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13/07/2009

UNstudio di Ben Van Berkel al SAIE CONCRETE 2009

"Un'architettura che lascia indifferenti, che non pone domande e che non seduce, non è architettura", è il motto di Ben van Berkel. "Ci vuole un effetto 'ping-pong', attrarre le persone e sedurle".

Le forme sinuose e il gioco di incastri tipici delle strutture realizzate da questo studio olandese di fama internazionale si adattano ad una concezione nuova dell’uso del concrete, secondo linee progettuali che stupiscono e meravigliano.

UNstudio sarà ospite della nuova edizione del SAIE CONCRETE di Bologna, cui sarà dedicata la consueta Conferenza sulla grande architettura in cemento armato.

L’appuntamento è per il 29 Ottobre con la conferenza Progettare in cemento armato: "L’architettura seduttiva di UNstudio", per affrontare i metodi di progettazione più avanzati presentati dallo Studio di Van Berkel, vincitore nel 2008 del prestigioso Concrete Architecture Award per la progettazione del Museo Mercedes-Benz di Stoccarda. Un esempio di ingegneria avveniristica per l’uso di materiali innovativi e per la scelta di tecniche all’avanguardia e tecnologia 3D.

Attivo dal 1988, UNStudio è uno studio di architettura di livello internazionale con una lunga esperienza nell’urbanistica, nello studio delle infrastrutture, nelle costruzioni residenziali e non residenziali per il settore pubblico e privato. Lo studio di Van Berkel spazia dal disegno di interni al design, dall’architettura pubblica a quella privata, si distingue per l’originalità delle idee e per l’avanzato uso delle più moderne tecnologie. Il nome UNstudio sta per United Network in riferimento alla natura collaborativa del metodo di lavoro e all’impronta internazionale dello staff, costituito da esperti e tecnici di tutto il mondo.

Con base ad Amsterdam il Gruppo ha realizzato opere ovunque e di ogni tipologia diventando un’icona dell’architettura contemporanea. Tra le strutture più famose ricordiamo il Mercedes-Benz museum a Stoccarda (2001- 2006), la Galleria Department Store a Seoul (2005), la private family house VilLA NM in Upstate New York (2002-2007), il Teatro Agora a Lelystad (2004-2007) e l’ Erasmus Bridge a Rotterdam (1990-1996).

A proposito dell’uso del calcestruzzo nelle sue opere, Ben Van Berkel ha dichiarato: “Per quanto riguarda alcune strutture, come il Mercedes-Benz Museum, il cemento era l’unico materiale da scegliere. In quel caso, ad esempio, il tipo di struttura non poteva che essere realizzato con cemento gettato in opera. La costruzione dalle superfici lisce e gli elementi a doppia curvatura costituiscono una sfida intrapresa da UNstudio già molto tempo prima. In una serie di progetti dai primi anni ’90 in avanti UNstudio ha giocato con l’eredità dell’eroica ingegneria architettonica di metà del ventesimo secolo. L’Erasmus Bridge, seppur famoso per la sua silhouette in acciaio, in realtà costituisce un’opera in cemento. Esso è stato un banco di prova nel quale gli architetti hanno disegnato i progetti esecutivi per le casseforme realizzate poi dall’impresa esecutrice. La Moebius House dimostra l’alto potenziale “domestico” del cemento. La Centrale di Arnhem mette in evidenza la capacità del cemento di creare  un ambiente razionale e uniforme su ampia scala.”

 

Il calcestruzzo nelle opere di UNstudio

Mercedes-Benz Museum

UN studio ha progettato la geometria dell’edificio partendo da una pianta simmetrica e non è un caso che la struttura interna ricordi le costruzioni stradali. Per il museo Mercedes-Benz sono state utilizzate oltre 110.000 tonnellate di calcestruzzo che su una superficie di 4.800 metri quadri raggiungono un’altezza di 47,5 metri, occupando così uno spazio pari a 210.000 metri cubi.


Solo l’utilizzo di tecnologie modernissime ha reso possibile la realizzazione di una geometria così complessa. Dalla bozza fino al completamento, il progetto si basa su un modello dati tridimensionale modificato 50 volte nel corso della costruzione, che ha richiesto un totale di 35.000 piani d’opera. Fra le particolarità architettoniche si annoverano anche sale larghe 33 metri prive di sostegni, in grado di sopportare il carico di dieci autocarri, come gli elementi portanti a doppia curvatura, i cosiddetti “twist”, che ricordano eliche di aerei sovradimensionate e che, per la prima volta, sono stati utilizzati in questa forma ed in queste dimensioni. Nei profili delle finestre sono montati 1.800 vetri triangolari, ognuno diverso dall’altro. Tutti i materiali combinano un’altissima qualità ad un’immagine sobria.

Music Theatre dell’Università di Graz

L’opera, costata 19 milioni di euro, è stata ultimata nell’agosto scorso dopo 30 mesi di lavori.

Dà forma alla struttura una spirale orientata orizzontalmente, le cui estremità si intrecciano con il punto centrale definendo l’organizzazione degli spazi interni.

Il principio di una spirale che si scompone in tante spirali più piccole orientate in verticale e in diagonale diventa un importante modello architettonico.

Il progetto propone la combinazione di un volume semplice e rigoroso (la scatola), ed una serie di volumi concepiti per ospitare il movimento (l’intreccio come contaminazione di spazi). Nel Music Thetre di Graz l’organizzazione “a scatola” occupa il lato destro, mentre l’intreccio trova spazio sul lato sinistro.

Una grande scala all’ingresso conduce il pubblico al primo piano. Qui un ampio foyer dà accesso ad un auditorium con 650 posti a sedere, adattabile a differenti tipi di rappresentazioni, sia di danza che musicali. La flessibilità del foyer è consentita da una struttura a spirale che collega l’ingresso dell’auditorium alla sale da musica al piano di sopra, unendo così in una sorta di torsione i tre livelli di questo lato dell’edificio.

Realizzata in cemento, la spirale è illuminata da un lucernario nel soffitto rivestito da lamelle di legno scuro che si aprono a onda.

 

Stazione Centrale di Arnhem

La Stazione Centrale di Arnhem si è aggiudicata lo Schreudersprize 2005.

La distribuzione su più livelli interrati dell'importante nodo di interscambio (treni, tram, autobus), collegato  tra l'altro alla linea ad alta velocità Amsterdam-Francoforte, ha consentito di occupare una superficie totale di 160.00 mq, a fronte di un'area di intervento di "soli" 40.000 mq. La scelta di espandere, attraverso l'edificazione di strutture nel sottosuolo (compreso un grande parcheggio per le auto), le potenzialità dello spazio altrimenti limitato dalle preesistenze, rappresenta il fattore distintivo del progetto.

 

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