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Può una città in piena
transformazione, proporre nuove
interpretazioni della sua
stessa, sconnessa, asimmetrica,
urbanità?
Paolo Marzano, curatore della
mostra fotografica, si muove
‘interstizialmente’ proprio con
il suo concept, riempiendo spazi
‘di risulta’, quasi dei ‘vuoti a
perdere’ o ne colma alcuni
sovraesponendoli ai messaggi
legati al linguaggio delle merci.Che
sia una nuova ‘interazione’
ancora da sperimentare alla
ricerca di un linguaggio che
indentifichi il nostro ‘ambiente’?
Egli individua nei termini
“FRAGILE”, “ALTO”, “MANEGGIARE
CON CURA”, “MATERIALE
RICICLABILE”, ecc… delle
indicazioni per una maggiore
attenzione alla manovrabilità
degli oggetti negli spazi,
indicazioni e modalità d’uso di
funzioni ‘altre’. Il curatore,
così, sconvolge e manovra un
complesso sistema interpretativo
della comunicazione, sperimenta
un percorso “riciclabile”
confrontandosi con l’impervia e
obbligata ricerca degli spazi
espositivi, nella città dai
mille cantieri. Dice a questo
proposito: “è un momento
importate per questa città …
durante il lavori emergono
quelle prossimità percettive di
un ‘luogo’ nuovo, un senso
inedito, da dare a spazi che si
rivelano con-formando un’altra
realtà.
Ascoltare l’urbanità vuol dire
considerare finalmente quegli
spazi che, come lingue minori,
hanno da sempre collaborato alla
costruzione di una comunicazione
ideale, possibile.
La città, quindi, può
riabilitare il suo immaginario
consumatosi nel tempo,
interagendo direttamente con la
percezione dei suoi abitanti. La
condizione, però, è quella di
saperla guardare con occhi
nuovi, quindi, narrando
l’intensità mutante,
dell’urbanità che, qui a Nardò,
ora, accade”. Dal 18 al 21
settembre nell’ambito del
progetto "Ecologico
International Film Festival" che
promuove attraverso il cinema la
conoscenza dell’ambiente, dei
territori e la cultura del
paesaggio aprendo spazi alle
scuole con laboratori di cinema,
promuovendo occasioni d’incontro
e di conoscenza con le realtà
nuove ed emergenti, dell’intensa
attività di educazione
ambientale in Puglia, sette
fotografi; |
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