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Marcello MENEGHIN |
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1. PREMESSA
Un grave inconveniente derivato da prolungati periodi di siccità è quello
delle crisi alle fonti che alimentano gli acquedotti e della conseguente
necessità di razionamento delle insufficienti risorse idriche allora
disponibili. Sono descritti nella nota i frequenti problemi igienici che
sorgono ed indicata una loro possibile soluzione.
2. EFFETTI
DELLA CRISI IDRICA
I provvedimenti
che si adottano in caso di grave e temporanea crisi idrica sono nell'ordine:
· In prima fase
la sospensione della fornitura d'acqua durante i periodi notturni;
· In seconda fase, da attuare in caso di insuccesso della prima ed in
aggiunta ad essa, la sospensione diurna praticata a turni orari alternati
mediante chiusura delle saracinesche stradali zona per zona e per periodi
più o meno lunghi in funzione della residua disponibilità d'acqua.
Oltre a
provocare gravi disagi alla popolazione che si vede privata del rifornimento
idrico per molte ore del giorno e per tutta la notte, un servizio turnario
del genere comporta anche gravi rischi igienici. E' infatti ben noto come in
ogni realtà acquedottistica siano presenti piccole fessurazioni o rotture
delle tubazioni interrate che provocano, durante il normale esercizio,
perdite d'acqua per quantitativi pari, in acquedotti in ottimo stato di
manutenzione e funzionanti a pressione normale, a circa il 20% del volume
totale d'acqua prodotta per arrivare, negli acquedotti vetusti o funzionanti
a pressione elevata, fino al 50% di esso ed anche oltre. Fortunatamente la
fuoriuscita d'acqua attraverso le piccole fessure, esercita una azione
igienicamente protettiva in quanto la forte pressione e velocità che la
caratterizza, inibisce ogni immissione all'interno delle tubazioni di
liquidi, insetti o altre sostanze inquinanti sempre presenti nei terreni
attraversati, azione protettiva che però viene totalmente a mancare quando,
per un qualsivoglia motivo, il flusso d'acqua in condotta viene interrotto.
Ha luogo, in tal caso, un'azione contraria di aspirazione verso l'interno
delle condotte stesse che tendono a svuotarsi per alimentare utenze o
perdite poste nelle zone altimetricamente depresse. In definitiva ogni
interruzione di funzionamento delle condotte stradali costituisce una
probabile fonte di inquinamento che impone, prima della messa in pristino,
un accurato lavaggio e disinfezione di tutti i tronchi di tubazione
interessati dal disservizio.
Sono evidenti i rischi igienici che si corrono quando l'alimentazione
idropotabile di un'intera città viene effettuata, come indicato all'inizio,
a turni alternati comportanti ripetute sospensioni e rimesse in servizio
dell'intera rete di distribuzione dell'acqua potabile senza che vengano
rispettate le regole citate in tema di lavaggio e disinfezione.
3.
RAZIONAMENTO IDROPOTABILE CORRETTO
La soluzione di
molti dei problemi ricorrenti nel rifornimento idropotabile può essere
trovata adottando, nella costruzione ed esercizio dei complessi
acquedottistici, concetti diversi da quelli tradizionali classici e che
presentano, rispetto a questi ultimi, evidenti vantaggi quali economia nelle
spese energetiche, minori perdite occulte, corretta consegna dell'acqua
all'utenza ed infine una grande elasticità di esercizio che consente di
affrontare efficacemente eventuali situazioni di emergenza. Si tratta di una
rete di distribuzione, a buon titolo chiamata rete ideale, funzionante a
pressione di partenza variabile e che può validamente sostituire quella
tradizionale caratterizzata, invece, da vasche di carico poste in testa ad
essa con lo scopo di assicurare una pressione costante dell'acqua immessa in
rete. L'elemento posto sotto controllo nella rete ideale è invece la
pressione finale di consegna dell'acqua all'utenza ritenuta, a ragione,
determinante per una corretto esercizio. Per raggiungere tale scopo la vasca
di carico, prima descritta per la rete classica, deve essere sostituita da
un dispositivo idraulico che, tramite l'impianto di telecontrollo e
telecomando dell'acquedotto, varia in continuazione e del tutto
automaticamente la pressione con cui l'acqua viene immessa in rete e ciò
sulla base di precise modalità di definizione di detta pressione finale
costantemente tenuta sotto controllo dal sistema. Quest'ultima dovrà
infatti, in ogni giornata, essere elevata nelle ore in cui si verificano le
richieste maggiori (ad esempio m. 35 sul tubo), media al pomeriggio quando
non si hanno consumi di punta (m.25) ed infine molto bassa (m.15) alla notte
quando i consumi sono prossimi a zero. Il dispositivo idraulico, costituito
nella rete a sollevamento meccanico da pompe a velocità variabile con
immissione diretta in rete ed in quella funzionante a gravità da una o più
valvole di riduzione della pressione dotate di servocomando meccanico
azionato dall'impianto di telecontrollo, provvede alla regolazione
continuativa ed automatica della pressione di testa della rete in modo da
riportare quella finale rilevata ai punti caratteristici della rete e
trasmessa in continuazione al centro, entro i valori prefissati ora per ora.
Una rete del genere, le cui caratteristiche generali sono meglio spiegate
nella memoria " La razionalizzazione delle reti di distribuzione d'acqua
potabile a sollevamento meccanico" visibile nel sito internet http://altratecnica.3000.it,
presenta, tra l'altro, il vantaggio di fornire una adeguata soluzione del
problema inerente la crisi delle fonti che forma specificatamente l'oggetto
della presente memoria. Essa consente infatti di limitare durante prefissati
intervalli temporali, i volumi d'acqua da distribuire all'utenza, non già,
come si usa fare con troppa disinvoltura chiudendo sic et sempliciter
l'acqua zona per zona ma invece abbassando ad arte la pressione di esercizio
fino al raggiungimento delle necessarie economie idriche e tutto ciò
mantenendo comunque una pressione finale in condotta sempre sufficiente per
evitare ogni immissione di sostanze dall'esterno dei tubi.
Si dimostra come anche in regime di funzionamento normale ad una riduzione
della pressione di esercizio contenuta comunque entro valori atti ad una
corretta alimentazione di tutta l'utenza, corrisponda una sensibile
diminuzione del consumo idrico totale che si riscontra non soltanto nelle
perdite occulte, molto sensibili alla variazione in oggetto, ma anche nelle
richieste dell'utenza (tale fenomeno è spiegato nella memoria "Fabbisogno,
consumi, portate e perdite nella pratica di esercizio delle reti di
distribuzione d'acqua potabile a sollevamento meccanico" visibile nel sito
internet http://altratecnica.3000.it). Quando poi, come accade durante il
razionamento turnario che qui si vuole propugnare, la pressione viene
ridotta molto al di sotto del limite minimo di esercizio (ad esempio
portandola ad un valore di soli 5 m di colonna d'acqua sull'asse tubo),
allora si riscontrano anche economie idriche conseguenti al mancato
rifornimento di gran parte dell'utenza per cui i volumi totali d'acqua
consumati durante l'orario di turno sono prossimi allo zero.
In definitiva un possibile razionamento d'acqua della "rete ideale" è quello
che si ottiene abbassando la pressione di consegna, per un numero di ore
giornaliero definito in funzione delle reali disponibilità d'acqua, fino a
portarla al valore minimo ma sufficiente per evitare che le condotte vadano
in depressione. Allora la maggior parte dell'utenza è priva del rifornimento
idrico ma viene tutelato l'igiene del servizio assicurando, al tempo stesso,
una alimentazione minimale ai rubinetti posti ai piani bassi delle case cui
gli utenti possono ricorrere in caso di estrema necessità. La metodologia,
consentendo anche il ripristino immediato del normale servizio allo scadere
dell'orario prestabilito senza dover ricorrere a straordinari lavaggi e alla
disinfezione della rete, possiede tutte le caratteristiche per una
risoluzione ottimale del problema "Razionamento idrico mediante turnazione".
Da rilevare infine una interessante caratteristica della "rete ideale" :
quella di poter far fronte alle crisi idriche di modesta entità senza
togliere del tutto il rifornimento dell'utenza ma semplicemente abbassando
la pressione di funzionamento entro valori compatibili con un normale
servizio e con la producibilità reale delle fonti. Ad esempio si dimostra
come, in una rete funzionante a 35 m di colonna d'acqua rispetto al suolo,
una riduzione spinta fino a 20 m., ancora sufficienti per una corretta
alimentazione idropotabile, assicura una economia nei consumi totali
dell'utenza di ben il 25%.
4.
CONCLUSIONI
Si sono
descritti i pericoli che, nei riguardi dell'igiene, incombono sul servizio
idropotabile quando viene attuata l'alimentazione turnaria per far fronte ad
eccezionali carenze delle fonti di alimentazione.
La soluzione prospettata del problema consiste nel sostituire alla chiusura
delle condotte stradali che si usa effettuare anche se è causa di probabile
inquinamento della rete acquedottistica, la riduzione della pressione di
esercizio fino a portarla a valori minimi compatibili con la salvaguardia
igienica del servizio. Sono indicate anche le caratteristiche da assegnare
alla moderna rete di distribuzione per ottenere, assieme a molti altri
vantaggi, già noti, anche la possibilità di attuazione di tali
provvedimenti.
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