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                                                    le costruzioni in rete

CALANO GLI OCCUPATI NELLE COSTRUZIONI:

CAMBIARE LE POLITICHE PER IL “LAVORO STRANIERO”

   comunicato stampa

Data di pubblicazione: 18/10/2006

 

Dopo sette anni di costante crescita occupazionale nel secondo trimestre di quest’anno per la prima volta si registra un calo. Circa 2 punti e mezzo in meno rispetto allo stesso periodo del 2005, 47.000 lavoratori in meno.

“I dati ufficiali – ha sottolineato Lorenzo Bellicini, direttore tecnico del Cresme presentando il 2° Rapporto sul mercato del lavoro nel settore delle costruzioni, realizzato per Obiettivo Lavoro società leader per il settore nella fornitura di lavoro interinale -  non colgono fino in fondo il profondo mutamento a cui stiamo assistendo. Il calo è destinato ad aumentare di consistenza e ad accrescere il disagio del settore.  Si tratta del primo importante segnale di come il rallentamento del ciclo espansivo che ha caratterizzato il mercato delle costruzioni a partire dal 1997 e l’apertura di una nuova fase nel nostro Paese inizi a farsi sentire sul mercato del lavoro.”

 

Il Rapporto rileva come a subire le conseguenze immediate della contrazione di attività da parte delle imprese siano i soggetti più deboli.

“Già nel corso del 2005 – richiama l’attenzione Bellicini - si è registrata una forte ricomposizione occupazionale rispetto al “genere”, determinata da un rallentamento della crescita occupazionale maschile – con una previsione per il 2006 di una riduzione dello 0,3% - e un calo di quella femminile, che nel 2006 si avvicinerà ad una contrazione di 8 punti percentuali. A ciò bisogna aggiungere che si sta invertendo il trend di un aumento del lavoro dipendente più significativo di quello autonomo.”

A completare il quadro un elemento “inaspettato”: per la prima volta la domanda di nuove assunzioni per il 2006 sembra orientata a registrare un calo di lavoratori stranieri, a fronte di una tenuta della domanda di lavoratori italiani. Il loro “peso” si riduce dal 29,3% del 2005 (rispetto a 92.000 richieste) al 22,4% del 2006 (su oltre 101 mila), con una riduzione del 18,5% rispetto al totale della domanda.

 

“Le maggiori difficoltà – sottolinea ancora il direttore del Cresme - dovute ad una contrazione della domanda edilizia nei due settori che hanno trainato negli ultimi anni il mercato delle costruzioni: le opere pubbliche e la nuova edilizia abitativa, stanno determinando le scelte delle imprese rispetto alla propria forza lavoro. Si “tagliano” i soggetti meno necessari, le maestranze meno qualificate, i collaboratori a tempo determinato, spesso donne. Si alleggerisce la struttura, sviluppando in piccolo forme di spin off occupazionale e tecnico. La conseguenza è la creazione di un serbatoio di mano d’opera di riserva, ma anche nuove imprese artigiane e flessibili create da imprenditori extracomunitari.

 

Un processo in forte crescita e destinato ad aumentare, ampliando la concorrenza non sempre regolare. Insomma siamo di fronte a fenomeni che è necessario osservare con attenzione e valutare anche nella loro prospettiva sociale e di ordine pubblico.”E’ in questo ambito che vanno considerati i risultati dell’indagine svolta dal CRESME presso 500 lavoratori interinali, dalla quale emerge come oltre il 90% di questi lavoratori, prevalentemente provenienti dalla Romania e da altri Paesi dell’Europa Orientale, affermi di voler ritornare a vivere in Patria dopo un’esperienza lavorativa in Italia che nella stragrande maggioranza dei casi non supererà i 5 anni. Si tratta di lavoratori esperti, con una buona professionalità tecnica.

 

 “L’inchiesta svolta dal CRESME – ha commentato Alessandro Ramazza, Presidente di Obiettivo Lavoro - porta a riflettere e a sviluppare politiche nuove, destinate a gestire processi di mobilità transitoria, non destinati a trasformarsi in immigrazione stabile, bensì in percorsi professionali che hanno come conclusione il ritorno in Patria di un numero consistente di operai e di tecnici edili. L’esperienza di Obiettivo Lavoro deve far riflettere. Vi è la concreta possibilità di costruire un modello di gestione di flussi migratori secondo un percorso circolare: gestione dei lavoratori dal paese di origine al nostro, politiche che favoriscano il ritorno in Patria, aiutandoli a sviluppare iniziative a gestire l’esperienza in Italia. Si tratta di progettare percorsi guidati di mobilità nel settore delle costruzioni, dando una risposta qualificata alla domanda di lavoro in Italia e un’opportunità strutturata a chi intende migliorare le proprie condizioni di vita nei Paesi di origine. La gestione dei flussi migratori non può che avvenire attraverso processi di monitoraggio del mercato del lavoro, a cui collegare attività di formazione nei Paesi di partenza e garanzie di condizioni di lavoro e di vita nel nostro Paese. Ciò sarà particolarmente utile nell’ambito delle grandi opere pubbliche che necessitano di flussi di mano d’opera qualificata continui e professionalmente differenti a seconda della fase di lavorazione.”

 

 

 


 


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