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Nell’andamento ciclico del settore delle
costruzioni, il 2007 rappresenta la fine
della fase espansiva in atto dal 1999 e
culminata nel picco del 2006, quando le
costruzioni crescevano più velocemente
del PIL complessivo (3,8% contro 3,0%).
Dal 2007 il ciclo entra nella sua fase
discendente, perdendo più di un punto
percentuale di crescita (2,7%) e si
allinea al ritmo espansivo del PIL
globale (2,8%).

Con il 2008 il mercato lambisce la
recessione: l’ultima revisione dei dati
stima una crescita zero per il settore
(-0,3%), a fronte di un PIL che
continua, seppure debolmente, a crescere
(+1,8%). Scenario simile per il 2009,
con un settore delle costruzioni che
rimane in una fase di stagnazione (solo
+0,2%), risentendo di un ulteriore
rallentamento dell’economia europea
(+1,7%). Le aspettative di una leggera
ripresa sono slittate al 2010 (+1,6%),
quando il PIL dovrebbe riavvicinarsi ad
un tasso di crescita di due punti
percentuali (2,1%).
Il 2008 sarà l’anno nel corso del quale
si faranno sentire gli effetti del nuovo
clima macroeconomico, quando la
precedente crescita dell’1,4% diventa
una flessione dello 0,3%, da ricondurre
ancora all’Europa occidentale, che
segnerà un –0,8% (e non un +1%). Al
contrario per l’Europa dell’est viene
migliorato il tasso espansivo, dal 9,2%
al 9,7%. Il 2009 rappresenta un anno di
stasi per l’Europa occidentale (invece
della crescita di 1,2 punti percentuali
stimata a Vienna), mentre i 4 paesi
dell’est continueranno a crescere assai
velocemente. Infine le previsioni al
2010 indicano una tendenziale
fuoriuscita dalla fase stagnante per le
costruzioni dei 15 paesi, a fronte di un
tasso espansivo solo leggermente
ridimensionato negli altri quattro
paesi.
Le costruzioni
sempre trainanti nell’Europa dell’Est,
stagnanti a Occidente
L’analisi comparata dei tassi di
crescita di PIL e costruzioni nelle due
ripartizioni territoriali, mostra come
nell’Europa dell’est la crescita delle
costruzioni continui ad essere assai più
vivace rispetto al PIL. Nel 2007 è stata
pari al 7,5%, confermando la velocità
del 2006, un biennio nel corso del quale
il PIL è cresciuto di 6 punti
percentuali. Il ruolo delle costruzioni
si afferma e consolida nell’anno in
corso e nel prossimo biennio: nel medio
termine il settore segnerà una crescita
media annua superiore all’8%, contro il
5% del PIL. Nei 15 paesi occidentali
invece, il 2006 è un anno particolare in
cui le costruzioni svolgono ancora un
ruolo trainante all’interno del PIL, il
2007 rappresenta quello
dell’allineamento delle due grandezze,
mentre a partire dal 2008, in uno
scenario molto debole, le costruzioni
cresceranno (o meglio non cresceranno)
meno della produzione complessiva,
ovvero 0,1% in media nel triennio
2008-2010, contro l’1,7% del PIL.

A frenare le costruzioni soprattutto il
mercato dei paesi dell’area Euro, per i
quali si stima una flessione media nel
triennio dello 0,1%, contro il +0,8% dei
paesi occidentali non euro. La dinamica
annua media del prossimo triennio cela
però una caratteristica importante:
ovvero il mercato dell’est segnerà un
leggero ma continuo rallentamento del
trend espansivo, mentre le costruzioni
nei paesi europei occidentali dovrebbero
progressivamente uscire dall’attuale
stagnazione.
Il mercato polacco in primo luogo, che
rappresenta da solo più della metà del
mercato orientale, e che si caratterizza
per la crescita più veloce. Dopo un +12%
nel 2007, per il triennio 2008-2010
continuerà la fase espansiva ad una
velocità media annua del 12%, anche se
la tendenza è di un progressivo
rallentamento della crescita. Più
stabile invece la crescita prevista per
il secondo mercato dell’area, quello
Ceco, che nel medio termine continuerà a
crescere circa del 5% annuo, per un peso
superiore al 25% del mercato. Per i due
mercati più piccoli che insieme non
superano il 20% delle costruzioni in
Europa dell’est, si registrano dinamiche
differenti: le costruzioni in Ungheria
vivranno una fase espansiva e, dopo la
battuta di arresto del 2007,
registreranno tassi di crescita via via
più brillanti, dal 3% del 2008 fino al
6% del 2010. In Slovacchia invece, si
prospetta un rallentamento della
crescita, che passa dal 6% dell’anno in
corso al 3% per l’ultimo anno dello
scenario previsionale.
La debolezza
dei paesi occidentali
Quello che accade nei 5 paesi più grandi
determina la dinamica complessiva del
gruppo, e alcune cose stanno ultimamente
trasformando l’assetto di questi grandi
mercati, che rappresentano il 70% del
mercato Euroconstruct, e il 75% di
quello occidentale. In primo luogo i due
mercati spagnolo e italiano, che hanno
smesso di crescere e sono entrati in
territorio negativo. In secondo luogo il
mercato francese, che ha dimezzato il
ritmo espansivo dei primi anni 2000 al
2006. Infine lo scenario assai debole
per la Germania, che, con tassi di
crescita di poco superiori all’1% nel
periodo 2008-2010, sembra aver limitato
la fase più vivace della sua ripresa tra
il 2006 e il 2007; e il ritmo ancora più
modesto che dovrebbe caratterizzare le
costruzioni in Gran Bretagna (0,7% in
media nel triennio 2008-2010).
Tra gli altri paesi, significativo il
caso del mercato irlandese, per il quale
è prevista la peggiore performance tra
tutti i 19 paesi, pari ad una flessione
media annua nel triennio 2008-2010 di
oltre tre punti percentuali.
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