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                                                               le costruzioni in rete

NEL 2008 CRESCITA ZERO PER IL

MERCATO EUROPEO DELLE COSTRUZIONI

Ufficio stampa

Strategie & Comunicazione

Data di pubblicazione: 12/06/2008

 

Nell’andamento ciclico del settore delle costruzioni, il 2007 rappresenta la fine della fase espansiva in atto dal 1999 e culminata nel picco del 2006, quando le costruzioni crescevano più velocemente del PIL complessivo (3,8% contro 3,0%). Dal 2007 il ciclo entra nella sua fase discendente, perdendo più di un punto percentuale di crescita (2,7%) e si allinea al ritmo espansivo del PIL globale (2,8%).

 

 

Con il 2008 il mercato lambisce la recessione: l’ultima revisione dei dati stima una crescita zero per il settore (-0,3%), a fronte di un PIL che continua, seppure debolmente, a crescere (+1,8%). Scenario simile per il 2009, con un settore delle costruzioni che rimane in una fase di stagnazione (solo +0,2%), risentendo di un ulteriore rallentamento dell’economia europea (+1,7%). Le aspettative di una leggera ripresa sono slittate al 2010 (+1,6%), quando il PIL dovrebbe riavvicinarsi ad un tasso di crescita di due punti percentuali (2,1%).
Il 2008 sarà l’anno nel corso del quale si faranno sentire gli effetti del nuovo clima macroeconomico, quando la precedente crescita dell’1,4% diventa una flessione dello 0,3%, da ricondurre ancora all’Europa occidentale, che segnerà un –0,8% (e non un +1%). Al contrario per l’Europa dell’est viene migliorato il tasso espansivo, dal 9,2% al 9,7%. Il 2009 rappresenta un anno di stasi per l’Europa occidentale (invece della crescita di 1,2 punti percentuali stimata a Vienna), mentre i 4 paesi dell’est continueranno a crescere assai velocemente. Infine le previsioni al 2010 indicano una tendenziale fuoriuscita dalla fase stagnante per le costruzioni dei 15 paesi, a fronte di un tasso espansivo solo leggermente ridimensionato negli altri quattro paesi.


Le costruzioni sempre trainanti nell’Europa dell’Est, stagnanti a Occidente

L’analisi comparata dei tassi di crescita di PIL e costruzioni nelle due ripartizioni territoriali, mostra come nell’Europa dell’est la crescita delle costruzioni continui ad essere assai più vivace rispetto al PIL. Nel 2007 è stata pari al 7,5%, confermando la velocità del 2006, un biennio nel corso del quale il PIL è cresciuto di 6 punti percentuali. Il ruolo delle costruzioni si afferma e consolida nell’anno in corso e nel prossimo biennio: nel medio termine il settore segnerà una crescita media annua superiore all’8%, contro il 5% del PIL. Nei 15 paesi occidentali invece, il 2006 è un anno particolare in cui le costruzioni svolgono ancora un ruolo trainante all’interno del PIL, il 2007 rappresenta quello dell’allineamento delle due grandezze, mentre a partire dal 2008, in uno scenario molto debole, le costruzioni cresceranno (o meglio non cresceranno) meno della produzione complessiva, ovvero 0,1% in media nel triennio 2008-2010, contro l’1,7% del PIL.

 


A frenare le costruzioni soprattutto il mercato dei paesi dell’area Euro, per i quali si stima una flessione media nel triennio dello 0,1%, contro il +0,8% dei paesi occidentali non euro. La dinamica annua media del prossimo triennio cela però una caratteristica importante: ovvero il mercato dell’est segnerà un leggero ma continuo rallentamento del trend espansivo, mentre le costruzioni nei paesi europei occidentali dovrebbero progressivamente uscire dall’attuale stagnazione.
Il mercato polacco in primo luogo, che rappresenta da solo più della metà del mercato orientale, e che si caratterizza per la crescita più veloce. Dopo un +12% nel 2007, per il triennio 2008-2010 continuerà la fase espansiva ad una velocità media annua del 12%, anche se la tendenza è di un progressivo rallentamento della crescita. Più stabile invece la crescita prevista per il secondo mercato dell’area, quello Ceco, che nel medio termine continuerà a crescere circa del 5% annuo, per un peso superiore al 25% del mercato. Per i due mercati più piccoli che insieme non superano il 20% delle costruzioni in Europa dell’est, si registrano dinamiche differenti: le costruzioni in Ungheria vivranno una fase espansiva e, dopo la battuta di arresto del 2007, registreranno tassi di crescita via via più brillanti, dal 3% del 2008 fino al 6% del 2010. In Slovacchia invece, si prospetta un rallentamento della crescita, che passa dal 6% dell’anno in corso al 3% per l’ultimo anno dello scenario previsionale.


La debolezza dei paesi occidentali

Quello che accade nei 5 paesi più grandi determina la dinamica complessiva del gruppo, e alcune cose stanno ultimamente trasformando l’assetto di questi grandi mercati, che rappresentano il 70% del mercato Euroconstruct, e il 75% di quello occidentale. In primo luogo i due mercati spagnolo e italiano, che hanno smesso di crescere e sono entrati in territorio negativo. In secondo luogo il mercato francese, che ha dimezzato il ritmo espansivo dei primi anni 2000 al 2006. Infine lo scenario assai debole per la Germania, che, con tassi di crescita di poco superiori all’1% nel periodo 2008-2010, sembra aver limitato la fase più vivace della sua ripresa tra il 2006 e il 2007; e il ritmo ancora più modesto che dovrebbe caratterizzare le costruzioni in Gran Bretagna (0,7% in media nel triennio 2008-2010).
Tra gli altri paesi, significativo il caso del mercato irlandese, per il quale è prevista la peggiore performance tra tutti i 19 paesi, pari ad una flessione media annua nel triennio 2008-2010 di oltre tre punti percentuali.

 

 

 
 

 


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