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1.
PREMESSA
La cura
impiegata nella risoluzione dei problemi che interessano la moderna
società, dipende normalmente non tanto, come sarebbe logico pensare,
dalle difficoltà intrinseche che li caratterizzano quanto invece
dalla loro importanza economica. Ed ecco, da un lato, grandi opere
pubbliche progettate e realizzate con dovizia di mezzi e con una
attenzione del tutto particolare mentre dall'altro gli interventi
minimali per ammontare di spesa sono totalmente trascurati sia come
progettazione che come realizzazione pratica. Non è questo il caso
delle opere di cui alla presente nota che, pur essendo di importanza
economica assai modesta, possiedono qualità tecnica e coerenza con
gli scopi da raggiungere. che le rendono meritevoli, a giudizio di
chi scrive, di essere segnalate
2.
CARATTERISTICHE GENERALI
Le
opere riguardano il potenziamento di un piccolissimo acquedotto
alimentante la frazione di Carpen in Comune di Quero (BL) e
costituito, come risulta dallo schema allegato di fig. 1, da una
sorgente con annessa vasca di raccolta e carico posta a quota 152 m
(vasca superiore), da una condotta di adduzione del diametro di 70
mm e da una piccolissima rete di distribuzione. Divenuta
insufficiente la portata di cui sopra, occorreva integrarla con
quella di una seconda sorgente munita anch'essa di una camera di
raccolta (vasca inferiore) che, essendo posta ad una quota di soli
100 m, comportava il sollevamento meccanico dell'acqua tramite un
piccolo impianto di pompaggio da ubicare nelle sue vicinanze e tutto
ciò senza modificare le preesistenti modalità di distribuzione
dell'acqua. La soluzione più semplice, ma non certo la più
economica, sarebbe stata quella inerente il collegamento diretto tra
le due vasche mediante una condotta di adduzione che, sviluppandosi
lungo un pendio montagnoso per circa 300 m, avrebbe consentito alle
pompe di ripristinare il livello massimo nella vasca superiore ogni
qualvolta esso scendeva, per l'insufficiente portata della sorgente
superiore, al di sotto del limite di sicurezza.
La costituzione delle opere effettivamente realizzate, oltre che
risultare più economica sia nella costruzione della condotta di
adduzione (limitata a soli 140 m di tracciato pianeggiante) che
nella gestione, consente anche di immettere in rete una portata
maggiore di quella relativa alla soluzione sbrigativa
precedentemente indicata.
3.
SOLUZIONE SCELTA E VERIFICA DEL FUNZIONAMENTO IDRAULICO
Posto
come base che la portata massima da fornire all'utenza nell'ora di
punta del giorno di massimo consumo fosse pari a 5 l/sec si doveva
ricercare quella soluzione che, sfruttando in pieno la producibilità
della sorgente superiore, rendesse il meno frequente possibile
l'oneroso funzionamento delle pompe della sorgente bassa. Tale
risultato è stato raggiunto realizzando un collegamento idraulico
tra le pompe e l'adduttrice preesistente lungo il percorso più breve
e più agevole (tronco A - B di soli m 140). e ponendo in opera un
cavo elettrico aereo tra vasca superiore e pompe per il
funzionamento in automatico di queste ultime. Ne è nato uno schema
idrico che consente all'acqua sollevata di immettersi sia
direttamente nella rete di distribuzione sia, percorrendo a ritroso
una parte della condotta preesistente, nella vasca superiore a
seconda della portata totale consumata dall'utenza e di quella
prodotta in alto.
I casi limite di verifica idraulica dell'insieme sono:
a) il consumo dell'utenza è nullo e pertanto tutta l'acqua della
sorgente inferiore è recapitata nella vasca superiore. I dati, per
portate variabili da 0 a 5 l/sec e rappresentati nel grafico dalla
curva "a", sono quelli della seguente tabella 1.
Tabella
n. 1
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Portata fonita dalla pompa in l/sec
|
Perdita di carico del tratto A-B-C (m 360 diam 70)
|
Prevalenza manometrica totale della pompa in m
|
Consumo totale dell'utenza in l/sec
|
|
0
|
0,00
|
52,00
|
0
|
|
1
|
0,80
|
52,80
|
0
|
|
2
|
3,34
|
55,34
|
0
|
|
3
|
7,52
|
59,52
|
0
|
|
4
|
13,36
|
65,36
|
0
|
|
5
|
20,89
|
72,89
|
0
|
b) il consumo dell'utenza è massimo (5 l/sec) e viene soddisfatto
dalle due sorgenti funzionanti in parallelo. Ognuna di esse varia la
propria portata da zero ad un massimo di 5 l/sec in funzione della
producibilità della sorgente alta cui è data priorità in quanto il
galleggiante che comanda le pompe entra in funzione solo quando il
livello in tale vasca scende al di sotto della soglia di sicurezza.
I dati, nel caso in esame, rappresentati nel grafico dalla curva "c"
sono quelli della tabella 2).
Tabella
n. 2
|
Portata
fornita dalla vasca di carico in l/sec
|
Perdita
di carico tratto C-B (m.220diam.70)
|
Pressione
piezom. in B in m.
|
Portata fornita dalla pompa in l/sec
|
Perdita
di carico tratto A-B (m.140 diam.70) in m.
|
Pressione
piezom. in A in m.
|
Consumo totale dell'utenza in l/sec
|
Prevalenza
manometrica totale della pompa in m.
|
|
5
|
12,76
|
139,24
|
0
|
0
|
139,24
|
5
|
39,24
|
|
4
|
8,17
|
143,83
|
1
|
0,32
|
144,15
|
5
|
44,15
|
|
3
|
4,60
|
147,40
|
2
|
1,30
|
148,70
|
5
|
48,70
|
|
2
|
2,04
|
149,96
|
3
|
2,92
|
152,88
|
5
|
52,88
|
|
1
|
0,51
|
151,49
|
4
|
5,20
|
156,69
|
5
|
56,69
|
|
0
|
0
|
152,00
|
5
|
8,12
|
160,12
|
5
|
60,12
|
Tabella
n. 3
|
Portata
fornita dalla vasca di carico in l/sec
|
Perdita
di carico tratto C-B (m.220diam.70)
|
Pressione
piezom. in B in m.
|
Portata fornita dalla pompa in l/sec
|
Perdita
di carico tratto A-B (m.140 diam.70) in m.
|
Pressione
piezom. in A in m.
|
Consumo totale dell'utenza in l/sec
|
Prevalenza
manometrica totale della pompa in m.
|
|
2
|
2,04
|
149,96
|
0
|
0
|
149,96
|
2
|
49,96
|
|
1
|
0,51
|
151,49
|
1
|
0,32
|
151,81
|
2
|
51,81
|
|
0
|
0
|
152,00
|
2
|
1,30
|
153,30
|
2
|
53,30
|
|
-1
|
-0,51
|
152,51
|
3
|
2,92
|
155,43
|
2
|
55,43
|
|
-2
|
-2,04
|
154,04
|
4
|
5,20
|
159,24
|
2
|
59,24
|
|
-3
|
-4,60
|
156,60
|
5
|
8,12
|
164,72
|
2
|
64,72
|
E'
chiaro come la fascia di funzionamento contrassegnata con tratteggio
nel grafico, essendo delimitata dalle citate curve relative
rispettivamente al consumo nullo e al consumo massimo dell'utenza,
racchiuda tutte le altre possibili situazioni di esercizio, nessuna
esclusa, sia al variare dei consumi totali dell'utenza sia al
variare del contributo rispettivo dell'una o dell'altra sorgente. Ad
esempio quando la richiesta idrica totale è pari a 2 l/sec, cioè
corrispondente pressappoco alla portata media richiesta dall'utenza,
si avrà il funzionamento rappresentato dalla curva "b" e dalla
seguente tabella 3) nella quale il segno - rappresenta la portata
entrante nella vasca superiore.
4. LA
SCELTA DELLA POMPA DA INSTALLARE
Nel
grafico di fig. 2 è tracciata la curva caratteristica della pompa
installata, curva che interseca l'area tratteggiata di funzionamento
delle condotte mantenendo, nel corrispondente intervallo, buoni
rendimenti meccanici del gruppo..
I dati principali di funzionamento sono i seguenti:
- con consumi di rete nulli l'intera portata della pompa pari, in
tale ipotesi, a 3.5 l/sec, viene addotta alla vasca superiore e il
dislivello da vincere è pari a m. 62 (Punto A del grafico);
- con un consumo massimo dell'utenza pari a 5 l/sec la pompa solleva
(Punto D) una portata di 4.3 l/sec con una prevalenza di m.58. La
restante portata di 0.7 l/sec è fornita dalla sorgente superiore;
- con consumi intermedi dell'utenza le portate e prevalenze della
pompa variano entro i limiti sopra descritti ma con la pregiudiziale
di pompa ferma se la sorgente superiore è in grado da sola di far
fronte al fabbisogno del momento. Ad esempio per consumi di 2 l/sec
cioè per la portata media di consumo e se il livello della vasca
superiore fosse sceso al di sotto della soglia, la pompa
solleverebbe (Punto C) una portata di 4 l/sec dei quali 2 l/sec
destinati alla rete ed i restanti 2 l/sec alla vasca superiore per
ripristinarne il livello massimo. Nel caso la sorgente superiore
avesse una portata pari o superiore a 2 l/sec la pompa rimarrebbe,
ovviamente, ferma.
Da
rilevare come l'installazione consenta alla sorgente inferiore di
far fronte da sola alla quasi totalità dei consumi massimi (ben 4.3
l/sec contro i 5 l/sec), nel mentre in tutti gli altri casi l'acqua
sollevata venga in buona parte immessa direttamente nella rete di
distribuzione con perdite di carico contenute grazie alla esigua
estesa della condotta di collegamento.
Se si
fosse invece adottato l'altro schema idraulico consistente, come
precedentemente indicato, in una condotta di collegamento diretto
tra sollevamento e vasca superiore, la medesima pompa avrebbe avuto
un funzionamento (Punto B) di 3.7 l/sec con prevalenza fissa di m
61, essendo allora il funzionamento totalmente indipendente dai
consumi. I risultati salienti, paragonati a quelli della soluzione
effettivamente realizzata, sarebbero stati, con tale soluzione, i
seguenti,.
- una inferiore portata massima della pompa ( 3.7 invece di 4,3
l/sec)
- con un consumo medio dell'utenza ( 2 l/sec), che è quello che si
verifica statisticamente con maggior frequenza, la pompa
funzionerebbe con una prevalenza di 61 m contro i m 59.5 reali e
quindi con un maggior consumo energetico del 2.5 %;
- si otterrebbero risultati migliori solo con consumi dell'utenza
prossimi allo zero e pompa che manda tutta la portata nella vasca
superiore, ma tali condizioni, nella realtà, non si verificano mai
in quanto, in tutti i casi di consumi bassi e bassissimi, la pompa
non entra in funzione essendo sufficiente la sola sorgente superiore
per coprire il fabbisogno. Sono evidenti i vantaggi ottenuti con lo
schema idraulico adottato.
Non
resta che da accennare al pericolo, insito in un pompaggio diretto
in condotta come quello in argomento, della trasmissione in rete di
pericolosi colpi d'ariete. Tale eventualità è stata quasi
completamente scongiurata grazie alla installazione, effettuata
subito a valle della pompa, di una valvola di ritegno a membrana la
quale, chiudendosi rapidamente per effetto della propria elasticità,
impedisce che, all'arresto della pompa, il moto dell'acqua abbia da
invertirsi.
5.
CONCLUSIONI
Si è
descritto un intervento di potenziamento, mediante installazione di
pompe di sollevamento, di un piccolissimo acquedotto un tempo
funzionante a gravità. La soluzione scelta ha consentito di
realizzare consistenti economie di spesa non solo grazie alla minor
estesa della nuova condotta di adduzione ma anche alla sua
ubicazione nella sede stradale che ne ha migliorato notevolmente la
fattibilità. Ulteriori economie si sono ottenute nelle spese di
esercizio a seguito dell'ottimo rendimento meccanico delle
apparecchiature installate, confermato da un esercizio durato
ininterrottamente per decenni.
Interessante anche la modalità di calcolo idraulico adottata per la
definizione delle caratteristiche delle nuove opere.
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