Il mercato italiano
dei prodotti di impermeabilizzazione ha una
struttura articolata e poco omogenea.
La produzione
risulta caratterizzata da una forte diversificazione
rispetto agli attuali standard qualitativi con una
conseguente ampia varietà di offerta dei singoli
prodotti e dei relativi prezzi.
Nell’ultimo triennio
il mercato dei prodotti di impermeabilizzazione si è
sostanzialmente confermato stabile, oscillando
intorno a una produzione complessiva venduta di 177
milioni di metri quadrati.
Concorrono a comporre questo risultato soprattutto
le membrane bituminose e sintetiche, e in misura
minore le membrane bentonitiche e i rivestimenti
cementizi.
Le membrane bituminose rappresentano circa l’86%,
pari a oltre 151 milioni metri quadrati. Mentre, per
quanto riguarda il mercato degli impermeabilizzanti
sintetici la produzione si attesta sui 13.500
milioni di metri quadrati, che diventano 21 se si
aggiungono i 9 milioni di metri quadrati di
impermeabilizzanti sottotegola e di coperture
inclinate. Il valore del mercato viene stimato in
oltre 720 milioni di Euro.
Produzione venduta di impermeabilizzanti
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V.% |
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Membrane bituminose con autoprotezione |
22,5 |
|
Membrane bituminose senza autoprotezione |
63,3 |
|
Membrane sintetiche |
7,8 |
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Membrane bentonitiche (polipropilene,
poliestere o cartone) |
1,5 |
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Formulati chimici |
2,7 |
|
Rivestimenti cementizi rigidi |
0,8 |
|
Rivestimenti cementizi flessibili |
1,0 |
|
Altro |
0,5 |
|
Totale |
100% |
Prendendo in esame
l’arco temporale che va dal 1998 al 2004, ovvero gli
anni eccezionali dell’espansione edilizia, emerge
con evidenza come l’ottimo andamento del mercato
delle costruzioni abbia avuto ripercussioni molto
positive anche sulla produzione dei prodotti di
impermeabilizzazione.
Oggi, l’incertezza
del quadro economico di riferimento rende difficile
avanzare previsioni a breve. Se, infatti, è
possibile con una sufficiente sicurezza, delineare
nel medio periodo uno scenario caratterizzato da un
ridimensionamento dell’attuale ruolo di traino
economico delle costruzioni, appare molto più
difficile definirne i tempi e le modalità.
Sulle prospettive
incidono sia elementi legati alla dimensione globale
dei mercati e alla forte interazione tra scenari
politici e reazioni dei mercati finanziari, sia la
capacità dell’Unione Europea e del nostro Paese di
contrastare l’attuale fase recessiva e rilanciare
gli investimenti e la domanda. Conteranno molto le
politiche sociali e quelle infrastrutturali, la
capacità di sviluppare programmi di riqualificazione
urbana e la ripresa della domanda di rinnovo sia
pubblica che privata.
Certamente gli interventi di ristrutturazione
nell’edilizia residenziale continueranno a crescere
grazie anche all’effetto della proroga delle
agevolazioni fiscali previste nel disegno di legge
finanziaria per il 2006.
E’ possibile prevedere che l’edilizia residenziale,
nel complesso, vedrà nel breve termine un
indebolimento della domanda per l’edilizia abitativa
e una ripresa, invece, dell’attività di recupero del
patrimonio esistente.
I rischi e i costi di una
cattiva impermeabilizzazione
L’impermeabilizzazione nel nostro paese riceve una
scarsa attenzione da parte dell’utenza e di
conseguenza anche da parte delle aziende di
costruzione o degli operatori non specializzati che
trascurano o non dispongono delle conoscenze
professionali e tecniche necessarie a garantire la
durabilità teorica per errori nella scelta del
prodotto rispetto alla tipologia dell’intervento a
cui spesso si accompagna una scarsa predisposizione
a interventi di manutenzione spesso necessari e
auspicabili.
Al primo posto tra
gli elementi che determinano, in alcuni casi, anche
una rilevante riduzione dei tempi di vita di un
prodotto per l’impermeabilizzazione sembra esservi
una scelta inadeguata del prodotto.
La scarsa competenza
ha effetti rilevanti sul risultato finale, più di
altri fattori quali, la scarsa manutenzione, i
fattori climatici e le sollecitazioni strutturali.
Fattori di intervento per anticipato degrado o
alterazioni
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Valore medio |
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Assenza o scarsa manutenzione |
30,0% |
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Difetti progettuali |
20,0% |
|
Inadeguata o cattiva posa in opera |
18,5% |
|
Errata scelta del prodotto |
13,8% |
|
Cattiva realizzazione del piano d’opera |
10,9% |
|
Erronea concezione di impianti o pavimenti
sulla copertura |
9,6% |
|
Inadeguato utilizzo del sistema impermeabile |
7,3% |
|
Difetti del prodotto
|
5,6%
|
Fonte: Cresme
Volendo provare a
quantificare l’ammontare del valore dei danni
provocati da difetti dovuti a una cattiva
impermeabilizzazione si può ipotizzare, a mero
titolo indicativo, che un intervento medio di
ripristino abbia un costo variabile tra i 2 e i 3
mila euro, a cui vanno aggiunti i costi legali nel
10% dei casi, pari a un valore medio di altri 3.000
euro. Il Cresme ha stimato un costo complessivo
annuo di 27 milioni di euro.
A fronte di questi
numeri diventa determinante affermare e diffondere
una vera cultura dell’impermeabilizzazione basata
sul rispetto di criteri rigorosi nella progettazione
e sull’accurata scelta dei prodotti.
La qualità della
posa in opera costituisce una delle grandi sfide del
prossimo futuro.
Maggio 2006