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20/01/2009

 

Punta Perotti - Violata la proprietà privata - Italia condannata
 

Strasburgo: "Risarcire i proprietari"

La Corte europea ha accolto la richiesta di indennizzo presentata

dai costruttori dopo l'esproprio del complesso abbattuto nel 2006

 


Secondo la Corte europea dei diritti dell'uomo, la confisca dei terreni di Punta Perotti  è avvenuta in violazione del diritto della protezione della proprietà privata e della Convenzione dei diritti dell'uomo.

Alle società Sud Fondi, Iema e Mabar, che si sono rivolte alla Corte di Strasburgo nel 2001, i giudici hanno riconosciuto un indennizzo (per la verità alquanto modesto) pari a 40mila euro ciascuna, 30mila per le spese processuali e 10mila per i danni morali.
 

Secondo Strasburgo, lo Stato italiano ha violato l'articolo 7 della Convenzione dei diritti dell'uomo che sancisce che non può essere inflitta una pena se quest'ultima non è prevista dalla legge.

La Corte europea conferma così quanto a suo tempo venne rilevato dalla Corte di Cassazione italiana quando assolse i costruttori di Punta Perotti "per aver commesso un errore inevitabile e scusabile nell'interpretare le disposizioni di legge regionali, essendo queste oscure e mal formulate".

 

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