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Che cosa
rende un edificio “intelligente” e perché questo
concetto innovativo sta diventando sempre più
importante non solo per chi progetta e
costruisce nuovi building ma anche per chi li
“vive” quotidianamente?
Durante la terza
edizione dell’OLMeet, svoltasi gli scorsi 10 e
11 maggio, l’Ing. Stefania Mitali, Product
Manager di Hiross Flexible Space System, ha
approfondito questo argomento sottolineando
l’importanza dell’utilizzo congiunto delle
moderne tecnologie nelle fasi di progettazione e
costruzione di palazzi nuovi, sottolineando in
questo senso il ruolo di primaria importanza
rivestito dagli impianti flessibili.
Quando
intelligenza fa rima con flessibilità
Secondo Stefania
Mitali la realizzazione di edifici intelligenti
rappresenta la nuova frontiera in ambito
costruttivo, un approccio in grado di assicurare
notevoli vantaggi sia a chi investe e progetta,
sia ai suoi occupanti. L’edificio in questo
senso viene interpretato come un insieme
organico di più elementi tecnologici che hanno
lo scopo di ricreare un ambiente che risponda
efficacemente alle esigenze degli utenti e
consenta al tempo stesso una amministrazione
efficace delle risorse con ridotti costi di
gestione. Un edificio intelligente deve,
inoltre, essere in grado di sapersi evolvere e
adattare ai cambiamenti strutturali e
tecnologici che possono incorrere nel tempo.
I due “must”:
lavoro di squadra e tecnologie adeguate
Per assolvere a
tutte le esigenze sopra espresse, Stefania
Mitali afferma che è necessario pensare a un
edificio che sia “intelligente dalla nascita” e
in questa direzione individua due step
fondamentali per la sua realizzazione. Questi
consistono nel lavoro di squadra di architetti,
progettisti, impiantisti e costruttori e nella
scelta degli elementi tecnologici idonei a
rendere l’edificio intelligente. E’ dunque
necessario costruire sin dall’inizio un team che
sappia lavorare in sinergia e che sia in grado
di scegliere le tecnologie appropriate.
“Questa
scelta deve essere fatta all’inizio e deve
considerare elementi funzionali e intelligenti,
adattabili in ogni momento a seconda delle
esigenze”
afferma Stefania Mitali, che vede nel pavimento
sopraelevato l’elemento chiave, altamente
funzionale, in grado di conferire all’intero
palazzo una elevata flessibilità. Nello spazio
sotto al pavimento è infatti possibile far
passare tutti i servizi, in modo ordinato e
semplice, con la possibilità di disporre di un
ambiente sgombro da elementi in eccesso e
altamente riconfigurabile.
Anche il
condizionamento è intelligente
In particolare,
il pavimento sopraelevato si rivela adatto a
ospitare i servizi di condizionamento, che fanno
della flessibilità il loro punto di forza.
Stefania Mitali individua nel brand Hiross
Flexible Space System il sistema di
climatizzazione che maggiormente è in grado di
adattarsi alle esigenze degli utenti e ai
cambiamenti del palazzo e dunque il più adatto
ad integrarsi in un edificio intelligente.
Questo sistema
appartiene alla categoria degli impianti UFAD
(Under Floor Air Conditioning) e come gli altri
sistemi under-floor utilizza lo spazio sotto al
pavimento per la diffusione dell’aria
nell’ambiente. A differenza però dei
tradizionali impianti UFAD, Hiross Flexible
Space System distribuisce l’aria condizionata
attraverso speciali unità terminali installate
nel pavimento, che hanno la caratteristica di
poter essere spostate a piacimento in ogni
momento e con grande facilità. L’assenza di tubi
e la possibilità di essere rapidamente adeguato
a eventuali mutamenti delle aree rendono questo
sistema altamente flessibile e la soluzione
ideale per climatizzare edifici intelligenti.
Hiross Flexible
Space System mette tutti d’accordo
Il sistema UFAD flessibile aiuta il lavoro di
squadra, il primo fondamento per la
realizzazione di palazzi intelligenti. “La
capacità di adattamento agli ambienti e la bassa
invasività di Hiross Flexible Space System sono
tali da mettere d’accordo architetti e
progettisti, spesso in conflitto per quanto
riguarda le scelte progettuali”, spiega
Stefania Mitali. “L’architetto deve sentirsi
libero di sviluppare idee architettoniche e
forme nuove, senza avere vincoli delle strutture
d’impianto. Il progettista deve avere libertà di
scegliere tecnicamente zone e spazi per poter
riadattare gli impianti in modo efficace, senza
alterare i parametri fondamentali del progetto.
Hiross Flexible Space System viene incontro a
entrambe le esigenze, offrendo semplicità di
progettazione e flessibilità”.
Un microclima
per ciascuno, senza sprechi
I vantaggi
nell’utilizzo di un
sistema UFAD
flessibile sono
anche evidenti per l’utente finale, che con
Hiross Flexible Space System può spostare
velocemente e con facilità le unità terminali e
decidere la velocità dell’aria diffusa in ogni
singola zona dell’edificio, ottenendo così un
microclima personalizzato nel proprio spazio.
Il lavoro a
basse pressioni del sistema assicura poi un
risparmio energetico diretto superiore rispetto
alla media dei tradizionali impianti di
climatizzazione.
Inoltre, la gestione del
controllo termico a zone permette di sfruttare
appieno le proprie risorse energetiche, evitando
svantaggiosi sprechi.
Meno costi
per chi costruisce
Gli aspetti
positivi si determinano, infine, anche per chi
investe nella realizzazione di strutture
intelligenti. Grazie all’impiego del pavimento
sopraelevato che elimina l’esigenza di un
ingombrante contro-soffitto, dove normalmente
alloggiano i canali di mandata e ripresa
dell’aria, si assicura infatti un consistente
guadagno di spazio in altezza che, sull’intero
edificio, risulta mediamente del 15%. Questo
incide positivamente sui costi di realizzazione
di nuovi building, riducendoli in media del
5-7%, in quanto vi è un minor impiego di
materiali di costruzione e si velocizzano i
tempi di realizzazione.
Flessibilità, personalizzazione, ma anche
qualità dell’aria tra i plus di
Hiross Flexible Space
System, che mette la salubrità in primo piano.
Questa è assicurata da un efficace sistema di
filtri e dalla conformazione stessa
dell’impianto che, posizionato nel
sottopavimento, risulta facile e veloce da
pulire. |