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ESAME DI STATO V.O. : E' LEGGE LA PROROGA FINO AL 2009

    Walter Giocoso

Data di pubblicazione: 20/04/2007

 

La camera approva finalmente la proroga che tutti gli studenti (non pochissimi) rimasti del Vecchio Ordinamento stavano attendendo; essi potranno svolgere l’esame di stato con le regole con cui si sono immatricolati fino all’ultima sessione del 2009, e potranno pertanto iscriversi contemporaneamente a tutti e tre gli albi.
A quei pochi che non hanno seguito in questi anni le vicende sul famoso decreto 328, vorrei fare un breve riepilogo della situazione.
La riforma universitaria che ha portato all’istituzione del Nuovo Ordinamento degli studi definisce “ingegnere” il laureato del corso triennale; questo cambiamento ha richiesto necessariamente una riforma anche delle regole di ammissione dell’esame di stato per l’abilitazione alla professione di ingegnere, che prevedeva in precedenza, l’accesso ai soli laureati quinquennali. Poiché la laurea Vecchio Ordinamento rimane comunque equiparata alla laurea specialistica (3+2 anni), risulta evidente che l’ingegnere del corso triennale non può avere la stessa preparazione di un ingegnere
V.O., ovvero, detto in altri termini, si è deciso di “svalutare” il titolo di “ingegnere”, consapevoli della sua minore preparazione, quando nei fatti il laureato triennale poteva rappresentare un titolo intermedio nel percorso di studio (esperimento che in passato era già stato tentato senza successo, con l’istituzione dei cosiddetti “diplomi universitari”, che non avevano offerto gli sbocchi lavorativi in più in cui molti speravano)

 


L’esame di stato doveva quindi adeguarsi a questa nuova situazione e si stabiliva che l’accesso ad ogni albo poteva avvenire solo con un esame distinto.
I cambiamenti apportati all’esame di abilitazione sono quindi una diretta conseguenza delle modifiche effettuate sull’ordinamento
universitario. Al momento di scrivere la legge, però, incredibilmente si decise di estendere le nuove regole a tutti gli studenti, senza distinzione sul loro percorso di studi. I laureati del Vecchio Ordinamento subiscono quindi un doppio smacco: vedono sminuito il valore del loro titolo di studio, così equiparato a quello di un laureato triennale, e subiscono un’ingiustizia rispetto ai colleghi già abilitati che avevano seguito il loro stesso percorso formativo; come se non bastasse, di recente si era anche prospettata la minaccia di un possibile tirocinio obbligatorio di un anno che gli studenti del Nuovo Ordinamento avrebbero integrato nel loro percorso di studi (ricevendo dei crediti), mentre quelli del Vecchio Ordinamento avrebbero dovuto svolgere dopo la laurea.
Gli studenti beffati non ci stanno e nasce così il “Movimento Nazionale Dpr 328” con lo scopo di informare tutti i colleghi e coordinare la protesta sotto un’unica voce. In questi anni il Movimento ha portato avanti numerose proteste civili, raccogliendo migliaia di firme in 4 petizioni, ottenendo numerosi incontri con i politici e mantenendo vivo Aprile 2007 l’interesse attorno alla questione.
Grazie al coordinamento di questo gruppo di volontari distribuito nei vari atenei italiani e non schierati sotto alcuna bandiera di partito universitario, l’azione del Movimento ha consentito di ottenere diverse proroghe, l’ultima delle quali scadeva nel 2006.
Molti giovani colleghi che considerano ingegneria una facoltà difficile, non hanno termini di paragone per rendersi conto di quanto il vecchio percorso di studi fosse realmente più impegnativo e non di rado hanno visto la nostra protesta come il rifiuto di rinunciare a dei privilegi piuttosto che una lotta per difendere dei diritti.
Mi auguro che questo articolo possa loro chiarire le idee.
Lo scorso dicembre un nuovo decreto di rinvio, scaturito proprio dalle “pressioni” esercitate con l’ultima petizione, viene presentato alla camera.
Viene emanata un’ordinanza ministeriale alle università affinché si organizzino prevedendo l’approvazione della legge come scontata, e la Gazzetta Ufficiale pubblica il Bando Esami di Stato 2007 ricalcando l’ordinanza… ma è solo un castello di carte pronto a crollare se il decreto non viene convertito in legge entro 60 giorni. La proroga indefinita viene respinta nonostante il parere favorevole di molti parlamentari, senza valide argomentazioni, a mio parere per una sorta di orgoglio politico nel voler fare approvare il proprio progetto piuttosto che accettare quello dello schieramento avversario. Viene invece approvato lo slittamento al 2009 e il disegno passa all’esame del Senato. Questi vi apporta altre modifiche…piccoli dettagli, ma che richiedono un nuovo riesame alla Camera (le due camere devono infatti approvare lo stesso identico testo); intanto i giorni trascorrono… Sul filo del rasoio nel 60° giorno, l’ultimo utile e in piena crisi di governo, finalmente la Camera approva il testo del Senato ed il decreto proroga viene convertito in legge.
Rimane il rammarico di non poter porre la parola FINE alla questione, ma sicuramente la maggior parte dei colleghi riusciranno a beneficiare di questo risultato, abilitandosi entro il 2009.
Prima di concludere vorrei ricordare che il Movimento non è sostenuto da alcun finanziamento e che tutti i risultati sono stati ottenuti, come vuole la tradizione italiana, con carte bollate, raccomandate di centinaia di fogli di petizioni, fax, telefonate ecc…

 

 
 

 


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