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Cultura & Spettacoli
Domenica 20-11-2005
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CASTELVENERE |
Da una tesi di laurea in Ingegneria del
laurentino
Filippo Salvatore CARLO, tante proposte
innovative per collegare, attraverso un
ascensore, la zona del mattatoio al cuore
del paese |
Area ex macello, in futuro
sarà porta d'accesso al centro storico
di Pasquale Carlo
Il dibattito
che si è innescato sul recupero del centro storico
di Castelvenere contribuisce anche a stimolare
importanti tesi universitarie. Qualche mese
addietro, alla Facoltà di
Ingegneria dell’ateneo di Pisa, il
laurentino Filippo Salvatore Carlo, ha presentato il
suo progetto di una palestra e della
riqualificazione urbanistica di un’area importante,
su cui da tempo ci si interroga del destino futuro:
parliamo dell’area dell’ex macello. Dal lavoro del
neo ingegnere scaturisce una proposta innovativa,
che per diversi aspetti rispecchia quanto già
progettato dalla stessa amministrazione comunale. Il
lavoro è importante, non solo perché si ipotizza la
realizzazione di una importante struttura, ma
soprattutto perché si presenta con un forte impatto
di innovazione su un’area che versa in condizioni
degradate. In particolare, va evidenziata l’idea
progettuale di “collegare” questa zona con la piazza
centrale del paese ed il centro storico: un modo per
ridare funzione sociale ad un luogo che da oltre un
ventennio rappresenta solo un “brutto colpo
nell’occhio”.

Nel suo
lavoro di tesi, non a caso, Carlo mette bene in luce
che dal punto di vista urbanistico, il recupero e la
riqualificazione dell’area dell’ex mattatoio
comunale può rivestire un’importanza fondamentale
per lo sviluppo del paese.
L’area,
anche se su due livelli distinti altimetricamente,
si trova a ridosso della piazza principale (piazza
San Barbato), quindi vicino al “centro” del paese.
Ed in piazza ecco la chiesa ed i due edifici che
ospitano le attività dell’Ipssar ‘Le Streghe’:
l’idea, dunque, è di un’area che potrà fornire anche
servizi sociali e che potrà essere fruibile
dall’utenza scolastica.
“Tutto ciò è possibile
– ed ecco una proposta innovativa, a cui pensa anche
l’attuale gruppo amministrativo – solo collegando
piazza San Barbato e la sottostante area attraverso
un ascensore inclinato per superare il dislivello di
22 metri e unendo i due luoghi cosi vicini ma allo
stesso tempo distanti in quota attraverso percorsi
perdonali studiati nell’intento di alleviare la
pendenza”. Un “sistema già “usato” in alcune città
dal profilo orografico complesso o in centri storici
caratterizzati da particolari condizioni di
mobilità. “Per
Castelvenere – ipotizza il giovane ingegnere –
occorre un ascensore inclinato di media capienza
e con la cabina
vetrata per sfruttare la suggestiva vista panoramica
sulla recuperata area di accesso al paese.

A questo
punto è necessario considerare che proprio l’area
oggetto di intervento costituiva, fino agli inizi
degli anni sessanta, il vero “centro” sociale del
paese: qui sorgeva la ‘Fontana San Barbato’, la
fonte a cui si approvvigionava l’intero paese (i
primi allacci all’acquedotto comunale risalgono al
1962-63) e dove le donne si ritrovavano
quotidianamente per fare il bucato. Poi, dopo gli
interventi degli anni settanta e le trasformazioni
sociali, l’area è difatti diventata un corpo
estraneo alla vita cittadina. Ed ancora, dopo le
vicende che hanno interessato tutti i mattatoi
comunali, addirittura un “corpo morto”. L’idea,
dunque, è quella di recuperare la fruibilità di
un’area e con essa la memoria storica del luogo.
La "nuova"
fontana si colloca al centro dell'area: vuole essere
il simbolo del recupero urbanistico nel ricordo di
quelle che erano le vecchie funzioni ed attività ed
in relazione alle nuove funzioni.
Il tutto, come detto,
ad un passo dal cuore del centro abitato ed in una
zona che, grazie a simili interventi, si candida a
divenire la vera porta di accesso al paese. E qui è
necessario rimarcare, come fa l’autore della tesi,
che l’area potrebbe essere trasformata in una
suggestiva zona di accoglienza per chi proviene
dall’esterno (è questo il punto di più facile
accesso dalle grandi vie di comunicazioni: la
Benevento-Caianello e la fondovalle Isclero).
Nel
progetto l'accesso viene migliorato intervenendo
sulle infrastrutture viarie e l'accoglienza è creata
con la progettazione e riqualificazione dell'area
dell'ex mattatoio comunale: pensato un parcheggio
dove eventualmente lasciare l'automobile per poi
passare nello spazio aperto dove è collocata la
fontana per intrattenersi oppure proseguire verso il
centro del paese.
L’intervento, dunque,
si propone anche di migliorare la situazione della
viabilità. Da qui,
l’accesso al centro del paese a causa della
topografia del luogo non è agevole, anche se – come
detto – è il più vicino alla grandi vie di
comunicazione. Il forte dislivello da percorrere in
poco spazio “detta” un tornante con un raggio molto
piccolo lungo via delle Cantine, oppure una strada
stretta con una pendenza che sfiora il 20% nella
parte più alta (via Romanello).
Da qui
la proposta: “Nel progetto è stato spostato il
tracciato di via Romanello per dare più respiro
all’area di progetto, portandolo per un tratto
parallelo al torrente Seneta. Si è approfittato
dell’intervento sul tracciato di via Romanello per
cercare di attenuarne la pendenza, per allargarne la
sezione stradale e per dotarla di marciapiedi. Il
tracciato di via delle Cantine è rimasto uguale; si
è provveduto a correggerlo nella curva prima del
Seneta e nel tornante aumentandone il raggio di
curvatura”. Poi più giù, quando si giunge più o meno
nei pressi dell’area di intervento, la realizzazione
di una
rotatoria.
Anche per Castelvenere, oltre alle necessità legate
a motivi funzionali della viabilità, si è pensato di
inserire una rotatoria - riporta il lavoro del neo
ingegnere - per marcare il ruolo di porta di accesso
che ha l'area oggetto di studio.
Per quanto
concerne il nucleo principale del progetto l’idea è
stata quella di progettare una struttura per lo
sport, ma pensata per ospitare anche manifestazioni
di altro genere. Dunque, una struttura
polifunzionale (proprio come le intenzioni
dell’Amministrazione). Ovviamente lasciamo da parte
l’illustrazione tecnico-progettuale della
realizzazione della struttura sportiva. Interessa,
in questo spazio, l’idea innovativa per quel che
concerne l’utilizzo in generale dell’area.

Soprattutto
perché ci troviamo in un luogo particolarmente
suggestivo dal punto di vista ambientale. Non a caso
nel lavoro viene sottolineato che la zona è
caratterizzata da un paesaggio singolare per la
presenza di elementi naturali unici: il costone
tufaceo su cui sorge il centro del paese, il
torrente Seneta e l'accentuato dislivello verticale.
“Il progetto
si confronta con il paesaggio, prende forma – si
legge nel lavoro – integrandosi all’ambiente,
utilizzando forme, materiali e prassi che gli
appartengono. Eppure non si tratta di un progetto
mimetico che emula con nostalgia ciò che è stato. Si
tratta semmai di un progetto che prende corpo
accettando le contraddizioni insanabili del rapporto
idee soggettive e costrizioni oggettive, analisi e
progetto, utilizzando alcuni frammenti di storia del
territorio, riconoscendo i valori che devono essere
ripresi e quelli che per la condizione attuale del
nostro tempo devono essere modificati, re-inventati
e talvolta abbandonati”.
Un
progetto, dunque, che “definisce la porta di accesso
a Castelvenere, dialoga con il parco e con il paese,
in un’area apparentemente esterna a Castelvenere”.
E da qui
si passa alla fase di intervento: demolizione delle
strutture esistenti sull’area che versano in
condizioni di forte degrado; realizzazione della
struttura per lo svolgimento di manifestazioni
sportive, ricreative in generale e di manifestazioni
socio-culturali; realizzazione di un teatro
all’aperto. E tutto attraverso la riqualificazione
dell'intera area che passa attraverso la
sistemazione viaria, la progettazione dell'arredo
urbano, la progettazione del verde, la progettazione
illuminotecnica, l’individuazione di percorsi
pedonali, l’individuazione di aree a parcheggio, la
regimentazione delle acque meteoriche.
Il
teatro all’aperto è pensato in tufo grigio campano
per richiamare il costone tufaceo su cui sorge il
paese. Di forma semicircolare, si appoggia al muro
di sostegno in cemento armato e svolge l’importante
funzione di addolcire il brusco dislivello dettato
dall’imponente muro (costruito nel corso degli anni
Settanta), lo nasconde in parte e assume un ruolo di
collegamento tra la parte superiore e quella
inferiore attraverso le gradinate. Ricoperta la
parte alta del muro di sostegno, al fine di avere un
aspetto più gradevole alla vista, in parte con tufo
grigio e in parte con piante rampicanti.
Previsti, inoltre, percorsi pedonali costituiti sia
dai marciapiedi adiacenti alle strade (poco
praticabili o inesistenti attualmente sia su via
delle Cantine che su via Romanello) sia dalle reti
pedonali che si svolgono autonomamente rispetto alla
rete viabilistica. Il cambiamento di tracciato di
via Romanello oltre ad attenuare lievemente la
pendenza offre l’occasione per realizzare i
marciapiedi attualmente inesistenti. Anche la
correzione del tracciato di via delle Cantine
(soprattutto nel tratto di tornante) permette un
miglioramento dei marciapiedi. La rete di percorsi
pedonali è stata studiata in modo da raccordare le
funzioni tra loro correlate (parcheggio, palestra,
teatro all’aperto, scuole, piazza, chiesa,
residenze) in modo autonomo dal traffico veicolare e
quindi in condizioni di massima sicurezza,
specialmente per certe fasce di utenti (bambini e
anziani).
Fa parte
dell’intervento urbanistico anche il progetto della
passeggiata che partendo da piazza Libertà prosegue
in maniera parallela a via Romanello passando dietro
la chiesa in un tracciato che resta orizzontale sul
bordo del costone tufaceo impreziosendosi di una
caratteristica vista panoramica offerta
dall’accentuato dislivello con la sottostante via
Romanello.
La
passeggiata permette di raggiungere piazza San
Barbato oppure di proseguire nel sentiero tra gli
alberi che porta sul teatro all’aperto e quindi
(anche attraverso gli scalini del teatro nella
piazza antistante la palestra e il parcheggio.
Il
sentiero attraverso gli alberi è previsto su terreno
di riporto che copre parte del vecchio tracciato di
via Romanello ed è modellato con scalini realizzando
piccole zone di sosta.
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Questo articolo è tratto
da Il Sannio Quotidiano cartaceo del 20/11/2005 (pag.23)
www.ilsannioquotidiano.it
Tutti i diritti sono riservati - Vietata la riproduzione, anche
parziale, senza citare la fonte.
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La tesi è archiviata nel
catalogo elettronico delle tesi dell’Università di Pisa ed è
consultabile in parte al seguente indirizzo Internet:
http://etd.adm.unipi.it/theses/available/etd-06062005-154034/ |
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E’ possibile richiedere la tesi
completa in formato pdf, gli elaborati di progetto in
formato dwg e una presentazione animata dell’idea
progettuale realizzata con Microsoft PowerPoint contattando
l’autore al seguente indirizzo e-mail:
fsc (AT) progetti.info
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