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30/11/2008
CUBOTTO:
primo prototipo di edificio sostenibile realizzato con tecnologia
stratificata a secco.
Sabato
29 novembre presso l’università degli studi di Parma è stato
presentato il CUBOTTO: primo prototipo di edificio sostenibile
realizzato con tecnologia stratificata a secco.

Il Professor Paolo Bertozzi,
docente del Corso di Tecniche Industriali Edili presso la Facoltà di
Architettura dell’Università degli Studi di Parma e componente del
gruppo di ricerca coordinato dal Prfessor Ivo Iori, ha introdotto
l’evento, sottolineando l’importanza e la novità nel panorama
nazionale di questa collaborazione di studio e ricerca tra pubblico
e privato, lasciando poi la parola alla professoressa Agnese Ghini,
ricercatrice di Tecnologia dell’Architettura presso il Dipartimento
di Ingegneria Civile, dell’Ambiente e del Territorio e architettura
a Parma. La professoressa Ghini ha illustrato gli aspetti
fondamentali della tecnica costruttiva ed i vari passi della ricerca
che l’Università si appresta ad effettuare, vale a dire una serie di
misure e controlli per verificare le prestazioni dell’edificio nelle
diverse situazioni climatiche in termini di trasmittanza e di
inerzia termica.
Questa ricerca, ha ricordato Carlo Bucci, Presidente del Consorzio
esi, è frutto della collaborazione tra l’Università di Parma,
Consorzio esi, BPB S.p.a e Celenit S.p.a. Il Consorzio esi, ha poi
affermato Carlo Bucci, è una realtà imprenditoriale di Parma che ha
fatto della sostenibilità ambientale la sua mission. Esi infatti è
proprio l’acronimo di Edilizia Sostenibile Innovativa, i cui soci
fondatori sono C e P Consulenza e progetti, Bucci S.p.a.,
Bergamaschi Costruzioni, Elettromeccanica parmense ed Inlon.
Da quasi due anni l’università e il Consorzio esi hanno siglato il
protocollo di ricerca e il CUBOTTO e uno dei passi fondamentali e
concreti di questo studio che permetterà la raccolta di dati e
potenzierà l’efficacia dei modelli e dei pannelli che verranno
prodotti in futuro.
L’importanza che riveste per il Consorzio esi l’individuazione delle
tecniche più appropriate in relazione a prefissati livelli
prestazionali e alle specifiche condizioni microclimatiche locali,
ha trovato eco nel Polo Universitario Parmigiano, che si è
particolarmente specializzato nelle nuove tecniche di
ecosostenibilità.
La partnership tra la Facoltà di architettura e il consorzio esi,
inoltre ha dato vita a diverse iniziative:
il convegno Tecniche per una casa sostenibile costruita “a secco”,
che ha dato il via alla collaborazione tra Consorzio ed Università
un corso dal titolo “Architettura e Sostenibilità. Corso di
aggiornamento edizione 2008” realizzato in collaborazione con
l’ordine degli architetti e l’ordine degli ingegneri di parma
Uno degli aspetti fondamentali della ricerca riguarda i materiali
Proprio sulle specifiche tecniche dei materiali sono intervenuti
Vincenzo de Astis, di BPB Italia e Piero Svegliado, direttore
Generale di Celenit S.p.a.
La presentazione è proseguita poi con la visita guidata all’edificio
sperimentale realizzato a pochi passi dalle aule di inegneria nel
Campus Universitàrio di Parma.
Tutti i presenti hanno potuto toccare con mano il prototipo e
ricevere molte informazioni tecniche di grande interesse non solo
per chi studia la casa del futuro ma anche per chi già adesso vuole
costruire o farsi progettare la “casa ecologica”: Tutti hanno
ammesso che la percezione che hanno avuto è quella di una casa
tradizionale in muratura, l’edificio infatti è intonacato
internamente e rivestito esternamente come una casa in muratura. Per
molti questo è stata una sorpresa in quanto i più pensavano di
trovarsi al cospetto di una casa sostanzialmente di legno con
“classiche” pareti in cartongesso.
Niente di tutto questo, una casa come siamo abituati a vedere,
progettata e non prefabbricata, con la sostanziale differenza che i
materiali usati consentono risparmi considerevoli e un comfort assai
maggiore dovuto al minor tempo di funzionamento degli impianti di
climatizzazione. Nessuna rinuncia quindi alle qualità delle tecniche
tradizionali, ma un grande passo avanti nel risparmio energetico e
nella sostenibilità ambientale.
Tecnologia stratificata a secco
Il paradigma della costruzione stratificata a secco prevede tre
stadi funzionali:
• involucro esterno
• struttura
• involucro interno
e una forte integrazione con l’impiantistica dell’edificio.
Se si analizzano le normative europee relative al risparmio
energetico e si valutano le efficienze energetiche degli edifici
realizzati con tecniche laterocementizie a umido, si desume
facilmente la necessità di nuove soluzioni, in linea con esempi
europei e americani, il cui fine sia quello di realizzare edifici
realmente sostenibili e poco energivori.
Questa necessità, viene poi amplificata dall’introduzione nel nostro
paese di nuove normative antisismiche, di contenimento energetico e
di abbattimento sonoro, che inevitabilmente aumentano
considerevolmente, in particolar modo in un sistema tradizionale,
l’uso dei materiali.
La costruzione stratificata a secco, denominata anche S/R
(Struttura-Rivestimento), minimizza l’uso dei materiali, consente
una progettazione mirata ai reali requisiti di qualità ed alte
prestazioni di risparmio energetico, fa uso di prodotti di
derivazione industriale di alta qualità e certificati, e consente
una grande libertà di espressione architettonica ed estetica, libera
da vincoli di sistemi prefabbricati.
Il sistema S/R è quello che meglio di tutti attualmente risponde,
per qualità ed economicità, ai concetti di casa passiva, della
biologia dell’abitare e della casa intelligente, concetti sempre più
importanti nella progettazione di nuova concezione.
Lo sviluppo dell’industrializzazione della produzione di elementi
costruttivi e di dispositivi di supporto e di connessione per
l’edilizia, predispongono il settore delle costruzioni verso una sua
modernizzazione, che deve prevedere una razionalizzazione delle fasi
di produzione mediante sistemi sempre più meccanici.
La tettonica dei sistemi Struttura/Rivestimento segue, infatti, un
processo meccanico: gli elementi costruttivi esistono già, sono
stati prodotti per la quasi totalità industrialmente e, in cantiere,
essi devono essere connessi gli uni agli altri seguendo un Progetto
Integrato.
Una adeguata Progettazione Integrata e la possibilità di reperire
sul mercato, sia elementi industrializzati per la costruzione di
strutture in acciaio o legno, che nuovi materiali per la
realizzazione di rivestimenti con stratificazioni prestazionali,
creano le condizioni per realizzare concretamente e a costi
controllati edifici con sistemi S/R.








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