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                                                    le costruzioni in rete

LA FIRMA DI JEAN NOUVEL
PER IL NUOVO PADIGLIONE B DELLA FIERA DI GENOVA
 

Data di pubblicazione: 04/2005

 

Sarà firmato Jean Nouvel il nuovo padiglione B della Fiera di Genova. La
scelta, compiuta oggi dal Consiglio di Amministrazione della società
sentiti i pareri espressi dell'assemblea dei soci, esprime la volontà di
connotare con un segno forte la riqualificazione globale in atto nel
quartiere fieristico genovese.  Questo il commento a caldo
dell'architetto parigino: "Il padiglione centrale della Fiera si sposerà
con il cielo di Genova, con il mare di Genova e con la vita fieristica
attraverso riflessi, bagliori e giochi caleidoscopici. Questa
architettura dell'immaterialità e della luce è il mio contributo
all'identità di Genova".

Il progetto di Jean Nouvel si integra con l'ambiente circostante grazie
a linee e colori che evocano e rispecchiano il mare e il cielo in
maniera forte e garantisce allo stesso tempo una spiccata funzionalità
degli spazi. "E' stata una scelta difficile, considerato il livello dei
progetti presentati - hanno commentato il presidente Franco Gattorno e l'amministratore delegato Roberto Urbani - e molto meditata.  E' stato
tenuto conto della posizione strategica del quartiere fieristico nel
waterfront della città e del ruolo che assumerà in futuro con la
realizzazione dell'affresco di Renzo Piano. La realizzazione di Jean
Nouvel sarà un elemento distintivo dello sviluppo che si inserirà tra le
altre nuove opere: la Marina ampliata da 600 posti barca e l'albergo con centro congressi nell'edificio Ansaldo. "

Per la definizione dei requisiti di base - edificio biplanare, versatile
e modulare in grado di ospitare un'ampia gamma di manifestazioni, dotato degli impianti tecnologici più avanzati e destinato in un prossimo
futuro ad espandersi nell'area attualmente occupata dal padiglione D - e per la selezione dei progettisti, Nicholas Grimshaw, Michael Hopkins e
Jean Nouvel, Fiera di Genova è stata coadiuvata da una commissione di
esperti formata  da  Bruno Gabrielli, Assessore alla Qualità Urbana e
alla pianificazione territoriale del Comune di Genova e docente della
Facoltà di architettura dell'Università di Genova, Benedetta Spadolini,
Preside della Facoltà di Architettura e dal Presidente dell'Ordine degli
architetti della provincia di Genova.
A gennaio la presentazione dei progetti al Consiglio di Amministrazione
e agli esperti, poi gli approfondimenti tesi a chiarire i dettagli
funzionali e oggi la scelta. Le prossime tappe saranno il
perfezionamento degli aspetti contrattuali e l'avvio del progetto
preliminare.

 
 

CAPTARE IL MOVIMENTO

E’ SEMPLICE. TROPPO SEMPLICE PERCHÉ SIA COSÌ SEMPLICE.

E’ PRIMA DI TUTTO UN PIANO, UN PIANO BLU, TROPPO BLU. IL BLU CIELO DELLE FOTOGRAFIE SOTTO ESPOSTE O DEGLI ESORDI DEL CINEMATOGRAFO…  QUESTO PIANO È EVIDENTEMENTE UN TETTO, SI LEGGERÀ DALLA CITTÀ, DALLA STRADA SOPRAELEVATA CHE LO COSTEGGIA, COME UN’ASTRAZIONE, UN IMMENSO SPECCHIO BLU RETTANGOLARE NEL QUALE SI RIFLETTE O IL BLU DEL CIELO O LE NUVOLE CHE DIVENTANO PLUMBEE SOTTO LA PIOGGIA O NEL GRIGIORE. QUESTE NUVOLE IMPRIMONO SULLO SPECCHIO UN LENTO MOVIMENTO ATMOSFERICO.

L’INTERNO NON È A PRIMA VISTA MOLTO PIÙ COMPLICATO: DUE GRANDI HALL ORIENTATE VERSO IL MARE. UNA SOTTO IL PIANO DI COPERTURA È UNA TERRAZZA COPERTA, COMPLETAMENTE APERTA SUL PORTO. L’ALTRA È IL PROLUNGAMENTO DELLA BANCHINA NELL’EDIFICIO, ANCHE LEI TOTALMENTE APERTA. QUANDO DICO APERTO BISOGNA INTENDERE INTERAMENTE VETRATO, MA ANCHE AMPIAMENTE APRIBILE QUANDO IL VENTO E LA TEMPERATURA LO CONSENTONO. QUESTE DUE GRANDI HALL SONO SOTTO DUE SPECCHI CHE EVOCANO LA SUPERFICIE DEL MARE. UNO È COSTITUITO DA PICCOLE ONDE COME LA SUPERFICIE IRREGOLARE DELL’ACQUA DEL PORTO, COME QUELLE LEGGERE INCRESPATURE CHE “AMMACCANO” IL MARE. L’ALTRO È RITMATO DA LUNGHE ONDE PARALLELE ALLA BANCHINA, LA VARIAZIONE D’AMPIEZZA  DELL’ONDA CREA UNA SINUSOIDE CHE DECRESCE AVVICINANDOSI AL PORTO. QUESTI SPECCHI RIFRANGONO, RIFORMANO LA VITA DELLE ESPOSIZIONI CHE COPRONO, MA ANCHE, SU UNA SUPERFICIE MINORE, LE BARCHE DEL PORTO…

NEL PRIMO C’È QUALCOSA DI SIMILE AL CALEIDOSCOPIO IL CUI PRINCIPIO GEOMETRICO È PERTURBATO DALL’ALEATORIO, NEL SECONDO SI TROVA, SU DEI RITMI PARALLELI, L’ALLUNGAMENTO CURVO DELLE IMMAGINI  COME SULLE CARROZZERIE O SUI PARAURTI DELLE MACCHINE.

SOTTO IL PRIMO SPECCHIO L’ILLUMINAZIONE È ASSICURATA DA LAMPIONI« PLUGGATI » AL SUOLO CHE, OVVIAMENTE, NON TOCCANO MAI IL SOFFITTO. SOTTO IL SECONDO, I PROIETTORI SONO NELLE ONDE, NELLE PIEGHE O DIETRO A DEI VETRI A SPECCHIO. QUESTI DUE SISTEMI CREANO DEI BAGLIORI SIMILI AI FAMIGERATI RIFLESSI D’ARGENTO CON I  QUALI IL SOLE GRATIFICA IL MARE. DAL PORTO, DALLA BANCHINA, DALL’ESTERNO LE ESPOSIZIONI CREANO UN DOPPIO SPETTACOLO DI RIFLESSI DINAMICI, MULTICOLORI, MOVIMENTATI.

IL RISTORANTE, INVECE, SI ALLUNGA SUL LIMITE TRA IL PORTO E LE ESPOSIZIONI BENEFICIANDO DELLA SERENITÀ DELLA VISTA DELLE BARCHE, O, SECONDO GLI SGUARDI, DEI BAGLIORI DINAMICI DEGLI AVVENIMENTI.

IN BREVE, TUTTO QUESTO È UNA STORIA D’INTERROGATIVI E DI DISTRUZIONE DELLA MATERIA, UNA STORIA « DE JEUX D’OPTIQUE PRESTIGIEUX, DE TOURMENTS DÉLICIEUX DES YEUX» (C.BAUDELAIRE) ALLA SCALA DEL TERRITORIO. 

QUESTE SENSAZIONI SONO MESSE AL SERVIZIO DELLA FORZA ATTRATTIVA E DEL PRESTIGIO DEL LUOGO: I PADIGLIONI ESPOSITIVI, ANCHE LORO, DEVONO AMARE LO SPETTACOLO.

 

JEAN NOUVEL

 

 




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