Exposicion “Sevilla 1995-2005”
opere recenti di architettura
realizzate nella provincia di Siviglia (Spagna)
presso:
Museo Villa Nazionale
Pisani - Stra [Venezia]
inaugurazione:
venerdì 30 Giugno h
18.00
interventi di:
Guglielmo Monti
(Sovrintendente ai beni architettonici e del
paesaggio del Veneto orientale), Hangel D. de Rio
Fermando (Presidente COAS – FIDAS), Enrique S. Arias
(amministratore FIDAS), Amministrazione Provincia di
Venezia, Antonio Gatto (Presidente OAPPC Venezia),
Claudio Aldegheri (Coordinatore Cd’A Venezia)
dal 1 luglio al 15
agosto 2006
orario:
9.00 – 12.30 / 15.00
– 18.00
lunedì chiuso
comunicato stampa 02 [Giugno
2006]:
L’Ordine degli Architetti
Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della
Provincia di Venezia, ha istituito la Casa
dell’Architettura di Venezia (Cd’A), un
laboratorio per la divulgazione e la promozione
della cultura Architettonica, con lo scopo di
indagare l’ambiente professionale come “luogo
d’incontro” delle diverse generazioni di architetti,
attraverso iniziative che esplorino particolarmente
la realtà del “fare architettura” oggi.
La Cd’A presenta questa prima importante
iniziativa inserita nel proprio programma biennale
2006 – 2007.
Il tema dell’esposizione è
quello di indagare la produzione architettonica
sviluppatasi dopo la straordinaria manifestazione
internazionale di Siviglia dell’Expo Universale
1992.
Gli elaborati esposti sono
stati gentilmente concessi dalla Fondazione FIDAS
– Fundaciòn para la Investigatiòn y Difusiòn de la
Arquitectura del COAS – Colegio de
Arquitectos de Sevilla, con la quale è stato
avviato un rapporto di collaborazione e scambio
culturale.
La mostra gode del patrocinio
dell’Ambasciata di Spagna in Italia, del Consolato
Onorario di Spagna a Venezia ed è organizzata in
collaborazione con format-c Gruppo di Ricerca
(un’associazione di giovani architetti molto attivi
a livello nazionale ed europeo). Si terrà presso
Museo Villa Nazionale Pisani di Stra (Venezia) dal 1
luglio al 15 agosto 2006 e sarà inaugurata venerdì
30 giugno 2006 alle ore 18:00.
<<Il 20 aprile 1992 la città
di Siviglia, capoluogo della regione Andalusa nel
sud della Spagna, inaugurò l’Esposizione Universale
nell’Isola della Cartuja, proponendosi al
centro dell’attenzione dei media a livello
internazionale, sui temi della crescita scientifica
e tecnologica e sul dibattito critico della cultura
architettonica contemporanea. In soli otto anni, con
un imponente impegno economico e organizzativo, la
città e lo stato centrale sono riusciti a completare
un ambizioso programma di realizzazioni
architettoniche e infrastrutturali che comprendeva,
oltre alla realizzazione dell’Expo, sostanziali
opere di trasformazione urbana. Architetti di fama
internazionale di Siviglia, della Spagna e
stranieri, si sono confrontati nella realizzazione
di architetture di grande qualità.
A seguito di questi momenti
convulsi e magniloquenti, gli architetti sivigliani
hanno proseguito il loro lavoro con forte impegno
nell’integrazione tra cultura e professionalità,
rivendicando i principi inalterabili di bellezza,
utilità e solidità dell’Architettura.
La mostra, organizzata secondo
i criteri stabiliti dall’Ordine degli Architetti di
Siviglia, è stata promossa invitando a partecipare
tutti gli architetti iscritti a tale Ordine.
L’obbiettivo è stato quello di
ottenere una partecipazione allargata con una
corretta selezione delle opere guidata da criteri di
qualità. Nell’esposizione sono visibili i progetti e
le costruzioni di architetti noti e meno noti
accomunati da un impegno professionale e culturale
di notevole livello. Si tratta di architetture nuove
e di interventi su preesistenze, spesso di piccola
scala, non per questo meno significativi, che
dimostrano la possibilità di ottenere risultati di
buona qualità con limiti economici imposti.>>
A seguito di questo primo
impegno, la Casa dell’Architettura intende esplorare
lo “stato del lavoro” degli architetti della
Provincia di Venezia, visto in rapporto ad analoghe
esperienze in Italia e all’estero, per far emergere
quella ricerca comune e specifica riconosciuta come
“cultura professionale”.