
©Agnese-AgenziaTO2006
Le intenzioni
progettuali e il contesto
Il progetto del palahockey
poneva innanzitutto un
obiettivo di ridefinizione
dello scenario spaziale
urbano, nel passaggio di
questa parte di città dalla
conformazione dei mondiali
di calcio del 1934 a quella
per le olimpiadi invernali
del 2006.
L'area del concorso di
progettazione, svoltosi nel
2001, comprendeva gli
esistenti stadio comunale e
torre “Maratona”, il
prospiciente parco di piazza
d'Armi e l'area “ex-Combi”
retrostante. L'attuale corso
Sebastopoli era previsto da
interrarsi per unire il
parco e gli impianti
sportivi in una nuova
cittadella dello sport, come
era avvenuto a Montjuic per
le olimpiadi di Barcellona
del 1992.
Se i protagonisti della
scena immaginata nei
mondiali di calcio del 1934
erano i volumi - la torre
ritta sul confine di corso
Sebastopoli e lo stadio -
chiaramente perimetrati e
isolati nella loro
ieraticità dai corpi delle
biglietterie che
punteggiavano la cinta
muraria di confine, nel 2006
il nuovo grande spazio
urbano diventerà il vero
protagonista.
Le aree previste nel
progetto di concorso vengono
fuse in un unico grande
spazio e il landscape design
crea relazioni tra gli
edifici esistenti, il parco
e il nuovo palahockey,
integrandoli a vicenda in un
nuovo unico spazio urbano.
La torre “Maratona” svolge
un ruolo accentratore, posta
di fronte al parco e al
termine di un nastro d'acqua
nel quale si rispecchia, il
vecchio stadio crea
un'importante testimonianza
del passato, restaurato e
rifunzionalizzato secondo le
nuove esigenze, il nuovo
palahockey si relaziona al
vecchio stadio e ne
reinterpreta le proporzioni
con l'uso di materiali
moderni.
Il parco di piazza d'Armi
viene ridisegnato per
interpretare e sottolineare
le relazioni dei vari
impianti. Un grande prato
vuoto riporta le dimensioni
del nuovo palahockey nel
disegno del parco e una
serie di grandi spazi verdi
bidimensionali ripercorrono
i ritmi e le
consequenzialità degli
impianti sportivi a fronte.
L'esistente corso
Sebastopoli viene chiuso al
traffico e trasformato in
una grande piazza pedonale
tra il parco e gli impianti,
che consente la gestione dei
grandi afflussi di pubblico
e che crea un luogo
ufficiale e rappresentativo
per l'evento olimpico.
Le misure dei nuovi
interventi sono sempre
definite a partire dalle
preesistenze. L'elemento
emergente rimane la torre
esistente nella sua
aspirazione al protagonismo
verticale, il vecchio stadio
definisce la linea limite
dell'orizzonte costruito (15
metri) al quale si adegua
l'impianto volumetrico del
nuovo palahockey per
definire una dialettica tra
il vecchio e il nuovo. I
materiali e le proporzioni
diventano gli strumenti di
questo dialogo: la forma
tondeggiante e sorda di
cemento dello stadio
acquista nuova vitalità
colloquiando con lo
squillante acciaio inox del
rigoroso parallelepipedo
cartesiano del nuovo
impianto.
Il nuovo palahockey è stato
pensato con grande
attenzione all'uso
post-olimpico. Nella città
industriale di Torino nasce
una sorta di “fabbrica degli
avvenimenti”, realmente
progettata per una pressoché
infinita potenzialità d'uso
futura attraverso solai e
tribune mobili che
permettono di modificare la
distribuzione degli spazi
interni per adattarli a
numerosi usi.
Sport su ghiaccio, sport
indoor, concerti,
spettacoli, conventions,
congressi, manifestazioni,
grandi eventi, parate, show,
raduni religiosi, e altro
possono essere ospitati
nello stesso edificio con
una facile economia di
gestione per la semplicità
delle tecniche di
adattamento dell'impianto,
come se fosse un motore
perfettamente funzionante.
Come nell'automobile il
motore nascosto all'interno
della carrozzeria rende il
significato dell'oggetto,
attraverso il suo movimento,
così la reale convivenza di
flessibilità di funzioni e
corredo tecnologico rendono
il nuovo palahockey una
nuova incessante fabbrica
degli avvenimenti, uno
strumento sempre pronto per
contenere gli spettacoli che
la comunità vorrà accogliere
e che ad essa saranno
proposti.
Il progetto
Il palahockey è composto da
un grande volume in acciaio
inox di 183x100 metri
sospeso su una base alta 5
metri vetrata verso il
parco.
Per ridurre al massimo
l'altezza dell'edificio la
pista di hockey è stata
posizionata a quota –7,50m e
le tribune si sviluppano in
parte interrate e in parte
fuori terra. Questa
soluzione ha permesso di
evitare la presenza di
grandi scale di uscita di
sicurezza, trasformandole in
brevi percorsi di immediata
uscita dalle tribune verso
l'esterno. Il pubblico,
entrando nell'impianto, si
trova a metà delle tribune e
scende o sale a cercare il
proprio posto.
In questo modo si sono
creati due piani interrati
alti 3,75 metri destinati
agli spazi atleti, dello
staff olimpico, della stampa
e alle varie lounge di
attesa. A tali livelli si
trovano anche tutti i vani
tecnici per il
condizionamento e il
controllo dell'edificio.
Gli spazi fuori terra a
quota 0,00 e a quota + 6,00
sono invece completamente
destinati al pubblico,
evitando così qualsiasi
interferenza.
Una terza parte
dell'impianto è composta
dalla centrale impianti
esterna esterna, dove sono
ubicate le centrali più a
rischio, rumorose e
necessitanti di spazi a
cielo libero. Queste sono
contenute in un ulteriore
volume rettangolare alto 5
metri, rivestito in cemento
a vista, sul lato sud del
palahockey accessibile da
via Filadelfia.
Il nuovo palahockey è stato
posizionato a fianco del
vecchio stadio,
parallelamente a corso
Galileo Ferraris. In fase di
concorso era previsto un
collegamento pedonale
interrato tra il vecchio
stadio e il nuovo palahockey,
per collegare il nuovo
impianto con la zona media,
vip e famiglia olimpica,
previste nel vecchio stadio.
A seguito delle successive
richieste della committenza,
gli spazi media, vip
famiglia olimpica sono stati
ridistribuiti nei vani
interrati del palahockey,
conseguentemente ampliati ed
eliminato il collegamento
con lo stadio comunale.
Il progetto del Palahockey
prevede una capienza di
12.227 posti a sedere oltre
a 105 posti per portatori di
handicap per un totale di
12.332 posti e numero 13
palchi.
Le diverse categorie di
utilizzatori - atleti,
spettatori, famiglia
olimpica, media e gestione
impianto - possono muoversi
e fruire degli spazi senza
interferenze secondo un
attento studio dei flussi
interni. Gli spettatori
normali sono stati suddivisi
in quattro settori della
capienza massima di 4000
posti ciascuno, come da
normativa sportiva con
accessi e uscite separate.
I percorsi sia del pubblico
sia degli atleti sono
studiati nel rispetto
dell'abbattimento delle
barriere architettoniche,
per essere agevolmente
impiegati sia in periodi
normali che in caso di
grandi eventi speciali anche
da persone con handicap
motori.
Ciò è stato agevolmente
ottenuto senza uso di
specifiche attrezzature.
Difatti, nel caso di uso
sportivo della pista del
ghiaccio (a quota –7,50) gli
atleti entrano “in piano”,
accedendo agli interrati con
i mezzi motorizzati, mentre
il pubblico entra a quota
0,00. Nel caso di usi
diversi, con la
pavimentazione temporanea a
quota 0,00, tutte le
attività si svolgono alla
quota di ingresso.
L'edificio è articolato su
quattro livelli:
livello interrato (- 7,50)
ospitante il campo di gara,
le zone destinate agli
atleti/giudici e i locali
tecnici di servizio;
livello intermedio (-3,75)
riservato a famiglia
olimpica, media, gestione
impianto e federazioni
sportive;
livello terra (+0,00)
destinato agli accessi, alle
zone di distribuzione, alle
tribune e a spazi per la
movimentazione delle tribune
mobili;
livello superiore (+6,00)
destinato a ballatoio
perimetrale di circolazione,
con possibilità di posti in
piedi per la visione di
eventi speciali nell'uso
post-olimpico e zona di
ristorazione.
La circolazione
Sul lato sud dell'edificio,
lato via Filadelfia, sono
previsti gli accessi
carrabili sia per quota 0,00
che per quota – 7,50 tramite
un doppio sistema di rampe
in ingresso e in uscita, per
permettere anche
un'alternativa di accesso ai
mezzi di soccorso.
Gli atleti accedono ai loro
vani interrati tramite mezzi
carrabili fino a quota
–7,50m o a piedi dalle rampe
veicolari.
Gli ingressi pedonali per la
Famiglia Olimpica e
Federazione Internazionale
Hockey (IIHF) e quelli per i
media e gli addetti alla
gestione dell'impianto sono
stati collocati, sempre
nella facciata retro
dell'impianto, in due punti
separati, per mantenere una
separazione dei flussi.
Il pubblico accede a tre
settori dell'impianto (A, B
e D) dal fronte su corso
Sebastopoli di cui è
prevista la pedonalizzazione
e l'incorporamento con
l'attuale Piazza d'Armi
(giardini Cavalieri di
Vittorio Veneto), e per il
settore C da due ingressi
laterali su via Filadelfia
che hanno anche la funzione
di via di esodo a fine
spettacolo in uscita
dall'impianto.
Le due biglietterie, una su
via Filadelfia, l'altra
ripristinando una
biglietteria delle ali della
torre “Maratona” sono
distanti più di 10 metri dal
perimetro dell'impianto e
non interferiscono con
l'afflusso o il deflusso del
pubblico.
Nel dettaglio, oltre allo
spazio destinato
all'attività agonistica,
sono stati previsti tutti
quegli spazi di supporto
destinati ad un corretto
funzionamento dell'impianto
sia in fase olimpica che in
fase post-olimpica. Allo
scopo alcune aree sono state
pensate in allestimento e
riqualificabili alla fine
dell'evento.
Funzioni interne
A livello –7,50m sono
concentrati gli spazi di
spogliatoio degli atleti,
lounge atleti, spogliatoi
dei giudici e alcune zone
media.
L'accesso a questo livello
avviene tramite due rampe
carrabili e quattro scale
poste ai vertici dell'invaso
del campo di competizione.
Le rampe permettono
l'accesso dei pullman degli
atleti in un'area di sosta
con un'altezza superiore a
m. 4,50. Gli atleti possono
così distribuirsi nei
corridoi degli spogliatoi e
poi accedono al campo di
gioco dal vomitorio
prospiciente, sul lato
ovest, per raggiungere le
panchine giocatori. A fine
partita l'uscita è prevista
sul lato est opposto, per
creare, nel percorso di
ritorno agli spogliatoi, una
“mixed zone” dedicata ai
media dove possono fare
interviste ai giocatori in
uscita. La mixed zone è
collegata direttamente alla
sala stampa e alla sala
conferenze degli atleti.
Tutte le pavimentazioni
utilizzate dagli atleti e
dai giudici sono in
materiale vinilico adatto
alla percorribilità di
persone dotate di pattini
per ghiaccio.
Gli spazi a questa quota
sono muniti di uscite di
sicurezza sull'intercapedine
esterna a cielo libero.
Una scala protetta collega
direttamente con gli spazi a
quota – 3,75 dove si trovano
la longue media, la longue
della famiglia olimpica e
quella dell'International
Ice Hockey Federation, oltre
agli uffici della gestione
dell'impianto e dei
volontari.
Gli accessi diretti a queste
zone avvengono separatamente
a quota +0,00m tramite scale
protette ed ascensori senza
che i flussi interferiscono
l'uno con l'altro.
Da questa quota, sia la
famiglia olimpica che i
media, tramite le scale
adiacenti alle rispettive
longue, accedono
direttamente alle tribune a
loro riservate sui lati
opposti del secondo livello
uscendo sull'anello
perimetrale a quota + 6,00.
Sempre a –3,75m, al di sotto
dei locali tecnici esterni
al fabbricato, si trova
anche un parcheggio coperto
per 42 posti auto
accessibile dalle rampe di
accesso carrabili. Dal
parcheggio, tramite percorsi
protetti, è possibile
accedere all'interno del
fabbricato sia dal lato
Famiglia Olimpica che da
quello media.
Il piano terra è invece
interamente dedicato al
pubblico e ai grandi spazi
di circolazione.
Il pubblico accede
all'impianto a quota +0,00m
e si distribuisce nella
tribuna inferiore o
superiore senza l'uso di
complesse scale di
distribuzione, ma solo con
scale interne alle tribune.
Ciò permette un flusso non
congestionato di pubblico in
corridoi, ma ben distribuito
in ampi spazi di
circolazione.
Le sedute delle tribune del
primo e secondo ordine sono
organizzate in file di
massimo 20 posti per parte
distribuiti da corselli di
cm 120 di larghezza. Le
uscite di sicurezza verso
l'esterno sono collocate
direttamente di fronte alle
corsie di smistamento
interne delle tribune del
primo ordine e alle scale di
uscita dalle tribune
superiori.
In uso post-olimpico è stato
progettato un sistema di
solaio temporaneo da
collocare sopra le tribune
inferiori chiudendone lo
spazio, per creare una
grande sala di 130 x 61,4m
da usare per grandi eventi
come conventions, concerti
rock, manifestazioni per una
capienza massima di 15000
spettatori. Le uscite di
sicurezza poste tutte a
livello +0,00m semplificano
le uscite dirette del
pubblico all'esterno, senza
l'ingombro di nessuna scala
di sicurezza.
Gli spettatori sono stati
separati, in caso di
avvenimenti sportivi come le
olimpiadi e secondo le norme
del CONI, in quattro settori
con accessi e uscite
separati. All'interno e
all'esterno i 4 settori non
sono comunicanti tra loro,
ma divisi da barriere alte
1,50m e dotati ciascuno di
propri servizi igienici e di
ristoro indipendenti dagli
altri settori. In caso di
avvenimenti post-olimpici
non sportivi, tali barriere
verranno rimosse per creare
un unico grande spazio
fruibile da tutti gli
spettatori.
I servizi igienici sono
stati sovradimensionati
rispetto alla normativa
italiana per favorirne l'uso
del pubblico senza lunghe
code di attesa. Sono stati
anche condensati in
monovolumi a blocco
collocati regolarmente in
prossimità delle 8 colonne
di sostegno della copertura
centrale e simmetricamente
sui due lati. Questi sono
sempre affiancati da zone
bar e di ristoro per una
veloce fruizione del
pubblico e sono
caratterizzati da un
rivestimento in pannelli di
policarbonato alveolare con
luci interne.
I prospetti a questa quota
sono stati previsti
completamente vetrati verso
il parco di piazza d'Armi
(vetrate alte 5 metri) e a
pannelli ciechi di cemento a
vista nei lati lunghi e sul
retro.
Delle 8 colonne di supporto
della copertura centrale, le
4 agli angoli sono
utilizzate per contenere i
condotti dell'aria
condizionata che salgono
sulla copertura e che
diramano aria dall'alto
verso le tribune e l'arena.
I locali sul retro ospitano
un locale magazzino al
centro per usarlo come
back-stage in caso di
concerti e grandi
manifestazioni
post-olimpiche con accesso
carrabile sul retro e con
montacarichi di collegamento
con i magazzini interrati e
il pronto soccorso generale.
Le tribune del secondo
ordine da quota 0,00 a quota
+ 12,00 circa sono pensate
con tipologie costruttive
completamente diversificate.
Le 6 tribune parallele ai
lati corti dell'edificio nei
settori A e C sono state
pensate per essere
movimentate ed assumere
diverse configurazioni di
posizionamento (“tribune
mobili”), attraverso l'uso
di macchine telecomandate
per il loro sollevamento e
trasporto. Queste
permetteranno diverse
configurazioni interne delle
sedute per numerosi usi
post-olimpici.
Le due tribune parallele ai
lati lunghi dell'edificio
nei settori B e D sono
invece tribune in cemento
armato fisse.
La tribuna fissa del settore
B, lato ovest, è predisposta
per ospitare durante
l'evento olimpico le
personalità della Famiglia
Olimpica e gli atleti (n.
700 posti + n. 200 posti)
compresi i 13 palchi con una
capienza di 208 posti a
sedere.
Nella fase post olimpica
rimarranno i 208 posti
attribuiti ai palchi e circa
150 posti centrali per le
autorità o come vorrà meglio
definire la successiva
società di gestione.
La tribuna fissa del settore
D, lato est, è predisposta
ad essere tutta occupata nel
periodo olimpico da i
“media” presenti
all'avvenimento nei vari
tipi e categorie per un
totale di 870 unità.
Nella fase post-olimpica è
prevista una loro riduzione
a 77 postazioni media per
uso normale dell'impianto.
Le tribune fisse di questo
livello potranno essere
raggiunte dai piani
interrati tramite le quattro
scale e ascensori adiacenti
alle quattro mega colonne.
Ulteriori quattro scale
aperte collegano quota
+0,00m con questo livello.
Nelle configurazioni di
flessibilità, inoltre,
questa balconata avrà la
funzione di percorso in
quota per assistere a vari
eventi di carattere non
sportivo nel grande spazio
centrale.
I prospetti interni da
questo livello fino al piano
di copertura riprendono il
motivo delle facciate
esterne in acciaio inox con
motivi di trattamento
superficiale macroforato per
svolgere funzione di
assorbimento acustico.
Materiali e
tecnologie
Il nuovo palahockey è stato
posizionato a fianco del
vecchio stadio,
parallelamente a corso
Galileo Ferraris. I
prospetti esterni del
palahockey enfatizzano il
concetto progettuale di una
scatola in acciaio inox
rettangolare in aggetto e
sospesa su una base in
cemento a vista e vetro.
Il volume rettangolare
principale, a partire da
quota +5,00m, è previsto a
doppia parete con
rivestimento in acciaio inox
sia esterno che interno,
sostenuta da montanti
interni in acciaio. I
pannelli esterni sono di
dimensione 5400x500mm
composti da fogli di acciaio
inox 316 con irrigidimento
interno e con finitura opaca
e bugnature superficiali. I
rilievi superficiali danno
un effetto “vibrante” alla
facciata metallica e la
caricano di tensioni
dinamiche nella sua
relazione con l'intorno,
riflettendo la luce e il
vecchio stadio comunale. Le
bugnature sono ottenute con
procedimento di stampo a
rullo o a piastra dei fogli
di acciaio inox.
I pannelli interni della
facciata sono di alluminio
macroforati con pannello
interno fonoassorbente per
controllare la diffusione
del suono all'interno. I
pannelli di facciata sono
disposti in modo sfalsato e
irregolare per non ridurre
il dinamismo di facciata a
un grigliato regolare. Tra i
due pannelli di facciata
viene predisposto sia
isolamento termico che
acustico per non disturbare
le zone residenziali
circostanti in caso di
concerti o altre grandi
manifestazioni.
Il box di acciaio inox
prevede un'ampia serie di
finestre orizzontali strette
e lunghe di 2700x500mm
disposte in modo irregolare
tra i pannelli di facciata
per dare un effetto dinamico
al progetto. Tali finestre
sono composte da vetrocamera
esterno per il controllo
della temperatura interna e
da vetro singolo apribile
interno. Questa soluzione
produce la ventilazione
dello spazio interno tra i
due vetri, evitando il
fenomeno della condensa
interna e permette la
pulizia periodica
dell'intercapedine.
I soffitti che rivestono
l'aggetto del volume
superiore in acciaio sono
progettati in pannelli
5400x500 di acciaio inox con
finitura opaca spazzolata
circolare per continuare la
facciata superiore fino
all'interno dell'edificio.
Tali soffitti continuano
infatti anche oltre le
facciate vetrate del piano
terra completando il volume
di acciaio inox in
orizzontale all'interno. Si
crea così una grande scatola
di acciaio che continua
all'interno dell'edificio.
I prospetti al piano terra
sono progettati in vetro
verso il parco di Piazza
d'Armi e in parte sui lati
lunghi. Tali vetrate sul
parco potranno essere aperte
in caso di grandi
manifestazioni per creare un
rapporto continuo tra
l'interno del palahockey e
il parco e la piazza
davanti. Il resto dei
prospetti laterali al piano
terra è progettato con
pannelli in GRC (glass fiber
reinforced concrete) ovvero
pannelli di cemento leggero
delle stesse dimensioni
(5000x1350mm) e stesso passo
delle vetrate verso il
parco. Tale facciata in
cemento continua il ritmo di
facciata del vetro e
contiene numerose porte di
ingresso e uscite di
sicurezza sempre rivestite
in pannelli di cemento
leggero. Tale soluzione
evita di forare il prospetto
con aperture separate per le
porte, ma di integrarle in
un unico volume continuo di
cemento a vista.
Le pavimentazioni esterne
sono realizzate in cordoli
di pietra di luserna che
perimetrano ampie gettate di
cemento con graniglia di
pietra grigia. Il cavedio
dell'intercapedine
sotterranea è rivestito
della stessa pietra di
luserna con grigliato
antitacco per la
ventilazione sotterranea e
con luci al neon a terra che
illuminano a raso dal basso
verso l'alto le facciate da
quota +0m a +5m.
Per l'illuminazione delle
facciate e del selciato
degli spazi intorno sono
predisposti dei lampioni con
tre fari ruotabili in tutte
le direzioni per illuminare
la facciata in inox e i
camminamenti pedonali con la
massima flessibilità. I
lampioni sono disposti sui
cordoli in pietra di luserna,
insieme ai pozzetti di
raccolta delle acque piovane
e di alimentazione elettrica
per eventuali stands o
manifestazioni esterne.
Le cancellate esterne sono
progettate in lamiera
stirata di acciaio inox
fissata su montanti fissi in
acciaio. Nel lato verso il
parco di piazza d'Armi le
cancellate sono di tipo
mobile, realizzate con telai
di acciaio scatolare con
lamiera stirata di
rivestimento e ruote alla
base dei telai per poterle
trasportare nei magazzini
sul retro. Tale
trasformazione permetterà di
eliminare qualsiasi
cancellata tra il palahockey
e il parco in caso di
concerti e grandi
manifestazioni fondendoli in
un unico sistema urbano. I
cancelli di tipo mobile sono
fissati a terra con perni
usati abitualmente per
cancelli di tipo
industriale.
| Ubicazione: | Area dello Stadio Comunale, compresa tra Corso Sebastopoli e via Filadelfia |
| Responsabile unico del procedimento (RUP): |
Ing. Giorgio
Fassinotti con il supporto di Ing. Andrea Conci |
| Progettisti: |
Raggruppamento
Progettista: Arch. Arata ISOZAKI - ARATA ISOZAKI & ASSOCIATES CO. Ltd - ARCHA S.p.A. - ARUP S.r.l. - Ing. Giuseppe AMARO - Arch. Marco BRIZIO |
| Costo dell'opera: | 86,82 milioni di euro |
| Lavori: |
in corso, iniziati
giugno 2003 ultimazione lavori prevista nel settembre 2005 |
| Suddivisione in lotti del Progetto: |
Lotto 1: esecuzione
dei lavori di
demolizione, scavi,
sgombero delle aree,
rimozioni e
smantellamenti,
realizzazione dei
muri controterra
previsti per la
realizzazione del
nuovo Impianto
Sportivo di Hockey
nell’area dello
Stadio Comunale di
Torino Lotto 2 : Realizzazione nuovo Impianto Sportivo di Hockeynell’area dello Stadio Comunale di Torino |
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