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PERUGIA – Non s’è spento l’eco dell’incidente sul lavoro che sabato è costato la vita a due operai della ditta Millucci costruzioni in via dei Filosofi. Ieri la proclamazione dello sciopero regionale di 8 ore da parte dei sindacati di categoria per il 16 settembre, in concomitanza con l’apertura di un fascicolo da parte della procura di Perugia. Oggi prosegue il bailamme di prese di posizioni politiche. Rifondazione comunista dell’Umbria aderisce allo sciopero del 16, e si scaglia contro quella che definisce una “guerra non dichiarata contro il lavoro e i lavoratori in Umbria”. “La delega approvata dal governo Berlusconi in materia di sicurezza – recita una nota della segreteria regionale - sta presentando anche nella nostra regione i segnali della volontà di allentare il controllo sulla salvaguardia della sicurezza dei lavoratori ed il risultato è un aumento generale delle inadempienze da parte delle imprese, le quali tendono sempre più ad escludere i dispositivi di sicurezza allo scopo di aumentare i ritmi di lavoro e quindi la produttività”. La logica della competitività, secondo Rc, è giocata tutta su una “compressione dei diritti e dei salari”, mentre è innegabile “la correlazione diretta tra precarietà, mancata formazione e sicurezza sul lavoro”. “Noi crediamo – continua il comunicato - che al più presto la Regione debba svolgere insieme ai sindacati e alla Asl un’indagine e una verifica dell’attuazione della 626 in Umbria riattivando i lavori del coordinamento regionale per la prevenzione degli infortuni per arrivare, numeri alla mano e coinvolgendo i lavoratori e i loro delegati, a produrre un documento-base per un ragionamento politico sulla realtà della nostra regione”. Ma servono anche “interventi rapidi e straordinari”, “la riformulazione di una legge che regolamenti gli appalti e i subappalti”, e “un più efficace sistema integrato di controlli nei cantieri, chiamando in causa la responsabilità diretta dei Comuni e dei servizi di polizia municipale”. |