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Olimpiadi Torino 2006: impianto per l'Hockey 1 area ex stadio Comunale

  AGENZIA TORINO 2006

Data di pubblicazione: 11/11/2005

  

©Agnese-AgenziaTO2006

 

Le intenzioni progettuali e il contesto
Il progetto del palahockey poneva innanzitutto un obiettivo di ridefinizione dello scenario spaziale urbano, nel passaggio di questa parte di città dalla conformazione dei mondiali di calcio del 1934 a quella per le olimpiadi invernali del 2006.
L'area del concorso di progettazione, svoltosi nel 2001, comprendeva gli esistenti stadio comunale e torre “Maratona”, il prospiciente parco di piazza d'Armi e l'area “ex-Combi” retrostante. L'attuale corso Sebastopoli era previsto da interrarsi per unire il parco e gli impianti sportivi in una nuova cittadella dello sport, come era avvenuto a Montjuic per le olimpiadi di Barcellona del 1992.
Se i protagonisti della scena immaginata nei mondiali di calcio del 1934 erano i volumi - la torre ritta sul confine di corso Sebastopoli e lo stadio - chiaramente perimetrati e isolati nella loro ieraticità dai corpi delle biglietterie che punteggiavano la cinta muraria di confine, nel 2006 il nuovo grande spazio urbano diventerà il vero protagonista.
Le aree previste nel progetto di concorso vengono fuse in un unico grande spazio e il landscape design crea relazioni tra gli edifici esistenti, il parco e il nuovo palahockey, integrandoli a vicenda in un nuovo unico spazio urbano.
La torre “Maratona” svolge un ruolo accentratore, posta di fronte al parco e al termine di un nastro d'acqua nel quale si rispecchia, il vecchio stadio crea un'importante testimonianza del passato, restaurato e rifunzionalizzato secondo le nuove esigenze, il nuovo palahockey si relaziona al vecchio stadio e ne reinterpreta le proporzioni con l'uso di materiali moderni.
Il parco di piazza d'Armi viene ridisegnato per interpretare e sottolineare le relazioni dei vari impianti. Un grande prato vuoto riporta le dimensioni del nuovo palahockey nel disegno del parco e una serie di grandi spazi verdi bidimensionali ripercorrono i ritmi e le consequenzialità degli impianti sportivi a fronte. L'esistente corso Sebastopoli viene chiuso al traffico e trasformato in una grande piazza pedonale tra il parco e gli impianti, che consente la gestione dei grandi afflussi di pubblico e che crea un luogo ufficiale e rappresentativo per l'evento olimpico.
Le misure dei nuovi interventi sono sempre definite a partire dalle preesistenze. L'elemento emergente rimane la torre esistente nella sua aspirazione al protagonismo verticale, il vecchio stadio definisce la linea limite dell'orizzonte costruito (15 metri) al quale si adegua l'impianto volumetrico del nuovo palahockey per definire una dialettica tra il vecchio e il nuovo. I materiali e le proporzioni diventano gli strumenti di questo dialogo: la forma tondeggiante e sorda di cemento dello stadio acquista nuova vitalità colloquiando con lo squillante acciaio inox del rigoroso parallelepipedo cartesiano del nuovo impianto.
Il nuovo palahockey è stato pensato con grande attenzione all'uso post-olimpico. Nella città industriale di Torino nasce una sorta di “fabbrica degli avvenimenti”, realmente progettata per una pressoché infinita potenzialità d'uso futura attraverso solai e tribune mobili che permettono di modificare la distribuzione degli spazi interni per adattarli a numerosi usi.
Sport su ghiaccio, sport indoor, concerti, spettacoli, conventions, congressi, manifestazioni, grandi eventi, parate, show, raduni religiosi, e altro possono essere ospitati nello stesso edificio con una facile economia di gestione per la semplicità delle tecniche di adattamento dell'impianto, come se fosse un motore perfettamente funzionante.
Come nell'automobile il motore nascosto all'interno della carrozzeria rende il significato dell'oggetto, attraverso il suo movimento, così la reale convivenza di flessibilità di funzioni e corredo tecnologico rendono il nuovo palahockey una nuova incessante fabbrica degli avvenimenti, uno strumento sempre pronto per contenere gli spettacoli che la comunità vorrà accogliere e che ad essa saranno proposti.


Il progetto
Il palahockey è composto da un grande volume in acciaio inox di 183x100 metri sospeso su una base alta 5 metri vetrata verso il parco.
Per ridurre al massimo l'altezza dell'edificio la pista di hockey è stata posizionata a quota –7,50m e le tribune si sviluppano in parte interrate e in parte fuori terra. Questa soluzione ha permesso di evitare la presenza di grandi scale di uscita di sicurezza, trasformandole in brevi percorsi di immediata uscita dalle tribune verso l'esterno. Il pubblico, entrando nell'impianto, si trova a metà delle tribune e scende o sale a cercare il proprio posto.
In questo modo si sono creati due piani interrati alti 3,75 metri destinati agli spazi atleti, dello staff olimpico, della stampa e alle varie lounge di attesa. A tali livelli si trovano anche tutti i vani tecnici per il condizionamento e il controllo dell'edificio.
Gli spazi fuori terra a quota 0,00 e a quota + 6,00 sono invece completamente destinati al pubblico, evitando così qualsiasi interferenza.
Una terza parte dell'impianto è composta dalla centrale impianti esterna esterna, dove sono ubicate le centrali più a rischio, rumorose e necessitanti di spazi a cielo libero. Queste sono contenute in un ulteriore volume rettangolare alto 5 metri, rivestito in cemento a vista, sul lato sud del palahockey accessibile da via Filadelfia.
Il nuovo palahockey è stato posizionato a fianco del vecchio stadio, parallelamente a corso Galileo Ferraris. In fase di concorso era previsto un collegamento pedonale interrato tra il vecchio stadio e il nuovo palahockey, per collegare il nuovo impianto con la zona media, vip e famiglia olimpica, previste nel vecchio stadio.
A seguito delle successive richieste della committenza, gli spazi media, vip famiglia olimpica sono stati ridistribuiti nei vani interrati del palahockey, conseguentemente ampliati ed eliminato il collegamento con lo stadio comunale.
Il progetto del Palahockey prevede una capienza di 12.227 posti a sedere oltre a 105 posti per portatori di handicap per un totale di 12.332 posti e numero 13 palchi.
Le diverse categorie di utilizzatori - atleti, spettatori, famiglia olimpica, media e gestione impianto - possono muoversi e fruire degli spazi senza interferenze secondo un attento studio dei flussi interni. Gli spettatori normali sono stati suddivisi in quattro settori della capienza massima di 4000 posti ciascuno, come da normativa sportiva con accessi e uscite separate.
I percorsi sia del pubblico sia degli atleti sono studiati nel rispetto dell'abbattimento delle barriere architettoniche, per essere agevolmente impiegati sia in periodi normali che in caso di grandi eventi speciali anche da persone con handicap motori.
Ciò è stato agevolmente ottenuto senza uso di specifiche attrezzature. Difatti, nel caso di uso sportivo della pista del ghiaccio (a quota –7,50) gli atleti entrano “in piano”, accedendo agli interrati con i mezzi motorizzati, mentre il pubblico entra a quota 0,00. Nel caso di usi diversi, con la pavimentazione temporanea a quota 0,00, tutte le attività si svolgono alla quota di ingresso.
L'edificio è articolato su quattro livelli:
livello interrato (- 7,50) ospitante il campo di gara, le zone destinate agli atleti/giudici e i locali tecnici di servizio;
livello intermedio (-3,75) riservato a famiglia olimpica, media, gestione impianto e federazioni sportive;
livello terra (+0,00) destinato agli accessi, alle zone di distribuzione, alle tribune e a spazi per la movimentazione delle tribune mobili;
livello superiore (+6,00) destinato a ballatoio perimetrale di circolazione, con possibilità di posti in piedi per la visione di eventi speciali nell'uso post-olimpico e zona di ristorazione.


La circolazione
Sul lato sud dell'edificio, lato via Filadelfia, sono previsti gli accessi carrabili sia per quota 0,00 che per quota – 7,50 tramite un doppio sistema di rampe in ingresso e in uscita, per permettere anche un'alternativa di accesso ai mezzi di soccorso.
Gli atleti accedono ai loro vani interrati tramite mezzi carrabili fino a quota –7,50m o a piedi dalle rampe veicolari.
Gli ingressi pedonali per la Famiglia Olimpica e Federazione Internazionale Hockey (IIHF) e quelli per i media e gli addetti alla gestione dell'impianto sono stati collocati, sempre nella facciata retro dell'impianto, in due punti separati, per mantenere una separazione dei flussi.
Il pubblico accede a tre settori dell'impianto (A, B e D) dal fronte su corso Sebastopoli di cui è prevista la pedonalizzazione e l'incorporamento con l'attuale Piazza d'Armi (giardini Cavalieri di Vittorio Veneto), e per il settore C da due ingressi laterali su via Filadelfia che hanno anche la funzione di via di esodo a fine spettacolo in uscita dall'impianto.
Le due biglietterie, una su via Filadelfia, l'altra ripristinando una biglietteria delle ali della torre “Maratona” sono distanti più di 10 metri dal perimetro dell'impianto e non interferiscono con l'afflusso o il deflusso del pubblico.
Nel dettaglio, oltre allo spazio destinato all'attività agonistica, sono stati previsti tutti quegli spazi di supporto destinati ad un corretto funzionamento dell'impianto sia in fase olimpica che in fase post-olimpica. Allo scopo alcune aree sono state pensate in allestimento e riqualificabili alla fine dell'evento.


Funzioni interne
A livello –7,50m sono concentrati gli spazi di spogliatoio degli atleti, lounge atleti, spogliatoi dei giudici e alcune zone media.
L'accesso a questo livello avviene tramite due rampe carrabili e quattro scale poste ai vertici dell'invaso del campo di competizione.
Le rampe permettono l'accesso dei pullman degli atleti in un'area di sosta con un'altezza superiore a m. 4,50. Gli atleti possono così distribuirsi nei corridoi degli spogliatoi e poi accedono al campo di gioco dal vomitorio prospiciente, sul lato ovest, per raggiungere le panchine giocatori. A fine partita l'uscita è prevista sul lato est opposto, per creare, nel percorso di ritorno agli spogliatoi, una “mixed zone” dedicata ai media dove possono fare interviste ai giocatori in uscita. La mixed zone è collegata direttamente alla sala stampa e alla sala conferenze degli atleti.
Tutte le pavimentazioni utilizzate dagli atleti e dai giudici sono in materiale vinilico adatto alla percorribilità di persone dotate di pattini per ghiaccio.
Gli spazi a questa quota sono muniti di uscite di sicurezza sull'intercapedine esterna a cielo libero.
Una scala protetta collega direttamente con gli spazi a quota – 3,75 dove si trovano la longue media, la longue della famiglia olimpica e quella dell'International Ice Hockey Federation, oltre agli uffici della gestione dell'impianto e dei volontari.
Gli accessi diretti a queste zone avvengono separatamente a quota +0,00m tramite scale protette ed ascensori senza che i flussi interferiscono l'uno con l'altro.
Da questa quota, sia la famiglia olimpica che i media, tramite le scale adiacenti alle rispettive longue, accedono direttamente alle tribune a loro riservate sui lati opposti del secondo livello uscendo sull'anello perimetrale a quota + 6,00.
Sempre a –3,75m, al di sotto dei locali tecnici esterni al fabbricato, si trova anche un parcheggio coperto per 42 posti auto accessibile dalle rampe di accesso carrabili. Dal parcheggio, tramite percorsi protetti, è possibile accedere all'interno del fabbricato sia dal lato Famiglia Olimpica che da quello media.
Il piano terra è invece interamente dedicato al pubblico e ai grandi spazi di circolazione.
Il pubblico accede all'impianto a quota +0,00m e si distribuisce nella tribuna inferiore o superiore senza l'uso di complesse scale di distribuzione, ma solo con scale interne alle tribune. Ciò permette un flusso non congestionato di pubblico in corridoi, ma ben distribuito in ampi spazi di circolazione.
Le sedute delle tribune del primo e secondo ordine sono organizzate in file di massimo 20 posti per parte distribuiti da corselli di cm 120 di larghezza. Le uscite di sicurezza verso l'esterno sono collocate direttamente di fronte alle corsie di smistamento interne delle tribune del primo ordine e alle scale di uscita dalle tribune superiori.
In uso post-olimpico è stato progettato un sistema di solaio temporaneo da collocare sopra le tribune inferiori chiudendone lo spazio, per creare una grande sala di 130 x 61,4m da usare per grandi eventi come conventions, concerti rock, manifestazioni per una capienza massima di 15000 spettatori. Le uscite di sicurezza poste tutte a livello +0,00m semplificano le uscite dirette del pubblico all'esterno, senza l'ingombro di nessuna scala di sicurezza.
Gli spettatori sono stati separati, in caso di avvenimenti sportivi come le olimpiadi e secondo le norme del CONI, in quattro settori con accessi e uscite separati. All'interno e all'esterno i 4 settori non sono comunicanti tra loro, ma divisi da barriere alte 1,50m e dotati ciascuno di propri servizi igienici e di ristoro indipendenti dagli altri settori. In caso di avvenimenti post-olimpici non sportivi, tali barriere verranno rimosse per creare un unico grande spazio fruibile da tutti gli spettatori.
I servizi igienici sono stati sovradimensionati rispetto alla normativa italiana per favorirne l'uso del pubblico senza lunghe code di attesa. Sono stati anche condensati in monovolumi a blocco collocati regolarmente in prossimità delle 8 colonne di sostegno della copertura centrale e simmetricamente sui due lati. Questi sono sempre affiancati da zone bar e di ristoro per una veloce fruizione del pubblico e sono caratterizzati da un rivestimento in pannelli di policarbonato alveolare con luci interne.
I prospetti a questa quota sono stati previsti completamente vetrati verso il parco di piazza d'Armi (vetrate alte 5 metri) e a pannelli ciechi di cemento a vista nei lati lunghi e sul retro.
Delle 8 colonne di supporto della copertura centrale, le 4 agli angoli sono utilizzate per contenere i condotti dell'aria condizionata che salgono sulla copertura e che diramano aria dall'alto verso le tribune e l'arena.
I locali sul retro ospitano un locale magazzino al centro per usarlo come back-stage in caso di concerti e grandi manifestazioni post-olimpiche con accesso carrabile sul retro e con montacarichi di collegamento con i magazzini interrati e il pronto soccorso generale.
Le tribune del secondo ordine da quota 0,00 a quota + 12,00 circa sono pensate con tipologie costruttive completamente diversificate.
Le 6 tribune parallele ai lati corti dell'edificio nei settori A e C sono state pensate per essere movimentate ed assumere diverse configurazioni di posizionamento (“tribune mobili”), attraverso l'uso di macchine telecomandate per il loro sollevamento e trasporto. Queste permetteranno diverse configurazioni interne delle sedute per numerosi usi post-olimpici.
Le due tribune parallele ai lati lunghi dell'edificio nei settori B e D sono invece tribune in cemento armato fisse.
La tribuna fissa del settore B, lato ovest, è predisposta per ospitare durante l'evento olimpico le personalità della Famiglia Olimpica e gli atleti (n. 700 posti + n. 200 posti) compresi i 13 palchi con una capienza di 208 posti a sedere.
Nella fase post olimpica rimarranno i 208 posti attribuiti ai palchi e circa 150 posti centrali per le autorità o come vorrà meglio definire la successiva società di gestione.
La tribuna fissa del settore D, lato est, è predisposta ad essere tutta occupata nel periodo olimpico da i “media” presenti all'avvenimento nei vari tipi e categorie per un totale di 870 unità.
Nella fase post-olimpica è prevista una loro riduzione a 77 postazioni media per uso normale dell'impianto. Le tribune fisse di questo livello potranno essere raggiunte dai piani interrati tramite le quattro scale e ascensori adiacenti alle quattro mega colonne. Ulteriori quattro scale aperte collegano quota +0,00m con questo livello.
Nelle configurazioni di flessibilità, inoltre, questa balconata avrà la funzione di percorso in quota per assistere a vari eventi di carattere non sportivo nel grande spazio centrale.
I prospetti interni da questo livello fino al piano di copertura riprendono il motivo delle facciate esterne in acciaio inox con motivi di trattamento superficiale macroforato per svolgere funzione di assorbimento acustico.


Materiali e tecnologie
Il nuovo palahockey è stato posizionato a fianco del vecchio stadio, parallelamente a corso Galileo Ferraris. I prospetti esterni del palahockey enfatizzano il concetto progettuale di una scatola in acciaio inox rettangolare in aggetto e sospesa su una base in cemento a vista e vetro.
Il volume rettangolare principale, a partire da quota +5,00m, è previsto a doppia parete con rivestimento in acciaio inox sia esterno che interno, sostenuta da montanti interni in acciaio. I pannelli esterni sono di dimensione 5400x500mm composti da fogli di acciaio inox 316 con irrigidimento interno e con finitura opaca e bugnature superficiali. I rilievi superficiali danno un effetto “vibrante” alla facciata metallica e la caricano di tensioni dinamiche nella sua relazione con l'intorno, riflettendo la luce e il vecchio stadio comunale. Le bugnature sono ottenute con procedimento di stampo a rullo o a piastra dei fogli di acciaio inox.
I pannelli interni della facciata sono di alluminio macroforati con pannello interno fonoassorbente per controllare la diffusione del suono all'interno. I pannelli di facciata sono disposti in modo sfalsato e irregolare per non ridurre il dinamismo di facciata a un grigliato regolare. Tra i due pannelli di facciata viene predisposto sia isolamento termico che acustico per non disturbare le zone residenziali circostanti in caso di concerti o altre grandi manifestazioni.
Il box di acciaio inox prevede un'ampia serie di finestre orizzontali strette e lunghe di 2700x500mm disposte in modo irregolare tra i pannelli di facciata per dare un effetto dinamico al progetto. Tali finestre sono composte da vetrocamera esterno per il controllo della temperatura interna e da vetro singolo apribile interno. Questa soluzione produce la ventilazione dello spazio interno tra i due vetri, evitando il fenomeno della condensa interna e permette la pulizia periodica dell'intercapedine.
I soffitti che rivestono l'aggetto del volume superiore in acciaio sono progettati in pannelli 5400x500 di acciaio inox con finitura opaca spazzolata circolare per continuare la facciata superiore fino all'interno dell'edificio. Tali soffitti continuano infatti anche oltre le facciate vetrate del piano terra completando il volume di acciaio inox in orizzontale all'interno. Si crea così una grande scatola di acciaio che continua all'interno dell'edificio.
I prospetti al piano terra sono progettati in vetro verso il parco di Piazza d'Armi e in parte sui lati lunghi. Tali vetrate sul parco potranno essere aperte in caso di grandi manifestazioni per creare un rapporto continuo tra l'interno del palahockey e il parco e la piazza davanti. Il resto dei prospetti laterali al piano terra è progettato con pannelli in GRC (glass fiber reinforced concrete) ovvero pannelli di cemento leggero delle stesse dimensioni (5000x1350mm) e stesso passo delle vetrate verso il parco. Tale facciata in cemento continua il ritmo di facciata del vetro e contiene numerose porte di ingresso e uscite di sicurezza sempre rivestite in pannelli di cemento leggero. Tale soluzione evita di forare il prospetto con aperture separate per le porte, ma di integrarle in un unico volume continuo di cemento a vista.
Le pavimentazioni esterne sono realizzate in cordoli di pietra di luserna che perimetrano ampie gettate di cemento con graniglia di pietra grigia. Il cavedio dell'intercapedine sotterranea è rivestito della stessa pietra di luserna con grigliato antitacco per la ventilazione sotterranea e con luci al neon a terra che illuminano a raso dal basso verso l'alto le facciate da quota +0m a +5m.
Per l'illuminazione delle facciate e del selciato degli spazi intorno sono predisposti dei lampioni con tre fari ruotabili in tutte le direzioni per illuminare la facciata in inox e i camminamenti pedonali con la massima flessibilità. I lampioni sono disposti sui cordoli in pietra di luserna, insieme ai pozzetti di raccolta delle acque piovane e di alimentazione elettrica per eventuali stands o manifestazioni esterne.
Le cancellate esterne sono progettate in lamiera stirata di acciaio inox fissata su montanti fissi in acciaio. Nel lato verso il parco di piazza d'Armi le cancellate sono di tipo mobile, realizzate con telai di acciaio scatolare con lamiera stirata di rivestimento e ruote alla base dei telai per poterle trasportare nei magazzini sul retro. Tale trasformazione permetterà di eliminare qualsiasi cancellata tra il palahockey e il parco in caso di concerti e grandi manifestazioni fondendoli in un unico sistema urbano. I cancelli di tipo mobile sono fissati a terra con perni usati abitualmente per cancelli di tipo industriale.

 


Ubicazione: Area dello Stadio Comunale, compresa tra Corso Sebastopoli e via Filadelfia
Responsabile unico del procedimento (RUP): Ing. Giorgio Fassinotti
con il supporto di Ing. Andrea Conci
Progettisti: Raggruppamento Progettista:
Arch. Arata ISOZAKI - ARATA ISOZAKI & ASSOCIATES CO. Ltd - ARCHA S.p.A. - ARUP S.r.l. - Ing. Giuseppe AMARO - Arch. Marco BRIZIO
Costo dell'opera: 86,82 milioni di euro
Lavori: in corso, iniziati giugno 2003
ultimazione lavori prevista nel settembre 2005
Suddivisione in lotti del Progetto: Lotto 1: esecuzione dei lavori di demolizione, scavi, sgombero delle aree, rimozioni e smantellamenti, realizzazione dei muri controterra previsti per la realizzazione del nuovo Impianto Sportivo di Hockey nell’area dello Stadio Comunale di Torino
Lotto 2 : Realizzazione nuovo Impianto Sportivo di Hockeynell’area dello Stadio Comunale di Torino

 

Immagini ©Agnese-AgenziaTO2006

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