Progettare e realizzare opere di
qualità consentirà di disporre
di 68 mld di Euro nei prossimi
25 anni
Nel 2006 inaspettatamente il valore delle risorse destinate
al rinnovo del patrimonio
pubblico risulta più elevato
rispetto a quello per le nuove
costruzioni. Un risultato che
offre una duplice
considerazione: se da un lato è
positivo per la crescita del
mercato della manutenzione delle
opere pubbliche, dall’altro per
quello delle nuove costruzioni
non è rassicurante.
Questo scenario emerge dal rapporto su Il mercato del
rinnovo e della
manutenzione straordinaria e l’ammaloramento
delle strutture in cemento
armato delle opere pubbliche,
presentato dal
presidente di ATECAP
(Associazione Tecnico Economica
del Calcestruzzo
Preconfezionato) Mario
Colombini e dal Presidente
di ANCE (Associazione
Nazionale Costruttori Edili)
Paolo Buzzetti. Ad
illustrare il rapporto il
direttore del Cresme,
Lorenzo Bellicini.
Il rapporto è stato realizzato dal CRESME – Centro
Ricerche Economiche Sociali di
Mercato per l’Edilizia e il
Territorio - per conto di
ATECAP nell’ambito di
Progetto Ulisse, iniziativa
nata per promuovere i valori del
calcestruzzo armato e dei
manufatti in cemento. Il
rapporto si inserisce in una
ricerca più ampia su “La
manutenzione delle strutture in
cemento armato”, volta ad
evidenziare gli effetti di una
carente progettazione ed
esecuzione delle opere pubbliche
che troppo spesso non tiene
conto del fondamentale requisito
della durabilità.
“Per questo - afferma Mario
Colombini - diventa
importante conoscere le cause
del degrado e i fattori che
possono incidere sul piano
dell’efficacia delle tecnologie
e dell’applicazione del prodotto
calcestruzzo armato nel tempo.
Dall’indagine realizzata,
nell’ambito della ricerca sulla
manutenzione delle strutture,
dalla società CST è emersa la
mancanza di una cultura
progettuale che tenga conto del
contesto ambientale dove si
costruisce, con l’effetto di
richiedere nel tempo interventi
consistenti di manutenzione
straordinaria che potrebbero
essere ridotti fortemente, anche
sul piano dei costi, da una
maggiore attenzione alle classi
di esposizione ambientale.”
Il rapporto CRESME fotografa per la prima volta il mercato
italiano della manutenzione dal
2002 al 2006: cinque anni
che hanno portato l’attività sul
patrimonio esistente a diventare
il principale mercato
nell’ambito delle opere
pubbliche, superando le nuove
costruzioni. Da sempre
prevalente sul piano del numero
delle iniziative, ma
tradizionalmente inferiore come
importi di spesa rispetto alle
nuove costruzioni, nel 2006
il rinnovo ritorna ad essere,
nell’ambito delle opere
pubbliche, il primo mercato, con
il 54% del totale.
Grafico 3. - Il mercato delle
opere pubbliche. Lo scenario di
riferimento. Importo dei bandi
di gara per comparti di mercato
– 2006 –
Composizione %

Fonte: elaborazione e dati
CRESME Europa Servizi
* Sono compresi i mix di
interventi di nuova costruzione
e rinnovo
A
ciò va aggiunto che nell’ambito
della spesa per la manutenzione
del patrimonio pubblico gli
interventi straordinari sono
cresciuti del 77% nei
cinque anni, che ne fanno nel
2006 il 66,5% del totale delle
iniziative e il 45% del
valore dell’intero mercato del
rinnovo.
L’attuale struttura del mercato
degli interventi straordinari,
ricostruita dal CRESME,
evidenzia infatti come il
segmento più rilevante riguardi
la manutenzione straordinaria,
nel cui ambito si collocano le
iniziative relative alle
strutture edilizie: considerato
che oltre il 70% della opere
costruite nel nostro Paese
vengono realizzate ricorrendo al
cemento armato, la qualità del
modo di costruire in
calcestruzzo armato costituisce
un fattore determinante nel
garantire la durabilità, che
come conseguenza ha anche un
sensibile risparmio nei costi di
manutenzione.
“Dal rapporto emerge una
preoccupante contrazione del
mercato delle nuove costruzioni:
una nota negativa che spinge la
nostra associazione ad alcune
considerazioni - afferma
Mario Colombini Presidente
di ATECAP.
Innanzitutto va sottolineato con preoccupazione che si è
allentato l’impegno per
assicurare al paese la
realizzazione di importanti
opere pubbliche, essenziali per
lo sviluppo e la competitività
del nostro sistema economico. A
questo si aggiunge il sorpasso
della spesa per il rinnovo, il
che significa che la gran parte
degli investimenti pubblici è
destinata alla manutenzione
straordinaria. Una necessità che
conseguentemente riduce la
disponibilità di risorse da
destinare ai nuovi progetti”.
Come uscirne? Puntare sulla
qualità dei materiali – sostiene
- sulla valutazione in fase di
progettazione e prescrizione di
tutte le condizioni ambientali
necessarie per evitare il
degrado e l’ammaloramento, sulla
durabilità delle opere come
uniche soluzioni al risparmio in
termini manutentivi”. “La nostra
associazione è già pronta per
favorire la crescita della
cultura qualitativa nel comparto
e con importanti progetti stiamo
sensibilizzando tutta la
filiera: dal progettista alle
grandi stazioni appaltanti,
affinché il problema della
manutenzione venga risolto a
monte”.
Le aspettative sono di un
processo in grado di assicurare
una migliore qualità costruttiva
che possa consentire di
rispettare i livelli minimi di
vita utile delle opere, definiti
dalle Norme Tecniche per le
costruzioni varate dal
Consiglio Superiore dei Lavori
Pubblici e in vigore: ossia
50 anni.
“Il CRESME- afferma Colombini- ci dice che a
partire dal 2007 fino al 2031 si
renderà necessaria un’attività
di manutenzione straordinaria
per un valore prossimo ai 270
miliardi di euro e che se nei
prossimi anni riusciamo - con il
contributo di tutti gli attori
del processo costruttivo - a
garantire una durabilità minima
per ogni opera pari a 50 anni,
saremo in grado di liberare
risorse per oltre 68 mld di
Euro, che sarà possibile
investire nella realizzazione di
nuove opere”.
A questo si collega l’“invito” alle istituzioni da parte del
Presidente di ANCE,
Paolo Buzzetti, il quale ha
sottolineato come “in questo
scenario sia fondamentale che le
istituzioni competenti non
prevedano ulteriori tagli ai
fondi, ma concentrino le risorse
su priorità strategiche per il
paese, per fare in modo che le
risorse vengano assegnate in
maniera mirata ed opportuna”.
“Una riflessione – spiega
Buzzetti – sull’attuale fase
di mercato delle opere
pubbliche, è necessaria per
individuare i margini di una
ripresa delle nuove opere: il
che significa valutazioni e
scelte legate alle grandi opere
e ai grandi progetti
infrastrutturali, ma anche una
politica a sostegno di forme
integrative di finanziamento
privato, al fine di attuare un
sistema integrato di intervento
pubblico-privato che nell’intero
settore delle Opere Pubbliche
rappresenta il 30% dell’intero
valore”.
Il Presidente Buzzetti ha poi aggiunto di ritenere
importante che ANCE ed
ATECAP collaborino per
assicurare una piena
applicazione delle norme
tecniche ed una loro
divulgazione che sappia favorire
e radicare la cultura della
qualità nel comparto delle
costruzioni.
Prendendo spunto dal rapporto CRESME ATECAP ed
ANCE ritengono urgente una
riflessione comune chi deve
orientare la politica
infrastrutturale e la
programmazione degli
investimenti pubblici.
Strategie & Comunicazione
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qui il la sintesi del
rapporto con i grafici
illustrativi:
IL
MERCATO
DELLA MANUTENZIONE STRAORDINARIA
DELLE OPERE PUBBLICHE 2002 –
2006
Dinamiche, prospettive e costi
sociali