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FOCUS

Le imprese di fronte ai nuovi scenari del mercato delle Opere Pubbliche: prospettive e soluzioni

  A cura del CRESME

Data di pubblicazione: 29/10/2008

29 Ottobre 2008

Ore 15.00 Auditorium Verdi

 

Le tante piccole e medie imprese di costruzioni italiane si trovano oggi in una situazione di svantaggio nel mercato delle opere pubbliche. Mentre le grandi società, più “aperte” all’innovazione, adeguano la loro attività ai nuovi mercati del PPP e al Facility Management, lo spazio per le piccole e medie imprese, ovvero il loro potenziale di acquisizione di opere pubbliche, va via via restringendosi. Infatti, tra il 2002 e il 2005 il mercato degli appalti ha registrato una perdita del 19% per numero di lavori ed una stagnazione per importo (+0,4%), mentre il nuovo mercato, ovvero bandi di gara per la realizzazione di opere pubbliche con le nuove procedure di affidamento, attraverso PPP, l’appalto integrato ed il contraente generale, è cresciuto del 159% per numero e del 230% per importo. Inoltre, nel 2003, anno di entrata a regime della Legge Obiettivo, si assiste al definitivo sorpasso delle grandi opere (oltre i 5 milioni di euro) rispetto alle opere medio piccole; una tendenza che è proseguita fino al 2008, quando la rinnovata crescita del mercato delle gare pubbliche è stata tutta da attribuire alla ripresa dei progetti di grande dimensione. Un’analisi delle tipologie dimensionali mostra infatti, nell’anno in corso, la contrazione delle gare di importo inferiore a 5 milioni (-5% per numero e -2,1% per importo) a fronte di una sensibile crescita delle grandi opere (+10% per numero e +12,4% per importo). In particolare, tra Gennaio e Settembre, ben il 47% del mercato complessivo è stato riservato alle opere di importo superiore ai 15 milioni di euro. Tra queste, il 40% del valore è da ricondurre a gare di PPP.

Grafico 1. - Importo medio dei bandi di gara pubblicati per Opere Pubbliche periodi 1991-2001 e 2002-2008

Fonte: CRESME Europa Servizi

* i dati per il 2008 sono stati stimati proiettando per l'intero anno i risultati dei primi nove mesi

E’ chiaro che scelte in materia di politica economica che tendono ad accorpare la quasi totalità della spesa per infrastrutture in maxi-lotti, finiscono per precludere a molte piccole e medie imprese una parte del mercato delle infrastrutture. In questo contesto, la difficoltà maggiore si presenta per le imprese medio-piccole, in difficoltà nell’accedere al mercato delle piccole opere, di dimensione prevalentemente locale, costrette a muoversi in un ambiente estremamente competitivo, che offre sempre meno opportunità, e certamente svantaggiate nei confronti delle imprese più strutturate, che sono in grado di offrire e gestire un ventaglio lavorazioni molto più ampio e completo.

Osservando l’importo dei bandi di gara pubblicati per Opere Pubbliche tra il 1995 e il 2008, si nota come ci sia stata una forte crescita tra il 2001 ed il 2004, dovuta quasi totalmente all’aumento delle medio-grandi opere.

Tabella 1

Importo bandi di gara pubblicati per Opere Pubbliche 1995-2008 in milioni di euro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Classi di importo (milioni di euro)

Totale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da 0,150

a 0,258

Da 0,258

a 0,516

Da 0,516

a 1,033

Da 1,033

a 2,582

Da 2,582

a 5,165

Da 5,165

a 10,329

Da 10,329 a 15,494

Oltre 15,494

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1995

944

1.564

1.706

2.149

1.331

1.194

677

2.501

12.066

1996

1.152

1.776

1.895

2.759

1.877

1.314

585

2.596

13.955

1997

1.415

2.308

2.403

3.259

2.348

1.767

1.034

4.170

18.702

1998

1.349

2.274

2.714

3.664

2.585

1.983

1.150

5.959

21.677

1999

1.224

2.144

2.631

3.588

2.437

1.896

1.346

3.938

19.204

2000

868

1.705

2.280

2.939

2.088

1.577

992

6.198

18.648

2001

919

1.626

2.232

3.086

2.196

1.513

1.008

7.592

20.173

2002

1.072

1.917

2.595

3.622

2.649

1.997

1.177

8.292

23.320

2003

1.166

2.170

2.788

4.113

3.092

2.393

1.396

15.583

32.700

2004

1.008

2.027

2.886

4.284

3.103

2.421

1.535

20.198

37.463

2005

979

2.058

2.891

4.417

3.251

2.629

1.577

16.111

33.912

2006

909

1.825

2.640

3.742

2.692

2.318

1.526

13.945

29.595

2007

885

1.798

2.609

4.067

3.175

2.407

1.527

12.670

29.139

2008*

888

1.750

2.446

3.795

3.352

2.674

1.504

15.381

31.791

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: CRESME Europa Servizi

 * i dati per il 2008 sono stati stimati proiettando per l'intero anno i risultati dei primi nove mesi

Mentre cresce il valore complessivo della domanda, le dinamiche del numero indicano invece una continua e progressiva contrazione delle opportunità. Infatti, il numero di bandi per impresa è andato via via diminuendo: nel 2001 si registravano 1,1 bandi per impresa, mentre nel 2007, ci si è attestati su un valore di poco più di 0,5. Questo è dovuto, sia ad un aumento del numero di imprese di costruzioni qualificate, sia ad una diminuzione del numero di opportunità. Chiaramente, diminuisce anche il volume di affari potenziale per impresa, da 1,459 milioni di euro nel 2001, a 884 mila euro nel 2007.

Tabella 2. - Imprese qualificate e mercato bandi di gara a confronto

 

 

 

 

 

 

 

N. imprese

N. Bandi

Importo bandi (mln euro)

N° medio bandi per impresa

Importo medio bandi per impresa

(milioni di euro)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2001

13.827

15.202

20.173

1,10

1,459

2002

21.811

17.764

23.320

0,81

1,069

2003*

25.497

19.716

32.700

0,77

1,283

2004

29.674

18.742

37.463

0,63

1,262

2005

30.826

18.729

33.912

0,61

1,100

2006

31.476

16.881

29.595

0,54

0,940

2007

32.945

16.963

29.139

0,52

0,884

 

 

 

 

 

 

Fonte: elaborazione CRESME Europa Servizi su dati CRESME ES e AVCP

* Al 31 Agosto 2003

Il mercato delle opere pubbliche italiano è oggi di fronte ad uno scenario che si presenta estremamente duro per le medio-piccole imprese di costruzioni, che hanno minori opportunità di crescita rispetto agli anni novanta, anni caratterizzati dalla polverizzazione e frammentazione del mercato. In effetti, mentre la fascia delle piccole opere (fino ad un milione di euro) è sostanzialmente un mercato locale, quindi di fatto chiuso, e il mercato delle grandi opere (oltre i 15 milioni) è rivolto solo alle grandi società, la fascia di mercato per lavori da 1 fino a 15 milioni di euro è quella dove si presenta la maggiore competizione. In questo contesto, le imprese di medio-piccole dimensioni risultano certamente svantaggiate nei confronti delle imprese più strutturate, che sono in grado di offrire e gestire un ventaglio lavorazioni molto più ampio e completo.

Inoltre, se si misurano le opportunità potenziali in termini del numero dei bandi, si osserva che nella fascia di mercato delle medie imprese, negli ultimi 4 anni, si è registrata una contrazione del 4%, mentre il numero di imprese qualificate è aumentato del 23%. Questo si traduce in una riduzione del 22% del numero di bandi procapite (da 0,5 del 2004 a 0,38 nel 2007). E’ vero che anche nel mercato delle piccole opere si è registrata una riduzione delle opportunità dell’11% ed un aumento delle imprese del 5%, tuttavia questi numeri non tengono conto delle opportunità offerte dal mercato degli Affidamenti con Procedura Negoziata e con Procedura Ristretta Semplificata, un mercato con una dimensione prettamente locale.

Una ulteriore conferma della tendenza strutturale del mercato delle opere pubbliche italiano ad orientarsi in direzione delle grandi imprese, viene dal confronto delle categorie complessive di attestazione tra il 1998, ovvero tre anni prima del varo della legge Obiettivo, ed il 2007. Quello che emerge è una marcata crescita dell’offerta associata alle medio-grandi imprese a discapito di quelle medio-piccole. Infatti, partendo dal presupposto che l’offerta complessiva è rimasta pressoché invariata, l’offerta proveniente dalle classi di imprese medio-grandi è aumentata del 341%, mentre il dato relativo alle imprese medio-piccole si è ridotto del 30%. Contemporaneamente, l’ammontare complessivo bandito per gare di importo medio-grande (superiore a 2,5 milioni) si è incrementato di oltre il 70% (da 11,677 miliardi di euro nel 1998 a quasi 20 miliardi nel 2007).

 
 
 

 


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