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                                                               le costruzioni in rete

Prove di qualità architettonica nel mare magno del qualunquismo edilizio.

L’esempio del "sentire mediterraneo"

di Casa d’arte Cataldi (Parabita – LE)

Contributo critico di Paolo Marzano

 

Data di pubblicazione: 27/03/2007

 

Esiste la possibilità di vedere e vivere, riconoscendo l’essenza di un territorio, magari entrando in risonanza con le sue forme, i suoi profumi, i suoi colori e le sue luci. Condividere con l’ambiente questa necessità individuale, contraddistingue sempre più la scelta di presentare delle iniziative che contrappongano, all’eruzione incontrollata di un’edilizia qualunquista, delle soste di un viaggio storico-culturale legato al paesaggio e all’architettura del luogo. Allora diventa determinante una colta ridefinizione delle relazioni che si instaurano tra l’uomo e il suo ambiente. Il sentire mediterraneo, diventa l’aspetto determinante di questa indagine. Di particolare interesse, dunque, risulta l’idea di proporre degli spazi ri-trovati le cui destinazioni d’uso sono state attentamente studiate maturate ri-analizzate e ri-valutate. Interventi di riqualificazione compositivo-architettonica, quindi, come tessere di un collage-urbanistico, in trasformazione, purtroppo sono costantemente penalizzate dalla cattiva gestione del territorio che si affida troppo spesso alla ricerca di sterili e ipotetiche direttive di rinnovamento mancanti di norme sulla percezione visiva, della cultura dei materiali e di un’attenta e oculata scelta degli strumenti di approccio alla progettazione architettonica mai attuate. Per cui lo scenario è quello di piccoli episodi di qualità isolati nel mare magno del degrado e del qualunquismo edilizio. Lo scopo dell’intervento di riqualificazione, che analizziamo, è stato quello di privilegiare l’assonanza materica e la non facile ricerca delle emergenze che il territorio offre, per poter gestire, nel miglior modo possibile, quella confluenza di criteri di ricerca e sistemi progettuali capaci di comunicare, a chi si pone in ascolto, quel mormorio naturale contaminante, del sentire mediterraneo, che questa terra è capace di generare. L’obiettivo, quindi, è di ri-qualificare secondo una colta procedura d’intervento, attivando canali conoscitivi, per tutte quelle dimore dove per la struttura e la costituzione degli elementi spaziali, è possibile che vengano rivelate e rivalutate funzioni d’uso di un vivere contemporaneo. D’altronde, dalle caratteristiche del linguaggio comune di questa terra, possono essere rielaborati dei codici interpretativi rinnovati, senza costituire così, una sovrapposizione invasiva o quanto mai becera, degli schemi e dei codici architettonici. E’ importante, quindi, evidenziare finalmente, quella colta attività relazionale che riguarda la percezione visiva di un paesaggio minimale, intimo, capace di sollecitare sensazioni e produrre il suo libero e intenso valore emozionale. E per fare ciò, il sentire mediterraneo, diventa necessario. Casa Cataldi, è l’esempio di una proiezione che lo stesso territorio può determinare, quando, interpretando nel giusto modo, le sue emergenze, è possibile ricavarne una valida struttura spaziale organizzativa. Casa Cataldi è l’esempio pratico di uno spazio creato, quindi rivelato. Nei casi in cui lo spazio diventa dimora, è possibile che si raggiunga un equilibrio tra la struttura, la materia, la luce; dal risultato compositivo ineccepibile.  L’arricchimento dell’anima si privilegia anche di queste delicate ed eleganti visioni. Immersa in un'ambiente naturale, ancora incontaminato, come si può osservare dalla presenza di una dominante attività agricola nel piccolo paese del Salento, Parabita, in provincia di Lecce, la componente naturale e paesaggistica è evidente dalla dominante presenza di oliveti e vigneti a poca distanza dal luogo. Casa Cataldi risale agli anni ‘30, la propietaria, ha voluto mantenere e, dove è stato opportuno riqualificare lasciando inalterate, proprio le caratteristiche di quell'epoca. Il gioco sapiente, della materia con la luce, quando tratta il tema spaziale, offre un complesso meccanismo che solo una sensibilità attenta a un controllo globale dello spazio, può dare. Gli interni, infatti, stabiliscono una varietà di rapporti formali e segnici in sequenza; tra superfici, colori, materiali viene lasciata alla luce naturale, il risultato di comporre fotogrammi individuabili e realmente, appartenenti allo spazio. L'impianto architettonico, infatti, è simmetrico, con una soluzione ad angolo e con la torretta centrale corrispondente al vano scala. Il vano scala diventa per la casa, l'elemento caratterizzante. La struttura elicoidale della scala, infatti, posta appena dopo l'ingresso permette di avere, una maggiore distribuzione della luminosità nell'ambiente domestico evidenziandone il suo sviluppo plastico e originale. Le spesse mura di cui la costruzione è provvista, consentono una silenziosa tranquilla riservatezza ed un'accurata e confortevole privacy. Lo studio attento delle assonanze dei materiali, delle stampe, dei quadri e dell'arredo, corrisponde al desiderio della proprietaria di vivere in uno spazio d'arte, una promenade artistique che si fonde con l'edificio storico producendo quell'atmosfera colta ed elegante evidenziata dai particolari costruttivi strutturali, dall’arredamento d’autore (mobilio di designers famosi da collezione) e dai segni inconfondibili dell’architettura di metà secolo ‘900, con caratteristiche proprie rielaborate dalle maestranze della terra del Salento. La scelta dei colori, esalta le caratteristiche costruttive ed evidenzia la distribuzione degli ambienti resi così, intimi e confortevoli. L'attenzione per i particolari la ricercatezza delle rifiniture (infissi in legno, porte esterne e interne laccate originali, materiale lapideo originale, decorazioni del pavimento e sulle volte originali) consentono di leggere bene anche la ‘tessitura’ dell'intera costruzione. Di notevole importanza è la particolarità che l’acqua calda della casa, deriva da fonti di energia alternativa (pannelli solari); quale migliore soluzione per costruzioni di questo genere che aspettano di essere rivalutate anche dall’uso di fonti di energia alternative, inserite in questo territorio e soprattutto con queste caratteristiche climatiche! Una forma di riconversione e di riqualificazione strutturale di questa tipologia di abitazioni, capaci di cambiare il volto a un territorio che da decenni non aspetta altro. Ecco perché la storia di questa terra, unita al sistema artistico-espositivo con lo scopo di recuperare il patrimonio architettonico e urbanistico può fondersi, ottimamente ai sistemi di recupero dell’energia derivata da fonti alternative, diventando un ‘ambito’ interessante, stimolante, per le realtà che si possono generare e per le attività culturalmente espressive da realizzare, se e solo se sarà la cultura archiettonica di qualità a decidere la direzione del un bene prezioso ancora a nostra disposizione, lo spazio. Casa Cataldi è, quindi, l’espressione concreta di un paesaggio posto in uno spazio ‘attivo’ che è diventato, naturalmente, la sua dimora.

 

 
 

 


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