Gli
architetti Llavador,
Schiattarella e Mazzanobile,
vincono il concorso per la
riqualificazione, valorizzazione
ad uso turistico-nautico delle
aree dismesse del porto
mercantile di La Spezia e del
lungomare cittadino

Indetto dall’autorità portuale,
in comunità d’intenti con
Comune, Provincia e Regione, il
concorso per la riqualificazione
del lungomare di La Spezia,
nasce dall’esigenza di
valorizzare e recuperare ad una
dimensione urbana le aree
portuali di Calata Paita che
verranno dismesse prossimamente,
offrendo l’occasione unica di
conquistare una nuova
compatibilità tra lo sviluppo
industriale e quello turistico,
e soprattutto, di recuperare il
rapporto della città col mare.
Da molti decenni ormai, la
relazione dei cittadini di La
Spezia con il mare era negata o
almeno fortemente condizionata
dalle strutture industriali e
commerciali del porto: lo
sviluppo dell’attività portuale
aveva finito per sovrastare la
dimensione urbana e la vera
identità del luogo.

Il
progetto redatto dallo studio
spagnolo Areas di Josè Maria
Tomàs Llavador, dallo Studio
Schiattarella di Roma e
dall’architetto Aldo Mazzanobile,
è quello che meglio ha risposto
ai principi di Sostenibilità,
Qualità Urbana, Sviluppo
turistico e Mobilità, posti come
linee guida dal bando.
Il progetto prevede la
realizzazione di un terminal
crocieristico, che permetterà lo
sbarco di 4.000 passeggeri al
giorno diretti oltre che in
città, verso le Cinque Terre,
Pisa e Parma; la realizzazione
di un nuovo bacino per la
nautica da diporto (300 posti
barca), il recupero e
riqualificazione degli spazi
urbani e verdi di tutto il
lungomare cittadino (circa 2
Km). Saranno inoltre realizzati
un auditorium, attrezzature
ricettive e congressuali,
commerciali e residenziali per
circa 45.000 mq.
Nel progetto è stata data molta
importanza alla sostenibilità
ambientale e grande attenzione
agli aspetti bioclimatici:
l’orientamento e la forma degli
edifici sono stati progettati in
funzione dell’andamento solare e
dei venti prevalenti, della
vegetazione e della presenza
dell’acqua, in modo da ridurre
al minimo le dispersioni
termiche ed il consumo
energetico.
L’intervento è stato studiato
secondo i metodi della finanza
di progetto, in modo che possa
essere compleatamente realizzato
con risorse private.

