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Così titola un suo accorato scritto,
l’amico ing. Luciano Migliorini titolare
della AMV società di Software nota a
tutti gli operatori di calcolo
strutturale.
Ci
sembra veramente paradossale che la
situazione di grave paralisi che si è
prodotta nel mondo delle costruzioni dal
primo gennaio di quest’anno non abbia
ricevuto adeguato risalto sulla stampa
nazionale. Eppure i professionisti hanno
dovuto rinviare le loro nuove attività
di progettazione; molti operatori del
settore sono fermi; alcune aziende di
prefabbricazione hanno già dovuto
accedere alla cassa integrazione. I
committenti non possono comprendere. Il
danno economico è ingente.
Molti
sono i commenti che si potrebbero fare.
Qualunque persona di buon senso si
chiede come si sia potuti arrivare a
questo punto e la critica va certamente
rivolta non solo al personale politico
direttamente coinvolto. La prontezza
dello Stato a reagire e a provvedere ai
problemi appare più proporzionata alla
capacità di ricatto dei manifestanti che
all’effettiva gravità della situazione.
Purtroppo gli operatori del settore non
possiedono taxi e non guidano TIR: la
loro protesta può quindi passare in
secondo piano, indipendentemente dalle
loro buone ragioni e forse anche a causa
delle loro buone maniere. Come ci diceva
un nostro collega qualche tempo fa: “Sa,
ingegnere, noi non possiamo
scioperare..”…
Un’ultima osservazione. Si parla sempre
di qualità della progettazione (
incuranti della situazione di
progressivo scadimento del personale di
cantiere, soprattutto nelle opere di
ordinaria importanza). Certo che 450
pagine delle nuove norme tecniche e le
annunciate 550 (cinquecentocinquanta)
pagine di circolare esplicativa (!)
appaiono a chiunque un boccone troppo
indigesto per essere assimilato in pochi
giorni di consultazione.
Anche
in questo caso i commenti si potrebbero
sprecare. Povera Italia?
Da
parte mia aggiungo solo una proposta,
che vista nel contesto in cui siamo
immersi a far tempo dall’OPCM 2374 del
2003, non è per niente inverosimile:
Perché non chiediamo ai presidi delle
Facoltà d’Ingegneria d’inserire nel
curriculum di studi anche un corso di
magia e preveggenza? Infatti oramai è
solo così potremo stare al passo con gli
altri paesi d’Europa.
Dott.
Ing. Fausto Giovannardi
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