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Riqualificazione urbana: “Abbattere per Ricostruire”

è la parola d’ordine per la Filiera delle Costruzioni

 

Data di pubblicazione: 11/09/2007

 

Aree degradate, sprechi energetici, scarsa qualità abitativa.

Per Finco, la Federazione  di Confindustria delle Industrie, Prodotti, Impianti e Sevizi per le Costruzioni, la sfida della riqualificazione urbana si può giocare solo attraverso un “piano strategico” che disegni efficacemente le modalità di recupero e che assegni al macrosettore delle costruzioni un ruolo decisivo nell’importante obiettivo del risparmio energetico e della qualità del vivere e del lavorare nelle nostre città.

 

La Federazione, da sempre impegnata a promuovere una cultura industriale finalizzata alla tutela e al rispetto dell’ambiente, sostiene la necessità di un programma articolato di riqualificazione del patrimonio immobiliare italiano, con particolare riferimento alle periferie urbane degradate e, quindi, all’edilizia pubblica, anche attraverso operazioni di demolizione e ricostruzione rese improcrastinabili dalla scarsa qualità abitativa, dalla frequente congestione e dalla rilevante inefficienza energetica del patrimonio in questione.

 

“Abbattere per Ricostruire” come soluzione e risposta alle pressanti esigenze economiche, politiche e sociali.

 

Sono gli stessi obiettivi di Kyoto a spingere il settore verso questa direzione: l’adesione al Protocollo di Kyoto implica infatti per il nostro Paese un abbattimento delle emissioni a un livello medio, nel periodo 2008-2012, del 6,5 per cento inferiore rispetto al 1990.  Abbiamo invece emissioni di gas serra per circa il 12,5 per cento in più rispetto a quanto previsto: in pratica occorrerà ridurre le emissioni di CO2 di circa 98Mt/anno tra il 2008 e il 2012. Cosa improbabile senza il contributo del settore dei trasporti e, soprattutto, senza una decisa efficientizzazione del patrimonio immobiliare, a meno che non si voglia penalizzare in modo fatale il  solo settore industriale.

 

A questo punto è utile illustrare con esattezza cosa Finco intenda per “riqualificazione urbana”.

Riqualificare le città significa portare a compimento interventi di trasformazione, a volte anche radicali, come la demolizione e la ricostruzione di edifici obsoleti, privi di valore architettonico ed inquinanti, soprattutto dislocati nelle periferie delle grandi città, e definire una nuova politica abitativa anche finalizzata ad attrarre nelle città capitale umano qualificato.

 

Questa la definizione. Per l’applicazione del sistema sono poi naturalmente necessari dei fondi che possono essere reperiti tramite strumenti di partnership pubblico-privato e attraverso la valorizzazione del patrimonio immobiliare del Demanio, con normative di favore inerenti i cosiddetti “crediti edilizi”. Occorre però anche considerare operativamente l’ipotesi di destinare una parte dell’extragettito previsto per l’attuale ed i prossimi anni per lo start-up di un progetto come “Abbattere per Ricostruire”, certamente volano di sviluppo e ad alto e positivo impatto sociale.

 

Finco è determinata a contribuire alle operazioni di individuazione e sostegno di tutte le iniziative che, oltre ad essere di ausilio agli strati più deboli, siano capaci di generare crescita.

 

La situazione attuale, d’altronde, non è incoraggiante: il mercato immobiliare nazionale è caratterizzato dalla scarsità di alloggi in affitto e l’edilizia sociale è fiaccata da una fiscalità eccessiva. La scarsa qualità del costruito ha potenziali riflessi sulla qualità del vivere, sul disagio sociale e, infine, sull’ordine pubblico.

 

È necessario dunque un flusso di finanziamenti per sviluppare il settore residenziale pubblico e per sostenere i progetti di demolizione e ricostruzione, anche al fine di evitare un ulteriore fenomeno di espansione urbana, per il soddisfacimento dell’emergenza di edilizia abitativa e direzionale (mentre nel Dpef l’attuazione di un piano triennale per l’edilizia abitativa è stato relegato tra le 10 misure previste al capitolo della equità sociale).

 

Ecco che in questo senso il progetto “Abbattere per Ricostruire” è una possibile, valida risposta di sviluppo.

Riteniamo insomma che nei 6,5 miliardi di euro resisi disponibili tra extragettito ed anticipazione degli incassi legati al trasferimento del Tfr all’Inps, possano e debbano trovare spazio risorse per quanto sopra.

 

Per questo e in questo quadro, è prioritario che il Governo solleciti scelte progettuali che adottino e valorizzino i prodotti, i servizi e gli impianti per l’edilizia e siano in grado di favorire elevati standard di comfort e soluzioni architettoniche, urbanistiche ed infrastrutturali moderne e sostenibili.

 

Segnaliamo in proposito alcuni aspetti specifici che il comparto rappresentato da Finco auspica diventino scelte condivise e stabili:

 

sottolineare l’importanza della qualità del costruito attraverso la più ampia strumentazione possibile come l’affermazione delle categorie delle opere specialistiche nella esecuzione dei lavori pubblici, l’implementazione delle misure relative alla marcatura CE dei prodotti da costruzione e l’attenzione al risparmio energetico degli edifici;

 

rendere stabili (è indispensabile quantomeno la loro conferma in Finanziaria 2008, perché il provvedimento possa dispiegare concreta efficacia sia per i consumatori che per le imprese) le positive misure “premiali” (per esempio il 55 per cento di detrazione d’imposta) per coloro che realizzano risparmi energetici ed affrontare compiutamente anche le tematiche relative ai consumi del condizionamento estivo oltre che all’efficienza energetica invernale;

 

introdurre indirizzi affinché nella formulazione degli appalti pubblici siano inclusi, tra gli elementi di qualificazione delle offerte, la fornitura o l’utilizzo di prodotti e materiali aventi requisiti ambientali (per esempio Ecolabel, altri marchi di qualità ambientale, certificazioni ambientali di sistema e di prodotto). Si darebbe così corso alle raccomandazioni europee in tema di green procurement e si indirizzerebbe l’uso dei fondi pubblici verso la promozione delle produzioni ambientali sostenibili nell’ambito delle politiche di prodotto europee;

 

stabilire che alcune misure da straordinarie, seppur ripetute, diventino strutturali. Ci riferiamo all’Iva al 10 per cento sui materiali da costruzione ed al credito d’imposta del 36 per cento sulle ristrutturazioni. Sono misure che conseguono il duplice obiettivo di combattere il “ nero” e di fungere da leva per lo sviluppo.

 
 

 


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