Il 17 maggio 2007
a Parma presso il Campus si è tenuto
il Convegno promosso dal Consorzio
esi, dall’Università di Parma,
Celenit e Knauf dal titolo
L’apertura dei lavori alle ore 10,00
con l’introduzione del
Prof. Ivo Iori,
Preside della Facoltà di
Architettura dell’Università di
Parma e Professore ordinario di
Tecnica delle Costruzioni presso
l’Università degli Studi di Parma. A
seguire gli interventi di
Carlo Bucci, Presidente
del Consorzio esi, del
Prof. Marco Imperadori,
Professore associato presso il
Politecnico di Milano-Dipartimento
che da molti anni svolge attività di
ricerca nell’ambito della
innovazione e dell’alta efficienza
energetica e edilizia.
Di particolare rilevanza sono stati
poi gli interventi delle aziende
Knauf tenuto dall’Ing.
Tawfik Mohamed e
Celenit tenuto dall’
Ing. Piero Svegliado
che è Direttore Generale della
Celenit srl.
La seconda parte del convegno ha
analizzato due temi. Il primo con
titolo
Dalla sperimentazione alla prassi:
esperienze di biorarchitettura
illustrato dall’
Ing. Angelo Mingozzi
mentre il secondo intervento dal
titolo
Architettura sostenibile: criteri
per una ricerca applicata, materia
dell’Ing.
Paolo Bertozzi.
Al termine dei lavori è stato
proiettato un filmato con la
riproduzione virtuale 3D in modalità
stereoscopica di particolari
costruttivi con tecnologia S/R.
Appuntamento dunque all’Università
insieme alle aziende leader in
questo settore che insieme al
consorzio esi hanno voluto sostenere
il progetto: Celenit e Knauf.
La costruzione degli edifici ad uso
residenziale in Italia è per la
quasi totalità eseguita con la
tecnologia detta “ad umido”, cioè
con mattoni e laterizi di varia
foggia e l’uso del cemento. In altre
regioni d’Europa e del mondo si sono
sviluppate altre tecniche di
costruzione dette “a secco”, cioè di
assemblaggio di pannelli
stratificati di vari materiali su
una intelaiatura leggera e
resistente di acciaio o legno, o
nelle soluzioni ibride in
calcestruzzo armato.
Proprio a Parma alcuni imprenditori
del settore edile hanno costituito
il Consorzio esi (Edilizia
Sostenibile Innovativa) per
individuare le migliori soluzioni
della tecnica a secco applicabile
all’edilizia residenziale in Italia.
La tecnica a secco ha molti vantaggi
rispetto alla tradizionale tecnica a
umido ma nel nostro Paese è ancora
poco diffusa e vista con un po’ di
diffidenza da alcuni per mancanza di
una cultura specifica o per non
sviluppata sensibilità ambientale.
Proprio per promuovere la conoscenza
di questa nuova tecnica ricca di
vantaggi, il Consorzio esi ha
iniziato un programma di ricerche e
studi di efficienza avvalendosi del
Dipartimento di Ingegneria Civile,
del Territorio, dell'Ambiente e
Architettura dell’Università degli
Studi di Parma.
I Paesi del
nord Europa e gli Stati Uniti da
diversi decenni impiegano questa
tecnica costruttiva perché risponde
meglio alle esigenze di
sostenibilità ambientale e di
risparmio energetico, rispetto alla
tecnica classica. La tecnica a
secco, infatti, somma molti
vantaggi, primo fra tutti il fatto
di essere ad oggi,
il
sistema di costruzione più
ecosostenibile, in
quanto minimizza l'uso dei
materiali e quelli utilizzati sono
biocompatibili e in gran parte
riciclabili, inoltre consentono per
le loro caratteristiche
prestazionali
un
elevato risparmio energetico.
L’ecosostenibilità del sistema di
costruzione infatti consiste nel
miglior rapporto tra la costruzione,
il suo funzionamento e mantenimento,
la sua dismissione e l’impatto che
tutti questi cicli hanno
sull’ambiente.
L’ecosostenibilità della costruzione
è il più serio contributo che si può
dare al nostro pianeta dal punto di
vista ambientale, ed è un approccio
maturo alla sensibilità ecologica
crescente.
Un vantaggio
rilevante è
il
tempo di realizzazione della
costruzione
che
dopo essere stata progettata, viene
montata in un tempo
ridotto rispetto alla costruzione
tradizionali.
Per una maggiore ecosostenibilità
dell’abitazione, alle tecniche di
costruzione si sommano i
sistemi innovativi della gestione
all’interno della casa
di
elettricità, acqua e climatizzazione
che consentono di risparmiare
energia: basti pensare al
sistema che programma lo spegnimento
delle luci quando non vi è nessuno
nell’ambiente o alla possibilità di
gestione telematica del
riscaldamento.
In aggiunta a questi vantaggi di
tipo ecologico, stretti tempi di
costruzione significano un
risparmio notevole sui costi
dell’immobile finito.
Questa tecnologia innovativa trova
riscontro anche nei centri urbani
con un forte inquinamento acustico,
in quanto
garantisce una ottima
insonorizzazione.
La maggiore resistenza psicologica
all’adozione su larga scala di
questa tecnica di costruzione,
deriva dalla convinzione errata di
molti, che l’abitazione costruita
con assemblaggio a secco possa avere
una durata minore nel tempo: anche
in questo caso si tratta di una
falsa percezione perché la
durata dell’immobile è la medesima e
anche le eventuali opere di
manutenzione negli anni risultano
facilitate.
Esteticamente una casa costruita con
tecnica S/R (Struttura/Rivestimento)
è uguale ad una costruzione
tradizionale, garantendo le stesse
possibilità creative nella
progettazione architettonica.
Proprio all’Università degli Studi
di Parma ed in particolare al
Dipartimento di Ingegneria Civile,
dell’Ambiente, del Territorio e
Architettura, è stata richiesta una
approfondita ricerca che ha come
obiettivo non solo di accertare
scientificamente i plus della
tecnica a secco, ma anche di
valutare e certificare il valore dei
parametri che vengono presi in
considerazione: prestazioni
statiche, tecnologiche, ambientali e
risparmio sia dal punto di vista
ecologico, sia dal punto di vista
economico.
Il Consorzio esi nasce a Parma
dall’idea di alcune importanti
realtà locali nel settore della
progettazione e della costruzione
edile: la C e P Consulenza e
Progetti, la Bucci Spa, la
Bergamaschi Costruzioni, l'
Elettromeccanica Parmense e Inlon,
che sensibili alla necessità di
promuovere anche in Italia una
edilizia innovativa più ecologica e
sostenibile hanno trovato su questo
progetto l’appoggio immediato di due
aziende leader in Italia e nel mondo
nella produzione di pannelli
isolanti e di sistemi costruttivi a
secco quali Celenit e Knauf.


