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                                                    le costruzioni in rete

 IL CALCESTRUZZO COLORATO

 Pasquale CIARLEGLIO

Data di pubblicazione: 06/2005

  

Con lo sviluppo della tecnologia del calcestruzzo oltre ai consueti studi sulla sua resistenza e durabilità si è sviluppata anche la ricerca sull' estetica  con l'introduzione del colore nella sua lavorazione.

Recentemente sono state realizzate alcune opere con impiego di calcestruzzo colorato come il ponte ”Kwick Bron” di colore rosso a Malmö in Svezia, il trampolino olimpico nero ”Lysgaard” di Lillehammer e la chiesa "Dives in Misericordia" di Meier a Roma;  senza dimenticare le costruzioni già realizzate da tempo in cemento bianco come le torri progettate nel 1967 dall'architetto giapponese Kenzo Tange, che oggi identificano il fiera district di Bologna.

Il metodo di produzione consiste nell' aggiungere dei particolari additivi alla miscela costituita da cemento bianco a sua volta realizzato con opportuni accorgimenti  come:

  • limitando le parti di materie cromomorfee,

  • cuocendo il clinker con metano o nafta invece che con carbone,

  • raffreddando rapidamente il clinker dopo la cottura,

  • macinando il clinker mediante sfere d'acciaio ad alta resistenza.

Il colore può variare in funzione di troppi fattori e bisogna avere molta cura nelle riprese del getto e nell'ottenere la giusta gradazione con un buon rapporto acqua/cemento senza ridurre la resistenza.

I problemi che si possono riscontrare nel tempo sono la degradazione del materiale che mette a nudo i granuli degli inerti modificando l'aspetto cromatico dell'opera con l'evidenziarsi  di 'efflorescenza' dovuto ad un non corretto rapporto acqua cemento e alla presenza di umidità.

L'uso di pigmenti colorati è  molto costoso ed è opportuno realizzare dei test prima del suo impiego nelle costruzioni.

 

ponte ”Kwick Bron”

 
 

chiesa "Dives in Misericordia"

 

.Pasquale@ciarleglio.it

 




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