Home
Segnala un sito
Invia un articolo
Informazioni
Aggiungi ai preferiti

                                                    le costruzioni in rete

IL MERCATO DELL’IMPERMEABILIZZAZIONE IN ITALIA

 

Data di pubblicazione: 18/05/2006

 

Il mercato italiano dei prodotti di impermeabilizzazione ha una struttura articolata e poco omogenea.

La produzione risulta caratterizzata da una forte diversificazione rispetto agli attuali standard qualitativi con una conseguente ampia varietà di offerta dei singoli prodotti e dei relativi prezzi.

Nell’ultimo triennio il mercato dei prodotti di impermeabilizzazione si è sostanzialmente confermato stabile, oscillando intorno a una produzione complessiva venduta di 177 milioni di metri quadrati.

Concorrono a comporre questo risultato soprattutto le membrane bituminose e sintetiche, e in misura minore le membrane bentonitiche e i rivestimenti cementizi.

Le membrane bituminose rappresentano circa l’86%, pari a oltre 151 milioni metri quadrati. Mentre, per quanto riguarda il mercato degli impermeabilizzanti sintetici la produzione si attesta sui 13.500 milioni di metri quadrati, che diventano 21 se si aggiungono i 9 milioni di metri quadrati di impermeabilizzanti sottotegola e di coperture inclinate. Il valore del mercato viene stimato in oltre 720 milioni di Euro.

 

Produzione venduta di impermeabilizzanti

 

V.%

Membrane bituminose con autoprotezione

 22,5

Membrane bituminose senza autoprotezione

 63,3

Membrane sintetiche

   7,8

Membrane bentonitiche (polipropilene, poliestere o cartone)

   1,5

Formulati chimici

   2,7

Rivestimenti cementizi rigidi

   0,8

Rivestimenti cementizi flessibili

   1,0

Altro

   0,5

Totale

100%

Fonte: Cresme

 

Le prospettive

Prendendo in esame l’arco temporale che va dal 1998 al 2004, ovvero gli anni eccezionali dell’espansione edilizia, emerge con evidenza come l’ottimo andamento del mercato delle costruzioni abbia avuto ripercussioni molto positive anche sulla produzione dei prodotti di impermeabilizzazione.

Oggi, l’incertezza del quadro economico di riferimento rende difficile avanzare previsioni a breve. Se, infatti, è possibile con una sufficiente sicurezza, delineare nel medio periodo uno scenario caratterizzato da un ridimensionamento dell’attuale ruolo di traino economico delle costruzioni, appare molto più difficile definirne i tempi e le modalità.

Sulle prospettive incidono sia elementi legati alla dimensione globale dei mercati e alla forte interazione tra scenari politici e reazioni dei mercati finanziari, sia la capacità dell’Unione Europea e del nostro Paese di contrastare l’attuale fase recessiva e rilanciare gli investimenti e la domanda. Conteranno molto le politiche sociali e quelle infrastrutturali, la capacità di sviluppare programmi di riqualificazione urbana e la ripresa della domanda di rinnovo sia pubblica che privata.

Certamente gli interventi di ristrutturazione nell’edilizia residenziale continueranno a crescere grazie anche all’effetto della proroga delle agevolazioni fiscali previste nel disegno di legge finanziaria per il 2006.

E’ possibile prevedere che l’edilizia residenziale, nel complesso, vedrà nel breve termine un indebolimento della domanda per l’edilizia abitativa e una ripresa, invece, dell’attività di recupero del patrimonio esistente.

 

I rischi e i costi di una cattiva impermeabilizzazione

L’impermeabilizzazione nel nostro paese riceve una scarsa attenzione da parte dell’utenza e di conseguenza anche da parte delle aziende di costruzione o degli operatori non specializzati che trascurano o non dispongono delle conoscenze professionali e tecniche necessarie a garantire la durabilità teorica per errori nella scelta del prodotto rispetto alla tipologia dell’intervento a cui spesso si accompagna una scarsa predisposizione a interventi di manutenzione spesso necessari e auspicabili.

Al primo posto tra gli elementi che determinano, in alcuni casi, anche una rilevante riduzione dei tempi di vita di un prodotto per l’impermeabilizzazione sembra esservi una scelta inadeguata del prodotto.

La scarsa competenza ha effetti rilevanti sul risultato finale, più di altri fattori quali, la scarsa manutenzione, i fattori climatici e le sollecitazioni strutturali.

 

Fattori di intervento per anticipato degrado o alterazioni

 

 

 

Valore medio

 

 

 

 

 

Assenza o scarsa manutenzione

 

30,0%

Difetti progettuali

 

20,0%

Inadeguata o cattiva posa in opera

 

18,5%

 

Errata scelta del prodotto

 

13,8%

 

Cattiva realizzazione del piano d’opera

 

10,9%

 

Erronea concezione di impianti o pavimenti sulla copertura

 

9,6%

 

Inadeguato utilizzo del sistema impermeabile

 

7,3%

 

Difetti del prodotto

 

 

5,6%

 

Fonte: Cresme

Volendo provare a quantificare l’ammontare del valore dei danni provocati da difetti dovuti a una cattiva impermeabilizzazione si può ipotizzare, a mero titolo indicativo, che un intervento medio di ripristino abbia un costo variabile tra i 2 e i 3 mila euro, a cui vanno aggiunti i costi legali nel 10% dei casi, pari a un valore medio di altri 3.000 euro. Il Cresme ha stimato un costo complessivo annuo di 27 milioni di euro.

A fronte di questi numeri diventa determinante affermare e diffondere una vera cultura dell’impermeabilizzazione basata sul rispetto di criteri rigorosi nella progettazione e sull’accurata scelta dei prodotti.

La qualità della posa in opera costituisce una delle grandi sfide del prossimo futuro.

 

Maggio 2006

 

 

 


 


        HOME                                                                                               SU

 

 Copyright © 2002-2006 costruzioni.net