|
Convent Garden deve il suo nome alla
presenza, durante il Medioevo, di un giardino
appartenente alla Abbazia di Westminster. Il Conte
di Bedford si interessò successivamente all’area con
il fine di potenziare lo sviluppo del luogo e ne
fece costruire una piazza la cui struttura
sopravvive ancora oggi e testimonia un esempio di
“intuizione dei tempi” .
La piazza fu progettata da Hugo Jones, che
scelse una disposizione simile a tante piazze
italiane tra cui quella del Mercato di Livorno e la
Place de Voges a Parigi, e che fu descritta dai
critici inglesi come “il primo grande contributo
all’urbanizzazione inglese”.
Durante il Seicento si iniziò a tenersi il
mercato presso le mura del parco confinante, il
quale poi lentamente si sposto verso il centro della
piazza, ed i banchi di vendita dei commercianti di
frutta e verdura gradualmente divennero stabili
nella piazza ed il Conte Bedford, riconoscendo le
potenzialità di un mercato situato tra la City e
Westminster, ottenne il diritto di tenerlo in quella
sede mediante license accordate da Carlo II nel
1670.

Nella piazza venivano tenuti spettacoli
ambulati e la sua parte centrale divenne un centro
ricreativo per apprendisti e giovani del posto, e
divenne ben presto dimora di artisti, giornalisti e
scrittori che erano abituali frequentatori delle sue
coffee house e taverne.
Nel XIX secolo, in risposta alla rapida
crescita della domanda commerciale, il VI Duca di
Bedford ottenne l’autorizzazione per la costruzione
del mercato dei fiori, edificio in stile neoclassico
concepito da Charles Fowler, che trasformò la piazza
da spazio aperto a solido complesso di fabbricati.
Così nel 1828-30 le vecchie bancarelle ed
i magazzini furono rimossi ed al loro posto fu
eretta la struttura neoclassica voluta
dall’architetto, con spazi per la sistemazione di
tutte le attività commerciali. La costruzione fu
dotata di una copertura, su sollecitazione del Duca,
per allargare e migliorare lo spazio disponibile per
gli scambi.
Allo stesso tempo il carattere volgare del
quartiere diminuì, man mano che la massa dei
commercianti del Mercato si espandeva nelle strade
circostanti, allontanando i residenti antecedenti.
Nel 1975 il Supremo Consiglio di Londra
istituì una speciale commissione che mettesse a
punto un progetto di ristrutturazione progressiva di
Covent Garden, in collaborazione con i gruppi di
interesse locale, che preservarono gli originali
piani di Inigo Jones della piazza e sull’impronta
delle sue costruzioni.
I negozi presentavano un’ampia variabilità
di modelli, ma tutti seguivano un linguaggio comune.
Molte avevano doppie finestre a saliscendi, accanto
ad esse vi era una porta ad uno o due battenti,
sormontata da una grata in metallo rifinita in vetro
che raggiungeva il soffitto. Sia le finestre che le
porte erano incassate in modo da potervi alloggiare
le imposte, quando il negozio veniva chiuso.
Durante il restauro circa 35 facciate
presentavano caratteri soddisfacenti e furono
conservate, mentre le altre, che, come detto prima
erano tutte diverse tra loro, hanno perso la loro
facciata originale, si cercò di riproporre un
disegno alternativo ma comunque appropriato, visto
che non erano rimasti disegni dettagliati e quindi
non si potevano ricalcare dalle indicazioni
originali di Fowler.
Ogni disegno ricalcò il più fedelmente
possibile lo stile e la forma originali ed inoltre
vi erano disegni apportati appositamente di porte o
coperture che dovevano occultare strutture che
Fowler non si sarebbe mai immaginato, come per
esempio, la stanza del trasformatore o il pannello
d’allarme del sistema antincendio.
Seguono alcune immagini recenti del
Convent Garden di Londra.





|