|
30
professionisti provenienti da ogni parte
d'Italia hanno ritratto Calenzano,
vivace comune ai confini di Firenze, in
cui l'improvvisa industrializzazione
seguita agli anni '50 si è sovrapposta
al sistema agrario e a importanti
preesistenze storiche. L'interessante
mostra, allestita presso il Municipio,
rimarrà aperta sino a tutto giugno.
" Di qua le
ciminiere del grande cementificio, di là
dall’antico Castello medievale.
Calenzano sta in mezzo con le sue
ricchezze storiche mescolate alle case
in tutti gli stili, il verde intenso e
buio delle pendici folte di cipressi,
splendide ville e piccoli nuclei intatti
che si intravedono lontani al di là
delle manciate di capannoni sulla piana.
Una identità sparsa e difficile,
composta da frammenti incantati e
ridenti di rivoli e muri a secco e ulivi
che si affiancano e forzatamente
convivono accanto ad altri frammenti,
pochi gradi di sguardo, improvvisamente
resi ostili e ottusi dall’urbanizzazione
di ieri. L’occhio fotografico di 30
architetti ha provato a restituire
questa immagine articolata e complessa
che racconta di poesie ormai perse
intersecate a modernità non ancora
mature. Eppure le 60 foto, anche le più
nude, guardano con partecipazione la
realtà complessa in cui le
contraddizioni si impastano ai meriti. È
come se questi architetti giovani e meno
giovani, rendendosi in qualche misura
corresponsabili delle vicende della
storia e facendosi rispettosi della
miopia dei padri, attraverso
l’enumerazione dei tanti punti di
giustificazione per le dinamiche che
hanno rotto l’idillio, mostrassero
comprensione, quasi simpatia per luoghi
e persone. In fondo è già quasi un
progetto: nell’accostare il vecchio al
nuovo senza imporre o solo ipotizzare
ricuciture astratte e ideologiche, le
foto mostrano pudore e delicatezza,
meditano, accolgono, accettano e
propongono indulgenza e tolleranza.
Senza giudicare e senza perdersi in
sterili rimpianti per lo specchio
infranto, con lo sguardo che sa
riconoscere gli errori della presunzione
in quanto consapevole che nel bagaglio
contemporaneo non vi sono modelli
vincenti, soluzioni risolutive,
scorciatoie miracolose. L’unica
alternativa possibile è porsi con umiltà
dinanzi al reale e affrontare caso per
caso con apertura e disponibilità
amorevole, situazione per situazione,
contraddizione per contraddizione.
Mestiere difficile, ma la gente schietta
e aperta di Calenzano lo merita."
 |