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Con lo sviluppo della tecnologia del
calcestruzzo oltre ai consueti studi sulla
sua resistenza e durabilità si è sviluppata
anche la ricerca sull' estetica con
l'introduzione del colore nella sua
lavorazione.
Recentemente sono state realizzate alcune
opere con impiego di calcestruzzo colorato
come il ponte ”Kwick Bron” di colore rosso a
Malmö in Svezia, il trampolino olimpico nero
”Lysgaard” di Lillehammer e la chiesa "Dives
in Misericordia" di Meier a Roma; senza
dimenticare le costruzioni già realizzate da
tempo in cemento bianco come le torri
progettate nel 1967 dall'architetto
giapponese Kenzo Tange, che oggi
identificano il fiera district di Bologna.
Il metodo di produzione consiste nell'
aggiungere dei particolari additivi alla
miscela costituita da cemento bianco a sua
volta realizzato con opportuni accorgimenti
come:
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limitando le parti di materie
cromomorfee,
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cuocendo il clinker con metano o nafta
invece che con carbone,
-
raffreddando rapidamente il clinker dopo
la cottura,
-
macinando il clinker mediante sfere
d'acciaio ad alta resistenza.
Il colore può variare in funzione di troppi
fattori e bisogna avere molta cura nelle
riprese del getto e nell'ottenere la giusta
gradazione con un buon rapporto
acqua/cemento senza ridurre la resistenza.
I problemi che si possono riscontrare nel
tempo sono la degradazione del materiale che
mette a nudo i granuli degli inerti
modificando l'aspetto cromatico dell'opera
con l'evidenziarsi di 'efflorescenza'
dovuto ad un non corretto rapporto acqua
cemento e alla presenza di umidità.
L'uso di pigmenti colorati è molto costoso
ed è opportuno realizzare dei test prima del
suo impiego nelle costruzioni.
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