Punta Perotti - Violata la
proprietà privata - Italia condannata
Strasburgo:
"Risarcire i proprietari"
La Corte europea ha accolto la richiesta
di indennizzo presentata
dai costruttori dopo l'esproprio del
complesso abbattuto nel 2006

Secondo la Corte europea dei diritti
dell'uomo, la confisca dei terreni di Punta Perotti è avvenuta
in violazione del diritto della protezione della proprietà privata e
della Convenzione dei diritti dell'uomo.
Alle società Sud Fondi, Iema e Mabar, che si sono rivolte alla Corte
di Strasburgo nel 2001, i giudici hanno riconosciuto un indennizzo
(per la verità alquanto modesto) pari a 40mila euro ciascuna, 30mila
per le spese processuali e 10mila per i danni morali.
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Secondo Strasburgo, lo Stato italiano
ha violato l'articolo 7 della Convenzione dei diritti dell'uomo che
sancisce che non può essere inflitta una pena se quest'ultima non è
prevista dalla legge.
La Corte europea conferma così quanto
a suo tempo venne rilevato dalla Corte di Cassazione italiana quando
assolse i costruttori di Punta Perotti "per aver commesso un errore
inevitabile e scusabile nell'interpretare le disposizioni di legge
regionali, essendo queste oscure e mal formulate". |
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