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LA REGOLAZIONE DEI SERBATOI DI COMPENSO DEGLI ACQUEDOTTI |
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| MARCELLO MENEGHIN | ||||||||||||||||||||
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PREMESSA Il
funzionamento idraulico di molti complessi acquedottistici viene
tenuto sotto controllo dalle sofisticate procedure degli impianti di
telecontrollo e telecomando che, tenuto conto di tutte le condizioni
reali e di quelle di previsione, ne ottimizzano tutte le funzioni,
ivi compresa la regolazione dei serbatoi di compenso che forma, in
particolare, l'oggetto della presente memoria. Molto spesso, invece,
la regolazione dei serbatoi ha luogo semplicemente mediante valvole
di efflusso a galleggiante o altro equivalente dispositivo idraulico
di asservimento delle portate entranti nel serbatoio con il livello
dell'acqua in esso contenuta. In pratica il dispositivo determina la
chiusura totale del flusso in entrata quando il serbatoio è giunto
al massimo livello mentre, in fase di svuotamento, quando il livello
oltrepassa via via le quote di riferimento fissate in rapida
successione appena sotto alla quota di sfioro ha luogo la
progressiva apertura della valvola di immissione e, in fase di
riempimento la sua chiusura per gradi. Tali modalità di regolazione
sono ritenute ottimali in quanto vengono rispettate le condizioni
principali che sono quelle di evitare lo sfioro quando il serbatoio
è pieno e di aumentare o diminuire il flusso in entrata non appena
il livello varia di pochi centimetri in meno o in più rispetto al
massimo livello. Si ottiene inoltre il vantaggio di forzare i
serbatoi verso il massimo livello possibile e quindi in grado di
fronteggiare eventuali emergenze. Si deve però rilevare come in tali
condizioni il serbatoio esplichi la sua funzione di compensazione
delle portate soltanto nei giorni di massimo consumo mentre in tutti
gli altri (che tra l'altro sono i più frequenti) esso rimane sempre
pieno o quasi pieno per cui, al vantaggio di una disponibilità
massima di acqua di riserva, si contrappone la necessità di seguire,
con la produzione, le richieste di rete e quindi con portata nulla
durante la notte e massima durante le ore diurne. Teoricamente
sarebbe possibile porre rimedio a tale inconveniente diminuendo la
produzione fino a riportarla costantemente alla portata media
giornaliera di previsione, in pratica però si preferisce lasciare
che essa segua automaticamente le richieste a tutto vantaggio della
sicurezza di alimentazione ma scapito dell'economia di gestione.
L'inconveniente è accentuato nel caso di acquedotti con
alimentazioni diversificate sia come tipo di captazione che come
costi di produzione dell'acqua, come sarà avanti descritto.
IL FUNZIONAMENTO USUALE DEI SERBATOI DI COMPENSO
Immaginiamo di esaminare un acquedotto nel giorno di massimo consumo
con portata media pari a 900 l/s che sia alimentato da n. 9 pozzi da
100 l/s ciascuno dei quali munito di pompa sommersa comandata da
proprio galleggiante installato all'interno del serbatoio a livello
diversificato rispetto a quello degli altri pozzi. Durante detta
giornata tutte 9 le pompe rimarranno in moto per tutte le 24 ore nel
mentre il serbatoio, utilizzando il volume d'acqua immagazzinato
durante la notte, consentirà di far fronte alla punta di consumo
diurna che arriva fino ad un massimo di 1350 l/s. In una giornata in
cui la portata media consumata sia invece pari a 600 l/s si
verificherà che durante le ore diurne i 9 pozzi entreranno via via
tutti in funzione essendo da soli in grado di far fronte alle
portate richieste dall'utenza il cui valore massimo nell'ora di
punta ammonta appunto a 900 l/s nel mentre il serbatoio rimarrà
sempre pieno. Durante la notte al diminuire della portata i pozzi si
fermeranno tutti. In pratica il prelievo di falda segue in tutto e
per tutto le variazione di portata dell'utenza e quindi, a fronte
del vantaggio di avere un serbatoio sempre al massimo livello e
pertanto pronto a rifornire la rete in un qualunque caso di
disservizio, si ottiene una utilizzazione nulla o quasi nulla della
falda nel periodo notturno quando la stessa, essendo meno sfruttata,
presenterebbe le migliori condizioni di producibilità.
LA REGOLAZIONE PROPOSTA Il
grafico di fig. 1 rappresenta l'andamento giornaliero dei prelievi
dell'utenza in un giorno di massimo consumo avente portata media di
900 l/s e portata di punta alle ore 9 pari a 1350 l/s. Nel caso di
funzionamento ideale con produzione costante per tutte le 24 ore ed
esattamente corrispondente alla portata media giornaliera cioè 900
l/s, l'intervento di un serbatoio atto ad effettuare la totale
compensazione delle portate dovrebbe avere un volume utile di circa
11200 mc ed effettuare l'escursione di livello anch'essa
rappresentata nel grafico.
Si può
concludere affermando che, grazie alla descritta regolazione dei
serbatoi di compenso "a curva giornaliera imposta", nel mentre nelle
giornate di consumo elevato il serbatoio può esplicare in pieno la
sua azione immagazzinando di notte i maggiori volumi d'acqua
necessari per coprire la punta giornaliera, in tutti gli altre
giornate, la totale utilizzazione del volume d'invaso consente un
aumento della portata notturna prodotta tanto più elevato
percentualmente quanto minore è il volume totale consumato nelle 24
ore cui corrisponde una provvidenziale diminuzione durante le ore
diurne. Tale caratteristica presenta il vantaggio del minor costo
che in generale si riscontra nella produzione notturna di quel
prezioso e sempre più raro elemento che è l'acqua, ed inoltre
diventa particolarmente utile nei grandi complessi acquedottistici
comprendenti utenze molto diversificate. Ad ed esempio in presenza
di reti di adduzione molto estese che servono, tra l'altro, piccoli
o medi abitati sprovvisti di proprio serbatoio di compenso, centri
abitati dotati di compensazione di tipo tradizionale e quindi con
serbatoi mantenuti costantemente e per misura prudenziale, al
massimo livello o reti che alimentano utenti allacciati direttamente
alle condotte di adduzione, in tutti questi casi le richieste
d'acqua sono caratterizzate, nelle 24 ore, da notevolissime
escursioni cui è difficile far fronte sia con la produzione che con
l'adduzione. Ebbene in tali casi la presenza di uno o più serbatoi
di notevole capacità ed funzionante secondo le modalità auspicate
contribuisce, con la sua azione calmieratrice, a regolarizzare il
funzionamento dell'intera rete anche se, o addirittura,
preferibilmente se ubicato nella estrema periferia della rete.
CONCLUSIONI Si sono
descritte le modalità in uso per regolare l'alimentazione e
l'utilizzazione dell'invaso dei serbatoi di compenso e alcune
diverse possibilità di regolazione con sfruttamento ottimale dei
volumi d'acqua immagazzinabili e delle fonti che li alimentano. La
differenza fra le due metodologie può essere così riassunta:
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