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                                                               le costruzioni in rete

 RITRATTO DI CALENZANO

 

Data di pubblicazione: 03/05/2007

30 professionisti provenienti da ogni parte d'Italia hanno ritratto Calenzano, vivace comune ai confini di Firenze, in cui l'improvvisa industrializzazione seguita agli anni '50 si è sovrapposta al sistema agrario e a importanti preesistenze storiche. L'interessante mostra, allestita presso il Municipio, rimarrà aperta sino a tutto giugno.

" Di qua le ciminiere del grande cementificio, di là dall’antico Castello medievale. Calenzano sta in mezzo con le sue ricchezze storiche mescolate alle case in tutti gli stili, il verde intenso e buio delle pendici folte di cipressi, splendide ville e piccoli nuclei intatti che si intravedono lontani al di là delle manciate di capannoni sulla piana. Una identità sparsa e difficile, composta da frammenti incantati e ridenti di rivoli e muri a secco e ulivi che si affiancano e forzatamente convivono accanto ad altri frammenti, pochi gradi di sguardo, improvvisamente resi ostili e ottusi dall’urbanizzazione di ieri. L’occhio fotografico di 30 architetti ha provato a restituire questa immagine articolata e complessa che racconta di poesie ormai perse intersecate a modernità non ancora mature. Eppure le 60 foto, anche le più nude, guardano con partecipazione la realtà complessa in cui le contraddizioni si impastano ai meriti. È come se questi architetti giovani e meno giovani, rendendosi in qualche misura corresponsabili delle vicende della storia e facendosi rispettosi della miopia dei padri, attraverso l’enumerazione dei tanti punti di giustificazione per le dinamiche che hanno rotto l’idillio, mostrassero comprensione, quasi simpatia per luoghi e persone. In fondo è già quasi un progetto: nell’accostare il vecchio al nuovo senza imporre o solo ipotizzare ricuciture astratte e ideologiche, le foto mostrano pudore e delicatezza, meditano, accolgono, accettano e propongono indulgenza e tolleranza. Senza giudicare e senza perdersi in sterili rimpianti per lo specchio infranto, con lo sguardo che sa riconoscere gli errori della presunzione in quanto consapevole che nel bagaglio contemporaneo non vi sono modelli vincenti, soluzioni risolutive, scorciatoie miracolose. L’unica alternativa possibile è porsi con umiltà dinanzi al reale e affrontare caso per caso con apertura e disponibilità amorevole, situazione per situazione, contraddizione per contraddizione. Mestiere difficile, ma la gente schietta e aperta di Calenzano lo merita."

 
 

 


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