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Costruito tra il 1852 ed il 1859, serve a
fornire alla grande città vettovaglie di ogni
genere, esso è immenso infatti occupa una superficie
coperta di 87.790 metri quadrati, con all’interno
una strada principale scoperta, che lo divide in due
ed attraversa tutta la costruzione, larga 31 metri,
e con strade ortogonali e parallele ad essa, questa
volta coperte larghe 15 metri; queste nell’insieme
dividono il complesso in dieci padiglioni, ognuno
dei quali specializzato in una determinata derrata
alimentare, e provvisti tutti di sotterraneo ad uso
deposito.

Il padiglione è formato con colonnette di
ghisa e ognuna delle quattro fronti presenta una
serie di arcate metalliche ribassate di 6 metri di
apertura da asse ad asse e di 8 metri di altezza.
Il coperto dei padiglioni è a quattro
pioventi, con lanterna di ghisa ad arcate, e il suo
colmo è a 25 metri dal suolo. La copertura è di
zinco, ma al di sotto fù costruito un soffitto di
legno, così da ottenere una camera d’aria.
Le arcate aperte su ciascuno dei lati dei
padiglioni sono provviste di gelosie di ferro a
palette di cristallo smerigliate, che lasciano
passare aria e luce, ma non il sole. I locali
sotterranei sono alti 3,80 metri e coperti da volte
a crociera di mattoni con nervature e pilastri di
ghisa.

I posteggi sono larghi e profondi 2 metri
separati tra loro da strade di 2 metri, le botteghe
dei macellai sono di 3 metri quadrati e la vendita
della carne viene fatta su banchi di marmo, mentre
nel padiglione del pesce i posteggi, che hanno le
tavole di marmo inclinate verso il compratore e
provviste di cannelle d’acqua con opportune pendenze
che mandano l’acqua nei condotti di scarico, sono
dotati di una particolarità: nella cantina c’è un
grosso canale d’acqua corrente diviso con griglie in
tanti serbatoi dove si colloca il pesce che vi si
preferisce mantenere vivo.

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