XII: Science,
Research and
Development” –
EE19981A17705
Vice Presidente
Associazione DAIEE -
Design for All
Exchange Europe
Consulente
dell’Autorità per la
vigilanza sui lavori
pubblici per i Costi
Standardizzati
Consulente
dell’Unità tecnica
Finanza di Progetto
del CIPE
Membro del Comitato
per la Promozione
del Partenariato
Pubblico Privato -
PPP
Autore di oltre
cento pubblicazioni
siti di riferimento
www.cesav.info
www.aiav-valore.it
www.costruzioni.net
www.lavoripubblici.info
Pisa, giugno 2007