La camera approva finalmente la
proroga che tutti gli studenti (non
pochissimi) rimasti del Vecchio
Ordinamento stavano attendendo; essi
potranno svolgere l’esame di stato
con le regole con cui si sono
immatricolati fino all’ultima
sessione del 2009, e potranno
pertanto iscriversi
contemporaneamente a tutti e tre gli
albi.
A quei pochi che non hanno seguito in
questi anni le vicende sul famoso decreto
328, vorrei fare un breve riepilogo
della situazione.
La riforma universitaria che ha
portato all’istituzione del Nuovo
Ordinamento degli studi definisce
“ingegnere” il laureato del corso
triennale; questo cambiamento ha
richiesto necessariamente una
riforma anche delle regole di
ammissione dell’esame di stato per
l’abilitazione alla professione di
ingegnere, che prevedeva in
precedenza, l’accesso ai soli
laureati quinquennali. Poiché la
laurea Vecchio Ordinamento rimane
comunque equiparata alla laurea
specialistica (3+2 anni), risulta
evidente che l’ingegnere del corso
triennale non può avere la stessa
preparazione di un ingegnere
V.O., ovvero, detto in altri
termini, si è deciso di “svalutare”
il titolo di “ingegnere”,
consapevoli della sua minore
preparazione, quando nei fatti il
laureato triennale poteva
rappresentare un titolo intermedio
nel percorso di studio (esperimento
che in passato era già stato tentato
senza successo, con l’istituzione
dei cosiddetti “diplomi
universitari”, che non avevano
offerto gli sbocchi lavorativi in
più in cui molti speravano)

L’esame di stato doveva quindi
adeguarsi a questa nuova situazione
e si stabiliva che l’accesso ad ogni
albo poteva avvenire solo con un
esame distinto.
I cambiamenti apportati all’esame di
abilitazione sono quindi una diretta
conseguenza delle modifiche
effettuate sull’ordinamento
universitario. Al momento di
scrivere la legge, però,
incredibilmente si decise di
estendere le nuove regole a tutti
gli studenti, senza distinzione sul
loro percorso di studi. I laureati
del Vecchio Ordinamento subiscono
quindi un doppio smacco: vedono
sminuito il valore del loro titolo
di studio, così equiparato a quello
di un laureato triennale, e
subiscono un’ingiustizia rispetto ai
colleghi già abilitati che avevano
seguito il loro stesso percorso
formativo; come se non bastasse, di
recente si era anche prospettata la
minaccia di un possibile tirocinio
obbligatorio di un anno che gli
studenti del Nuovo Ordinamento
avrebbero integrato nel loro
percorso di studi (ricevendo dei
crediti), mentre quelli del Vecchio
Ordinamento avrebbero dovuto
svolgere dopo la laurea.
Gli studenti beffati non ci stanno e
nasce così il “Movimento Nazionale
Dpr 328” con lo scopo di informare
tutti i colleghi e coordinare la
protesta sotto un’unica voce. In
questi anni il Movimento ha portato
avanti numerose proteste civili,
raccogliendo migliaia di firme in 4
petizioni, ottenendo numerosi
incontri con i politici e mantenendo
vivo Aprile 2007 l’interesse attorno
alla questione.
Grazie al coordinamento di questo
gruppo di volontari distribuito nei
vari atenei italiani e non schierati
sotto alcuna bandiera di partito
universitario, l’azione del
Movimento ha consentito di ottenere
diverse proroghe, l’ultima delle
quali scadeva nel 2006.
Molti giovani colleghi che
considerano ingegneria una facoltà
difficile, non hanno termini di
paragone per rendersi conto di
quanto il vecchio percorso di studi
fosse realmente più impegnativo e
non di rado hanno visto la nostra
protesta come il rifiuto di
rinunciare a dei privilegi piuttosto
che una lotta per difendere dei
diritti.
Mi auguro che questo articolo possa
loro chiarire le idee.
Lo scorso dicembre un nuovo decreto
di rinvio, scaturito proprio dalle
“pressioni” esercitate con l’ultima
petizione, viene presentato alla
camera.
Viene emanata un’ordinanza
ministeriale alle università
affinché si organizzino prevedendo
l’approvazione della legge come
scontata, e la Gazzetta Ufficiale
pubblica il Bando Esami di Stato
2007 ricalcando l’ordinanza… ma è
solo un castello di carte pronto a
crollare se il decreto non viene
convertito in legge entro 60 giorni.
La proroga indefinita viene respinta
nonostante il parere favorevole di
molti parlamentari, senza valide
argomentazioni, a mio parere per una
sorta di orgoglio politico nel voler
fare approvare il proprio progetto
piuttosto che accettare quello dello
schieramento avversario. Viene
invece approvato lo slittamento al
2009 e il disegno passa all’esame
del Senato. Questi vi apporta altre
modifiche…piccoli dettagli, ma che
richiedono un nuovo riesame alla
Camera (le due camere devono infatti
approvare lo stesso identico testo);
intanto i giorni trascorrono… Sul
filo del rasoio nel 60° giorno,
l’ultimo utile e in piena crisi di
governo, finalmente la Camera
approva il testo del Senato ed il
decreto proroga viene convertito in
legge.
Rimane il rammarico di non poter
porre la parola FINE alla questione,
ma sicuramente la maggior parte dei
colleghi riusciranno a beneficiare
di questo risultato, abilitandosi
entro il 2009.
Prima di concludere vorrei ricordare
che il Movimento non è sostenuto da
alcun finanziamento e che tutti i
risultati sono stati ottenuti, come
vuole la tradizione italiana, con
carte bollate, raccomandate di
centinaia di fogli di petizioni,
fax, telefonate ecc…