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Esiste la
possibilità di vedere e vivere,
riconoscendo l’essenza di un territorio,
magari entrando in risonanza con le sue
forme, i suoi profumi, i suoi colori e
le sue luci. Condividere con l’ambiente
questa necessità individuale,
contraddistingue sempre più la scelta di
presentare delle iniziative che
contrappongano, all’eruzione
incontrollata di un’edilizia
qualunquista, delle soste di un
viaggio storico-culturale legato al
paesaggio e all’architettura del luogo.
Allora diventa determinante una colta
ridefinizione delle relazioni che si
instaurano tra l’uomo e il suo ambiente.
Il sentire mediterraneo,
diventa l’aspetto determinante di questa
indagine. Di particolare interesse,
dunque, risulta l’idea di proporre degli
spazi ri-trovati le cui destinazioni
d’uso sono state attentamente studiate
maturate ri-analizzate e ri-valutate.
Interventi di riqualificazione
compositivo-architettonica, quindi, come
tessere di un collage-urbanistico, in
trasformazione, purtroppo sono
costantemente penalizzate dalla cattiva
gestione del territorio che si affida
troppo spesso alla ricerca di sterili e
ipotetiche direttive di rinnovamento
mancanti di norme sulla percezione
visiva, della cultura dei materiali e di
un’attenta e oculata scelta degli
strumenti di approccio alla
progettazione architettonica mai
attuate. Per cui lo scenario è quello di
piccoli episodi di qualità isolati nel
mare magno del degrado e del
qualunquismo edilizio. Lo scopo
dell’intervento di riqualificazione, che
analizziamo, è stato quello di
privilegiare l’assonanza materica e la
non facile ricerca delle emergenze che
il territorio offre, per poter gestire,
nel miglior modo possibile, quella
confluenza di criteri di ricerca e
sistemi progettuali capaci di
comunicare, a chi si pone in ascolto,
quel mormorio naturale contaminante, del
sentire mediterraneo, che questa
terra è capace di generare. L’obiettivo,
quindi, è di ri-qualificare secondo una
colta procedura d’intervento, attivando
canali conoscitivi, per tutte quelle
dimore dove per la struttura e la
costituzione degli elementi spaziali, è
possibile che vengano rivelate e
rivalutate funzioni d’uso di un vivere
contemporaneo. D’altronde, dalle
caratteristiche del linguaggio comune di
questa terra, possono essere rielaborati
dei codici interpretativi rinnovati,
senza costituire così, una
sovrapposizione invasiva o quanto mai
becera, degli schemi e dei codici
architettonici. E’ importante, quindi,
evidenziare finalmente, quella colta
attività relazionale che riguarda la
percezione visiva di un paesaggio
minimale, intimo, capace di sollecitare
sensazioni e produrre il suo libero e
intenso valore emozionale. E per fare
ciò, il sentire mediterraneo,
diventa necessario. Casa Cataldi,
è l’esempio di una proiezione che lo
stesso territorio può determinare,
quando, interpretando nel giusto modo,
le sue emergenze, è possibile ricavarne
una valida struttura spaziale
organizzativa. Casa Cataldi è
l’esempio pratico di uno spazio creato,
quindi rivelato. Nei casi in cui lo
spazio diventa dimora, è
possibile che si raggiunga un equilibrio
tra la struttura, la materia, la luce;
dal risultato compositivo ineccepibile.
L’arricchimento dell’anima si privilegia
anche di queste delicate ed eleganti
visioni. Immersa in un'ambiente
naturale, ancora incontaminato, come si
può osservare dalla presenza di una
dominante attività agricola nel piccolo
paese del Salento, Parabita, in
provincia di Lecce, la componente
naturale e paesaggistica è evidente
dalla dominante presenza di oliveti e
vigneti a poca distanza dal luogo.
Casa Cataldi risale agli anni ‘30,
la propietaria, ha voluto mantenere e,
dove è stato opportuno riqualificare
lasciando inalterate, proprio le
caratteristiche di quell'epoca. Il gioco
sapiente, della materia con la luce,
quando tratta il tema spaziale, offre un
complesso meccanismo che solo una
sensibilità attenta a un controllo
globale dello spazio, può dare. Gli
interni, infatti, stabiliscono una
varietà di rapporti formali e segnici in
sequenza; tra superfici, colori,
materiali viene lasciata alla luce
naturale, il risultato di comporre
fotogrammi individuabili e realmente,
appartenenti allo spazio. L'impianto
architettonico, infatti, è simmetrico,
con una soluzione ad angolo e con la
torretta centrale corrispondente al vano
scala. Il vano scala diventa per la
casa, l'elemento caratterizzante. La
struttura elicoidale della scala,
infatti, posta appena dopo l'ingresso
permette di avere, una maggiore
distribuzione della luminosità
nell'ambiente domestico evidenziandone
il suo sviluppo plastico e originale. Le
spesse mura di cui la costruzione è
provvista, consentono una silenziosa
tranquilla riservatezza ed un'accurata e
confortevole privacy. Lo studio attento
delle assonanze dei materiali, delle
stampe, dei quadri e dell'arredo,
corrisponde al desiderio della
proprietaria di vivere in uno spazio
d'arte, una promenade artistique
che si fonde con l'edificio storico
producendo quell'atmosfera colta ed
elegante evidenziata dai particolari
costruttivi strutturali,
dall’arredamento d’autore (mobilio di
designers famosi da collezione) e dai
segni inconfondibili dell’architettura
di metà secolo ‘900, con caratteristiche
proprie rielaborate dalle maestranze
della terra del Salento. La scelta dei
colori, esalta le caratteristiche
costruttive ed evidenzia la
distribuzione degli ambienti resi così,
intimi e confortevoli. L'attenzione per
i particolari la ricercatezza delle
rifiniture (infissi in legno, porte
esterne e interne laccate originali,
materiale lapideo originale, decorazioni
del pavimento e sulle volte originali)
consentono di leggere bene anche la
‘tessitura’ dell'intera costruzione. Di
notevole importanza è la particolarità
che l’acqua calda della casa, deriva da
fonti di energia alternativa (pannelli
solari); quale migliore soluzione per
costruzioni di questo genere che
aspettano di essere rivalutate anche
dall’uso di fonti di energia
alternative, inserite in questo
territorio e soprattutto con queste
caratteristiche climatiche! Una forma di
riconversione e di riqualificazione
strutturale di questa tipologia di
abitazioni, capaci di cambiare il volto
a un territorio che da decenni non
aspetta altro. Ecco perché la storia di
questa terra, unita al sistema
artistico-espositivo con lo scopo di
recuperare il patrimonio architettonico
e urbanistico può fondersi, ottimamente
ai sistemi di recupero dell’energia
derivata da fonti alternative,
diventando un ‘ambito’ interessante,
stimolante, per le realtà che si possono
generare e per le attività culturalmente
espressive da realizzare, se e solo se
sarà la cultura archiettonica di qualità
a decidere la direzione del un bene
prezioso ancora a nostra disposizione,
lo spazio. Casa Cataldi è,
quindi, l’espressione concreta di un
paesaggio posto in uno spazio ‘attivo’
che è diventato, naturalmente, la sua
dimora. |