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Nell'articolo si propone
l'impiego di dispositivi innovativi per la regolazione
della pressione di esercizio delle reti di distribuzione
degli acquedotti ed aventi lo scopo di evitare la
dissipazione dell'energia dovuta agli eccessi di carico
idraulico utilizzandola invece per produrre energia
elettrica che diviene, di anno in anno sempre più
preziosa
1)PREMESSA
L'alimentazione idropotabile delle aree abitate aventi
un andamento altimetrico molto variegato ed in
particolare di quelle con notevoli dislivelli del suolo,
presenta notevoli problemi dovuti alla eccessiva
pressione della rete di condotte che, nella realtà, non
vengono affatto risolti. Si constata infatti come in
molti sistemi acquedottistici di quel tipo, venga
adottata una rete unica che copre unitariamente tutto il
territorio da servire essendo caratterizzata da
pressioni di funzionamento estremamente variabili e
che, soprattutto nelle aree poste alle quote più basse
e nei periodi di minor consumo, raggiungono valori
molto elevati. Vi si pone rimedio dotando ogni
allacciamento di utenza di propria valvola di riduzione
e di regolazione della pressione con cui, se da un lato
si raggiunge lo scopo di assicurare all'utente un
funzionamento normale del suo impianto idrico,
dall'altro si provocano nelle condotte stradali di
distribuzione, soggette al regime irregolare di cui si è
detto, numerosi inconvenienti tra i quali quello delle
rilevanti perdite occulte. Si tratta di una situazione
assolutamente anomala cui chi scrive ha tentato di
proporre differenti modalità di risoluzione (vedi vari
articoli nel sito
http://altratecnica.3000.it
) basandosi su una concezione delle reti totalmente
diversa da quelle tradizionali e che raggiunge il
risultato di un funzionamento con pressioni abbastanza
normalizzate e, nel caso di impianti con sollevamento
meccanico dell'acqua, con una notevole economia
energetica.
Una modalità che in questi ultimi anni si sta
diffondendo a macchia d'olio per i buoni risultati che
offre, è quella, illustrata in vari articoli del sito
http://altratecnica.3000.it
e basata sulla installazione in punti strategici della
rete di valvole di regolazione della pressione tenute in
tempo reale sotto controllo dal sistema di telecontrollo
e telecomando centrale.
Con questo lavoro la ricerca di soluzioni razionali dei
problemi esposti viene spinta ancora più avanti con
ritrovati meramente teorici ma che si ritiene possano
contribuire efficacemente al raggiungimento della vera
risoluzione.
2) IL DISPOSITIVO FONDAMENTALE DELLA SOLUZIONE PROPOSTA
Una delle soluzioni dei problemi prima elencati è quella
basata, come detto, su una massiccia presenza in rete di
valvole di regolazione, che distruggono sic et
sempliciter il carico idraulico in eccesso. Risultati
notevolmente migliori si otterrebbero qualora tali
valvole fossero sostituite da un dispositivo che,
anziché dissiparla, ricuperasse tutta l'energia
trasformandola in energia elettrica. Il dispositivo in
questione potrebbe essere, come sarà di seguito
spiegato, un gruppo turbina-alternatore di concezione
del tutto particolare. A questo punto occorre precisare
come chi scrive questa nota non sia affatto esperto nel
campo elettro-meccanico in cui rientra detto dispositivo
per cui le affermazioni ad esso relative debbono essere
attentamente verificate. Sussistono però dei concetti
fondamentali sui quali mi sento di fondare alcune
proposte tecniche le quali, proprio per questo, possono
ritenersi attendibili.
E' noto come l'energia elettrica venga prodotta dagli
alternatori di normale costituzione facendone ruotare un
elemento entro un campo magnetico fisso oppure, per
semplicità costruttiva, facendo girare detto campo
magnetico tramite la rotazione del rotore e raccogliendo
l'energia nell'elemento fisso. In ambedue i casi la
frequenza della corrente alternata prodotta è funzione
diretta della velocità di rotazione e quindi, per
ottenere una corrente a frequenza fissa come normalmente
è richiesto, deve essere fissa anche la velocità di
rotazione. Nei grandi e complessi impianti idroelettrici
tale irrinunciabile condizione è soddisfatta tramite
appositi organi di regolazione che, variando
l'inclinazione delle pale della turbina o quelle del suo
distributore, riescono ad assicurare detta costanza di
velocità anche in presenza di portate d'acqua variabili
entro determinati limiti. Invece nei gruppi
turbina-alternatore specificatamente usati per piccoli
impianti come sono quelli atti all'utilizzazione del
carico idraulico delle condotte d'acquedotto di cui si
tratta, non è praticata, per motivi di semplicità
costruttiva e di esercizio, alcuna regolazione del
genere, al contrario vi si trovano dei dispositivi
automatici che garantiscono la velocità costante della
turbina dissipando l'energia in eccesso, tutte le volte
che se ne presenta la necessità, previa sua
trasformazione in calore. Tale loro caratteristica
peculiare rende i piccoli impianti idroelettrici
assolutamente rigidi e quindi poco adatti all'uso che si
vorrebbe qui fare.
Chi scrive ritiene però che la moderna tecnologia
consenta di produrre piccoli gruppi turbina-alternatore
completamente diversi da quelli citati ed atti a
sfruttare un carico idraulico con continue variazioni
energetiche trasformandolo in energia elettrica
alternata che, ad una potenza necessariamente variabile,
contrapponga una tensione ed una frequenza sempre
costanti e di valori rientranti nella norma. Un'altra
caratteristica essenziale del sistema qui proposto, è
quella relativa alla necessità del suo asservimento al
sistema generale di telecontrollo e telecomando
dell'acquedotto.
In luogo di prevedere, analogamente ai grandi gruppi
idroelettrici, complicate apparecchiature di regolazione
meccanica delle varie parti della turbina si ritiene
preferibile adottare, per le piccole macchine di cui si
tratta, una regolazione continuativa e su comando del
campo magnetico
dell'alternatore. Ciò potrebbe aversi, ad esempio,
tramite un rotore eccitato mediante immissione di una
corrente esterna di intensità variabile a sua volta
ottenuta tramite un dispositivo elettrico/elettronico in
grado di produrre corrente continua di potenza
variabile.
Se in questo modo è sicuramente possibile abbassare a
piacere la pressione di funzionamento della condotta cui
viene inserito il dispositivo, ne deriva però un
inconveniente: il rotore, dovendo vincere un campo
magnetico di intensità variabile assumerà velocità di
rotazione anch'esse variabili e quindi l'energia
elettrica prodotta sarà anch'essa di potenza ed anche di
frequenza variabili. Vi si dovrà porre rimedio tramite
dispositivo elettronico statico applicato all'uscita
dell'alternatore come ad esempio un inverter che, a
mezzo di moderni dispositivi elettronici, raggiunga lo
scopo di rendere costante frequenza e tensione della
corrente elettrica prodotta.
In definitivamente quella qui ipotizzata è
un'apparecchiatura che, con asservimento all'impianto
centralizzato di telecontrollo e telecomando
dell'acquedotto, possa svolgere il ruolo di abbassare la
pressione della condotta in cui è inserita fino ad un
limite stabilito di volta in volta, senza alcuna
dissipazione di energia ma invece trasformando tutta
quella in eccesso rispetto al fabbisogno idraulico della
rete acquedottistica, in energia elettrica di
caratteristica atta alla sua immissione nella rete Enel.
Il campo di lavoro del dispositivo dovrà poter variare
da una dissipazione del carico idraulico nulla ( nel
qual caso la turbina gira in folle e non si ha
produzione di energia elettrica) ad una dissipazione
massima di una cinquantina di metri di colonna d'acqua
che è ritenuto il valore massimo per riportare le reti
acquedottistiche di normale costituzione entro valori
ottimali. Questa elevata escursione di lavoro
provocherà sicuramente una diminuzione del rendimento
complessivo della macchina pur restando il risultato
economico finale nettamente positivo, come sarà più
avanti dimostrato.
3) TECNICA DI REGOLAZIONE DELLA PRESSIONE DELLA RETE
ACQUEDOTTISTICA
La tecnica di regolazione della pressione di
funzionamento delle reti di distribuzione degli
acquedotti tramite valvole di riduzione della pressione
delle condotte ha raggiunto in questi ultimi anni un
notevole livello di perfezionamento e notevoli risultati
pratici. La ubicazione e le modalità di utilizzazione e
di taratura delle valvole vengono studiate tramite
molteplici simulazioni del funzionamento della rete
effettuate tramite modelli matematici per essere poi
messe a punto con ripetute prove di esercizio reale. I
risultati già ottenuti durante lunghi periodi di
effettivo esercizio sono lusinghieri soprattutto per
quanto riguarda il contenimento delle perdite occulte di
rete. Le esperienze fatte possono essere utilizzate
pari pari per l'installazione dei gruppi
turbina-alternatore descritti al precedente cap. 2) in
quanto la loro funzione per tutto ciò che riguarda la
rete acquedottistica è identica a quella delle valvole
citate, fatte salve alcune osservazioni.
Innanzitutto è da tenere presente come i gruppi in
argomento rappresentino un dispositivo più complesso e
costoso delle semplici valvole di regolazione della
pressione. Il loro impiego dovrà quindi essere
attentamente vagliato limitandone l'installazione negli
acquedotti di grande dimensione e, al loro interno,
nelle sole condotte di rete principali e quindi
adottando un sistema di regolazione misto
alternatore-valvola con impiego delle valvole in tutti i
casi di secondaria importanza. Naturalmente ambedue i
tipi di regolatore della pressione di rete sono
costantemente asserviti all'impianto centralizzato di
telecomando e telecontrollo.
4) EFFETTI DELLA REGOLAZIONE DI PRESSIONE DI RETE
ACQUEDOTTISTICA OPERATA TRAMITE TURBINA-ALTERNATORE
In una rete acquedottistica dotata di regolazione della
pressione conforme alla modalità del presente lavoro,
sussistono degli aspetti interessanti soprattutto in
presenza di un territorio ad altimetria molto variegata
e a sollevamento meccanico dell'acqua distribuita.
In particolare è interessante il bilancio energetico
relativo al consumo delle stazioni di sollevamento
dell'acquedotto e alla produzione dei gruppi
turbina-alternatore.
A titolo di esempio esaminiamo una rete di un territorio
collinare alimentata con acqua sollevata meccanicamente,
munita di impianto di regolazione della pressione di
tipo misto valvole-alternatori ed infine munito di
serbatoi di compensazione giornaliera delle portate. La
corrente elettrica necessaria per il sollevamento gode,
come di norma, di una notevole agevolazione tariffaria
offerta dall'Enel per i consumi notturni.
I serbatoi di compenso che, onde consentire
l'alimentazione diretta della rete a gravità, si
suppongono siti in alto, sono dimensionati per il giorno
di massimo consumo e quindi risultano nettamente
sovrabbondanti in tutti gli altri giorni cioè per la
maggior parte delle giornate dell'anno tipo. La loro
regolazione ha luogo, come descritto nell'omonimo
articolo del sito
http://altratecnica.3000.it
, a curva
di riempimento giornaliero imposta per cui durante le
ore diurne di tutte le giornate, comprese quelle di
basso consumo dell'utenza, il serbatoio si svuota
sfruttando interamente la propria capacità di accumulo
per poi riempirsi di notte.
In un impianto di questo genere il funzionamento delle
pompe di sollevamento, in linea puramente teorica,
avviene per 24 ore consecutive con portata
corrispondente a quella media giornaliera soltanto
durante i giorni di massimo consumo ed il serbatoio,
grazie al volume d'acqua accumulato nella precedente
notte, fronteggia i consumi di punta. In tutti gli altri
giorni la maggior parte dell'acqua necessaria sarà
sollevata di notte e, una volta accumulata nei serbatoi,
resterà disponibile per fronteggiare non solo i maggiori
consumi ma anche quelli di base del giorno successivo.
L'energia elettrica di pompaggio sarà quindi
prevalentemente di tipo notturno a tariffa agevolata.
Di contro la produzione di energia da parte dei gruppi
turbina-alternatore sarà prevalentemente attuata di
giorno dati i maggiori volumi d'acqua che in tale
periodo percorrono le condotte dotate di
turbine-alternatori. Anche in tale occasione, l'insieme
turbine-valvole provvederà a riportare la pressione
entro valori normali.
In conclusione il bilancio energetico sarà estremamente
positivo considerato che la componente passiva
rappresentata dal pompaggio gode in buona parte delle
agevolazioni tariffarie notturne nel mentre quella
attiva sarà caratterizzata da una produzione di energia
elettrica pregiata in quanto praticata in massima parte
durante le ore diurne. Il basso rendimento dei gruppi
turbina-alternatore dovuti, come già spiegato, ad un
loro impiego fuori norma e cioè con velocità di
rotazione variegata trova così adeguata compensazione.
5) CONCLUSIONI
Dopo aver accennato all'importanza della regolazione
della pressione di funzionamento delle reti di
distribuzione d'acqua potabile a servizio di territori
ad andamento altimetrico molto variegato al fine di
evitare gli inconvenienti causati dall'eccessivo valore
pressorio che sovente vi si registra, nell'articolo si
propone l'impiego di dispositivi innovativi aventi lo
scopo di evitare la dissipazione dell'energia dovuta a
detti eccessi di carico idraulico utilizzandola invece
per produrre energia elettrica che diviene, di anno in
anno sempre più preziosa. Vengono indicate le
caratteristiche costruttive di una particolare
turbina-alternatore atta ad assolvere a detto compito in
modo automatico essendo asservita all'impianto centrale
di telecontrollo e telecomando della rete
acquedottistica. Infine viene spiegato come la presenza
di capaci serbatoi di accumulo dell'acqua potabile
consentano di raggiungere importanti economie
energetiche limitando gli oneri di pompaggio e favorendo
la produzione di energia elettrica pregiata tramite le
turbine-alternatori.
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