PREMESSA
Con il presente lavoro si
intende offrire un contributo
per valutare l’offerta
economicamente più vantaggiosa
in materia di contratti pubblici
di lavori, servizi e forniture,
corrispondendo alle direttive
europee e nazionali con le
attenzioni particolarmente
rivolte alla sicurezza in fase
di realizzazione.
L’Analisi del Valore è il metodo
proposto per affrontare le
attività relative tutte le fasi
del processo edilizio:
programmazione, progettazione,
realizzazione, gestione. (UNI EN
1325-1:1998, UNI EN 1325-2:2005,
UNI EN 12973:2003)
L’Indice di Valore è il
parametro unico numerico
omnicomprensivo che viene
assunto nelle valutazioni di più
soluzioni a confronto, nelle
verifiche di elaborati
preliminari, definitivi,
esecutivi ed operativi e nelle
validazioni dei programmi e dei
progetti esecutivi di opere
pubbliche.
Nel 1943 Lawrence D. Miles,
Ingegnere della General Electric
Company, USA, porta alla nascita
del Value Engineering (VE),
successivamente chiamata Value
Analisys, e del Value
Management, in italiano tradotto
come Gestione del Valore (GV).
Tale metodo tecnico-operativo si
distingue dagli altri per il
fatto di includere
simultaneamente caratteristiche
che non si incontrano
contemporaneamente.
Si riscontrano quattro elementi
propri del metodo GV:
1) Stile di gestione. E’
caratterizzato dal lavoro di
equipe e dalla continua
comunicazione tra i vari membri
in una atmosfera di creatività e
innovazione; allo stesso tempo
la chiara messa a fuoco delle
esigenze di tutte le parti in
gioco permette decisioni
oggettive.
2) La dinamica umana positiva.
La risorsa umana costituisce il
ricorso più prezioso per
l’impresa, per cui assumono
importanza le tecniche di
comunicazione e comportamentali,
anche per la presenza della
equipe pluridisciplinare
coordinata da un esperto.
3) Considerazioni sul contesto.
Qualsiasi processo di
innovazione e trasformazione di
una impresa, prescinde dal
contesto, interno e esterno;
mediante la sua considerazione
si può improntare una giusta
metodologia e individuare gli
strumenti esatti che
identificano i limiti dei
potenziali risultati.
4) Utilizzazione efficace dei
metodi e degli strumenti vari e
intercambiabili, in maniera tale
da avere un approccio globale e
coerente con gli obiettivi
dell’organizzazione.
Le modalità operative che
permettono di studiare il Valore
si esplicano attraverso diverse
sottofasi:
A) Informazione
Approfondimento degli argomenti
con il cliente, ponendo domande
da parte del gruppo di lavoro a
chiarimento di informazioni nel
tempo pervenute.
Visita e analisi del sito con
successiva verifica degli
obiettivi e tempi dello studio.
B) Analisi funzionale
Dopo una Random Function
Definition, si classificano le
funzioni in principali e
secondarie, così da poterne fare
un diagramma gerarchico detto
FAST, Function Analysis System
Technique.
Si attribuiscono, quindi, i
costi e altri criteri di misura
alle funzioni stabilendone
l’importanza.
Nella AV, introducendo il
concetto di funzione, si
aumentano le soluzioni
ipotetiche e si stimola la
ricerca di cammini alternativi
alla soluzione del problema,
poiché possono esserci più
soluzioni che svolgono le stesse
funzioni.
C) Creatività
Con uno sforzo creativo, scevro
da preconcetti, abitudini,
limiti, criteri prestabiliti e
tradizioni, si genera una grande
quantità di idee per svolgere le
funzioni.
E’ necessario evitare di saltare
subito alla soluzione del
problema senza averlo prima
capito e analizzato: si lasciano
volutamente separati creatività
- immaginazione e giudizio -
conoscenze acquisite con
l’esperienza, affinché il
processo creativo giunga a
compimento.
Lo scopo è permettere di
svolgere le funzioni selezionate
ad un costo totale minore e con
una efficacia ed efficienza
maggiori.
D) Valutazione
Si raccolgono e analizzano le
informazioni derivanti dalle
idee generate nella sottofase
creativa e si selezionano quelle
più interessanti per poi
svilupparle in suggerimenti per
il miglioramento del valore.
Il processo di valutazione si
articola nei seguenti passi:
1- Raggruppare idee simili per
categoria tenendo conto della
possibilità di implementazione
nel lungo e medio periodo.
2- Elencare gli svantaggi e
vantaggi di ciascuna idea.
3- Classificare le idee in
ciascuna categoria in accordo
con i criteri di valutazione
stabiliti e tenendo conto del
consenso del gruppo.
4- Se esistono parità utilizzare
l’analisi matriciale per
classificare le idee che
soddisfano medesime funzioni.
5- Selezionare le idee da
sviluppare per il miglioramento
del valore.
E) Sviluppo
Si selezionano e si preparano le
migliori soluzioni trovate. Si
inizia dalla soluzioni col più
alto valore in classifica e si
procede con i seguenti passi:
1- sviluppare l’analisi dei
benefici e l’elenco delle
attività per l’implementazione,
includendo previsione dei costi
iniziali, nel ciclo di vita, e i
costi di implementazione, con
rischi e incertezze
2- costruire l’insieme delle
informazioni per ciascuna
alternativa proposta:
descrizione della situazione
originale e di quella futura
ideata, diagrammi di flusso,
raccolta informazioni
3- preparare un piano di
implementazione
4- finalizzare la proposta
includendo informazioni,
previsioni, e influenze su altri
progetti.
F) Presentazione
Ottenere il consenso di tutti
gli attori del progetto per
procedere con le fasi
successive: in questa fase
avviene l’ultima scrematura
prima dell’adozione finale della
soluzione scelta che non
dovrebbe avvenire in presenza di
un solo dubbio o perplessità
sull’efficacia della proposta.

Schema generale delle
iterazioni che sono alla base
dell’ AV.
Non necessariamente si ricerca
l’abbattimento dei costi, anche
se è dimostrato che attraverso
questo metodo si ottengono delle
economie, ma, prendendo a
riferimento le funzioni e
ricercando il valore delle
stesse, l’obiettivo è la qualità
del prodotto o del servizio
considerato.
In questo senso l’ AV
rappresenta pertanto uno
strumento per la qualità totale:
qualità in tutte le fasi del
processo, realizzando anche le
condizioni per avere i migliori
possibili rapporti fra
committenza, gruppo progettuale,
fornitori e produttori del bene.
Il D.P.R. 21 dicembre 1999, n.
554 è il regolamento della legge
quadro in materia di lavori
pubblici che si affianca alla
legge 109/94.
Il regolamento contribuisce a
definire in modo più compiuto il
contenuto delle verifiche da
porre in atto nell’ambito della
Legge Merloni e fa fare un
grande passo avanti alla
situazione italiana in materia
di LL PP.
Il legislatore ha introdotto,
anche se non è ancora un
obbligo, l’Analisi del Valore in
fase progettuale indicandola
come strumento capace di far
raggiungere quel livello di
competitività sempre più
necessario affinché il prodotto
o il servizio rimanga sul
mercato.
Il valore costituisce un
complemento del concetto di
qualità.
LA SICUREZZA NELLA PRODUZIONE
EDILIZIA
A fronte di una attività che nei
cantieri temporanei e mobili
permane critica, cresce nel
Paese con insistenza, a tutti i
livelli, la domanda di sicurezza
nel mondo della produzione
edilizia.
Un contributo in tal senso
importante deriva anche dal
fatto che la legge finanziaria
2007 ha previsto la
responsabilità solidale del
committente imprenditore o
datore di lavoro con
l’appaltatore e con gli
eventuali subappaltatori (art.1,
Legge 296/2006).
Da gennaio 2007 l’imprenditore
committente risponde quindi in
solido con l’appaltatore per
tutti danni non indennizzabili
dall’Inail; ne derivano
considerazioni in merito al
ricorso che le imprese fanno nei
confronti di esternalizzazioni
di attività (appalto d’opera,
servizi, ecc.) e di processi
aziendali come per l’outsourcing,
scelti per esigenze di
flessibilità e per contenere i
costi fissi.
Solamente con una adeguata e
continuativa informazione e con
una formazione portata già nella
scuola si potrà raggiungere
l’obiettivo della cultura del
valore della salute, premessa
indispensabile per ridurre i
rischi di incidente in cantiere,
rientrando nei limiti
inevitabili tipici delle
attività umane.
I costruttori italiani devono
poter gareggiare nel settore
degli appalti in termini
concorrenziali e trasparenti sul
piano procedurale, con tutti i
Paesi d’Europa e del Mondo.
E’ necessario valutare l’offerta
economicamente più vantaggiosa
in materia di contratti pubblici
di lavori, servizi e forniture,
corrispondendo alle direttive
europee e nazionali con le
attenzioni particolarmente
rivolte alla sicurezza in fase
di realizzazione.
Il corretto modo di vivere il
cantire in tutte le componenti,
può e deve essere perseguito
tramite attività che rientrano
nella progettazione operativa,
quella cioè che consente il
passaggio dagli elaborati
esecutivi portati nelle gare di
appalto, agli elaborati tipici
di un progetto cantierabile,
predisposti quindi con l’apporto
della impresa che si è
aggiudicata l’appalto, con
attenzioni rivolte alle
condizioni di sicurezza per
tutti gli operatori in cantiere.
L’ordinamento italiano in
materia di lavori pubblici, con
la legge 109/1994, nell’art. 11
del DM 145/2000, capitolato
generale d’appalto, prevede che
l’impresa che si è aggiudicata
la gara di opera pubblica, possa
chiedere al Responsabile Unico
del Procedimento di poter
apportare varianti in
diminuzione migliorative,
finalizzate anche a creare
migliori condizioni di sicurezza
durante i lavori, suggerendo di
ricorrere all’Analisi del Valore
per dimostrare che quanto
propone, anche in base alle
proprie precedenti esperienze
condotte in situazioni analoghe
a quelle dell’opera che si
accinge a realizzare, comporti
migliorie senza aumento
dell’importo dei lavori a base
d’asta.
Qualora la proposta dell’impresa
comportasse anche un minor costo
rispetto a quello con il quale
si è aggiudicata la gara, con
l’accettazione della proposta
stessa da parte del RUP e del
committente pubblico, l’impresa
potrebbe beneficiare del 50% di
quanto abbia fatto risparmiare
la comunità.
L’ AV consiste in una attività
organizzata di un gruppo
pluridisciplinare, costituito da
esperti e non, coordinato da chi
conosce il linguaggio delle
varie discipline e sa portare a
sintesi il lavoro svolto
collegialmente dai membri
componenti, chiamati ad
analizzare le funzioni del
prodotto o del servizio, allo
scopo di ottenere le prestazioni
essenziali al più basso costo
globale possibile,
compatibilmente con i requisiti
richiesti ed i livelli di
funzionalità, affidabilità,
qualità, e sicurezza definiti
nelle specifiche, livelli che si
intendono quindi riscontrare in
sede di collaudo.
Una più estesa applicazione
dell’Analisi del Valore in fase
di programmazione potrebbe
portare ad assumere a
riferimento dell’offerta
economicamente più vantaggiosa
non il costo di produzione, ma
il costo globale, somma del
costo di produzione, del costo
di gestione nella vita utile
ipotizzata e del costo finale,
meno il valore residuo
dell’opera a vita utile
conclusa.
Si dovrebbe in tal caso
dimostrare che ad una maggiore
incidenza del costo di
produzione, a vantaggio per
esempio della sicurezza,
corrispondano economie per la
comunità in termini sociali e di
minori costi di gestione nella
vita utile ipotizzata, e la
creazione di condizioni per
avere al termine della vita
utile ipotizzata un minor costo
finale in virtù di un valore
residuo da stimare e portare in
detrazione nel calcolo del costo
globale.
Migliorare le condizioni di
lavoro ed abbattere di
conseguenza il rischio di
incidenti, è quindi obiettivo da
perseguire in ogni caso per
motivi etici, conseguendo anche
un aumento di utilità e quindi
un maggior valore dell’opera,
allorché l’utilità cresce più
dell’aumento del costo globale.
Il valore è infatti
imprinscindibilmente legato
all’utilità e alle risorse di
cui c’è necessità, essendo
direttamente proporzionale
all’utilità ed inversamente
proporzionale al costo da
sostenere in tutto il periodo di
tempo preso a riferimeto (vita
utile ipotizzata o programmmata).
E’ possibile stimare una offerta
economicamente più vantaggiosa
di un’altra, nel momento in cui
si riconosca, per esempio, che
la prima consente di affrontare
i lavori in cantiere con minor
rischio per i lavoratori.
Si tratta, infatti, di
dimostrare che costi superiori
rispetto a quelli
tradizionalmente messi in gioco
in produzione, si ripagano, per
esempio, in termini sociali
nell’arco di tempo preso in
considerazione, migliorando le
condizioni di vita in cantiere
ed abbattendo di conseguenza il
rischio di incidenti.
Valore : è il rapporto tra il
costo dell’utilità della
funzione considerata, intesa
come minimo prezzo che saremmo
disposti a pagare per
l’esplicazione di quella
determinata funzione, ed il
costo del bene o servizio che
assicura la funzione esaminata.
Qualità : è la totalità degli
attributi e delle
caratteristiche di un prodotto o
servizio che concorrono alla sua
capacità di soddisfare esigenze
specificate o implicite.
Valore, quindi, in rapporto alla
qualità delle funzioni che un
prodotto consente di esplicare e
qualità di un prodotto in
termini di rispondenza
tecnologica, trattandosi di
garantire la sicurezza, la
funzionalità, il decoro
nell’aspetto, la manutenibilità
e la durabilità a garanzia di
mantenimento di un elevato
valore economico del bene, nel
tempo.
IL SIGNIFICATO DI “ECONOMIA”
Applicare l’AV nella sicurezza
della produzione edilizia
significa ricondurre il concetto
di “economia”, e quindi di
“economicità” di un intervento,
all’interno del significato
originario della parola che
deriva dal greco “oikos”,
dimora, casa, bene quindi
decisamente utile da doversi
ottenere al costo giusto.
Il criterio da adottare per
stabilire quale sia l’offerta
economicamente più vantaggiosa,
deve pertanto essere improntato
a poter giudicare e valutare tra
le soluzioni prospettate quella
che offra le maggiori garanzie
in merito al “servizio” che si
intende offrire, al risultato
che si intende conseguire,
considerando che nel concetto di
utilità sono insite tutte le
sette classi di esigenze:
sicurezza, benessere,
fruibilità, aspetto, gestione,
integrabilità e salvaguardia
dell’ambiente (UNI 8289:1981).
Ne deriva che la scelta non
debba ricadere necessariamente
sull’offerta caratterizzata dal
minor costo, ma dal maggiore
valore relativo, vale a dire dal
rapporto utilità/costo.
Il costo da assumere è quello
globale, in quanto ciò che conta
è considerare in fase di
programmazione e progettazione
il comportamento dell’opera nel
tempo e le economie che possono
essere conseguite a un maggior
costo di produzione finalizzato
alla gestione (esercizio,
manutenzione, energia, ecc.).
Una soluzione è più economica di
un’altra se porta con sé un
maggior valore, non se comporta
un costo più basso diminuendo il
valore del prodotto.
Classi di esigenze di cui alla
norma UNI 8289:1981
Sicurezza
Insieme delle condizioni
relative all’incolumità degli
utenti, nonché alla difesa e
alla prevenzione dei danni
dipendenti da fattori
accidentali nell’uso del
servizio
Benessere
Insieme delle condizioni
relative a stati dell’ambiente
interno adeguati alla salute e
allo svolgimento delle attività
da parte dell’utenza
Fruibilita’
Insieme delle condizioni
relative all’attitudine all’uso
del servizio
Aspetto
Insieme delle condizioni
relative alla fruizione
percettiva dei componenti che
esplicano il servizio
Gestione
Insieme delle condizioni
relative all’economia ed
efficienza del servizio
Integrabilita’
Insieme delle condizioni
relative all’attitudine dei
componenti che esplicano il
servizio a connettersi
funzionalmente tra di loro
Salvaguardia dell’ambiente
Insieme delle condizioni
relative all’attitudine dei
componenti che esplicano il
servizio al mantenimento o
miglioramento del sistema
ambientale
L’INDICE DI VALORE ( Iv )
Il metodo AV presenta una base
scientifica che consente di
verificare rigorosamente se
un’offerta risulti o meno
compatibile rispetto alle
prestazioni attese, da vari
punti di vista:
- qualitativo (valore tecnico ed
estetico delle opere progettate,
modalità di gestione, ecc.)
- quantitativo (costo globale,
tempo di esecuzione dei lavori,
rendimento, ecc.).
L’ AV consente di mettere al
centro delle attenzioni il
servizio reso dall’entità
esaminata, con riferimento alle
funzioni da essa esplicate in
termini dinamici, in quanto non
si limita a considerare
l’efficienza e l’efficacia al
momento in cui si comincia ad
utilizzarla, bensì in tutto
l’arco di tempo in cui si
utilizza, ponendo come
presupposto che il programma
prima (Studio di Fattibilità e
Documento preliminare all’avvio
della progettazione) ed il
progetto dopo, si basino sul
comportamento nel tempo,
analizzando tutte le condizioni
atte ad assicurare il permanere
delle prestazioni attese nella
vita utile ipotizzata.
L’Indice di Valore (Iv) è il
rapporto tra l’utilità
attribuita dal gruppo di lavoro
(gAV) all’entità esaminata
(idea, programma, progetto,
servizio, organizzazione o una
loro qualsiasi combinazione),
espressa in termini di minimo
prezzo stimato in base a tutte e
sette le classi di esigenze, che
si é disposti a pagare per
ottenere le funzioni primarie
esplicate, in un dato luogo ed
in determinate condizioni
ambientali - ed il costo
globale, somma del costo di
produzione, del costo di
gestione nella vita utile
ipotizzata (vui) e del costo
finale, detratto il valore
residuo dell’entità a fine vui.
Esso viene stimato con criteri
prestabiliti, da parte di un
gruppo di persone, che svolgono
la loro attività con fasi di
lavoro interdisciplinare (tutti
allo steso tavolo) con il
coordinamento da parte di un
esperto AV, garante del rigore
nell’applicazione del metodo
adottato.
I criteri sono quindi noti in
anticipo e si sottolinea che:
-il parametro è univocamente
definito;
-nell’utilità convergono tutti
gli aspetti che si intende
considerare;
-il costo globale tiene conto
anche del comportamento
dell’opera nel tempo;
-potrà risultare più vantaggiosa
anche un’offerta caratterizzata
da un costo maggiore rispetto a
quello di un’altra, in quanto il
valore è l’equilibrio tra
utilità e costo globale e come
ogni rapporto valgono le regole
matematiche.
Il “Codice dei contratti
pubblici di lavori, servizi e
forniture”, nella versione
approvata dal Consiglio dei
Ministri del Governo italiano il
13/01/2006, prevede
esplicitamente di individuare un
parametro unico numerico finale
(art. 83 dal titolo “Criterio
dell’offerta economicamente più
vantaggiosa”).
Introducendo l’indice di valore
si superano i limiti del “design
to cost”, mera ricerca di
riduzione dei costi con il
rischio di portare a soluzioni
incapaci di garantire il
servizio richiesto, e quindi la
soddisfazione di tutte le reali
esigenze degli stakeholders, e
si inverte il più conosciuto e
praticato metodo
“costi-benefici”, anteponendo le
considerazioni sull’utilità,
quindi benefici, ai costi, e
ricercando le condizioni per
avere il massimo dell’utilità
possibile sulla base delle
risorse umane ed economiche di
cui si può disporre, o che
rappresentano comunque il
capitale che si intende
investire su quella determinata
operazione, per ottenere quel
ben determinato servizio nel
tempo.
LA GESTIONE COME DATO DI
INGRESSO NEL PROCESSO EDILIZIO
(MANAGEMENT AS INPUT IN
CONSTRUCTION).
Assumendo tutti gli elementi
derivanti dalle precedenti
esperienze in cantiere e
formando una banca dati, ogni
imprenditore può divenire il
formatore di operatori dei
cantieri edili, culturalmente
oltre che operativamente
preparati ad affrontare le
attività lavorative al minor
rischio di incidenti possibile.
Studenti, neodiplomati e
laureati che intendano trovare
nei cantieri edili occasioni di
lavoro potranno avere così
occasioni di stage, di
praticantato condotto in
situazioni reali, a contatto con
chi pratica le attività che essi
stessi saranno chiamati a
svolgere.
La gestione del cantiere come
dato complessivo di ingresso per
la programmazione, la
progettazione e la realizzazione
delle opere, accompagnata da
analisi dei rischi, da verifiche
e controlli diventa occasione
per contenere i rischi di
incidente nei cantieri edili nei
limiti al di sotto dei quali non
sarà oggettivamente possibile
andare per la natura e le
caratteristiche dei lavori,
limiti oggi troppo
frequentemente superati per
poter pensare a sole cause
incidentali sulle quali non
poter incidere.

Schematizzazione del
processo edilizio.
Schematizzando tutte le dovute
informazioni e sfruttando la
memoria delle esperienze
dell’impresa che si accinge a
realizzare le opere, si creano
le condizioni per portare la
“gestione” e chi si occupa di
essa al tavolo di lavoro,
completando il progetto
esecutivo.
Ciò consente anche di porre fine
alla frustrazione provata da
coloro che di solito vengono
chiamati a gestire senza aver
niente potuto dire ai
programmatori e ai progettisti.
IL COSTO GLOBALE
Gli aspetti economici di
un’opera pubblica non possono
essere concentrati solamente sui
costi immediati. Le incidenze
economiche, in pochi anni
sicuramente, rendono
confrontabili i costi immediati
con quelli differiti.
Quando l’intervento è costituito
da spazi sociali collettivi,
gestiti probabilmente anche da
privati, è logico dover
considerare nel costo globale
anche gli aspetti legati
all’affidamento dei servizi ad
esterni.
Nella stima del costo di
un’opera o di un servizio, allo
scopo di effettuare una valida
programmazione, è necessario
individuare il costo globale da
sostenere per poterne valutare
la convenienza o meno, andando a
considerare la vita utile
ipotizzata.
Il costo globale è elemento di
valutazione delle scelte
progettuali.
Cg = costo globale : somma del
costo di produzione, del costo
di gestione nel life cycle e del
costo finale, attualizzati al
momento dell’entrata in
esercizio o in uso dell’entità
dell’opera.
Cg = Cp + ∑ Cge x n x f + Cf x f
- Vr x f
Cp = costo di produzione : somma
dei costi che concorrono alla
realizzazione dell’ entità; è la
somma del capitale
d’investimento, delle spese di
promozione, della spesa per la
progettazione, quelle di
costruzione e quelle tecniche
Cge = costo di gestione nel
ciclo di vita utile ipotizzato:
somma dei costi di esercizio e
di manutenzione
Cf = costo finale : è il costo
derivante da operazioni di
dismissione, di ripristino
funzionale, di cambio di
destinazione d’uso al termine
della vita utile
Vr = valore residuo : somma del
ritorno economico delle
attività.
n = numero di anni del ciclo di
vita ipotizzato = 20
f = fattore di attualizzazione
dei costi differiti
f = ( 1 + T ) / ( 1 + t )
T = tasso medio dei costi
differiti diverso per ogni
categoria di opere
t = tasso di remunerazione del
capitale
Con questa formula si prevede di
mettere in rapporto i benefici
dell’opera con i relativi costi
ed il valore dell’utilizzo con
le sue risorse.
• I costi sono sostenuti in
tempi diversi perciò vanno
valutati su una base temporale
comune per poterli confrontare e
sommare.
• Si preferisce usare come base
temporale l’entrata in esercizio
dell’opera.
• Si tengono di conto i consumi
energetici e la manutenzione
considerando un andamento
costante delle condizioni
climatiche che si ripetono
ciclicamente ad intervalli
fissi. Si stima alla fine una
quota annua.
• Nella manutenzione si
preferisce distinguere:
- opere ordinarie
- opere straordinarie
• I costi di sostituzione
riguardano i tempi lunghi.
LA TECNICA OPERATIVA DEL METODO
AV
Le applicazioni più recenti
condotte nell’ambito del CeSAV,
Centro Studi per l’Analisi del
Valore del Dipartimento di
Ingegneria Civile
dell’Università di Pisa, sono
state volte a mettere a punto
l’Analisi del Valore nella
determinazione dei costi
standardizzati dei lavori
pubblici, nella stima delle
offerte economicamente più
vantaggiose in caso di gare di
assegnazione di appalti pubblici
e nella verifica dell’esistenza
delle condizioni per eventuali
operazioni di Finanza di
Progetto (Project Financing) nel
partenariato pubblico privato,
evidenziando i possibili ritorni
economici nel tempo per il
“privato” disposto ad investire
nel “pubblico” in un servizio
per la comunità, in base al
costo di investimento.
Una volta che un committente
abbia richiesto ad un esperto AV
di sottoporre un’entità ad
Analisi del Valore, l’incaricato
propone la costituzione di un
gruppo comprendente tutte le
competenze che l’entità
affrontata comporta, ivi
compresi i rappresentanti
dell’utenza e il non esperto,
quello che in USA è chiamato “il
provocatore”, assumendone il
compito di coordinatore.
Egli predispone e suggerisce un
piano di lavoro che prevede fasi
di attività interdisciplinare,
tutti ad un tavolo, e fasi di
lavoro individuale o per
sottogruppi, per convergere al
termine delle attività su una
documentazione unitaria e
organica.
Il lavoro ha inizio con la fase
informativa, che precede quella
di analisi funzionale e
creatività; mentre si chiarisce
il quadro suggerito dalla
soluzione e dalle soluzioni da
esaminare, il gruppo può
esprimere soluzioni alternative,
specialmente in merito agli
ambiti di maggiore incidenza
funzionale.
Si valuta quindi la soluzione
originaria o le soluzioni poste
inizialmente sul tavolo e le
alternative espresse dal gruppo
AV, e dopo averle selezionate si
passa alla fase di
presentazione.
L’ AV si presenta quindi come
un’attività di servizio a
supporto delle decisioni di
coloro ai quali competono le
scelte.
La tecnica AV consente di:
- valutare le funzioni primarie
principali (necessarie e
richieste)
- valutare le funzioni primarie
complementari (non necessarie,
ma motivatamente richieste)
- di “depurare” l’entità presa
in considerazione dalle funzioni
non necessarie e non richieste
che, come tali porterebbero ad
inutili incrementi dei costi
globali e quindi a sprechi di
risorse.
-Nella fase informativa e di
analisi funzionale il gruppo AV
prende visione dell’entità così
come è stata ad esso sottoposta
e assume informazioni e
raccoglie dati anche in ordine
alla stima dei costi globali.
Procede quindi all’analisi
funzionale della entità.
-Nella fase creativa, il gruppo
si dedica a fare emergere
soluzioni alternative.
-Nella fase di valutazione
analitico selettiva il gruppo AV
procede alla valutazione delle
funzioni primarie mediante la
stima dell’indice di valore,
relativamente alla soluzione
originaria e alle alternative
espresse, disponendo l’una e le
altre in ordine di priorità in
rapporto al valore espresso.
-Nella fase di sviluppo delle
proposte selezionate, si
introducono tutti gli elementi
necessari a dimostrare la
validità delle stesse.
-Nella fase di presentazione
delle proposte selezionate il
gAV è impegnato a comunicare la
validità dei risultati ottenuti
per essere convincenti nei
confronti di coloro ai quali
competono le decisioni e le
scelte.
-Segue un eventuale fase di
implementazione dei risultati
conseguiti per monitorare i
risultati raggiunti, ai fini di
apportare eventuali modifiche
migliorative, sempre tenendo in
considerazione le risorse
economiche che è possibile
mettere in gioco.
-Nella fase informativa, il
coordinatore esperto di Analisi
del Valore, farà ai componenti
il gAV domande del tipo:
• Quali risultati hanno dato i
materiali precedentemente mai
utilizzati per l’entità
considerata?
• Come si sono comportati in
luoghi diversi?
• Hanno dato luogo a fenomeni di
incompatibilità?
• Hanno creato problemi in
ordine alla manutenzione?
• Per l’entità che si sta
analizzando quali sono i
requisiti derivanti da vincoli?
(leggi, norme rese cogenti,
prestazioni attese, ecc.)
Successivamente il coordinatore,
lasciando liberi i componenti di
esprimersi con fantasia,
chiederà di definire le
funzioni/attività in termini
sintetici (verbo e sostantivo) e
si passerà successivamente alla
classificazione (funzioni
primarie principali, primarie
complementari e secondarie -
queste ultime non necessarie e
non richieste e pertanto da
eliminare purché non risultino
strettamente correlate a
funzioni primarie).
In base alla natura dell’entità
si richiamerà l’attenzione sulla
necessità di ricorrere a
prodotti certificati, condizione
peraltro non sufficiente per
garantire l’efficienza e
l’efficacia dell’entità nel
tempo, perché dall’accostamento
innaturale o comunque
dall’incompatibilità di
componenti dalle ottime
caratteristiche individuali
possono derivare fenomeni
patologici, disfunzioni,
fenomeni di rigetto, degrado e
rapida obsolescenza delle parti
e del tutto.
Le attività del gAV verranno
facilitate già dalla fase
informativa mediante schede di
richiamo di obiettivi, vincoli
che si dichiara di voler
rispettare anche se non cogenti,
prestazioni attese e schede di
lavoro con liste di controllo,
riportanti le indicazioni di
identità dell’oggetto, elementi
tecnici, classe di esigenze e
specifica delle stesse,
definizioni di requisiti,
funzioni/attività con codici di
riferimento utili nella
successiva fase di valutazione
analitico selettiva.
Si abbinano alle funzioni e
quindi agli AFO i costi %
ricordando a tal proposito
l’importante introduzione della
legge 109/94 e successive
modifiche ed integrazioni, art.
4, comma 16, lettera b,
relativamente ai costi
standardizzati – Cs.
AFO Ambito Funzionale Omogeneo
Rif.
Requisiti tecnici e
tecnologici
Classe di esigenze e specifica
delle stesse classe per classe
Vincoli e prestazioni attese
Nell’ordinare le funzioni si
farà ricorso ad un FAST,
Functional Analysis, Sistem
Tecnique, disponendo su
foglietti mobili le funzioni a
vari livelli in base alla
domanda come da sinistra a
destra e perché da destra a
sinistra, mentre si agirà in
verticale in termini di
successione temporale.


Per stimare le utilità degli AFO,
si ricorre alla tecnica del
confronto a coppie per
attribuire i pesi alle esigenze
e alle funzioni.
Presi in considerazione AFO1 e
AFO2 si inseriscono i seguenti
valori numerici:
0 se si attribuisce la stessa
importanza ad una classe
rispetto all’altra presa in
esame
1 se si attribuisce una diversa
importanza
2 se si attribuisce una assai
più grande importanza
Una volta effettuate le
attribuzioni dei pesi e ordinati
nella matrice ponderale si
effettua la somma dei punteggi
che ogni AFO ha ottenuto,
consentendo l’attribuzione delle
utilità.

Abbinamento dei costi
globali preventivati agli Ambiti
Funzionali omogenei.
QUADRO LEGISLATIVO ATTUALE
L’ordinamento italiano regola la
realizzazione e la gestione
delle opere pubbliche con la
legge 11 febbraio 1994, n. 109,
“Legge quadro in materia di
lavori pubblici”, altrimenti
nota come Legge “Merloni”, e con
le sue successive modifiche ed
integrazioni.
Il Parlamento italiano ha
emanato la citata legge facendo
una completa revisione delle
attività, delle figure, dei
ruoli e delle responsabilità,
ponendo un forte accento sulla
fase progettuale e riconoscendo,
a livello normativo,
l’importanza del soddisfacimento
delle richieste in tutte le fasi
del processo realizzativo di una
opera pubblica.
I principi fondamentali su cui
si basa la legge quadro sono:
-centralizzazione delle
responsabilità del procedimento
su di un’unica figura;
-programmazione dell’intervento,
definendone puntualmente gli
scopi e tutte le relative fasi
procedurali;
-controllo dell’evoluzione delle
fasi programmate con verifiche
in itinere e validazione degli
elaborati esecutivi.
Il Responsabile Unico del
Procedimento (RUP), prima di
passare alla fase di
progettazione, dovrà redigere il
Documento preliminare all’avvio
della progettazione (Dpp), cioè
quel documento che deve
contenere la descrizione di
tutti gli approfondimenti
tecnici e amministrativi
graduati in rapporto all’entità,
alla tipologia e categoria
dell’intervento da realizzare.
Il Dpp viene a porsi tra questa
fase preliminare e quella più
propriamente detta di
progettazione, come parametro di
riferimento nell’attività di
verifica di quest’ultima.
Il progettista sulla base degli
input del disciplinare di
incarico (i «vincoli esistenti,
preventivamente accertati», i
«limiti di spesa prestabiliti»
(L109/94, art.16, comma1) e dei
dettami del Dpp, deve assicurare
la qualità dell’opera, la
rispondenza alle finalità per
cui questa è stata concepita,
nonché la conformità alle norme
ambientali e urbanistiche e il
soddisfacimento dei requisiti
essenziali, definiti dal quadro
normativo nazionale e
comunitario.
L’Analisi del Valore è presente
nell’ordinamento dei lavori
pubblici nell’articolo 15 del
Regolamento Generale e
nell’articolo 11 del Capitolato
Generale di Appalto.
E’ stata resa obbligatoria in
base all’articolo 15 della Legge
Regionale Veneto, 7 novembre
2003, n. 27 , in Bur 11 novembre
2003 n. 106: “Disposizioni
generali in materia di lavori
pubblici di interesse regionale
e per le costruzioni in zone
classificate sismiche”, nella
verifica e nella validazione del
progetto effettuate dal
responsabile del procedimento,
per i lavori di speciale
complessità o di particolare
rilevanza sotto il profilo
tecnologico.
In essa si legge che «la
validazione del progetto deve
dare atto, certificandola, che
la progettazione è stata
effettuata mediante l’impiego
della tecnica dell’analisi del
valore».
LEGGI E ORDINAMENTI
Norme Europee
UNI EN 1325-1:1998, UNI EN
1325-2:2005, UNI EN 12973:2003
Lavori Pubblici
Legge 109/1994 con modifiche ed
integrazioni
Regolamento Generale -
Capitolato Generale d’Appalto
CENNI STORICI
L’Analisi del Valore (AV) è
stata ideata da Lawrence D.
Miles, Ingegnere della General
Electric Company Miles, nei
primi anni ’40, venutogli a
mancare in guerra un materiale
elettrico, si chiese quale altro
materiale o quale altra
soluzione avrebbe potuto
adottare, per ottenere le stesse
funzioni per rendere lo stesso
servizio.
Trovò una risposta e nacque AV.
Dal 1943-45 negli Stati Uniti
d’America si hanno le
applicazioni. In particolare il
Pentagono adotta questo metodo e
lo applica nelle realizzazioni
militari.
Successivamente verrà una
Risoluzione del Senato
relativamente ai Lavori
Pubblici. Dal 1950 il SAVE,
l’Associazione di Analisi del
Valore statunitense porta avanti
iniziative di grande rilevanza e
organizza riunioni a livello
mondiale.
Negli anni ’60, ebbe inizio la
sua diffusione in Giappone dove
l’Impresa Fujita sperimenta AV
per il progetto e in cantiere.
Negli anni ‘70 nasce in Francia
l’AFAV, Associazione
dell’Analisi del Valore
comprendente rappresentanti di
pubbliche amministrazioni e di
aziende.
Si deve a questa Associazione ed
in particolare a Litodon l’aver
fatto conoscere il metodo in
Europa con applicazioni rivolte,
per esempio, alla progettazione
di opere marittime e di centri
intermodali (Lione).
In Italia fu il Prof. Guido
Dandri ad introdurre l’Analisi
del Valore a partire dagli anni
’70 e nel 1985 venne fondata l’AIAV,
Associazione Italiana per
l’Analisi del Valore, dando
inizio alle prime applicazioni:
contribuisce insieme a Belgio,
Francia, Germania, Portogallo,
Regno Unito e Spagna a mettere a
punto il Documento ‘‘Value in
Europe’’ e le norme europee UNI
EN 1325-1:1998 e UNI EN
1325-2:2005 riguardanti le
definizioni relative al Valore
nell’accezione di Miles e UNI EN
12973:2003 in materia di
Gestione del Valore.
Filippo Borrello, Ingegnere
italo americano che adottava il
metodo per conto degli Stati
Uniti, tiene un Corso di Analisi
del Valore a contratto presso la
Facoltà di Ingegneria di Pisa
nell’ambito dell’Insegnamento
«Architettura Tecnica e
Tipologie Edilizie» tenuto dal
Prof. Ing. Pier Luigi Maffei.
Nel 1986 l’AIAV organizzò a
Milano la 1° Conferenza Europea.
Presso la Facoltà di Ingegneria
dell’Università degli Studi di
Pisa il Prof. D’Ascanio insegna
l’Analisi del Valore, fa
ricerche in tal senso nel
settore automobilistico e la
Piaggio di Pontedera adotta AV
come metodo per il progetto
degli scooters.
Considerata inizialmente uno
strumento per la riduzione dei
costi a parità di prestazioni,
AV è stata sviluppata negli anni
’80 e ’90 dalla Scuola Pisana
“Valore e Qualità” nel settore
delle costruzioni civili e
dell’edilizia e ipotizzando una
guida applicativa per una
qualsiasi entità, in fase di
programmazione, progettazione,
realizzazione e gestione.
Nel 1988 in USA le applicazioni
di AV diventano obbligatorie per
opere pubbliche il cui costo di
realizzazione superi un
prefissato importo e all’Impresa
che abbia vinto una gara viene
consentito di fare l’AV del
progetto andato in gara e di
proporre una eventuale diversa
soluzione purché a parità di
funzioni comporti delle
economie.
Una clausola incentiva consente
in caso affermativo di poter
fruire l’Impresa del 55% dei
vantaggi economici ottenuti. Il
resto è a vantaggio del
Committente.
Nel 1997 l’AIAV organizza a Pisa
nell’Aula Magna dell’Università,
il Convegno Nazionale “Gestione
del Valore per aumentare il
Valore”
Negli anni ’90, Presso l’EGB (European
Governing Board) vengono
riconosciuti i primi due Docenti
italiani di Value Management:
Proff. Caruso di Spaccaforno
Angelo e Maffei Pier Luigi.
Viene recepito in UNI il
“Vocabolario della gestione del
valore, dell’analisi del valore,
dell’analisi funzionale” - UNI
EN 1325-1 (maggio 1998) e si
costituisce la commissione per
la traduzione della ISO EN
12973:2000 riguardante la
Gestione del Valore (Value
Management).
La traduzione viene affidata al
Prof. Maffei dell’Università di
Pisa.
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-Maffei P.L., Sotto la lente le
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Indicazioni utili per
responsabili del procedimento,
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project financing, Edilizia &
Territorio, n.3, 2005
-Maffei P.L., Maffei S.,
Sustainable development,
typological and technological
innovation in the public
-Maffei P. L., Analisi del
Valore: Criteri scientifici in
merito alla valutazione con
punteggio unico negli appalti,
da Il Sole -24Ore Norme e
Tributi Lunedì 19 Febbraio 2007-
N°49
Prof. Ing.
Pier Luigi Maffei
Dipartimento di Ingegneria
Civile - Università di Pisa
Architettura e Urbanistica
56126 Pisa (Italy), Via
Diotisalvi, 2
e-mail: plmaffei @
ing.unipi.it
Professore Ordinario di
Architettura Tecnica - Facoltà
di Ingegneria - Università di
Pisa
Presidente dei Corsi di Studio
in Ingegneria Edile (Laurea e
Laurea Specialistica) Università
di Pisa
Presidente dell’AIAV -
Associazione Italiana per la
Gestione e l’Analisi del Valore
Presidente del Comitato
Scientifico del CeSAV, Centro
Studi per l’Analisi del Valore –
Dipartimento di Ingegneria
Civile dell’Università di Pisa
Membro del Consiglio Direttivo
del CeNSU - Centro Nazionale
Studi Urbanistici del Consiglio
Nazionale Ingegneri, Roma
Docente di Complementi di
Architettura Tecnica del Corso
applicativo Ufficiali Superiori
e Ufficiali del Ruolo Normale a
nomina diretta - Accademia
Navale di Livorno
Docente di Politiche urbane e
territoriali del Corso di Laurea
in Scienze per la Pace - CISP -
Centro Interdisciplinare Scienze
per la Pace – Università di Pisa
Fondatore e Presidente di
METODO, Associazione
Socio-Culturale
Direttore Editoriale della
Rivista
Membro del Comitato Scientifico
del Centro Studi Polis-maker del
Politecnico di Milano-Polo
Regionale di Como e del Master
“Il Polis Maker per la gestione
della trasformazione urbana”
Membro del Collegio Docenti del
Dottorato di Ricerca in “Scienze
e Tecniche dell’Ingegneria
Civile” dell’Università di Pisa
Membro della Giunta del Centro
interdipartimentale
agro-ambientale Enrico Avanzi
Università di Pisa
Responsabile per la Regione
Toscana del CNETO e Membro del
Comitato Scientifico della
Rivista “Progettare per la
Sanità” – Centro Nazionale
Edilizia e Tecnica Ospedaliera
Fondatore e Direttore Editoriale
di METODO - Rivista di
architettura, politica
internazionale, storia, scienze
e società Pisa
Membro del Comitato Scientifico
della Rivista “Qualità” – AICQ
Coordinatore Gruppo di Lavoro
279 «Analisi del Valore” UNI -
Ente Nazionale Italiano di
Unificazione
Rappresentante UNI nella
Commissione Europea CEN TC 279 -
Value management
Responsabile per la Regione
Toscana dell’UCIT – Unione
Cattolica Italiana Tecnici
Membro del SAVE International –
The Value Society – USA - Member
30369
Membro dell’ EGB- European
Governing Board for Value
Management in Europe
Esperto di Analisi del Valore
nell’ambito della EUROPEAN
COMMISSION – Directorate-General
XII: Science, Research and
Development” – EE19981A17705
Vice Presidente Associazione
DAIEE - Design for All Exchange
Europe
Consulente dell’Autorità per la
vigilanza sui lavori pubblici
per i Costi Standardizzati
Consulente dell’Unità tecnica
Finanza di Progetto del CIPE
Membro del Comitato per la
Promozione del Partenariato
Pubblico Privato - PPP
Autore di numerose pubblicazioni
siti di
riferimento
www.cesav.info
www.aiav-valore.it
www.costruzioni.net
www.lavoripubblici.info
Pisa, novembre 2007