|
UN SERBATOIO PARTICOLARE PER VENEZIA, CITTA' PARTICOLARE PER ECCELLENZA |
| MARCELLO MENEGHIN |
|
e-mail: altratecnica(AT)fastwebnet.it |
|
1. Premessa Una
quindicina d'anni or sono veniva bandito un appalto concorso per la
progettazione e costruzione di alcune opere acquedottistiche per la
città di Venezia. Chi scrive queste note ha fatto parte dello staff
progettuale di una delle cordate di imprese concorrenti
all'assegnazione ed ha proposto la soluzione di seguito descritta
che, accettata e completata nelle varie parti, è stata presentata
ufficialmente al concorso. Per i suoi contenuti tecnico-economici
essa, a giudizio di chi scrive, aveva tutte le caratteristiche per
vincere l'appalto nel mentre è rimasta lettera morta avendo il
committente, per motivi completamente estranei ai progetto-offerta,
deciso di non realizzare in nessun caso le opere. Si è trattato
quindi di un notevole sforzo progettuale praticamente inutile che si
ritiene ora descrivere almeno sommariamente per non perderne del
tutto le qualità molto interessanti.
2. Oggetto dell'appalto concorso La progettazione riguardava la costruzione ex novo delle opere di adduzione, stoccaggio e sollevamento d'acqua per l'acquedotto di Venezia insulare destinate a sostituire quelle attualmente esistenti a loro volta costituite da due condotte sublagunari da 800 mm di diametro che corrono parallelamente e ad ovest del Ponte della Libertà e cioè del ponte attraverso il quale si accede con strada e ferrovia a Venezia e dal serbatoio di raccolta e compenso chiamato Cisternone con annessa centrale di sollevamento ancora oggi ubicati in prossimità di Piazzale Roma a Venezia. Le caratteristiche richieste e quelle adottate per le tre opere principali da realizzare e cioè condotte di adduzione, serbatoio di accumulo e centrale di sollevamento vengono riportate nel seguito.
2.1. Condotte di adduzione Si tratta di due condotte sublagunari del diametro di un metro da costruire parallelamente al ponte della Libertà per collegare la terraferma in località S. Giuliano (Punto A della planimetria allegata) alla piccola isola di S. Secondo dove dovevano sorgere il serbatoio di compenso e la centrale di sollevamento (punto B della planimetria).
2.2. Il serbatoio di raccolta e compenso E' questa l'opera più importante e difficile da realizzare trattandosi di un serbatoio per acqua potabile della capacità di mc 40.000 totalmente ricavato sotto il fondale marino nelle immediate vicinanze o addirittura sotto l'isola di S. Secondo a scelta dell'Impresa proponente e quindi in prossimità della nuova centrale di sollevamento di cui al punto seguente. Onde evitare nella maniera più assoluta che potessero verificarsi in serbatoio delle infiltrazioni della soprastante acqua salata, tutta la vasca doveva essere protetta, in tutti i lati da, una apposita intercapedine.
2.3. La centrale di sollevamento. Doveva sorgere nell'Isola di S. Secondo ed essere completamente sotterranea allo scopo di non alterare l'aspetto esterno dell'Isola in precedenza comprendente un fortino militare in muratura circondato da una arginatura in terra.
3. Considerazioni preliminari Nel mentre nessuna difficoltà poneva la costruzione delle condotte sublagunari da un metro di diametro in un ambito lagunare come quello in argomento avente un fondale di circa un solo metro d'acqua e praticamente privo di manufatti di sorta, non altrettanto poteva dirsi della realizzazione del serbatoio annesso alla centrale. Ricavarlo, come richiesto, nel sottosuolo di un'isola così piccola come quella di S. Secondo avrebbe significato distruggerla totalmente e quindi, agli occhi di chi scrive, costituiva una decisione errata in partenza. Era chiaro come l'Isola da sola potesse contenere solo la centrale di sollevamento e niente altro. Anche la realizzazione di una grande vasca in cemento armato di tipo tradizionale e a lato dell'isola, al di là del canale navigabile che la affianca, ricavata sotto il fondo della laguna e per di più munita della richiesta intercapedine, poneva dei problemi di costruzione, ed inoltre di gestione e manutenzione in caso di guasti delle pareti ma soprattutto del fondo. Si temeva pertanto che un soluzione del genere non venisse accettata dal committente. Si vedrà invece come l'opera proposta risolvesse tale problema in maniera semplice ed economica.
4. La soluzione scelta
5. Caratteristiche costruttive delle condotte/serbatoio
A) scavo della trincea di posa in presenza d'acqua con scavatori posti su chiatte e transitanti nel canale di San Secondo che corre parallelamente e vicino alla zona dei lavori o direttamente sulla trincea appena scavata. Il materiale di risulta è in parte depositato lungo il bordo di scavo e, quello in esubero, asportato; B) Infissione, sempre in presenza d'acqua della laguna, mediante battipalo e di prolunga verso l'alto, delle cavallette prefabbricate di appoggio ed ancoraggio della tubazione e loro controllo con sommozzatori; C) costruzione della condotta entro la vasca di lavoro e suo varo continuato giorno e notte. In pratica sono previste più squadre per svolgere contemporaneamente e rispettivamente, da monte verso valle cioè da S.Giuliano verso S. Secondo, i seguenti compiti : -
costruzione di un tronco di tubazione metallica lungo 4 metri
mediante saldatura elettrica di elementi calandrati di lamiera di
acciaio Ogni squadra lavora sulla colonna in continuo lentissimo movimento. La velocità di spinta è calcolata in modo da consentire ad ogni squadra di portare a termine il proprio compito nell'intervallo necessario perché la barra percorra un tratto di 4 metri corrispondente alla lunghezza di ogni tronco. Finito il tronco in lavoro ogni squadra passa a quello successivo, con continuità giorno e notte. D) Una volta ultimata la costruzione ed il contemporaneo varo dell'intera colonna lunga 2.8 Km si procede al suo posizionamento definitivo sulle cavallette e cioè al suo abbassamento di pochi centimetri azionando i paranchi dei portali galleggianti e all'ancoraggio tramite sommozzatori che provvedono alla posa delle staffe metalliche avvitate alle cavallette e alla tubazione; E) Costruzione di n. 5 pozzetti lungo il tracciato al fine di consentire l'accesso alla condotta/serbatoio per eventuale lavori di pulizia e manutenzione interna. Ogni pozzetto contiene le apparecchiature di rilievo e trasmissione della pressione dell'acqua contenuta nell'intercapedine. F) Rinterro della trincea di scavo
6. Caratteristiche principali delle tubazioni-serbatoio La descrizione fatta dei manufatti costituenti le condotte/serbatoio e quella delle varie fasi di lavorazione assieme al fatto che non si è previsto di dover prosciugare l'area di lavoro, danno una chiara idea dell'economia ottenibile nella loro realizzazione soprattutto se si compie il paragone con i costi che si sarebbero dovuti sostenere per la costruzione di un serbatoio tradizionale in cemento armato da ben 25.000 mc, munito di intercapedine accessibile e realizzato totalmente sotto il fondo lagunare. L'opera proposta, nel mentre non presentava inconvenienti di sorta né dal punto di vista dell'esercizio acquedottistico né da quello della sua manutenzione, essendo costituita da due manufatti idraulicamente indipendenti uno dall'altro, consentiva l'esecuzione dei lavori di pulizia o di manutenzione senza interrompere il rifornimento idrico. L'acqua immessa al limite della terraferma in località S. Giuliano nelle due tubazioni/serbatoio nelle quali poteva assumere un'altezza variabile da 3.60 m (serbatoio al massimo invaso) e minima pari a circa m 1.20, poteva giungere fino alla centrale di sollevamento con perdite di carico ridotte al minimo data la grande sezione delle due tubazioni e considerato il loro funzionamento a pelo libero. La parte inferiore di tubazione per un'altezza media di m. 1.20 era destinata a contenere un volume di riserva da utilizzare in casi eccezionali e per costituire il carico idraulico necessario per il trasporto dell'acqua a serbatoio vuoto, tenuto presente che la tubazione era perfettamente orizzontale. Lungo il tracciato erano presenti i pozzetti di ispezione attraverso i quali era possibile entrare nella condotta svuotata d'acqua per effettuare gli eventuali lavori di manutenzione. In ogni pozzetto era prevista l'installazione delle apparecchiature di rilievo e trasmissione in tempo reale della pressione dell'acqua immessa nell'intercapedine al fine di avere un controllo continuativo della assoluta integrità del serbatoio. Nel punto di arrivo, in prossimità dell'Isola di San Secondo, era prevista la costruzione del pozzetto di presa delle tubazioni di aspirazione delle pompe, pozzetto ricavato inferiormente alla generatrice inferiore delle due tubazioni al fine di consentire il prelievo sotto carico dell'acqua. La
centrale di sollevamento, facente anch'essa parte nell'appalto
concorso ma non trattata nella presente nota, doveva alimentare ,
oltre alla rete di distribuzione di Venezia, anche l'intercapedine
di 5 cm , già descritta ed interposta tra tubazioni di acciaio e
rivestimento in calcestruzzo, intercapedine tenuta costantemente
sotto controllo tramite le apparecchiature indicate. E' evidente che
la condizione affinchè detta pressione si mantenga costante è
soltanto quella che vi si registri portata nulla. Una qualsiasi
perdita
7. Conclusioni Si
sono sommariamente descritte la costituzione, le modalità
costruttive e di esercizio di un serbatoio atto a svolgere in
maniera del tutto originale ed inusitata una duplice azione :
l'accumulo e, al tempo stesso, il trasporto di acqua potabile a
lunga distanza e per volumi notevoli.
|
| HOME |
|
|
|
Copyright © 2002-2005 costruzioni.net |