Verso un nuovo stato
dell’arte nel costruire sostenibilmente
L’evoluzione europea del quadro legislativo generale, il cambiamento
da direttiva CPD a regolamento CPR per i prodotti da costruzione,
l’attività di normazione tecnica ISO e CEN sulla sostenibilità nelle
costruzioni, la legislazione regionale italiana sull’edilizia
sostenibile e il protocollo ITACA per la certificazione
energetico/ambientale, il bisogno di una banca dati per la
valutazione del ciclo di vita dei materiali e prodotti per
l’edilizia: questi i temi presentati e discussi al convegno
"Sostenibilità nelle costruzioni. Verso un nuovo stato dell’arte del
costruire", che si è tenuto giovedì 5 febbraio, in occasione della
fiera MADE Expo 2009 (Milano Architettura Design Edilizia).
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"L’Europa sta anticipando i tempi nel tentativo di 'segnare la
strada' nel settore della sostenibilità delle costruzioni, ma
l’Italia è sotto la media e sono quindi i Paesi del Nord Europa a
influire maggiormente sulla messa a punto delle direttive e dei
regolamenti – ha affermato Antonello Pezzini, rappresentante
italiano al CESE Comitato Economico e Sociale Europeo -. "Nel corso
del 2009 sarà definita la nuova versione della direttiva 2002/91 sul
rendimento energetico nell’edilizia.
Infine è imminente l’applicazione della direttiva 2005/32 sulla
progettazione ecocompatibile dei prodotti che consumano energia.
Solo seguendo con attenzione e competenza (che purtroppo spesso
manca dal lato italiano) iter legislativi come questi si potrà
assicurare all’economia nazionale un futuro da protagonista sul
mercato europeo e mondiale". |
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Tra i profondi mutamenti del quadro regolamentare europeo
(regolamento sul mutuo riconoscimento, regolamento
sull’accreditamento e la sorveglianza sul mercato, decisione sul
quadro di riferimento per l’immissione dei prodotti sul mercato) sta
per aggiungersi il regolamento sui prodotti da costruzione (CPR).
Giancarlo Bedotti – consulente CEN per la CPD - ne ha evidenziato i
punti salienti tra i quali "creare un linguaggio tecnico comune,
creare uno strumento alternativo al nuovo approccio, dare un nuovo
significato alla marcatura CE, semplificare il lavoro delle PMI,
prestare particolare attenzione ai prodotti non in serie. Le
conseguenze sulle norme tecniche saranno metodi di prova meno
onerosi, metodi alternativi (ad esempio il puro calcolo), casi
specifici di prodotti 'without testing' e l’introduzione del
requisito essenziale dell’uso sostenibile delle risorse". Il
regolamento è in discussione e se non ci saranno intralci legati
alla tornata elettorale europea di metà anno potrebbe entrare in
vigore verso la metà del 2011.
Mario Grosso – del Politecnico di Torino - ha illustrato le prime
norme tecniche internazionali ed europee pubblicate sul tema degli
aspetti ambientali degli edifici e dei prodotti da costruzione.
Pur essendo un quadro solo abbozzato (l'ISO ha fatto un paio di
norme e di specifiche tecniche, il CEN ha sviluppato attualmente un
progetto (prEN) e alcuni work item), l’approccio europeo evidenzia
"la presenza molto forte di metodi di calcolo, un notevole utilizzo
dei principi del LCA (Life Cycle Assessment, cioè analisi del ciclo
di vita - n.d.r.) e un maggiore numero di indicatori di prestazione
di tipo obbligatorio rispetto all’approccio internazionale ISO".
Silvia Catalino ha presentato la legge regionale "tipo" per
l’edilizia sostenibile (già adottata da Lazio, Marche, Umbria,
Puglia e – con alcune modifiche - da Friuli e Veneto). In forte
sinergia è il protocollo ITACA per la certificazione di
sostenibilità energetico-ambientale: "uno strumento utile per
giudicare le prestazioni degli edifici, ma prezioso anche per
progettare con le giuste finalità, tenendo conto di 5 fattori:
qualità del sito, consumo delle risorse, carichi ambientali, qualità
dell’ambiente interno, qualità del servizio (manutenibilità,
domotica...)".
Benedetta Barozzi – ITC CNR - ha infine descritto il progetto di
banca dati sul ciclo di vita dei materiali e prodotti per l’edilizia
che "in Italia non esiste ancora ma ITACA, Regione Marche e ITC
stanno sviluppando sia per i materiali tradizionali che per i
materiali innovativi. Nonostante le grandi difficoltà di reperimento
dei dati, l’obiettivo è di avere entro il 2009 una banca dati con
riferimenti utilizzabili per almeno 150 materiali, dei quali il 20%
ad alte prestazioni ambientali, sperando di coinvolgere i circa 200
produttori di materiali innovativi a prendere parte al progetto".
Quante più informazioni saranno disponibili, infatti, tanto più il
settore utilizzerà i prodotti ambientalmente migliori.
Oggi più che mai sembra valere un principio già enunciato nella
Agenda di Lisbona: nulla che sia ecologicamente sbagliato può essere
economicamente giusto.